Il pomeriggio del giorno seguente, la tensione era quasi insopportabile. Tommaso, con la sua attenzione completamente assorbita dall'ennesima gara organizzata dagli animatori, ci lasciò liberi. Io e Luca ci allontanammo, quasi senza parlare, e iniziammo a passeggiare sulla battigia, mano nella mano. La sabbia calda sotto i piedi, il rumore delle onde che si infrangevano sulla riva, il sole che accarezzava la pelle. Chiunque ci avesse visto, avrebbe detto che eravamo fidanzati. C'era un'intimità così naturale tra noi, un'armonia fisica che mi faceva sentire completa.
Avevamo camminato a lungo, senza accorgerci del tempo e della distanza. Ogni tanto ci fermavamo, e dopo una veloce occhiata attorno per assicurarci di essere soli, ci baciavamo. Baci lunghi, intensi, che sapevano di desiderio represso e di una promessa di futuro. Il mio corpo era in fiamme, la mia fica già grondante a ogni suo tocco, a ogni sua parola sussurrata contro il mio orecchio.
Fu proprio dopo uno di quei baci così intensi, con le mie labbra ancora gonfie e il cuore che mi batteva all'impazzata, che Luca si scostò leggermente, il suo sguardo serio, profondo. La sua proposta mi fece fremere e bagnare ulteriormente, un'onda di calore mi percorse il corpo.
"Sonia," mi disse, la sua voce bassa ma ferma. "Mettiti con me. Diventa la mia ragazza."
Quella proposta era tutto ciò che desideravo sentire, ma anche la più difficile a cui rispondere. Richiedeva una scelta, una decisione che in quell'attimo non ero in grado di dare. Luca mi guardò, i suoi occhi che cercavano i miei. "Cosa provi per me, Sonia?" mi chiese, la voce incerta.
Lo guardai, i miei occhi pieni di lacrime non versate, di conflitti che mi dilaniavano l'anima. Le parole mi si bloccarono in gola. Volevo dirgli di sì, volevo gettarmi tra le sue braccia e abbandonarmi a quell'amore che sentivo così forte. Ma c'era l'altra me, quella perversa, quella che desiderava l'abisso.
"Luca," risposi, la mia voce un sussurro, a malapena udibile sopra il rumore delle onde. "Io... io sento una cosa incredibile per te. Un'emozione così forte da farmi paura." Mi fermai, cercando le parole giuste, quelle che avrebbero nascosto la mia tormentata verità. "Ma... ma in questo momento, non posso darti una risposta. Devo capire come conciliare quello che sento con chi sono."
Luca mi sorrise, e in quel sorriso lessi tutto: la delusione per la mia risposta, ma anche una profonda comprensione. Era un ragazzo maturo e intelligente, e sapeva che la mia scelta non sarebbe stata facile, divisa com'ero tra due mondi. Mi capiva, e paradossalmente, mi stimava ancora di più per la mia apparente onestà.
Tornammo sui nostri passi, lungo la battigia, in un silenzio che si fece intenso. Il rumore delle onde sembrava amplificato, riempiendo il vuoto delle parole non dette. Sentivo il suo sguardo su di me, e il mio cuore batteva forte, desideroso di annullare quella distanza che si era creata tra noi.
Poi, non resistetti più. Mi fermai. Mi girai di scatto, mettendomi davanti a lui, i miei occhi che cercavano i suoi con un'urgenza disperata. Le mie mani salirono sul suo viso, accarezzando la sua guancia, e lo baciai. Un bacio che era una risposta, un sì silenzioso ma travolgente.
"Luca," sussurrai, la mia voce roca per l'emozione, le lacrime che minacciavano di scendere, lacrime di pura felicità e follia. "Sì. Sì, Luca, voglio mettermi con te. Ti amo."
Le parole mi sfuggirono, un torrente in piena, senza filtri, senza freni. "Non ho mai provato niente di simile. Non so cosa mi stai facendo, ma mi hai... mi hai preso l'anima. Voglio stare con te. Voglio esplorare ogni cosa con te." La mia voce tremava, ma la mia convinzione era totale in quell'istante. "Questo amore... mi spaventa. Mi spaventa quanto desidero essere tua, ogni giorno, ogni notte."
Luca mi strinse forte, un sospiro profondo che gli sfuggì dalle labbra. "Sonia," mi disse, la sua voce spezzata dall'emozione. "Anche io. Ti amo da impazzire. Non vedo l'ora che tu sia mia." Mi baciò di nuovo, un bacio che sigillava una promessa. Le sue mani mi accarezzavano la schiena, stringendomi a lui con una forza che mi faceva sentire protetta, amata. In quell'istante, Mario, Tommaso, le ragazzine... tutto svanì. C'eravamo solo noi due, il nostro amore appena sbocciato, così travolgente e così pericoloso.
La mia fica fremeva, era già un'onda pronta a infrangersi. Sentivo il suo cazzo duro contro la mia coscia, e il desiderio di consumare subito quell'amore era quasi insopportabile. Ma il luogo, la spiaggia affollata, ci impediva di andare oltre. Era un'agonia, ma un'agonia dolcissima.
Dopo quella dichiarazione bruciante e la promessa incandescente, Luca mi strinse forte a sé, il suo corpo che irradiava felicità. Ma il suo sorriso si fece subito più serio.
"Allora, amore mio," mi disse, la sua voce bassa e decisa. "Lo dirai a Tommaso, vero? Il prima possibile. Voglio che tu sia solo mia."
Sentii un brivido freddo percorrermi la schiena. La realtà mi colpì in pieno. Avevo promesso troppo, troppo in fretta. "Luca, ti prego," risposi, cercando di fargli capire. "Non posso cambiare le cose da un momento all'altro. Non è così semplice. Gli voglio bene, e lui si fida ciecamente. Devo trovare il modo giusto, il momento opportuno." Volevo prendere tempo, guadagnare ogni singolo minuto per capire come districarmi da quel che avevo combinato.
Luca sospirò, ma annuì. "Va bene, Sonia. Ma non farti aspettare troppo. Io sono impaziente. Ti voglio." I suoi occhi mi supplicavano, e per un attimo mi sentii davvero la persona più crudele del mondo.
Tornammo sui nostri passi, ancora mano nella mano, cercando di rallentare il passo, di prolungare quei minuti rubati. Ma quando ci avvicinammo all'ombrellone, il mio cuore fece un balzo in petto, questa volta non per l'eccitazione. Tommaso era lì, seduto sulla sdraio, e accanto a lui, con quel suo sorriso sornione che già conoscevo così bene, c'era Mario.
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