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Erotika
High Utility · Cap. 67
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Capitolo 67 di 77 11 min di lettura

Episodio 66

"«Ho visto anche Sam». Non usò aggettivi per descriverla, ma il tono trasognante della sua voce bastò per lasciar comprendere quali emozioni avesse suscitato in lui. «Era completamente nuda». Luca scoppiò in una risata. «Fidati, se continuerai a frequentare la loro casa mi confesserai stupito di averla vista con indosso anche solo un paio di mutande!»"

William Kasanova
1 anno fa · 283 letture · 0

«Mi spiace,» disse Luca, gli occhi abbassati sul tratto di prato tra di loro, consunto da centinaia di piedi che erano passati di lì.

«Lo ammetto, ci sono rimasto male quando lei ha confessato di aver fatto sesso con te,» confessò Alessio, accalorandosi, «mi sono sentito davvero tradito, e all’inizio non so maggiormente da chi di voi due. Voglio dire, l’idea di te che facevi godere la mia ragazza, e la rompicoglioni che sopportavo a stento che concedeva il proprio corpo al mio migliore amico in modi che non mi permetteva nemmeno di proporre mi aveva fatto infuriare». Le spalle del ragazzo, che fino a quel momento erano state sollevate dall’emozione delle sue parole, scesero al pari della malinconia che stava riempiendo la sua anima.

«Giada mi è sempre piaciuta, per lo meno a livello fisico e per come si comportava con me,» confidò Luca. «È una ragazza bellissima e, sotto sotto, sono sempre stato invidioso di te che te la portavi a letto». Sollevò una mano per fermare le proteste di Alessio. «Lo so, non era affatto idilliaco, ma prima di Sam e Flavia ero disperato, avrei voluto anche una ragazza che mi trattasse male pur di fare sesso. Lei, poi, con me era tanto gentile che, in alcuni casi, mi imbarazzava perfino che si comportasse così davanti a te. Quando Flavia mi ha lasciato sono caduto in un pozzo di disperazione e, beh, è inutile negarlo: Giada ne ha approfittato e io sono stato un coglione a cedere al suo corpo».

«E…» disse Alessio, senza finire la frase ma lasciando comprendere a Luca cosa volesse domandargli.

«E continua ad essere una rompicoglioni…» rispose Luca, scuotendo la testa. «Peggio di una rompicoglioni».

Un’espressione di delusione si disegnò sul volto dell’amico. «Speravo che almeno con te si comportasse come una persona decente. Comunque, devo confessarti una cosa anch’io, che credo non ti piacerà…»

Luca sgranò gli occhi. «Non dirmi che hai abbandonato il parapendio!»

«Cosa? No!» esclamò il ragazzo, sorpreso. «Io… questa notte ho fatto sesso con Flavia. Credo di essere innamorato di lei,» aggiunse, quasi temendo la stessa reazione che lui aveva avuto nello scoprire che Luca aveva scopato con Giada.

Luca, però, era già a conoscenza dell’attrazione che provava Alessio nei confronti della sua ex. Nonostante ciò, provò una serie di emozioni turbinare dentro di sé, ma si accorse che nessuna di questa era la gelosia; scoprì, piuttosto di essere felice per entrambi: Alessio era riuscito a passare una notte di sesso con la ragazza che amava, mentre Flavia, forse, era riuscita a trovare un ragazzo con la sua stessa energia che l’avrebbe aiutata a terminare la frequentazione delle orge e, magari, mettere finalmente la testa a posto. Sogghignò. «Vorrà dire che ti spiegherò come fare per renderla davvero felice».

Uno sguardo d’intesa scattò tra i due, come ai bei, vecchi tempi. Luca non si era mai accorto di quanto quella sensazione di complicità lo facesse sentire vivo e felice.

Alessio fece un paio di passi in avanti, mettendo una mano davanti alla bocca come per impedire ad altri di sentire. «Ho visto anche Sam». Non usò aggettivi per descriverla, ma il tono trasognante della sua voce bastò per lasciar comprendere quali emozioni avesse suscitato in lui. «Era completamente nuda».

Luca scoppiò in una risata. «Fidati, se continuerai a frequentare la loro casa mi confesserai stupito di averla vista con indosso anche solo un paio di mutande!»

«Cazzo... e te la scopavi!» esplose Alessio, ormai incapace di trattenersi, come se avesse di fronte il suo calciatore del cuore.

Visibilmente imbarazzato, il ragazzo provò a ribattere, quando un fruscio di foglie si sollevò da una siepe, dalla quale emerse Giada, incollerita come mai Luca l’aveva vista. «Brutto pezzo di merda!» ruggì, avvicinandosi a passo deciso a loro. «Pensavo volessi tradirmi con qualche lurida troia e invece metti a repentaglio la nostra felicità con questo stronzo che ti ho detto che non devi mai più vedere».

Luca sentì ogni momento di disagio, rabbia e frustrazione vissuto a causa di Giada prendere vita nella sua mente e ardere nel suo petto. L’eccitazione del pensiero di Sam nuda e del piacere che quella dea le aveva fatto provare scomparvero. Solo l’educazione gli impedì di prendere a schiaffi la ragazza o insultarla. «Smettila di urlare, e non osare più rivolgerti in quel modo al mio migliore amico!»

Giada parve boccheggiare per un istante, come se la contrarietà di Luca avesse tolto l’ossigeno dall’atmosfera. «Ma come… Io ho dovuto sopportarlo per dei mesi per poterti avere, e tu preferisci passare del tempo con lui che con me?»

Luca si concesse un secondo per cercare una logica nell’affermazione di Giada ma, come in occasioni passate, non ne trovò nessuna. «Sì,» rispose, lapidario.

L’atteggiamento della ragazza, che per un istante, inutilmente, era diventato commiserevole, tornò ad essere aggressivo. «Luca! Io mi concedo a te, io ti do il mio corpo per il tuo divertimento! Lui cosa fa?»

Il ragazzo la fissò, poi fece un cenno con il capo verso Alessio. «Lui è il mio migliore amico, con lui mi diverto e posso condividere le mie passioni, per quanto lui non capisca di fotografia più di quanto io m’intenda di parapendio. Con te, invece? Si fa solo come dici tu, piagnucoli ogni volta che dissento e… e osi anche tirare fuori il sesso? Lasciatelo dire, Giada: sei la ragazza più noiosa che conosca».

Giada impallidì, sgranando gli occhi. Se le avessero tirato un pugno sotto il grosso seno, probabilmente, avrebbe incassato un colpo meno violento. «Cosa?»

Alessio non disse nulla, ma annuì con l’aria di chi la sa lunga a riguardo.

«Sei insopportabile,» continuò Luca, allargando le braccia «sembra che tu debba comandare chiunque. “Questo non lo devi fare”, “quello non mi piace”, “e se fai così mi manchi di rispetto…”. Mi sembra piuttosto che sia tu a mancare di rispetto nei miei confronti. E lasciatelo dire: la tua figa non è d’oro, ma il tuo carattere è davvero di merda!»

Giada lo guardò con rabbia, quasi fosse pronta a passare lei da un piano verbale ad uno fisico, ma poi il suo viso si contrasse in un’espressione di rabbia e, dopo aver sputato un “vaffanculo” rotto dal pianto prossimo a scoppiare, si voltò di scatto e fuggì letteralmente.

Il rimorso prese repentinamente il posto della rabbia nel petto di Luca e, non volendo far piangere una ragazza, per quanto, in quel momento, la stesse detestando, fece un passo per raggiungerla. Una mano su una spalla lo bloccò: quando si voltò verso Alessio, lui stava scuotendo la testa.

«Era ora che qualcuno glielo dicesse. Forse capirà che non può controllare la vita delle persone grazie alla bellezza del suo corpo e alla promessa di sesso».

Luca annuì, sebbene non fosse così fiducioso.

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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