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Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 76
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Capitolo 76 di 79 18 min di lettura

Sulla soglia di un nuovo mondo

Che tipo di lavoro sarà davvero quello offerto da Nicola? Quali aspettative nasconde Sonia dietro l'ansia e l'entusiasmo del primo giorno? Sarà davvero all'altezza del mondo finanziario in cui ha scelto di addentrarsi?

Sonia
2 mesi fa · 871 letture · 0

Divertita dalla mia reazione, il suo tono si fece più confidenziale e caloroso.

«Vedo che la cosa ti incuriosisce» mormorò, posando la penna sulla scheda con un colpetto metallico. «Qui da noi, oltre alla presenza estetica e al portamento di classe, la discrezione e l'assoluta fedeltà alla struttura sono pilastri invalicabili».

«Ma... in che senso?» chiesi timidamente, sporgendomi leggermente in avanti.

«Vedi Sonia, la finanza non è fatta soltanto di numeri o bilanci freddi» spiegò inclinando il busto in avanti, lasciando che il profumo di una fragranza d'alta classe impregnasse l'aria tra noi, «negli affari che contano davvero, la tessitura delle alleanze e lo scambio di favori confidenziali sono l'unico modo per ottenere informazioni cruciali prima degli altri».

«Capisco...» ammisi candidamente, sentendo un pizzico di calore salire alle guance, «ma cosa dovrei fare io, in concreto? Di finanza e mercati non so assolutamente nulla».

Sofia fece un sorriso di rara dolcezza, un riflesso di complice ammirazione che le illuminò gli occhi chiari.

«Lo so, tesoro. Ma tu sei una ragazza bellissima, dotata di una sensualità magnetica e, da quanto ha avuto modo di valutare Nicola, incredibilmente disinibita, audace e sveglia».

Un motto di pura vanità mi scosse nel profondo, lusingata e accesa da quel giudizio espresso direttamente dal capo.

«E credimi su questo» aggiunse lei con voce ferma, «Nicola de xxx non sbaglia mai quando si tratta di riconoscere il talento e la natura delle persone».

Fece una breve pausa, lasciando che il significato di quella frase si depositasse nell'aria, proseguendo poi: «Prima di lanciarti sul campo, però, dovrai seguire un percorso di preparazione mirato. Imparerai a muoverti, a parlare e a gestire la tua presenza in contesti di altissimo livello. Essere splendida è il tuo punto di partenza, ma da solo non basta per dominare certi ambienti. Quanto alla finanza... non temere, imparerai ogni singolo segreto a tempo debito».

Sofia aggiunse che tutte loro, prima di essere introdotte a quel livello di operatività, avevano seguito lo stesso percorso formativo d'élite, una sorta di corso di perfezionamento avanzato fatto di stile, dizione, psicologia della seduzione e riservatezza strategica.

E lei era lì proprio per quello. Il suo compito consisteva nel seguirmi da vicino, guidarmi passo dopo passo, plasmarmi e limare ogni asperità borghese fino a rendermi la donna affilata e consapevole che Nicola desiderava al suo fianco.

La ascoltavo rapita: la sua voce non possedeva soltanto un timbro musicale, ma fluiva come un fiume calmo e cristallino, capace di ipnotizzare e rassicurare al tempo stesso. Ero letteralmente incantata dalla sicurezza con cui dominava ogni concetto.

Quando finì di parlare, la domanda mi scivolò tra le labbra quasi spontaneamente, tradotta in un filo di voce tremante di aspettativa: «Quando... quando cominciamo?».

Sofia sorrise con l'espressione complice di chi aveva già previsto quella reazione, e nell'accogliere la mia impazienza confermò definitivamente quel tono confidenziale che già mi faceva sentire accolta nel suo cerchio.

«Subito, tesoro! A meno che tu non abbia impegni improrogabili per oggi» rispose, facendo scivolare lo sguardo sul quadrante in madreperla di un Patek Philippe in oro rosa che le fasciava il polso sinistro. «Ho già fissato il tuo primo appuntamento con la nostra estetista di fiducia. Esattamente tra venti minuti».

Sbarrai gli occhi per l'incredulità, annuendo a vuoto con un'espressione di stupore: la velocità con cui le cose prendevano forma in quel mondo lasciava senza fiato.

Le sue labbra si curvarono in una risata sommessa, gratificata da quel mio smarrimento.

Quando si alzò dirigendosi verso un mobile bar alle sue spalle per servirmi una tazza di caffè espresso, il mio sguardo cadde inevitabilmente sul suo profilo posteriore. Il pantalone in tessuto segnava le forme di un culetto tondo, sodo e perfetto, la cui linea ondeggiava a ogni piccolo passo sui tacchi a spillo.

