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Erotika
Alabarda degli Astri · Cap. 26
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Capitolo 26 di 29 12 min di lettura

«Non eccitarti troppo a guardare quella troietta di mia cugina farsi sbattere da papà e Stepan.»

Carlo non fa in tempo a conoscere i parenti di Ekaterina su Olimpo che subito questi lo introducono alle usanze locali della stazione orbitale. Soprattutto Nastasja, l'eccitante e disinibita cugina della ragazza, ha intenzione di fargliele conoscere fino in fondo.

William Kasanova
22 giorni fa · 907 letture · 0

Lei mi sorride a occhi socchiusi. «Allora, sono più belle le mie tette o quelle di mia cugina? » La sua voce è lontana, come se ci fossero anni luce a separarci e non fosse seduta sulla mia erezione.

Apro la bocca per parlare, ma non ho nessuna parola da pronunciare. È… è come quando sei in un sogno e cerchi di fuggire ma non ti muovi. Sì, non può che essere un…

Uno sgraziato gemito maschile proviene dalla mia sinistra. Ekaterina è inginocchiata, i suoi due parenti la circondano: hanno i pantaloni abbassati e…

Solo il fatto di essere sdraiato mi impedisce di cadere a terra.

Ekaterina ha la faccia piantata contro l’inguine di suo cugino, in una mano stringe – e sega - il cazzo dello zio. Stepan ha la mano dietro la testa bionda di sua cugina per tenerla contro il suo basso ventre. Ha la propria inclinata all’indietro e gli occhi chiusi, sospirando soddisfatto.

La mia coinquilina retrocede con il capo, l’uccello del cugino, bagnato, le scivola fuori dalle labbra e, uscita anche la cappella, se le pulisce con il dorso della mano.

«Sei una mezzasega, Ste.» Nastasia ride sopra di me. «Nemmeno trenta secondi duri nella bocca di Eka?»

Il fratello ci indirizza il dito medio. «Magari sei tu a non essere brava come nostra cugina.»

La ragazza gli risponde con lo stesso gesto usando entrambe le mani. «Fottiti.»

Wolfgang ride con Ekaterina che avvicina la testa al suo cazzo e se lo mette in bocca. «Dai, anche tua sorella è molto capace.»

«Grazie, papà.» cinguetta Nastasia. Si rivolge a me. «Adesso ti faccio scoprire qual è quella capace nella famiglia a fare le pompe.» Mi sorride e scivola con il sedere oltre le mie gambe.

È… è un sogno… un incubo, quasi. Non sta succedendo davvero qualcosa di simile.

Nastasia mi sbottona i pantaloni e me li abbassa fino alle caviglie insieme alle mutande. Il cazzo che ne spunta fuori è eretto per metà, anche lui confuso se la cosa lo sta eccitando o se è meglio lasciare il sangue ai muscoli delle gambe per una fuga precipitosa.

La ragazza lo afferra e inizia a menarmelo. «Dimmi, Carlo: ti sei scopato solo mia cugina Ekaterina o…»

Che… che razza di domanda è? «Io… anche il comandante Farah e…»

Nastasia ridacchia e si abbassa con la testa tra le mie cosce. «Intendevo Marina, la sorella di Eka. Ogni tanto scopano insieme.» Sospira. «Sarebbe piaciuto anche a me avere una sorella per dei rapporti lesbici…» Scuote la testa, la sua mano non si ferma. «Devo accontentarmi delle mie amiche. Tu hai sorelle o fratelli?»

La mia bocca è secca. «Non lo so, sono cresciuto in un orfanotrofio.»

Lei si passa la lingua tra le labbra. «Da orfano a eroe che dà la caccia agli alieni… Dai, raccontami come hai ucciso quel mostro!»

Mando giù qualcosa che sembra aria solida. Cosa sta succedendo? «Io… io ero…»

La testa della ragazza scompare sotto il mio cazzo eretto per effetto del movimento della sua mano. Il calore delle sue labbra racchiude le mie palle, la lingua bagnata ci passa in mezzo. Due dita della ragazza si puntano nel mio perineo e premono. Il cazzo sembra allungarsi ancora.

