Le conseguenze che erano derivate dalla “scoperta” del tradimento di lui avevano portato alla rottura del suo fidanzamento con Antonietta e, cosa che nessuna delle due si era aspettata, aveva fatto insorgere le altre ignare ragazze, attratte dal fisico scolpito e dall’aria strafottente, che avevano il desiderio di ritrovarsi Mario dentro di loro, prendendosela con Flavia perché le aveva precedute. Un paio di loro, poi, avevano scoperto il piano architettato per spingere il ragazzo al tradimento, e avevano deciso di vendicarsi diffondendo la voce che la rossa fosse una poco di buono, una squallida ninfomane. Alla fine, nessuno ci aveva guadagnato nulla, forse a parte la vittima stessa che, trovandosi di nuovo single, aveva visto diverse ragazze provarci con lui: Flavia era stata segnata come una puttana, schifata da tutti tranne che da quel folle di Luca che ne era innamorato pazzo, mentre Antonietta aveva assunto il titolo di falsa che non meritava rispetto, allontanata sia dal suo ex che da quello che sarebbe dovuto essere il suo futuro fidanzato; l’amicizia tra le due ragazze si era spezzata, incolpando inconsciamente ognuna l’altra del fallimento del loro piano e del loro nuovo status sociale infimo.
L’ipotesi che fosse accaduto qualcosa di simile, il sabato precedente, si era insinuata nella mente di Flavia come un chiodo in un’asse di legno che non fosse più possibile estrarre. In realtà, la cosa che avevano fatto Giada e Sofia era un filo più complessa di quanto avevano progettato lei e Antonietta, con l’aggiunta della seduzione di Luca e la scopata per ghermirne l’anima e poi usarne le capacità sessuali per creare un abisso ancora maggiore tra ciò che la bionda meritava, o credeva di meritare, e quanto il suo ragazzo traditore non si era mai nemmeno preso la briga di darle.
Sì, si disse la ragazza: un piano rischioso ma perfetto, un’opera d’arte dell’inganno e dell’ingegno femminile. Qualcosa, se non fosse stato da tenere nascosto per sempre per non mandare tutto all’aria, da studiare a scuola e che meritava degli applausi.
Purtroppo, nonostante un simile, infame piano stuzzicasse la fantasia di Flavia, quasi fosse stata lei la precorritrice di un metodo abbozzato e pericoloso che Giada e Sofia avessero migliorato e reso perfetto, rendendola orgogliosa per i propri sforzi, c’era un particolare che non poteva che distruggere tutto il suo ragionamento: Sofia era, come lo stesso Alessio le aveva dimostrato, considerata a furor di popolo una stronza e che non avrebbe aiutato nessuno, men che meno Giada, che a sua volta odiava oltre ogni modo.
«E quando Giada mi ha scoperto mentre facevo sesso con Sofia,» proseguiva Alessio, desolato, inconsapevole di cosa stesse pensando la sua ascoltatrice, «lei mi ha confessato di aver fatto la stessa cosa con Luca». Il ragazzo si lasciò sfuggire un altro sospiro di delusione.
Flavia guardò per un istante la sua cioccolata, che aveva ormai smesso di fumare e che, probabilmente, stava iniziando a raffreddarsi fino a condensarsi ulteriormente. Un vero peccato, ma la situazione emotiva di Alessio, scoprì, le era molto più a cuore. «Mi spiace. È colpa mia».
«E perché mai?» domandò lui, sorpreso.
La ragazza fece una smorfia, come se questo le desse finalmente il coraggio di esprimere quanto le bruciava nella sua coscienza. «Sono stata un’idiota a lasciare Luca. È ovvio che Giada era innamorata anche di lui,» disse, aggiungendo quell’”anche” sebbene fosse sicura che la bionda non aveva alcun interesse per Alessio se non avere la possibilità di entrare nella cerchia delle amicizie di Luca e insinuarlo senza dare sospetti, «e ha continuato ha offendermi e denigrarmi perché glielo avevo portato via. Lui è sempre stato innamorato di me…»
Alessio annuì. «Innamorato pazzo, dì piuttosto».
«…e quando me ne sono andata, lui si è sentito come se non valesse più nulla; Giada ha approfittato di quello stato di depressione… beh, nel modo più vile possibile. A lui piaceva Giada, ma aveva troppo rispetto verso di te, Alessio, anche solo per rivolgerle la parola quando non eri presente, ma in quel momento… Sai come si dice: “la mente è più forte della carne”, ma a volte la carne, soprattutto quando la mente non è al massimo della sua forma, se ne sbatte le balle e… e le balle le usa per quello per cui sono state inventate».
Il ragazzo finì la sua cedrata. «Ma il problema non è che Luca si è fatto la mia ragazza. Voglio dire, te l’ho detto anche prima: se qualcuno se la fosse portata via mi sarei perso un bel paio di tette da strizzare quando faccio sesso, ma pure una rompipalle, e questo non mi sarebbe dispiaciuto,» spiegò, sollevando le mani come se stesse lanciando una Giada immaginaria lontano da sé. «Ho smesso di trattarla con il rispetto che avevo per lei all’inizio quando lei ha cominciato a pretendere di organizzare ogni cosa, ogni giorno della mia vita, sperando che mi lasciasse, ma continuava a rimanere. A quel punto me ne sono fregato e ho cercato di approfittarne il più possibile, che con Giada, ammettiamolo, è quanto basta a ricordarsi che c’è di meglio delle seghe, ma senza esagerare.
Alessio contemplò il bicchiere vuoto. «Magari Luca avrebbe potuto metterla in riga, dopo che… bhe, tua madre l’ha fatto uscire dal suo guscio… magari lui e Giada hanno un qualche allineamento di personalità particolare, o lei avrebbe ceduto alla sua bellezza, o dopo un paio di quelle scopate che facevate voi che, lo ammetto, invidiavo maledettamente, si sarebbe smussata un po’ gli angoli del suo comportamento. E, invece, mi perdo la mia partner sessuale, ma soprattutto l’amicizia del mio migliore amico! Vada a cagare Giada: a me mancano le chiacchierate, gli scherzi e i progetti con Luca!»
Flavia abbassò di nuovo lo sguardo sul tavolino, ma questa volta, invece della tazza, rivide sé stessa, abbracciata a Luca, nel suo letto, dopo una scopata fantastica. Lei gli aveva appena confessato che invidiava il rapporto di amicizia tra lui e Alessio, aggiungendo però che quando una donna si mette tra due uomini, nonostante il loro affiatamento, spesso si allontanano fino a spezzare ogni legame. Allora temeva potesse essere lei a provocare una disgrazia simile, intromettendosi tra loro due, sentendosi colpevole per distrarre Luca per il suo bisogno di essere amata e provare piacere sessuale, ma era evidente che aveva peccato di superbia.
Posò una mano su quella di Alessio. «Non preoccuparti,» gli disse, usando la frase di cui si faceva sempre abuso in quei momenti, nonostante tutti sapessero che era una totale sciocchezza, «si sistemerà tutto quanto».
Poi prese la tazza e bevve la cioccolata fredda, che le scivolò lungo la gola con la stessa consistenza del catrame. Oltre il bordo di ceramica bianca, poté osservare il sorriso malinconico e lo sguardo abbattuto di Alessio, e le si strinse il cuore.
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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