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Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 29
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Capitolo 29 di 78 15 min di lettura

Oltre il confine del giorno

Un bacio che sa di addio e un’ombra scura che attende nel crepuscolo. Sonia oltrepassa la soglia, pronta a perdersi in un gioco senza confini. Quale sarà il prezzo del ritorno?

Sonia
9 mesi fa · 445 letture · 0

Non appena Tommaso riattaccò, sentii vibrare il mio telefono contro il palmo della mano. Un messaggio di Mario. Il suo solito tono, quell’aggressività cruda e diretta che mi arrivava addosso come una scossa elettrica. Ero pronta a giocare, a stuzzicarlo con la mia solita malizia, per infiammare ancora di più quel desiderio perverso che ci univa.

Mario: 😈 Allora, troia, pronta per stasera? 😉 Non vedo l'ora di vederti strisciare per me.

Sonia: Strisciare... dipende da quanto mi farai godere, non credi? 💋 Non sono mica una cagna qualsiasi.

Mario: Oh, lo diventerai, piccola. 🐺 Stasera ti farò ululare come una lupa in calore. Ho già in mente un paio di cose che ti faranno dimenticare il tuo fidanzatino. 😈 Cosa mi hai combinato oggi, puttanella? Hai fatto la brava?

Sonia: La "brava" è una parola grossa per me, soprattutto da quando ti conosco. Oggi ho fatto... quello che dovevo fare. E tu, Mario? Sei stato un bravo padrone? O mi hai pensato così tanto da non combinare niente? 😏

Mario: Ho pensato solo a quanto ti scoperò stasera, sporca cagna. E a come ti riempirò la fica e il culo finché non implorerai pietà. 🍆💦 Ti senti già bagnata al pensiero, vero? 😈

Sonia: La mia figa è pronta, Mario, lo ammetto. 🥵 Ma non è solo per stasera. È per il pensiero di quello che mi farai. Per la tua mano pesante sul mio sedere, per il tuo cazzo che mi scoperà senza pietà. Mi rendi... desiderosa. Hai già qualcosa in mente per me stasera? Ho delle voglie particolari...🤤 😈

Mario: Il mio giocattolo è sempre pronto per te, puttana. Lungo e duro, pronto a farti urlare. 🍌 E so che le tue voglie non sono mai "normali". Sei curiosa di sapere cosa mi frulla per la testa? Dimmi, cosa vuoi che ti faccia? Cosa ti eccita di più al pensiero di stasera? Non fare la timida. 😈

Sonia: Mmmh... La timidezza non mi si addice più, Mario. Soprattutto non con te. Oltre al tuo cazzo che mi apre in due, e che mi riempirà fino in fondo? 😱 Mah!? Sai che mi piacciono le sorprese… 🍑💦 Hai già un’idea?

Mario: Mi ecciti da impazzire, Sonia. Il pensiero di farti mia in ogni buco, di sentire la tua fica che mi succhia, il tuo culo stretto intorno al mio cazzo. E ti riempirò, oh se ti riempirò. Non una, non due, ma tutte le volte che voglio. E quando avrò finito, voglio vedere il mio sperma che ti cola dalle gambe. 👅 Preparati, puttana. Stasera la tua vera natura uscirà fuori. 😈

Sonia: Non vedo l'ora, Mario. La mia vera natura è sempre stata lì, in attesa del padrone giusto per liberarla. Fammi godere, fammi strisciare, fai di me ciò che vuoi. Sono tua. ⛓️ E non dimenticare di sorprendermi. Adoro le sorprese! 🤫🍑💦🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆🍆

Mario: Stasera ti sorprenderò, piccola. Non temere!😈 Vedrai. Preparati al vero sesso. 🍆💦 Ci vediamo tra poco, troietta. E niente mutandine. 😏

Sonia: Ti aspetto, Mario. Beh, con te sarebbero inutili. Non vedo l'ora di sentire le tue mani che me la toccano. La mia fica ti aspetta. 🔥 A tra poco, padrone.

Tornai stesa a prendere il sole, la pelle che scottava leggermente, ma la mia mente era già altrove, persa nei giochi perversi che mi aspettavano con Mario. Un’ondata di calore mi pervase, un fuoco che non veniva solo dal sole, ma dal desiderio che mi stava consumando.

