Tommaso ci vide arrivare. "Ah, eccovi!" disse, ingenuo come sempre. "Vi stavamo aspettando. Mario mi ha fatto compagnia." Non fece una piega, non notò le nostre mani intrecciate, o il rossore sul mio viso, o l'intensità che c'era tra me e Luca.
Ma Mario... ah, Mario non era Tommaso. I suoi occhi neri si posarono su di me, poi su Luca, e in quello sguardo lessi subito tutto: la consapevolezza, il possesso, e un odio viscerale che si accendeva tra lui e Luca, così diretto, così palpabile che mi fece tremare. Un'ombra di minaccia passò sul suo volto, una promessa silenziosa di ciò che mi avrebbe fatto pagare per quella vicinanza.
Adesso per me cominciava il bello. Ero al centro di un triangolo esplosivo. Il cuore mi batteva all'impazzata, ma una parte di me, quella più perversa, sentiva un'eccitazione profonda, un brivido per il pericolo.
Il mio cuore batteva forte nel petto, un ritmo irregolare come i miei desideri contorti. Avevo Luca accanto a me, la sua mano calda che stringeva la mia, ignaro della tempesta che gli si stava scatenando intorno. E poi c'erano loro, Tommaso e Mario, le due facce della mia doppia vita, che ora si fronteggiavano in un silenzio carico di tensione. L'aria si era fatta densa, come prima di un temporale.
Tommaso, il mio ingenuo e fedele Tommaso, non aveva notato nulla. Le sue risate fragorose riempivano l'aria, ignare dell'odio palpabile che scorreva tra Luca e Mario. Ma io, io sentivo tutto. Sentivo gli sguardi di Mario che mi bruciavano sulla pelle, un misto di minaccia e di possesso che mi faceva fremere. E sentivo lo sguardo di Luca, un misto di amore e di una curiosità che, per ora, era ancora innocente.
Un brivido mi percorse la schiena: ero al centro di un crocicchio pericoloso, dove ogni passo falso avrebbe potuto far crollare il mio castello di bugie. L'eccitazione mi inondò per quella situazione così rischiosa, così proibita. La mia nuova vita era un gioco, e io ero pronta a giocare.
Il cuore mi batteva forte, e sentivo la mano di Luca stretta alla mia. Lui non l'avrebbe mollata, no. Voleva che il nostro amore si dichiarasse, senza segreti, sotto gli occhi di tutti. Ma io... io ero una bugiarda, e la verità era un lusso che non potevo permettermi. Ero in trappola.
Sentii lo sguardo di Mario bruciarmi addosso, un misto di sfida e di possesso che mi faceva fremere. Quella tensione pericolosa mi stava eccitando. Dovevo fare qualcosa, in fretta. Con la scusa patetica di dovermi aggiustare il costume, lasciai la mano di Luca. Il suo viso si rabbuiò all'istante, un lampo di offesa gli attraversò gli occhi. Non disse nulla, ma il suo silenzio fu più rumoroso di qualsiasi parola. Si voltò e se ne andò, lasciandomi lì, al centro di quel palco assurdo, con Mario e l'ingenuo Tommaso.
Ero lì, a chiedermi cosa ci facesse Mario in quel momento. La sua presenza era sempre un presagio di guai, o di piaceri proibiti. Ma stavolta era diverso, la tensione era troppo alta, il rischio troppo grande.
Tommaso, il mio povero, beato Tommaso, non ci mise molto a svelare il mistero. Si voltò verso di me, gli occhi brillanti di eccitazione e un velo di confusione. “Sonia, Mario è stato bravissimo!" esclamò, la voce alta. "Ha trovato due biglietti per il concerto di Cesena! Non ti ricordi? Ne avevamo parlato l'altra sera!"
Il mio stomaco si strinse. Il concerto a Cesena. Era vero, ne avevamo parlato, il mio cantante preferito. Ma non ricordavo assolutamente che lui avesse chiesto a Mario di aiutarci. Il solito Tommaso, ingenuo e distratto, che attribuiva a sé stesso meriti inesistenti. Finsi di riflettere, di cercare nella mia memoria un ricordo che non c'era. Tommaso sembrava avvilito dal fatto di non ricordare nulla, quasi fosse un problema suo, e la cosa mi fece sorridere interiormente. Era così facile manipolarlo.
Poi, come se fosse stato colpito da un'idea geniale, Tommaso si batté una mano sulla fronte. "Accidenti! Ma io ho un impegno con gli animatori stasera, la finale del torneo di carte!" La sua espressione si fece malinconica per un istante, ma poi si illuminò di nuovo. Si voltò verso Mario, con un sorriso smagliante. "Mario, visto che i biglietti ci sono e sai quanto a Sonia piaccia quel cantante, perché non la porti tu?"
Assistere a tutta quella discussione fu sbalorditivo. Tommaso mi stava consegnando nelle mani di Mario, come un pacco. Il mio cuore martellava nel petto, l'anticipazione mi inondò di calore. Mario, ovviamente, non esitò. I suoi occhi neri si posarono su di me per un istante, un lampo di trionfo e di possesso. "Certo, nessun problema," disse, con la sua voce roca. "Sarò a prenderti per le 7."
Il mio destino per la sera era segnato. Un concerto, Mario, e chissà quali altre perversioni. La mia discesa stava prendendo una piega ancora più interessante.
Il mio cuore batteva forte. Un concerto a Cesena con Mario? Non ricordavo bene come fosse saltato fuori quel discorso, ma la verità è che non m’importava. Era l'occasione perfetta per liberarmi, per sfuggire a Tommaso e tuffarmi di nuovo nel proibito. Ho subito colto la palla al balzo. Mario si è dileguato con un sorriso sornione, e io mi sono voltata verso Tommaso, fingendo un'improvvisa fretta.
"Tommaso, vado a prepararmi! È già tardi e non so ancora cosa mettermi!" ho esclamato, con un tono che non ammetteva repliche. Lui, il mio ingenuo fidanzato, ha annuito. Sapevo che se la sarebbe presa con calma. Dopo la spiaggia, si sarebbe fermato giù per l'aperitivo, a chiacchierare con le sue nuove amicizie. Il suo carattere così disponibile ed espansivo gli aveva procurato vari nuovi amici tra gli animatori, il personale dell'hotel e altri clienti come noi. Mi avrebbe dato tutto il tempo necessario per la mia piccola, perversa preparazione.
Appena sono arrivata in camera, il telefono ha vibrato nella mia mano. Sapevo già chi fosse. Un messaggio da Mario.
Mario: Allora, puttana, contenta che ti ho liberato per stasera? Ti farò divertire come non mai. 😉 Spero che il tuo culo sia già pronto per il mio cazzo. 😈
Sonia: Mario, tesoro, che modi! 🙄 Ma ammetto che la tua "intercessione" è stata... inaspettata. 😇 Il mio culetto è ancora dolente, lo sai il perché! Ma la mia fica ti aspetta impaziente. 😈
Mario: Non fare la piagnona con me, zoccola. So che non vedi l'ora di sentire il mio cazzo fino in fondo. E Luca? Lo hai già mollato? Quella checca innamorata... ti ha annoiato subito? Sei una puttana da battaglia, non una sfigata da romanticismo. 🖕
Sonia: Mario, Mario... 🤭 Sempre così diretto, così... volgare. Mi ecciti da morire quando fai così, lo sai? 🥵 Luca? Oh, Luca è un tesoro. Così dolce, così premuroso... 🥰 Ma tu sei la mia trasgressione, la mia perdizione. E la mia fica non dimentica chi la sa far urlare. 🔥 Non credi?
Mario: Parli troppo, troia. Sei una puttana viziata e schifosa. Ma mi piace quando fai la civetta. Mi eccita pensarti con il mio cazzo in bocca mentre parli delle tue stronzate. Ti farò stare zitta stasera. Ti riempirò la bocca e il culo finché non implorerai. 💦
Sonia: Oh, Mario... Le tue minacce sono la mia più grande promessa. 🤤 Mi piace quando dici che mi riempirai, ma il culo NO! Per ora almeno. 🤭 La mia bocca è già umida al pensiero del tuo cazzo, e la mia fica scalpita. 🍑 Non vedo l'ora di sentire la tua sborra calda schizzare dentro di me. 🌊 Sei così bravo a farmi sentire una vera cagna. 🐶
