«Porca troia, è quello sputato!» esclamò la rossa. «Potrei giurarlo».
Il ragazzo rimise via il cellulare. «Allora la tua amica l’ha venduto ad un prezzo ridicolo. Una follia, lasciamelo dire. Onestamente, sarebbe una di cui io non mi fiderei troppo».
Flavia non rispose, ma pensò che, per quanto Yuri non conoscesse Giada, il ragazzo non aveva un’opinione tanto differente dalla sua. Comunque, da come lei ne parlava, a Flavia sembrava impossibile che avesse buttato via il suo NFT per pochi spiccioli, o quanto valessero quattro decimi di… qualsiasi valuta si usasse per comprare e vendere quei cosi. Ricordava che la bionda tettona si atteggiava a esperta, nemmeno avesse scoperto un giacimento di petrolio o una vena di oro sotto casa sua.
«Forse non le piaceva più,» disse Jago, la voce che tradiva il piacere che stava provando grazie ad Alena, la quale sembrava fosse intenta a voler dimostrare di riuscire di far durare quel pompino per delle ore senza far sborrare il suo amante. Flavia pensò che dovesse essere da pazzi concentrarsi su un discorso di finanza quando un pezzo di figa di bionda era intenta a succhiarlo con maestria.
«Che cazzata,» ribatté Yuri, scacciando quell’idea con un gesto della mano destra come se fosse un insetto molesto, «è da paperhand liquidare un NFT perché la grafica o i passatempi sul canale Discord non sono il massimo. Se il progetto è valido, aumenterà comunque di valore».
La rossa sollevò le sopracciglia. «Grafica? Cioè? E cosa intendi con “passatempi”?»
Con ancora il piede destro sulla panca, ormai vestito elegante come sempre, l’esperto di economia decentralizzata si appoggiò con un gomito al ginocchio rialzato. «La gente poco esperta dà peso a due cose, che alla fine non hanno alcuna importanza: la bellezza di un NFT o quanto possa essere divertente possederne uno con i giochi a cui dà accesso, come poker online o videogiochi di gruppo. In realtà queste sono idiozie. La bellezza, molte volte, è solo una cortina fumogena, uno specchietto per le allodole: uno lo guarda, affascinato da un bel viso, da occhi da cerbiatto, da un lavoro di rifinitura impressionante, ma questo lo distoglie da ciò che si trova davvero in profondità, da problemi che vengono nascosti per ingannare. Allo stesso modo, il divertimento sfrenato che viene proposto come qualcosa di introvabile altrove, le notti passate a spassarsela in videogiochi o le inutili “serate cinema”, il senso di appagamento che lascia soddisfatti e inclini a perdonare la mancanza di profondità, è qualcosa che può fregare un novellino o qualcuno che, allo stesso modo, non ha compreso cosa vuole davvero».
Flavia cercò di restare concentrata sul discorso di Yuri, ma la sua amica che proseguiva imperterrita il suo sforzo di far impazzire Jago continuava a catturare la sua attenzione. Ora aveva cominciato a muovere su e giù la testa lungo l’asta la cui punta scompariva in bocca, usando nel frattempo una mano per giocare con le palle del ragazzo. Per un istante, la ragazza ebbe la strana idea di chiedersi che cosa sarebbero stati quei due, se fossero stati degli NFT… Alena sarebbe stata quella bella e Jago quello simpatico, giudicò: due che facevano scena ma che non sarebbe valsa la pena frequentare e soprattutto porre in loro le proprie aspettative.
Yuri si sporse in avanti, richiamando la ragazza al suo discorso. «Ricorda, Flavia: quello che devi cercare è la sostanza, è quello che si chiama nel gergo “high utility”, ovvero investire soldi e tempo in un progetto che ti ripaga lentamente ma costantemente nel tempo. Può non essere bellissimo a vedersi, non essere esattamente lo spasso migliore al mondo, ma è qualcosa di cui puoi fidarti, che ha i tuoi stessi valori e interessi, e magari ne fa conoscere altri celati dentro te stessa e che nemmeno sospettavi esistessero». Il ragazzo puntò un dito verso il seno della rossa, ma lei comprese che stava indicando qualcosa che si trovava ben oltre e meno fisico. «Cerca qualcosa che vorrai avere ancora tra dieci anni, quando sarai stanca di guardarlo e i giochi avranno finito per annoiarti, ma lui continuerà a farti felice e spingerti ad essere migliore».
