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Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 24
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Capitolo 24 di 78 10 min di lettura

Il Sapore del Proibito

La scelta è fatta, il punto di non ritorno è superato. Il rischio, però, non è esterno: è nel piacere che Sonia prova nel superare il limite. Cosa ne sarà della sua mente, ora che la trasgressione è la sua unica verità?

Sonia
9 mesi fa · 507 letture · 0

Tommaso dormiva profondamente. Avevo rischiato, perché, già in ascensore, aveva dato segno di addormentarsi. Lo dovetti spogliare e mettere a letto, un peso morto tra le mie braccia. Sperai di non aver esagerato con le gocce di sonnifero, ma la mia mente era già al dopo, a Nicola. Cosa mettermi per lui? La mia testa turbinava tra mille pensieri, ogni abito mi sembrava troppo o troppo poco. Dopo vari ripensamenti, decisi di accoglierlo nuda, indossando solo la corta vestaglietta trasparente, quella che avevo messo in valigia per la mia vacanza con il fidanzato. Mi guardai allo specchio: il tessuto leggero copriva appena, lasciando intravedere ogni curva, ogni promessa. Sotto, niente, solo la mia pelle che già fremeva per il suo tocco. Un solo colpo. Forte. Secco. Il mio cuore batté forte, un martello impazzito nel petto, quando andai ad aprire. Sapevo chi era. Aprii la porta lentamente, giusto un pertugio all'inizio. Lo vidi in penombra, la sua figura alta e imponente che riempiva lo stipite. I suoi occhi azzurri brillarono nell'oscurità, catturando i miei. Un sorriso malizioso gli apparve sulle labbra. Spalancai la porta. Entrò senza esitare. Il profumo della sua pelle, un misto di mare e maschio, mi avvolse. La vestaglietta trasparente scivolò dalle spalle e cadde a terra con un fruscio leggero, lasciandomi nuda di fronte a lui. Non provai vergogna, solo una scarica di desiderio che m’accendeva ogni fibra. I capezzoli duri e turgidi per l'eccitazione, la fica già grondante e pronta. I suoi occhi indugiarono su ogni curva, ogni intimità. Un lampo di pura lussuria li attraversò. Poi, il suo sguardo risalì, con un'espressione famelica da farmi tremare le gambe. "Sei una tentazione, Sonia," sussurrò, la voce roca, le labbra che gli si contorcevano in un sorriso perverso. Le sue mani m’afferrarono i fianchi, tirandomi contro il suo corpo caldo e muscoloso, il suo cazzo duro come una roccia, promessa silenziosa di ciò che sarebbe accaduto. Mi baciò, poi le sue labbra scivolarono poi sul mio collo, mordicchiandomi dolcemente, facendomi sentire completamente sua, una marionetta nelle sue mani esperte. Sollevandomi con una facilità sorprendente, mi condusse verso il letto, dove Tommaso dormiva ignaro, beato nel suo sonno profondo. Una smorfia di eccitazione si disegnò sul mio volto. Il rischio, il brivido di essere così vicina al pericolo, m’accendeva in un modo indescrivibile. Posandomi delicatamente sul letto, senza togliere lo sguardo dal mio, sussurrò: "Sei una puttanella, e stanotte sarai solo mia." Quando mi penetrò, emisi un gemito di puro piacere, un misto di dolore e beatitudine mentre venivo invasa, riempita. Le sue spinte furono lente all'inizio, poi sempre più veloci, profonde, ritmiche. Ogni affondo, una scossa elettrica che m’attraversava il corpo. Afferrai le sue spalle, incapace di contenere i gemiti. Voltai la testa verso Tommaso, solo per un istante. Dormiva ancora, immobile. E in quel momento, il piacere divenne ancora più intenso, quasi proibito. Volevo urlare, volevo fargli sentire la perversione, ma dovetti contenermi. Nicola, guardandomi capì il desiderio silenzioso e sorrise con un'espressione ancora più maliziosa. "Ti piace il rischio, eh?" mi sussurrò all'orecchio, spingendo ancora più a fondo. "Ti piace farti scopare, con lui che dorme accanto." Le spinte di Nicola si fecero sempre più potenti. Ogni affondo era un gemito che strappava dalle mie labbra, un misto di piacere e una perversa soddisfazione. Inarcavo la schiena per accogliere ogni centimetro del suo cazzo. "Ancora, Nicola... non smettere," sussurrai, la voce roca per il piacere. I nostri corpi in un'unica massa contorta di carne e desiderio, mentre il letto scricchiolava sotto di noi. Ero come una cagna in calore, posseduta in un modo che Tommaso non avrebbe mai potuto eguagliare. Le sensazioni erano così forti da annebbiare la mente, ma al tempo stesso, la consapevolezza del rischio amplificava l'eccitazione. Poi, un'ultima, potente spinta, e un orgasmo devastante ci travolse entrambi, un'esplosione di piacere che mi fece urlare contro la sua spalla, cercando di soffocare il suono. A lui sfuggì un gemito profondo, mentre il suo seme caldo si riversava dentro di me. Mi sentivo piena, appagata in un modo che superava ogni aspettativa. Rimanemmo così per un po', i nostri corpi ancora uniti, i respiri che si calmavano lentamente. La luce fioca che filtrava dalle finestre illuminava il corpo addormentato di Tommaso. Sorrisi perversamente. Quanto mi era piaciuto! Nicola si staccò da me, lentamente, senza lasciarmi con lo sguardo. Accarezzò la mia guancia, un gesto tenero che contrastava con la brutalità del nostro amplesso. Io mi girai su un fianco, lo guardai e gli sorrisi, un sorriso di pura soddisfazione. Mentre si rivestiva, la sua figura atletica si stagliava nell'ombra. Nuda lo accompagnai alla porta, sentendo ancora il suo odore sulla mia pelle. Lui la aprì, e fece cenno di non fare rumore. "Ci vediamo in spiaggia," sussurrò, un ultimo bacio veloce sulle labbra, e poi scomparve nella penombra del corridoio. Mi buttai sul letto, accanto a Tommaso, il corpo ancora vibrante per l'eccitazione e la stanchezza. Il suo fianco caldo contro il mio. Chiusi gli occhi, ripercorrendo ogni istante della notte. La mia vita era un caos, un intreccio di bugie e perversioni, ma in quel momento, mi sentivo incredibilmente viva.

Prima di andare avanti…

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