A quella vista provai un'improvvisa e involontaria scarica al clitoride, un fremito teso e bollente che mi inumidì le mutandine in un sussulto di puro desiderio feticistico per quella donna divina.

L'idea che la sua vita fosse una continua sfida, e che tutta quell'eleganza servisse solo a custodire le perfette forme del suo corpo, mi attraversò la mente con la forza di una rivelazione, e il pensiero di scoprirla a fondo accese in me una scossa di intenso piacere.

Sofia tornò verso la scrivania con due tazzine di porcellana fumanti, me ne porse una, e riprendendo posto riaprì il suo blocco per appunti.

«Ecco come organizzeremo le tue giornate da oggi in poi» esordì con voce fluida, aprendo la cartella. «Inizierai con un'ora dedicata al portamento, un'ora di dizione e la palestra nel primo pomeriggio con un personal trainer. A questo si aggiungeranno una seduta settimanale nel centro estetico dell'azienda, un controllo medico mensile completo di analisi del sangue e delle urine per garantire uno stato di salute perfetto, e un pomeriggio al mese riservato allo shopping in atelier selezionati».

Nel figurarmi quegli abiti sartoriali, la seta, i pellami pregiati e la vertigine di quel lusso, provai un senso di stordimento dorato. Somigliava alla versione moderna della favola di Cenerentola, ma in quella fiaba non ero affatto la povera fanciulla in attesa di salvataggio, bensì una ragazza consapevole, pronta a prendersi il proprio posto nel mondo attraverso il potere del corpo e della seduzione.

Sofia si alzò, annunciando che l'auto ci attendeva già all'ingresso del palazzo. La mia mente vagò per un istante, cercando di figurarsi l'impatto con quell'affascinante realtà, poi scacciai ogni esitazione e mi alzai ricambiando il suo sguardo con sincera gratitudine, pronta ad abbracciare la mia nuova vita.

Ad attenderci in strada c'era una lucentissima Mercedes nera. Un uomo moro, dalle spalle larghe e possenti che parevano faticare a stare contenute in un elegante abito scuro, scattò con ammirevole tempismo per aprirci la portiera.

«Buongiorno, io sono Manuel, l'autista personale del dottor de xxx» si presentò con una voce bassa, calda e profonda.

Il suo sguardo si soffermò sulla mia figura, in un'occhiata misurata ma discreta, priva di volgarità, che mi provocò un'involontaria vampata di calore.

«Grazie, Manuel» rispose Sofia scivolando nell'abitacolo.

La seguii, sprofondando in sedili di sofficissima pelle. Mentre la berlina si immetteva silenziosa nel traffico cittadino, provai un sottile senso di straniamento, come se fino a quel momento avessi vegetato in una dimensione mediocre.

Ripensai alla prima volta con Nicola nell'hotel di Rimini, un luogo che all'epoca era parso lussuoso, ma che ora, al confronto con la maestosità di quel mondo appariva quasi spartano.

Provai un profondo senso di devozione per lui, accompagnato dalla voglia bruciante di averlo di nuovo sopra di me.

Il ricordo del suo cazzo enorme e del suo sapore, la memoria liquida di quel seme denso che più volte mi aveva riempita fin dentro le viscere, agirono nell'ombra: la fica riprese a grondare umori caldi, costringendomi a stringere leggermente le cosce per non farmi tradire dai movimenti del corpo.



Il tragitto fu breve, e l'auto accostò con grazia davanti a un salone di bellezza le cui vetrate opache richiamavano l'estetica di una gioielleria d’élite. Un tempio della cura personale, la cui sola facciata trasmetteva un'idea di lusso esclusivo e inaccessibile.

Varcata la porta a vetri scorrevoli, fui avvolta da una brezza tiepida e inebriante, intrisa di fragranze preziose, oli essenziali e note di lavanda. Sofia lì era chiaramente di casa: salutò le collaboratrici con un cenno disinvolto, muovendosi con la sicurezza di chi domina quegli ambienti.

A venirci incontro fu la titolare, Mary: una donna sulla cinquantina dall'aria rigorosa, i capelli scuri raccolti in uno chignon tiratissimo e uno sguardo clinico, abituato a scansionare ogni dettaglio con spietata precisione.

«Sofia, cara, che piacere» esordì Mary con un tono caldo ma formale, per poi posare su di me due occhi severi. «È lei la nuova ragazza di Nicola?».

«Sì, Mary. È Sonia» rispose Sofia con un sorriso radioso. «Abbiamo bisogno del tuo tocco migliore. Bisogna prepararla per il livello che sai».

Mary mi squadrò dalla testa ai piedi, poi disse: «Seguitemi nel privè».

Ci condusse in una zona riservata, illuminata da luci soffuse.

«Spogliati, cara» disse Mary con tono neutro, stendendo un foglio di carta monouso sul lettino anatomicamente sagomato.

Prima di andare avanti…

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