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Erotika
High Utility · Cap. 53
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Capitolo 53 di 77 15 min di lettura

Episodio 52

Luca la fissò, cercando di concentrarsi sul volto della ragazza e non sul seno maestoso, ma la cosa si stava dimostrando più complicata di quanto volesse ammettere. Trattenere una mano dallo stringere una di quelle tette, sentire l’eccitazione crescere nel suo basso ventre, riempirgli il cervello…

William Kasanova
1 anno fa · 312 letture · 0

«Giada!» sbottò Alessio, irrigidendosi. Luca lo vide seduto sulla panchina, un braccio abbandonato sullo schienale, l’altra mano sulla testa di una ragazza mora tra le sue gambe aperte, nude. E quella ragazza, invece della Tadini, cosa che avrebbe trovato meno incredibile, c’era invece Sofia.

Nella frazione di secondo che trascorse prima che Giada iniziasse ad urlare, isterica, nella mente di Luca ebbe il tempo di formarsi la domanda relativa a quanto la ragazza tenesse a stecchetto Alessio se lui doveva ripiegare su un’antipatica quanto Sofia per trovare soddisfazione. Non ebbe il tempo di darsi una risposta perché la ragazza che aveva appena posseduto nel letto di uno sconosciuto esplose in una rabbia furiosa.

«Brutto pezzo di merda!» gridò Giada, indicando Alessio con un dito che, se fosse stata una vera dea, avrebbe scagliato una folgore, incenerendone il corpo; nonostante il disguido della sua natura mortale, la ragazza, con le sue grida e imprecazioni, sembrava comunque decisa a ridurre in polvere la sua autostima, e nei secondi successivi diede mostra di esserne capace.

Mentre lei strillava come se fosse stata assalita dai peggiori mostri che potesse nascondere il giardino di una villa di provincia, gettando fango a secchiate su quello che, non era difficile immaginare, stava diventando il suo ex fidanzato, Luca, quasi più imbarazzato del suo amico, notò che da ogni dove stavano arrivando dei ragazzi, quasi si fossero nascosti nei paraggi. Una piccola folla curiosa vide poco per l’oscurità che stava calando, ma sentì perfettamente Giada continuare ad insultare Alessio, sostenendo che era un bastardo che la tradiva con la prima che passava, incapace di provare la giusta devozione per una donna meravigliosa come lei. Qualcuno lanciò un commento sulle forme della bionda, qualcun altro si propose di venerarla come avrebbe saputo fare solo lui, ma Giada, forse ormai abituata a quegli apprezzamenti, parve non sentirli nemmeno. Concluse, ovviamente, con il tocco finale, quello che avrebbe fatto capitolare ogni uomo, soprattutto di fronte a degli estranei: «E come amante sei una merda! Non sai fare altro che fottermi come se fossi una troia senza sentimenti, con il tuo lurido cazzetto…» e Giada alzò una mano, tenendo il pollice e l’indice letteralmente ad un paio di dita di distanza uno dall’altro.

Alessio, di fronte ad una tale critica delle sue capacità sessuali, sembrò gonfiare i suoi muscoli, pronto ad alzarsi e, coperti i dieci passi che lo dividevano dalla bionda, a prenderla a sberle. Luca, che non avrebbe permesso al suo migliore amico di abbassarsi a quel punto, intervenne, e solo dopo comprese di aver fatto il secondo errore più stupido della sua vita: allungò una mano per prendere il braccio di Giada con cui simulava la dimensione della virilità di Alessio e abbassarlo, ma lei sembrò avere i riflessi di un felino. Non solo lui non la afferrò, ma, al contrario, fu lei a prendere lui, e Luca si trovò con il suo di braccio alzato, nemmeno fosse su un ring e avesse appena vinto un incontro di pugilato.

La sua sorpresa durò comunque poco, sostituita dallo sconcerto quando le labbra di Giada, quelle labbra che aveva baciato con desiderio pochi minuti prima, pronunciarono le parole che mai avrebbe voluto sentire, soprattutto davanti al suo migliore amico.

«Luca è un amante fantastico, e oggi mi ha dato non uno, ma ben due orgasmi incredibili!»

Il silenzio cadde con un tonfo fragoroso, tanto forte che nessun suono sembrò più in grado di formarsi in quel giardino. Anche il vento parve essere fuggito, gli uccelli diventati afoni e gli spettatori ammutolirsi come se le parole di Giada fossero stato un sortilegio. Il cuore di Luca si fermò per dei lunghi secondi, e lui sperò che non ripartisse mai più, lasciandolo morire piuttosto che vivere nell’infamia di aver scopato la ragazza del suo migliore amico e tradito la sua fiducia.

Ma il cuore continuò a battere, forse un po’ più forte, come a dimostrargli che non aveva compassione per lui e che adesso ne avrebbe pagato le conseguenze. Lo stomaco, piuttosto, sembrò voler addirittura peggiorare la situazione, aumentando l’imbarazzo.

Lo sguardo di Alessio che, in quel momento, sembrò a Luca, per qualche motivo, un vecchio re del nord di qualche fantasy, vestito di pelli logore, con una puttana tra le gambe a sollazzarlo in una notte di tempesta, si mosse tra lui e Giada diverse volte, furioso, deluso, incerto su come comportarsi. Non fu difficile immaginare le maledizioni, gli insulti, le ingiurie che salirono alla sua bocca ma che, invece, inghiottì. Mai Luca sentì la sua voce farsi profonda, ad un passo dal ruggito, quando si limitò a dire: «Tienitelo,» e, dopo qualche istante, aggiunse, quasi stesse pronunciando la propria condanna a morte: «e sparite dalla mia vita».

Luca ebbe la necessità di dire qualcosa, qualsiasi cosa. Che fosse un rimprovero verso Alessio che tradiva la sua ragazza, una richiesta di perdono, il tentativo di scaricare tutta la colpa su Giada. Ma non ci riuscì: fu come se i suoi pensieri fossero impossibilitati ad abbandonare la sua mente sconvolta e a raggiungere la sua bocca, che rimase aperta senza che se ne rendesse conto. Fu Alessio a porre fine a tutto, distogliendo la sua attenzione da loro e, con la voce imperiosa ma rotta dall’emozione che lo stava certamente assalendo, avvicinò la testa di Sofia al suo inguine nudo e le impose di continuare. Giada, allo stesso modo, sembrò scacciare dalla sua percezione del mondo il ragazzo con cui era stata fidanzata fino ad un istante prima, continuando a tenere per il braccio Luca e strattonandolo.

«Non voglio più stare a questa festa di merda,» decretò, «andiamo via, amore».

In quel momento, mentre si lasciava trascinare via dalla ragazza, Luca si sentì l’essere più lurido dell’universo.

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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