Vai al contenuto
Erotika
Sonia & Tommaso · Cap. 13
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 13 di 78 12 min di lettura

Sonia, tra proposte e ordini

In spiaggia, tra sguardi complici e promesse rubate, Sonia accetta l'inevitabile. Stretta tra proposte e ordini, cosa sceglierà?

Sonia
10 mesi fa · 497 letture · 1

Nel suo sguardo, c'era anche una determinazione che mi piaceva da impazzire. Ero lì, tra la finta resistenza e il desiderio bruciante. La mia fica pulsava, ricordando il ditalino di poco prima e la notte infernale. Volevo cedere, e sentire il suo corpo sul mio.

I suoi occhi mi supplicavano, la sua voce era un canto sensuale che mi entrava dentro, e il mio corpo gridava di desiderio, mentre la mia finta innocenza si sgretola lentamente.

"Luca, ti prego..." ho sussurrato, quasi implorando. "Tommaso è così buono, non merita questo. Sono tre anni che stiamo insieme... non posso buttare via tutto così." Le mie parole erano un lamento, ma il mio corpo diceva tutt'altro. La mia mano libera ha sfiorato la sua spalla, un tocco leggero che era un invito.

Lui ha colto subito. Il suo sorriso si è allargato, e le sue mani sono scese un po' più in basso, sfiorando appena il mio culetto sotto il pareo. "Sbagliato è non vivere, Sonia. Non provare quello che sentiamo. Non essere te stessa." La sua voce era un sussurro caldo, le sue labbra che si avvicinavano sempre più alle mie.

Ho deglutito a fatica. La mia mente era in fibrillazione, ma la mia fica era già in fiamme. "E... come faremmo?" La domanda mi è sfuggita dalle labbra, quasi senza che me ne accorgessi. Era la resa, il punto di non ritorno che avevo cercato.

Luca ha emesso un piccolo sospiro di trionfo, e i suoi occhi hanno brillato. Con un gesto rapido, mi ha stretto in un abbraccio, le sue braccia forti che mi stringevano al suo petto. Le sue labbra hanno trovato le mie, e questa volta il bacio è stato ancora più profondo, più famelico. Non ci importava dei passanti sulla spiaggia, dei loro sguardi curiosi. Eravamo solo noi, in quel momento, immersi in un bacio che sigillava un patto segreto.

Quando ci siamo staccati, il suo viso era radioso. "Non preoccuparti, piccola," ha detto, la sua voce piena di felicità. "Lascia fare a me. Ci penso io. Tu... tu tieniti pronta. Ti prometto che inventerò qualcosa. Sarà perfetto."

Non ho potuto nascondere la mia felicità. Un sorriso enorme mi si è stampato sul viso, un sorriso che era un mix di euforia e perversa attesa. Ho stretto la sua mano, le dita che si intrecciavano alle sue, e abbiamo iniziato a camminare di nuovo, tornando verso il nostro ombrellone. Eravamo talmente felici e complici che non ci siamo nemmeno resi conto di tenerci ancora per mano.

Mentre ci avvicinavamo, ho visto Tommaso. Era lì, sul suo lettino, con Marco. Ci ha visti arrivare, e in quell'istante, un attimo di panico mi ha stretto lo stomaco. La mia mano si è irrigidita nella sua. Ma quel tonto di Tommaso ha solo sorriso, un sorriso raggiante, completamente ignaro.

"Amore! Luca!" ha esclamato, alzandosi e venendoci incontro. "Non immaginerai mai! Io e Marco abbiamo vinto il torneo a carte! Siamo i campioni!" Il suo tono era pieno di orgoglio e gioia, e la sua mente era così lontana da qualsiasi sospetto.

Luca, con la sua solita nonchalance, ha stretto la mano a Tommaso, la sua espressione era così calma, così disinvolta. "Ah, bravo Tommaso! L'importante è divertirsi, no? Ho visto Sonia qui da sola e ho pensato di farle un po' di compagnia, così non si annoiava mentre giocavate."

Tommaso, ingenuo e fiducioso come sempre, ha sorriso, il suo viso illuminato. "Grazie mille, Luca! Sei un vero amico! Lo vedi, amore? Te lo dicevo che sono tutti simpatici qui!" E ha stretto la mia mano, come se nulla fosse.

Tornati all'ombrellone, c'era un'aria di festa. L'euforia per la vittoria a carte di Tommaso e Marco era palpabile. Tommaso, raggiante, continuava a raccontare i dettagli della partita, mentre Marco, con un sorriso sornione, lo assecondava. Per loro era la vittoria di un torneo, per me e Luca, invece, la vera gioia era per ben altro.