La ragazza rimase in silenzio, con tutti quei concetti che le vorticavano nella mente. Sbatté gli occhi, come se non fosse confusione mentale ma appannamento della vista, sebbene la cosa non sortì alcun effetto apprezzabile.
Yuri sogghignò vedendola in quello stato. «Lo so, sono concetti che sembrano andare contro ogni proprio istinto, ma se ci pensi è semplicemente buon senso. Purtroppo, pensare è un’attività che molti sembrano considerare al pari del volare o del respirare sott’acqua».
Flavia annuì, cercando di non dare troppo a vedere il suo scarso convincimento.
«Come dice Antonella,» continuò lui, citando, come faceva a volte, la sua ragazza: «“meglio mettersi con uno con cui si riesce a parlare di qualcosa di interessante dopo che te lo sei scopato anche se non è il più bello al mondo”».
Quella perla di saggezza, in realtà, risultò ben più illuminante per Flavia. «È una ragazza intelligente,» ribatté, più per educazione che per altro. In realtà, si domandò se dopo che avevano fatto sesso nella villetta di Yuri, Antonella e lui parlassero mai di NFT e orge. Fortunatamente, in quel momento Jago cominciò a lanciare i grugniti tipici dei suoi orgasmi e distolse l’attenzione del genio della finanza dal volto della rossa, su cui aveva cominciato a emergere un sorriso al pensiero della modella che ascoltava il suo amante raccontare di quanto le piacesse sbattersi il culo di Flavia, lei che annuiva affascinata e rapita, chiedendogli di scendere maggiormente nei particolari.
Nel frattempo, Alena aveva estratto il cazzo di bocca e si stava facendo annaffiare il volto e i capelli da fiotti bianchi, dichiarando, con una voce sensuale e calda, che Yuri era un amante fantastico e che adorava farlo godere.
Flavia non andò a casa subito, come si era posta in programma di fare prima di trovare il cavetto e ricevere quella lezione di vita da Yuri. Appoggiata al muro del corridoio accanto alla porta dello spogliatoio, rimuginando sulle parole del ragazzo, aspettava che Alena si facesse una seconda doccia per pulirsi dalla scarica di sborra extra orgia. Aggrottò le sopracciglia, chiedendosi se l’amica e Natalia si vedessero mai con i ragazzi anche fuori dal capannone. Lei non l’aveva mai fatto: le venne quasi da pensare che nel suo caso era possibile modificare una famosa frase e sostenere che “non mischiava perversioni e vita privata”.
Credeva di essere una ragazza che adorava stare sotto il getto della doccia, ma quando la porta si aprì e ne uscì Alena, comprese che l’amica la batteva di diverse misure in questa passione.
«Oh, Flavia! Che gentile ad aspettarmi!» esclamò Alena sorridendo quando la vide.
«Mi sembra brutto lasciarti qui da sola. A proposito, sabato cosa facciamo?» domandò la rossa, aggiungendo, quasi come gesto scaramantico perché non succedesse, il loro tipico, trito programma: «Commedia e poi piadina?»
Sul viso della bionda apparve un’espressione di rincrescimento. Un po’ troppo, secondo una parte decisamente sospettosa della mente di Flavia, per essere genuino. «Oh, mi spiace, amica mia… Ma ho convinto…» e mosse una mano a tubo davanti alla bocca un paio di volte per lasciar intuire quali argomenti avesse utilizzato, «..Yuri a portarmi in vacanza questo fine settimana. C’è un albergo sulle Dolomiti che Gala… hai presente, la famosa influencer… ha visitato tempo fa e che ha detto essersi divertita davvero molto, e in cui volevo proprio andare con lui».
Flavia si rese conto che, al contrario della sua amica, l’espressione che era comparsa sul suo, di viso, era decisamente debole per essere scambiata come una vera manifestazione di rallegramento, ma decise che non vi avrebbe posto rimedio.
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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