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Erotika
High Utility · Cap. 34
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Capitolo 34 di 77 5 min di lettura

Episodio 33

"«Grandissimo Luca!» esclamò Alessio, «Prima Samantha e adesso Flavia! Sarà meglio se non ti faccio più vedere mia sorella o ti scopi anche lei!»"

William Kasanova
1 anno fa · 286 letture · 0

I grossi seni di Giada si muovevano appena mentre cavalcava Alessio, anche per le mani del ragazzo che glieli stringevano nemmeno fossero gli artigli di una cazzo di aquila arrapata. Il picio del ragazzo le occupava la passerina come un dito in gola, dandole il voltastomaco, ma mai quanto l’idea che a momenti lui avrebbe sborrato il suo squallido e puzzolente seme dentro di lei. Merda… avrebbe preferito farsi pisciare in faccia quello schifo che dentro di sé. A questo punto, sarebbe stato davvero meglio dargli il suo buco del culo, altroché tenerlo in serbo per quando Luca avrebbe deciso di smetterla di scoparsi quella vecchia sgualdrina di Sam o di spararsi le raspe su quella zoccola della figlia ma si sarebbe finalmente reso conto che lei lo amava e si fossero fidanzati. “Magari picchierà anche questo pezzo di merda, per poi portarmi lontano da lui…”, pensò, non trattenendo un sorriso.

«Vai, bambola, continua così!» la incitò Alessio, «Fammi venire!»

Le labbra della ragazza persero buona parte della gioia, riuscendo a trattenerne abbastanza, o piuttosto a simularne la quantità sufficiente a non arricciarsi in una smorfia di raccapriccio. La ragazza, comunque, non aumentò affatto la velocità della cavalcata, ma non riuscì a trattenere una replica. «Potresti leccarmi la passerina, dopo».

Pensò a Luca, che a quanto pareva era diventato così bravo nel lavorare di lingua… dopotutto, poteva non essere questa disgrazia il fatto che si scopasse quella vecchia porca, che conosceva ogni segreto e perversione sessuale: lo stava istruendo al piacere femminile e lui, per poter stringere le sue tette e possedere i suoi buchi, si sarebbe sentito in obbligo di darle piacere in ogni modo possibile…

“Non come questo stronzo…”, si rammaricò, abbassando lo sguardo sul ragazzo sotto di lei, che le fissava le bombe con una bramosia che la disgustava. Luca non poteva scegliersi come migliore amico qualcuno di più bello e capace, si chiese di nuovo, delusa.

Lo Xiaomi di poco valore vibrò sul comodino accanto a loro, riproducendo un brano che la ragazza non era sicura di aver mai sentito su Spotify. Alessio abbandonò le bocce per mettere una mano su un fianco di Giada e con l’altra prese il telefonino: a quanto aveva compreso la ragazza, il suo fidanzato posticcio aveva una certa predilezione per la musica degli anni ’80 e ’90, ma non vi aveva mai dato abbastanza importanza per esserne sicura.

«Vai, Giada, non fermarti…» le disse distrattamente, mentre controllava lo schermo. Con un dito sbloccò l’apparecchio e, con un’espressione di complicità sul volto, lo avvicinò ad un orecchio. «Luca, mitico! Come va?»

«È Luca?» domandò la ragazza, come se non fosse sicura di aver capito bene. Inconsciamente, cominciò a cavalcare Alessio con più vigore, a far cigolare la rete del letto, a far scivolare in profondità il cazzo che stava scopando. «Salutamelo!»

Alessio le lanciò uno sguardo di soddisfazione, sorridendo. «Giada ti saluta,» disse, la voce che iniziava a rompersi per il piacere che la ragazza, inconsciamente, gli stava dando.

Giada lo fissò mentre ascoltava qualcosa al telefono, poi lui sogghignò, tornando a fissarla, decisamente felice. «Sì.» Poi, qualche istante dopo: «Davvero un gran bello spettacolo».

«Di cosa state parlando?» domandò lei, curiosa.

Insensatamente, Alessio coprì il microfono del telefono. «Gli sto dicendo che mi stai cavalcando e che sei una gran bella figa».

I bei lineamenti di Giada vennero scossi da un moto di indignazione al pensiero che quello stronzo confessasse a qualcuno che lei lo scopava, ma poi si ricordò che lo faceva solo per ingelosire Luca, per spingerlo a desiderarla e prenderla con sé. Anzi, nella sua mente accarezzò l’idea di far venire Alessio durante la telefonata, fargli gridare al cellulare che lei gli stava dando un fantastico orgasmo: quale pubblicità migliore?

Si appoggiò con i palmi delle mani sul petto dello stronzo e cominciò a muovere con maggiore foga il bacino, facendo quasi turbinare il lurido cazzo dentro la sua passerina, quando Alessio sollevò le sopracciglia, sorpreso per qualcosa che lo splendido Luca aveva detto al telefono. Lei aumentò la forza, le molle del letto che iniziarono a rumoreggiare come qualcuno che stesse russando, il culo di Alessio che sprofondava nel materasso, il suo sesso che scompariva completamente nell’inguine di Giada.

Lui, però, parve poco interessato alla cosa e, anzi, le fece cenno di smettere di fare tutto quel baccano senza nemmeno guardarla. In un attimo, comunque, il fastidio venne sostituito dalla gioia: Alessio scoppiò in una risata.

La ragazza perse il ritmo, curiosa di scoprire cosa fosse accaduto, ma al contempo ormai consapevole che quando quei due si divertivano fino a quel punto era successo o stava per accadere qualcosa che non le sarebbe piaciuto. «Cosa…»

«Grandissimo Luca!» esclamò Alessio, «Prima Samantha e adesso Flavia! Sarà meglio se non ti faccio più vedere mia sorella o ti scopi anche lei!»

«Cosa?» gridò Giada, sollevandosi sulle ginocchia, sconcertata come mai prima di allora. Fissò il ragazzo che stava scopando fino ad un istante prima con un’espressione di ribrezzo e disgusto. Restò per un attimo a bocca aperta, come se non ricordasse come si parlava, ma poi proruppe in un ruggito: «Siete due pezzi di merda!»

Alessio apparve per un attimo sconcertato da quel repentino cambio di atteggiamento della ragazza, ma subito sembrò ricordare che erano tipici di Giada quei ribaltamenti di umore, come il cielo estivo sopra Caregan che dal sereno passava al temporale in pochi minuti.

La ragazza scese dal letto, imprecando a bassa voce. Afferrò i suoi abiti dalla sedia su cui li aveva appoggiati, se li mise sotto un braccio e si avviò decisa verso la porta della stanza di Alessio.

«Adesso che fai?» domandò lui, nella voce una nota di stanchezza e delusione.

«Devo andare,» rispose lei, senza lasciare possibilità di replica.

“A questo punto, potresti anche fare a meno di tornare, già che ci sei…” le parve di sentire dietro di sé, ma era troppo arrabbiata per dargli peso. Sbatté la porta alle sue spalle, mentre lasciava affiorare la collera che era esplosa dentro di lei qualche istante prima. Quello stronzo di Luca, che si fotteva qualsiasi troia che aprisse le gambe davanti a lui, ma non considerava affatto lei… Trattenne le lacrime, gettando sul divano i suoi abiti e iniziando a vestirsi.

«Stronzo…» sibilò, gli occhi che le bruciavano.

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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