Quei sorrisi che sfoggiavamo servivano a camuffare i nostri sguardi complici, ammiccamenti fugaci che ci mandavamo di nascosto e le strizzate d'occhio che solo noi potevamo capire. Era un gioco pericoloso, ma deliziosamente eccitante. La tensione tra me e Luca era quasi tangibile, un filo invisibile che ci legava nonostante la presenza di Tommaso.

Sapevo che Marco era un complice perfetto. Il suo sorriso bonario e la sua amicizia con Tommaso erano il velo ideale per le nostre trame. Sfruttando la simpatia che Tommaso nutriva per lui, Marco ci agevolava, si faceva complice con discrezione, ma con una chiarezza che solo noi tre potevamo percepire. Povero quell'idiota di Tommaso, così felice e così ignaro di ciò che si stava tessendo alle sue spalle.

Proprio in quel momento di finta normalità, il cellulare di Tommaso ha iniziato a squillare. Era Mario. Tommaso ha risposto, la sua voce piena di allegria. "Mario! Ciao! Ma figurati se mi disturbi! No, non ricordo nulla, mi sono svegliato... no, ero nel mio letto... sì, abbiamo bevuto un po' troppo ieri sera, ahahah!"

L'ho ascoltato, la mia mente che già visualizzava la scena. Tommaso che raccontava la mia versione della serata, completamente all'oscuro di ciò che era accaduto. Una fitta di perversa soddisfazione mi ha attraversato.

Chiusa la telefonata, Tommaso si è girato verso di me, gli occhi che brillavano. "Amore! Mario ha già preso i biglietti! Ci ha invitato in un locale esclusivo della riviera, dice che è uno spettacolo, dobbiamo assolutamente provarlo! Ha detto che è un posto incredibile, ci ha assicurato un tavolo speciale!"

Il gioco era fatto. La scusa per un'altra notte di "divertimento" era stata servita su un piatto d'argento. Ho sentito lo sguardo di Luca posarsi su di me, e ho colto un lampo di delusione nei suoi occhi. Contava di passare la serata con me, forse solo noi due, ma l'annuncio di Mario aveva cambiato i piani. Ma non importava. La delusione durò solo un attimo, sostituita da una consapevolezza più profonda. Il suo sguardo mi diceva chiaramente: "Adesso so di poterti avere, Sonia. Non importa quando, ma succederà."

La sera è arrivata, portando con sé l'odore dell'attesa e il brivido di ciò che sapevo sarebbe successo. Mi sono chiusa in bagno, guardando il mio riflesso nello specchio. La mia mente era un turbine di pensieri: Mario, Luca, Tommaso, la statale, la cascina... tutto si mescolava in una danza perversa di lusso e desiderio.

Dovevo scegliere cosa mettere per la serata. A cosa serviva indossare delle mutandine, se sapevo già che Mario, con la sua sfacciataggine, le avrebbe semplicemente lacerate? Anzi, era meglio non averle affatto, per rendere le cose più... immediate e perversa la sensazione.

Ho optato per un vestito leggero in seta nera, cortissimo, giusto per coprire il necessario. Aveva una scollatura profonda che lasciava intravedere il mio seno sodo e i capezzoli, che già si indurivano al solo pensiero della sera. Ai piedi, un paio di tacchi alti che mi slanciavano la figura e mi facevano sentire ancor più desiderabile. E sotto... niente. La mia fica era libera, pronta, e la sensazione del tessuto leggero sulla mia pelle nuda, era un segreto che mi eccitava tremendamente.

Tommaso era già pronto, come al solito, con la sua ingenua puntualità. Mentre si vestiva, continuava a borbottare che della notte precedente non ricordava nulla, e io lo lasciavo fare, sorridendo internamente alla sua insopportabile innocenza. Mi aspettava nella hall, ignaro della tempesta che stavo per scatenare alle sue spalle.

Nel frattempo, un messaggio di Mario è arrivato sul mio telefono. Il solito tono pieno di insulti, ma con un ordine chiaro: "Sii pronta per le dieci, puttanella." Il brivido è corso lungo la schiena, un brivido che non era più di paura, ma di eccitazione.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Capitolo 14 senza votare

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Sonia

1 racconti, 1 libri.

Altri racconti di Sonia

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Abusati nella Cascina da "Sonia & Tommaso"

    Cosa si nascondeva oltre il portone fatiscente? Quale perversa macchinazione avrebbero messo in atto? Sentivo che il mio segreto più sporco stava per raggiungere un punto di non ritorno.

    8 mesi fa 15 min 0 mi piace
    Indice dei capitoli
    Cap. 14

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista