Vai al contenuto
Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 29
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 29 di 78 15 min di lettura

Oltre il confine del giorno

Un bacio che sa di addio e un’ombra scura che attende nel crepuscolo. Sonia oltrepassa la soglia, pronta a perdersi in un gioco senza confini. Quale sarà il prezzo del ritorno?

Sonia
9 mesi fa · 445 letture · 0

Dopo che ci portarono da bere, Nicola posò il bicchiere e fissò prima Tommaso, poi me. Il suo sguardo era una lama.

"Tommaso," iniziò, con quella voce calma ma percorsa da un sottofondo di assoluta autorità, "vorrei una risposta per la mia offerta di lavoro a Sonia. Mi sembra che lei sia ancora un po' incerta, troppo prudente. Prova tu a convincerla, visto che a te non nasconde nulla."

Tommaso rimase sorpreso, gli occhi che gli si allargarono per lo stupore. Non si aspettava un intervento così diretto. Poi si voltò verso di me, facendosi serio e prendendomi la mano.

"Amore, ma è un'occasione incredibile, non puoi ancora avere dubbi!" disse, con una voce carica di un entusiasmo quasi infantile. "Ma ci pensi? Un contratto così ben pagato... e soprattutto con una persona stimata come Nicola. Non capita tutti i giorni una chance simile, Sonia. Non puoi proprio fartela scappare per un eccesso d’insicurezza."

Strinse la mia mano nella sua, cercandone il consenso. "Dai, piccola, non fare la difficile. È una svolta per il tuo futuro. Per il nostro futuro insieme. Non ti sembra una prospettiva fantastica?"

Ascoltai Tommaso, lasciando che le sue parole fluissero intorno a me mentre Nicola mi studiava, con quegli occhi azzurri che parevano ridermi in faccia. Sapeva benissimo che Tommaso mi stava consegnando a lui su un vassoio d'argento. La mano del mio fidanzato era calda sulla mia, e la sua innocenza mi apparve all'improvviso come un peso leggerissimo, quasi inconsistente di fronte al turbine perverso che mi agitava dentro.

"Oh, Tommaso," gli risposi, lasciando andare un sospiro che era un capolavoro di simulata indecisione. Gli sorrisi dolcemente, quasi con una punta di timore reverenziale, mentre con la coda dell'occhio godevo del fatto che Nicola osservasse i miei capezzoli turgidi offerti al sole e alla sua vista. "Lo so che hai ragione... è che è un cambiamento così grande! Non è facile decidere così, su due piedi."

Mi voltai verso Nicola, con un sorriso che era un equilibrio perfetto tra finto imbarazzo e malizia pura. "Vedi, Nicola? Tommaso è il mio primo fan, il mio sostenitore più accanito. Non mi lascia passare nulla, è più ambizioso lui di me."

Poi, abbassando il tono di voce e quasi sussurrando, come se stessi rivelando un segreto intimo e prezioso, continuai: "Ci devo pensare bene, Tommaso. È una scelta che cambierebbe molte cose. Ma... devo ammettere che la proposta di Nicola si sta facendo davvero molto, molto interessante. Forse hai ragione tu, non dovrei opporre troppa resistenza."

Strinsi la mano di Tommaso per rassicurarlo, mentre la mia mente già immaginava come avrei usato quel "lavoro" per sparire intere giornate tra le braccia del mio nuovo padrone. Tommaso sembrò sollevato e felice della mia apertura, mentre Nicola, dal suo canto, non nascose un sorrisetto divertito. Aveva vinto di nuovo, usando l'onestà di Tommaso per legarmi ancora di più alla sua catena invisibile.

Tornai all’ombrellone insieme a Tommaso. La sua insistenza nel volermi convincere ad accettare quell'impiego offerto da Nicola mi sembrava quasi tenera nella sua totale innocenza. Annuivo e sorridevo, lasciandolo parlare a ruota libera, mentre la mia mente era già altrove, proiettata verso i brividi e i piaceri proibiti della serata che mi aspettava.

Poco più tardi, mi diressi verso i bagni della spiaggia, per fare pipì.

