Sorridendo, la ragazza, sempre inginocchiata sul scendiletto e con un gomito appoggiato sul lenzuolo, con la mano libera si aprì il bottone dei jeans e la zip, quindi con qualche strattone si abbassò i pantaloni e, con ben meno difficoltà, le mutandine. Adesso si appoggiò con i suoi grossi seni sul letto, prese il plug con una mano e, mentre con l’altra si discostava i glutei, appoggiò la punta fredda al buco in mezzo.
Le faceva sempre uno strano effetto alla passerina quando lo spingeva nel suo retto, mentre un brivido le correva lungo la schiena a causa del gel per farlo scorrere senza problemi. Se le prime volte le era parso di avere un dito nel culo, adesso apprezzava sentire quel fallo di plastica scivolarle dentro, premere contro le pareti intestinali, fare pressione contro il suo utero… era una sensazione curiosa, ma che aveva imparato ad apprezzare ben più di quanto avesse mai immaginato.
Chiuse gli occhi e si lasciò sfuggire un sospiro di piacere, accentuato dal sorriso che si era formato sul suo volto mentre spingeva un po’ più profondamente, poi faceva uscire il fallo di qualche centimetro, e poi lo rinfilava per tutta la sua lunghezza, ruotandolo in entrambe le direzioni. Strinse le gambe come ad impedire al piacere che aveva cominciato a pruderle nella passerina di fuoriuscire.
Si alzò in piedi, tirandosi su intimo e pantaloni e mettendosi seduta come se non avesse nulla nel culo. Anzi, si sdraiò direttamente sulla schiena tornando sul letto, cercando di guardare le ultime notizie dalla casa ma con la mente che continuava a scivolare sulla sensazione che le proveniva dal suo sedere.
Per l’ennesima volta, Giada si pentì di non aver comprato un vibratore anale, oltre ai plug, immaginandosi il piacere che le avrebbe dato avere qualcosa che le vibrasse nel retto…
“Quando Luca prenderà il mio sedere…”, pensò la ragazza, ma proprio quell’idea le fece passare tutta l’eccitazione e felicità che stava provando.
Per un istante, la sensazione sembrò ascrivibile a quella che un palo avrebbe provocato se glielo avessero spinto nel culo. La ragazza sentì il bisogno di girarsi prona, nemmeno avesse avuto il bisogno di lasciar uscire quel corpo estraneo dal suo ano con la forza che i capodogli usavano per espellere l’acqua dal loro sfiatatoio.
Rimase per qualche minuto in quella posizione, pensando, il suono del televisore che, per la prima volta in vita sua, le risultava fastidioso, ma era solo una cosa inconscia perché la sua mente era troppo impegnata a considerare che non avrebbe mai potuto godere per mezzo di Luca, se Luca non l’avesse mai posseduta…
Il ricordo dei discorsi poco coerenti e, in realtà, inutili delle sue amiche di quella mattina si sbobinò nella sua memoria, lasciando ben poche speranze sul raggiungimento del suo obiettivo, soprattutto in occasione della festa di sabato sera. Lo stato di prostrazione emotiva di Luca causato dall’abbandono di Flavia era un’occasione d’oro, e doveva agire prima che qualche stronza si ritrovasse con la sua stessa idea e lei, di nuovo, se lo trovasse soffiato da un’altra. Pure quella cagasotto di Olivia si era fatta avanti, attratta dalla bellezza del ragazzo, e se l’aveva fatto lei, chissà quante altre erano pronte a provarci con lui.
Il vero problema era l’insensata amicizia tra Luca e Alessio… Lei aveva creduto che proprio mettendosi con quest’ultimo avrebbe fatto ingelosire il suo amore segreto e invece era stata una sciocchezza completa, diventando una sorta di intoccabile per il ragazzo che amava. Se avesse allontanato Alessio e approfittato di Luca e della sua depressione, e poi scaricato il suo fidanzato perché la tradiva per mettersi con il ragazzo che aveva appena scopato…
“Proprio come aveva proposto quella stronza di Sofia…”, dovette ammettere con la morte nel cuore, lasciando sprofondare il suo viso nel cuscino. Si chiese, per un istante, se ci fosse un altro modo per farlo, ma dopo più di dieci minuti passati a pensarci non ebbe nessuna idea…
«Figa…» sospirò, sconfitta.
Prese il telefonino, lo sbloccò di nuovo con la sua immagine, poi aprì WhatsApp. Dovette cercare il contatto nella lista di quelli che non aveva mai contattato prima, con l’idea, fino a poche ore prima, che mai l’avrebbe fatto.
Giada
Sono Giada. Accetto la tua proposta.
La ragazza rilesse il suo messaggio due volte prima di inviarlo. Un’involontaria smorfia le attraversò il viso quando il doppio segno di spunta prese il posto di quello singolo. Un attacco di gastrite la colse quando divenne blu.
Sofia
Ahahaha lo sapevo che alla fine cedevi ti mando l’indirizzo mandami l’nft e ne parliamo
Un attimo dopo, sotto il messaggio, apparve una lunga stringa di caratteri alfanumerici che Giada non ebbe difficoltà a riconoscerlo come l’indirizzo di un wallet abilitato per funzionare nella blockchain di Etherium.
Sconfitta, con un sospiro, la ragazza lo copiò e, dopo qualche secondo e alcuni passaggi che le parvero fin troppo automatici, la figura della ragazza manga con una spada ed un animaletto buffo scomparve dal suo portafoglio digitale. Nell’ultimo istante, le cadde lo sguardo sul valore che l’NFT aveva raggiunto in quel momento: tradotto in valuta FIAT, erano più di 1600 euro…
Sofia
Eccolo qui meraviglioso Adesso possiamo parlare del nostro piano
Giada si mise le mani sul viso, il corpo nel suo retto che sembrava essere passato da estraneo ad alieno. Aveva appena pagato 1600 euro, messi via per il suo futuro, a quella stronza per avere un ragazzo… Si rese conto che avrebbe dovuto andare per il meglio ogni cosa, come gli ingranaggi di un orologio svizzero, se voleva che quei soldi non fossero stati buttati nel nulla.
Com'è finora?
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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