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Erotika
High Utility · Cap. 50
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Capitolo 50 di 77 11 min di lettura

Episodio 49

«Ti ho sempre desiderato, Luca,» sussurrò una voce nel suo orecchio, «e non te ne andrai di qui senza che io ti abbia avuto». Luca sorrise a quelle parole, già pregustandosi il piacere di sentire il proprio cazzo sprofondare nel corpo della sua misteriosa amante, negli orgasmi che avrebbero condiviso, nel godimento che avrebbe fatto comparire sul viso di… Poi riconobbe la voce quando la sua amante immaginaria ebbe un volto, e quello era di…

William Kasanova
1 anno fa · 316 letture · 0

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Giada s’infilò nella porta d’ingresso della casa dei Favaro assicurandosi di non essere vista da Luca e dall’altro stronzo. Diede un’occhiata all’esterno attraverso delle finestrelle alte e strette poste ai lati della soglia, vedendoli parlare di qualcosa prima di avviarsi verso due ragazze che conosceva, entrambe fidanzate ma, considerando l’abbigliamento che sfoggiavano, di sicuro lì a caccia di qualcuno con cui passare una notte di sesso. Di sicuro Alessio non avrebbe cavato un ragno dal buco con quelle due, ma Luca, considerando la sua bellezza divina e quanto fosse diventato sicuro dopo che era stato con quella sgualdrina quarantenne, aveva buone probabilità di trovarsi con una, o entrambe, nude, in qualche stanzino della casa: doveva agire quanto prima.

Attraversò l’ingresso e poi il salotto, cercando di non fermarsi a contemplare il televisore da troppi pollici e le applique con le luci che cambiavano di colore seguendo la musica che usciva da delle casse stereo dalle dimensioni di un piccolo frigorifero. Alcuni ragazzi ballavano, un paio già sotto l’effetto dell’alcool, altri che erano prossimi a raggiungerli; un domestico, vicino ad un tavolo su cui stava sistemando dei piatti di carta, li fissava con un’espressione che la ragazza non avrebbe saputo dire se di disgusto o invidia.

Giada non era mai stata in quella casa, ma non ebbe ugualmente difficoltà nel trovare la stanza da letto degli ospiti del piano terra, come le era stato spiegato da Sofia quando si erano viste la mattina precedente, all’uscita da scuola. E qui vi trovò proprio la sua amica, seduta su una sedia, intenta a scrivere qualcosa sul telefonino.

«Alla buon’ora,» disse, quando vide entrare la ragazza, mettendo via il cellulare. «Pensavo ti fossi persa».

Giada ignorò la stoccata ma, nonostante questo, riuscì a stento a trattenere la rabbia all’idea che proprio in quella stronza riponesse la speranza di poter finalmente sedurre Luca. Per un attimo, il timore di aver buttato via il suo NFT da 1600 euro, cadendo in un tranello di Sofia, divenne una certezza. «Sbrighiamoci,» ordinò, la voce resa affilata dalle emozioni che si stavano mescolando nel suo cuore, che batteva forte quasi quanto i bassi che provenivano dagli altoparlanti in salotto, e straripavano in acidità nel suo stomaco.

Sofia si alzò con tranquillità, il suo viso anonimo che sembrava creato apposta per esprimere insolenza come in quel momento. «Stai tranquilla, tettona. Non ho certo intenzione che tu vada in giro a dire che non mantengo le mie promesse, soprattutto se sono pagate in anticipo,» aggiunse, e, all’insolenza, Giada fu sicura di leggere anche una presa in giro nell’innalzamento degli angoli delle labbra della moretta. «Voglio dire: io faccio la mia parte, e te lo mando qui, ma poi se sei tu che non riesci a farti scopare, quelli sono cazzi tuoi». Sofia abbassò lo sguardo sul seno prominente di Giada. «Ma, con quelle, devi metterti d’impegno per non riuscirci».

Le mani di Giada strinsero la rabbia che le ardeva dentro per impedirsi di scagliarla contro quella cozza invidiosa, ma Sofia si voltò e uscì, inconsapevole, o ignorando, o soddisfatta di come aveva trattato la ragazza. La musica aumentò per un istante mentre la porta era aperta, per poi diventare completamente inudibile quando si chiuse, o, per lo meno, divenne tale per la bionda, che le sembrò di essere stata in piedi sopra il parapetto di un ponte e, improvvisamente, si rese conto di essersi lanciata nel vuoto. Mentre si sbottonava la maglia e si scopriva il seno, sperò che l’elastico legato alle caviglie fosse allacciato correttamente.

