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Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 17
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Capitolo 17 di 78 14 min di lettura

Il Ricordo Bruciante

L'eccitazione del proibito è un brivido che costa caro. Tra menzogne e marchi indelebili, Sonia scopre il suo nuovo limite. Ma la porta è aperta: il rischio è un amante inatteso?

Sonia
10 mesi fa · 449 letture · 0

Mario: Ah, la mia puttanella! Ti è piaciuto baciare le fighette e bere il piscio delle ragazze? 😲 Non sapevo che fossi così... depravata. Forse dovremmo organizzare una lezione speciale per te. 📝 Ci sono tante cose che non hai ancora provato, sai? 😏 E non preoccuparti per il marchio, è solo un segno di appartenenza. 🔗 Ti rende mia. 👑

Sonia: Tua? Mario, non esagerare! 🙅‍♀️ Stanotte, ho assaggiato tanti sapori, ma non sono di nessuno. Però, l'idea di nuove "lezioni" non mi dispiace affatto. Anzi, mi eccita un sacco. 😈 Chissà cosa mi farai fare la prossima volta... E chissà chi altro ci sarà a guardare... 🥵 Sono curiosa, lo sai. Non mi piace limitarmi. 🌍

Mario: Mi piace questa Sonia! Affamata. Disposta a tutto. 🤤 Ti assicuro che avremo tanto da "imparare" insieme. E non solo noi due. Ci sono un sacco di uomini che non vedono l'ora di conoscerti, di assaggiarti, di farti sentire quanto vali. 💯 Stai pronta, puttana. La prossima serata sarà indimenticabile, te lo prometto. E il tuo culetto, sarà ancora più aperto. 🍑🔓

Sonia: Non vedo l'ora, Mario. Non vedo l'ora di sentire il mio culo che si apre ancora di più, di sentire altri cazzi riempirmi. 💦 Fammi soffrire, fammi godere, fammi sentire viva! Sono la tua puttanella, ma anche la tua regina del vizio. 😈👑 Portami al limite, e anche oltre. 🚀 Dimmi solo quando, e io sarò pronta. Senza mutandine, ovviamente. 😉😘

A letto, con la fica che pulsava e un sorriso malizioso stampato sul viso, rileggendo l'ultima, perversa chat con Mario. Il telefono era ancora caldo tra le mie dita quando ho sentito bussare alla porta. Un leggero, discreto colpo. Ho pensato subito alle donne delle pulizie.

Senza pensarci due volte, nuda come ero, mi sono alzata dal letto e mi sono avvicinata alla porta. L'ho aperta con un leggero scatto e mi sono sporta appena, quel tanto che bastava per sbirciare.

I miei occhi si sono spalancati per la sorpresa. Era Luca, e il suo sorriso, quel sorriso un po' timido ma così seducente, mi ha colpito dritto in petto.

"Sonia," ha detto, la sua voce calda e vellutata. "Come stai? Posso entrare?"

Un'ondata di incertezza mi ha invaso, mescolata a una fortissima scarica di adrenalina. Avevo paura, paura Tommaso tornasse all'improvviso e mi trovasse lì, nuda, con Luca. "Luca... io... e se torna Tommaso?" ho balbettato, la mia voce un sussurro traditore.

Lui mi ha sorriso, rassicurante, la sua calma così diversa dalla mia agitazione. "Tranquilla, Sonia. Il tuo fidanzato è impegnato in una partita a bocce con gli animatori. Marco è con lui, e nel caso, mi avvisa." Le sue parole mi hanno tranquillizzata appena, ma la voglia era troppa.

L'ho fatto entrare, e la porta si è richiusa dolcemente alle nostre spalle. Eravamo lì, tu per tu. Io, completamente nuda, avvolta solo nell'aria della stanza, il mio corpo esposto alla sua vista. Ho sentito immediatamente la mia figa pulsare, e un'umidità traditrice farsi strada tra le mie cosce. Il ricordo delle sue dita che mi avevano sfiorato in ascensore, facendomi bagnare senza sforzo, mi è tornato vivido in mente. La tensione era quasi palpabile, l'aria densa di un desiderio proibito.