Improvvisamente, una figura alta proiettò la sua ombra su di me. Era Nicola. Non ci fu bisogno di mostrarmi la chiave della cabina, né di dire una parola. Il suo sguardo intenso era già un ordine. Mi alzai con una naturalezza disarmante, la mia nudità del seno ormai diventata una condizione abituale, con i capezzoli duri che salutavano l’aria. Mi muovevo sulla spiaggia con una disinvoltura che sapevo attirare gli sguardi vogliosi di ogni maschio presente, e questo mi eccitò ancora di più. Tommaso, ovviamente, non c'era. Era chissà dove, perso nei suoi giochi, del tutto ignaro del mio vero divertimento.

Lo seguii, sentendo quegli sguardi bruciarmi addosso come carezze invisibili. Una volta chiusa nella solita cabina, l’aria si fece densa, carica di elettricità. Le sue mani forti mi afferrarono, la sua voce profonda divenne un sussurro che era un comando: "Girati e piegati, Sonia. Adesso."

Mi piegai, le mani che andarono a cercare il legno della panca per sorreggermi, il culo esposto e pronto per lui. Sentii il suo cazzo grosso e duro che premeva contro la mia apertura anale, già umida e desiderosa. Un brivido di anticipazione mi percorse la schiena. Con una spinta decisa, lui entrò, riempiendomi completamente. Non ci fu preavviso, solo la sensazione cruda e primordiale della sua carne che si faceva strada dentro di me, aprendomi sempre di più. Trattenni un gemito, un misto di dolore e piacere che mi fece stringere il legno con le dita. Ogni affondo era profondo, autoritario, e mi faceva sentire pienamente sua, una puttana a sua completa disposizione. Il suo respiro rauco e il suono umido dei nostri corpi che si univano formavano un'orchestra di perversione che risuonava solo per noi due.

Quando finì, svuotandosi dentro di me con un lungo spasmo che mi fece tremare le gambe, si ritrasse. La sensazione del suo sperma caldo che mi colava dal culo era come un sigillo sulla mia sottomissione. Lui mi guardò, lo sguardo intenso come sempre.

"Seguimi al bar," disse, con voce ferma.

Mi raddrizzai, avvertendo il sedere indolenzito e umido. Ero quasi nuda, con solo la mutandina brasiliana a coprire a malapena il pube, quel triangolino scuro ormai sempre esposto al suo volere. Ma non esitai. Nonostante fossi in quello stato, con i seni al vento e il corpo segnato dal sesso appena consumato, lo seguii. Il suo ordine era legge, la mia sottomissione completa.

Raggiunto il bar, con una calma calcolata, Nicola si sedette a un tavolino in prima fila, proprio sotto il porticato, dove la luce del sole esaltava ogni mia curva. Voleva esibirmi, ostentare a tutti la sua preda ancora calda del suo possesso. Mi accomodai di fronte a lui con un finto imbarazzo, o almeno questo era ciò che volevo fargli credere. Sentivo il calore salirmi al viso, un rossore che mi piaceva terribilmente: era un miscuglio inebriante di vergogna e di eccitazione pura. Con il mio seno nudo offerto all'aria e agli sguardi voraci, i miei capezzoli — tesi e duri come marmo — erano le prove traditrici dell'effetto che quel rischio aveva su di me.

Il cameriere arrivò in un istante. I suoi occhi restarono incollati al mio seno mentre prendeva l’ordinazione, le mani che quasi tremavano sul taccuino. Mantenni lo sguardo fisso su Nicola, ignorando deliberatamente l'uomo, ma percepii ogni singola vibrazione della sua attenzione famelica. Nicola sorrise appena, godendosi quel momento di dominio pubblico.

Tommaso stava ancora ridendo con gli animatori a pochi metri di distanza. Nicola lo chiamò con un cenno e un tono che non ammetteva repliche. Lui arrivò subito, con quel suo sorriso solare che stonava così tanto in quel contesto carico di segreti e tensione. Si sedette con noi e il suo sguardo scivolò su di me. Gli sorrisi con una naturalezza che mi sorprendeva ogni volta: in un attimo ero di nuovo la fidanzata perfetta, l'amica fedele al tavolo del bar.

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