 

****

 

Il tentativo con le due ragazze accanto al tavolo non era andato bene, ignorando Luca e Alessio e allontanandosi per raggiungere due giovani appena arrivati alla festa...

«Sono i loro fidanzati,» aveva commentato Alessio, attaccando il terzo quadrato di pizza con le acciughe mentre teneva in mano una lattina di Coca Cola: il fallito approccio non l’aveva particolarmente depresso, aveva notato Luca, ma lui aveva una ragazza che, per quanto non andassero troppo d’accordo, per usare un eufemismo, se la sarebbe scopata senza troppi problemi. Per lo meno, quando fosse tornata sobria.

Lui, invece, c’era rimasto male, e molto. Per qualche motivo, si era aspettato che fosse diventato ben appetibile, ricercato, anche solo per il fatto che una milf bella quanto Sam lo avesse sedotto, se lo fosse portato a letto e poi lo avesse ceduto a sua figlia, la ragazza di cui era innamorato da anni e che, nelle poche settimane che avevano passato come fidanzati, gli aveva donato il periodo migliore della sua vita. Invece, due ragazze carine, non al livello di Sam e Flavia, l’avevano ignorato e…

«Ma tu sei Luca?» domandò una voce femminile, interrompendo i suoi sconfortanti pensieri.

«Figa in arrivo da ore otto!» lo avvisò a bassa voce Alessio, abbandonando il pezzo di pizzetta sbocconcellato sul tavolo e pulendosi la bocca con un movimento della mano libera dalla lattina che doveva essere, nelle sue intenzioni, furtivo.

Un paio di ragazze carine, che Luca sapeva frequentavano la Sandrini sebbene ignorasse il loro indirizzo di studi, si stavano avvicinando a loro, sorridendo; a giudicare dagli scolli, due di quelle vestite con un paio di mesi di anticipo.

«Sì,» rispose lui, mettendosi più dritto e gonfiando un po’ il petto.

Le due si presentarono, aggiungendo qualche chiacchiera per non rendere palese che una, la mora più bassa, ci stava provando con lui, o almeno tastando il terreno, mentre l’altra le faceva da spalla, scambiando qualche parola con Alessio perché non disturbasse l’amica e la sua preda. Luca si rese conto di essere tale per lei, e la cosa gli piacque. Anche lei gli piaceva, e non gli sarebbe dispiaciuto scoprire come fosse una volta nuda, sudata e ansimante di eccitazione sessuale; poi, se anche la sua personalità non fosse stata male, avrebbe potuto cercare di imbastire un fidanzamento o, comunque, un rapporto a lungo periodo.

Passarono alcuni minuti a chiacchierare, con lei che si spostava una ciocca di capelli dietro ad un orecchio e mostrando il collo ed una spalla, e, in un paio di occasioni, abbassandosi per qualche motivo in avanti, permettendo al ragazzo di scorgere comodamente il seno non troppo grande. Nulla di più di Flavia, riconobbe, con una punta di dolore al pensiero della sua ex amante. Gina sembrava simpatica, anche se era evidente che si impegnava per apparire tale, ma a Luca interessava poco ridere con una ragazza, quando questa aveva altre qualità. Sosteneva di essere anche una brava fotografa, quando lui accennò alla sua passione, e mentre si stavano scambiando i loro identificativi Instagram fotografando il codice RQ l’uno dell’altra sui rispettivi smartphone, Luca si accorse che c’era un’altra ragazza, ad una decina di metri di distanza, che fissava un po’ lui e un po’ il proprio cellulare.

All’inizio, Luca, complice la notte che stava calando nel giardino, ebbe l’impressione fosse Olivia, ma ad una seconda occhiata comprese che si sbagliava: era quell’amica di Giada… beh, forse definirla “amica” era un termine un po’ esagerato, anche solo considerando l’astio che dominava lo sguardo della biondina quando la guardava. Annuendo distrattamente all’ennesima battuta appena apprezzabile di Gina, il ragazzo si chiese se Sofia fosse lì anche lei per lui. La conosceva di vista, ma per qualche motivo gli stava antipatica e, se avesse dovuto scegliere, avrebbe preferito passare la notte ad ascoltare Gina che cercava di fare la simpatica che con lei in un letto.

Prima di andare avanti…

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