Non c'è stato bisogno di parole. Si è avvicinato, le sue braccia mi hanno stretto la vita e le sue labbra si sono posate sulle mie in un bacio avido e profondo. Ho sentito le mie gambe tremare e il mio corpo cedere. Ci siamo lasciati cadere sul letto, la sua bocca che non si staccava mai dalla mia.

I suoi baci sono scesi avidi lungo il mio collo, sulla mia gola, sul mio petto. La sua lingua percorreva ogni centimetro della mia pelle, e io l'ho lasciato fare, gemendo, la mia eccitazione che montava a ogni suo tocco. Le sue mani mi accarezzavano i fianchi, mentre la sua lingua scivolava ancora più in basso, dirigendosi verso la mia figa.

La sua lingua ha iniziato a muoversi, con una delicatezza e una sapienza che mi hanno fatto contorcere dal piacere. Ogni movimento era un'ondata di estasi che mi percorreva, e non ho potuto fare a meno di gemere forte, il mio corpo che si inarcava, la schiena che si staccava dal letto. Mi ha leccato con avidità, con passione, finché non ho sentito il piacere esplodere dentro di me. Un lungo e possente orgasmo mi ha scossa da capo a piedi, un'ondata così forte che mi ha fatto tremare in ogni fibra.

Quando mi sono ripresa, Luca mi ha guardato, un sorriso fiero e soddisfatto sul viso. Mentre io ero ancora lì, ansimante e completamente svuotata dal piacere, lui si è sfilato i suoi boxer da spiaggia. E lì, davanti ai miei occhi, è apparso il suo cazzo: bello, prepotente, durissimo. La mia mente lo stava già assaporando, sentivo già il suo calore e la sua consistenza dentro di me.

Tre colpi secchi alla porta ci fecero sussultare. Bum! Bum! Bum! Era la donna delle pulizie. La sua voce si è fatta sentire attraverso la porta chiusa. "Signorina? Posso entrare a sistemare la camera?"

Ci siamo guardati, i suoi occhi che brillavano di divertimento e di una punta di delusione. "Mi dia cinque minuti," ho risposto, cercando di ricompormi. Luca ha sorriso, un sorriso che prometteva un seguito, e si è tirato su il costume da bagno, coprendo quel cazzo che ora desideravo più che mai.

Mi sono alzata velocemente, ho afferrato un abito leggero che era sul letto e l'ho infilato sul mio corpo nudo, umido di sudore. Siamo usciti in modo furtivo, cercando di passare inosservati. Inevitabilmente, le signore delle pulizie erano lì, nel corridoio, con i loro carrelli. Ci hanno guardato, i loro occhi si sono posati prima su di me, poi su Luca, e di nuovo sul mio viso, che doveva essere ancora rosso per l’orgasmo e l'imbarazzo. Sulle loro labbra, si è disegnato un sorriso sornione. Avevano capito tutto!

Una volta in ascensore, Luca mi ha tirato di nuovo a sé. Le sue labbra si sono posate sulle mie in un bacio vero, un bacio che non era solo desiderio, ma una promessa. Tutto era solo rimandato.

Quello tra me e Luca, si era fatto gioco pericoloso, un'intesa fatta di sguardi, sorrisi e occhiolini complici. Ogni occasione buona per sfiorarci, per uno sguardo rubato che racchiudeva tutto il desiderio che ardeva tra noi. E il povero Tommaso, il mio ingenuo fidanzato, si fidava ciecamente di me, rendendo il tutto ancora più eccitante.

Quel pomeriggio, con un'intesa fatta di gesti, ci siamo dati appuntamento in un luogo osceno e perfetto: i cessi della spiaggia.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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