Una volta chiusa nel gabbiotto, abbassai la mutandina del costume. L'interno era un trionfo di umori: la sborra di Nicola, una macchia biancastra e appiccicosa, mischiata alla mia eccitazione.

Quando uscii, Nicola era lì ad aspettarmi, appoggiato alla parete esterna. Il suo sguardo mi trapassò, come se potesse leggere ogni singola sensazione che avevo appena provato là dentro. Sentii il calore salirmi al viso, ma fu un rossore di sfida, non di vergogna. Ci incamminammo sulla sabbia, fianco a fianco.

"Voglio venire da te anche stanotte, Sonia," mi disse lui, la voce bassa, quasi un ordine sussurrato. "Ho ancora voglia di sentirti tremare."

Lo guardai e scossi la testa, regalandogli un sorriso carico di malizia. "Non posso, Nicola. Stasera ho un impegno improrogabile... una cena con amici a cui non posso mancare."

Lui non insistette, limitandosi a un leggero sorriso di approvazione. Continuammo a camminare mano nella mano. C'era qualcosa di così naturale nel nostro stare insieme che, agli occhi dei passanti, dovevamo sembrare una splendida coppia, nonostante la differenza d'età. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare la verità che si nascondeva dietro quelle dita intrecciate.

Tornammo all'ombrellone verso le sei, separandoci con discrezione un centinaio di metri prima di arrivare. Un gesto quasi inutile: per chi avesse avuto occhi per vedere, la nostra tresca era scritta sulla mia pelle. Ma Tommaso, come sempre, non vedeva nulla.

Una volta in camera, iniziai i preparativi per Mario. L'attesa mi faceva pulsare ogni vena. In bagno, mi osservai allo specchio: il mio corpo sembrava splendere di luce propria. Scelsi un abito leggerissimo, che accarezzava le mie curve e lasciava intuire il mio seno. Sotto, non indossai nulla.

Sistemai i capelli e stesi un velo di lucidalabbra per rendere la bocca ancora più invitante. Ogni gesto era calcolato per amplificare l'attesa. Quando uscii dal bagno, Tommaso era già pronto. Mi guardò e il suo volto si illuminò.

"Sei bellissima, amore," mi disse con la solita, disarmante ingenuità.

Gli ricambiai il sorriso e gli diedi un bacio sulla guancia, sentendo il suo profumo familiare così diverso dall'odore acre e muschiato di Nicola che ancora mi stuzzicava le narici. Mi ero truccata con una linea di eyeliner nera e definita, un look da Cleopatra che mi dava uno sguardo felino. Sapevo già che, con la rudezza di Mario, quel trucco sarebbe presto sbavato, diventando il simbolo della notte sfrenata che mi attendeva.

Prima di uscire, guardai Tommaso. Era così buono, così inconsapevole. Mi avvicinai e lo abbracciai con una tenerezza inaspettata; quasi un pizzico di senso di colpa mi strinse il cuore. Lui ricambiò la stretta, sussurrandomi un "ti amo" all'orecchio. Fu come un addio, per quella notte, al mio lato più innocente.

Scendemmo nella hall. Nicola era lì con la sua famiglia. I suoi occhi mi trovarono all'istante e un lampo di desiderio attraversò il suo sguardo nel vedermi così elegante e provocante. Gli risposi con un cenno discreto, poi io e Tommaso uscimmo.

Il grosso SUV di Mario era già lì ad aspettarci, una sagoma scura e imponente nella luce del crepuscolo: una promessa d'acciaio di tutto ciò che il buio della notte avrebbe portato con sé.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Sonia

1 racconti, 1 libri.

Altri racconti di Sonia

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Abusati nella Cascina da "Sonia & Tommaso"

    Cosa si nascondeva oltre il portone fatiscente? Quale perversa macchinazione avrebbero messo in atto? Sentivo che il mio segreto più sporco stava per raggiungere un punto di non ritorno.

    8 mesi fa 15 min 0 mi piace
    Indice dei capitoli
    0 Cap. 30

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista