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Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 21
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Capitolo 21 di 78 23 min di lettura

Il Gioco dei Ruoli

La recita di Sonia raggiunge il culmine: deve decidere, ma quali saranno le conseguenze sull'equilibrio emotivo di questa triplice finzione?

Sonia
9 mesi fa · 432 letture · 0

Fu una serata tranquilla, proprio come quella di una normale coppia in vacanza. Io e il mio fidanzato, passeggiammo per le affollate vie di Rimini, tra negozi che vendevano più o meno le stesse cose, gelaterie e locali pieni di gente. Da Intimissimi comprai degli slip in cotone che mi servivano e un costume che piaceva molto a Tommaso.

Rientrammo in hotel prima di mezzanotte, mano nella mano, come due innamorati. Marco e Luca erano seduti fuori, e non potemmo non fermarci. Presi la mia busta con i nuovi acquisti, salutai velocemente i due amici e salii in camera. Ero ancora arrabbiata con Luca per la sua scenata e non me la sentivo di fermarmi lì a fare la carina.

Mi ero da poco spogliata e giravo per la camera in intimo, sistemando i nuovi acquisti. Sentii bussare alla porta. "Chi è?" chiesi, prima di aprire. "Sono Luca," rispose la sua voce, un po' tesa. "Cosa vuoi?" gli domandai. Lui mi supplicò di farlo entrare. La mia prima risposta fu un secco "No," ma dietro la sua insistenza, cedetti. Aprii la porta quel tanto che bastava per farlo scivolare dentro, poi la richiusi subito.

Gli voltai le spalle, facendo la sostenuta, dandogli le spalle mentre fingevo di riordinare le mie cose. Ma sentivo il suo sguardo bruciarmi addosso. Poi, mi abbracciò da dietro. Le sue braccia si avvolsero intorno a me, e sentii il suo respiro sul mio collo. "Sonia, ti prego, scusami," sussurrò. "Mi dispiace per come mi sono comportato prima, per la mia gelosia stupida. Sono stato uno stronzo."

Mi feci pregare un po', giusto per fargli sentire il peso delle sue azioni. Poi, lentamente, mi girai e gli sorrisi. Un sorriso che era un misto di perdono e di potere. "Pace?" chiese lui, con gli occhi pieni di speranza. Io gli risposi con un sorriso, senza dire una parola. Le mie azioni parlavano più delle parole.

Per sdrammatizzare, lui mi chiese: "Ehi, cos'hai comprato? Non me le fai vedere indossate?"

Lo guardai, il mio sorriso malizioso che prometteva un inferno di piacere. La sua domanda mi aveva dato l'occasione perfetta per torturarlo, per farlo implorare.

"Ma certo, amore," gli risposi, la voce mielosa, quasi un sibilo, ma con un tono che sapeva di sfida e controllo. "Perché no? Ma c'è una condizione." Lasciai che la curiosità gli divorasse l'anima, che il desiderio gli bruciasse dentro. "Voglio che tu mi aiuti a scegliere. E poi... poi sarò io a decidere come e quando ti farò vedere il resto." Gli feci un occhiolino, pieno di promesse non dette, e il mio sguardo scivolò dal suo viso al mio corpo, indugiando un attimo sulla curva del mio seno, poi sul mio ventre piatto e sulle mie cosce, come a invitarlo a immaginare.

Senza aspettare la sua risposta – sapevo che era già intrappolato – mi girai verso la busta di Intimissimi. Ne tirai fuori gli slip in cotone che avevo appena comprato e il costume. Li appoggiai sul letto, invitandolo con un gesto del capo. La mia mente era già a mille, a fantasticare su come avrei potuto usare quei nuovi acquisti per tormentarlo, per eccitarlo, per legarlo ancora di più alla mia perversione.

Presi il costume nuovo, il pezzo di sopra, e lo provai davanti a lui, lasciando che i miei seni premessero contro il tessuto, modellandosi alla perfezione. Luca mi divorò con gli occhi, il suo sguardo che bruciava sul mio corpo. "Ti piace?" gli chiesi, con un tono innocente ma provocante, mentre mi giravo lentamente, per mostrargli ogni angolazione.

Poi, con un sorriso malizioso, tolsi il mio tanga bianco e il pezzo di sopra del costume. Luca rimase senza fiato. I suoi occhi corsero sul mio corpo nudo, fermandosi sulla mia fica sfacciatamente esposta, che gocciolava per l'eccitazione. Mi sentii una dea del sesso, potente e desiderata. "E questi?" gli chiesi, indicando gli slip in cotone nuovi sul letto. "Vuoi che li provi anche quelli? O preferisci vedermi senza niente?" La mia voce era un sussurro, un invito chiaro.

Luca mi guardò, gli occhi lucidi di desiderio, la sua bocca leggermente aperta. Deglutì, e vidi chiaramente la sua erezione farsi strada sotto i pantaloni. Era completamente in mio potere.

"Sonia..." sussurrò, la voce roca. "Voglio... voglio vederti senza niente. Voglio solo te, così come sei." La sua mano si allungò, incerta, verso il mio ventre.

Sorrisi, un sorriso che era puro trionfo. "Bravo ragazzo," gli dissi, con un tono che era una carezza e un comando insieme. "Allora sai cosa devi fare." Feci un passo indietro, allontanandomi leggermente dalla sua portata. "Se mi vuoi così, devi meritartelo.”

"Luca," gli sussurrai, la voce un soffio roco, "voglio che mi lecchi la figa. Voglio che mi tu faccia venire solo con la tua lingua, mentre io resto qui, a guardarti. Voglio vedere la tua faccia mentre mi fai godere." Era una sfida, un comando, e lui annuì con gli occhi ardenti.

Si chinò in avanti, e la sua lingua scivolò sulla mia fica come un serpente affamato. Un tocco leggero, quasi timido all'inizio, poi divenne più deciso, più avido. Luca iniziò a leccare, a succhiare, a mordicchiare delicatamente il mio clitoride. Ogni movimento della sua lingua mi faceva gemere, un suono gutturale che usciva dalla mia gola. Le sue labbra calde avvolsero la mia fica, succhiandomi con foga, e io sentii il mio corpo tremare.

Mi aggrappai al bordo del letto, le dita che si stringevano con forza, mentre la mia testa si rovesciava all'indietro. Non chiusi gli occhi nemmeno per un istante. Volevo vederlo, vederlo mentre mi faceva godere, mentre la sua lingua e la sua bocca erano completamente al mio servizio. Il suo respiro era affannoso, il rumore delle sue labbra era l'unica musica in quella stanza.

Luca si diede completamente, la sua lingua che esplorava ogni piega, ogni punto sensibile della mia fica. Premette più forte, poi tirò indietro, alternando ritmi, facendomi impazzire. Sentii il calore accumularsi dentro di me, una marea montante di piacere. Il mio corpo si inarcò, le gambe che si stringevano intorno alla sua testa, ansimando in un unico lamento di godimento.

E poi, l'orgasmo arrivò. Una scarica elettrica, un'esplosione che mi scosse dalle fondamenta. Urlai, forte, con la voce rauca, mentre il mio corpo si contraeva violentemente e la mia figa sbatteva sulla sua bocca. Sentii il mio umore riversarsi sulla sua lingua, caldo e abbondante. Luca non si fermò, continuò a succhiare, quasi a voler assorbire ogni singola goccia del mio piacere. Era un vero goloso, e io lo adorai.

Si alzò, e mi baciò con una passione che sapeva di gratitudine e di desiderio ritrovato. Restammo lì stretti, a baciarci teneramente, come due veri amanti dopo un litigio. Ogni bacio era una riconciliazione, un modo per sigillare di nuovo il nostro legame, sebbene fosse costruito su tante bugie. Poi, con un ultimo bacio sulla soglia, lo salutai. Richiusi la porta e sorrisi soddisfatta. Luca era di nuovo al mio guinzaglio, la sua gelosia placata, la sua voglia appagata. La mia astuzia aveva vinto ancora.

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Sonia

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