«Brava, nipotina…» Le parole di Wolfgang sono appena un sussurro che proviene da un altro universo. Ekaterina sta lavorando di bocca con foga, muovendo la testa avanti e indietro. In mano ha l’uccello del cugino da cui cola una goccia biancastra e trasparente.

«Ehi…» Nastasia mi richiama a sé, tra le mie gambe. I suoi occhi sono una fessura che lancia saette contro Ekaterina. «Quella troietta te la puoi sbattere quando siete sull’astronave, ma adesso sei mio, eroe.»

Le faccio un sorriso che non ingannerebbe un cieco. «Scusa.» Un gemito dello zio cerca di spostare il mio sguardo verso il trio, ma riesco a non muovere gli occhi. Deglutisco. Allungo una mano e accarezzo i capelli di Nastasia. «Sei bellissima.» Questa volta sono onesto.

Lei mi fa l’occhiolino. «Più di mia cugina?»

Se esistesse una scala della perfezione femminile, sareste entrambe oltre l’ultima tacca, impossibili da misurare e confrontare. «Hai una bellezza più… regale.» Ekaterina è più… selvaggia?

Nastasia stringe le labbra per nascondere un sorriso di soddisfazione, ma i suoi occhi la tradiscono.

Abbassa la testa dietro la mia cappella ormai scoperta, allunga la lingua e mi lecca il frenulo.

Un brivido di piacere mi corre lungo la schiena. Inspiro a fondo l’aria già pregna di eccitazione maschile e femminile. Emetto un gemito.

Si mette la cappella in bocca e la punta della lingua scivola attorno al meato e di nuovo sul filetto. Una mano mi massaggia le palle.

Il cuore mi batte nei timpani. Apro le labbra per parlare, ma la vista di – Ekaterina scopata dai suoi parenti – una bellezza simile tra le mie gambe, che sembra intenta a volermi affliggere più piacere possibile, mi toglie il fiato e fa girare la testa.

Nastasia succhia il glande muovendo la testa su e giù, usando le labbra per stuzzicare la mucosa. Solleva il capo, espirando. «Hai un bel cazzo, Carlo.» Mi sorride. La sua voce diventa calda. «Raccontami di come hai ucciso l’alieno…»

La voce dello zio mi strappa della contemplazione della ragazza: l’uomo ha le mani appoggiate sui lombi, l’inguine spinto avanti, il cazzo che spara fiotti di seme sulla faccia con la bocca aperta e gli occhi serrati di Ekaterina. Schizzi le colano sui capelli biondi, le gote e le labbra. La ragazza vi passa la lingua e si… chiudo le palpebre e distolgo lo sguardo, lo stomaco rilascia un getto acido in gola.

Cazzo, sto per vomitare…

Nastasia ridacchia con il mio uccello in mano. «Ehi, non eccitarti troppo a guardare la troietta farsi

sbattere da papà e Stepan.» Nel nominare suo fratello, il suo sguardo balza per un istante verso di lui e i suoi occhi brillano. Torna a considerare me. «Ci stiamo divertendo insieme, noi due: non voglio che vai in giro a dire che non sono brava quanto mia cugina.»

Chissenesbatte se sei brava o no a spompinare… «È… fate spesso sesso con i parenti che vengono da… da fuori?»

Lei scoppia in una risata. «Scordo sempre che sulla Terra e altre colonie arretrate non fate l’amore tra parenti.» Scuote la testa. «Eka non te l’ha detto prima di presentarci?»

Che altro cazzo non mi ha riferito su Olimpo? Cannibalismo? Sacrifici umani a qualche divinità dello spazio? «No…»

La mano di Nastasia si muove su e giù lungo la mia asta rigida come metallo. «Adoro fare l’amore con mio papà: è l’uomo della mia vita, se non fosse sposato con mamma lo sposerei io.» Il suo sorriso si allarga. «Stepan è uno stronzo, mi fa continuamente scherzi, ma ha un cazzo grosso così e…» si morde un labbro, guardandolo abbassare a Ekaterina i pantaloni e le mutandine, «scopa da dio…»

Il pensiero mi fa girare la testa. «Ekaterina viene spesso su Olimpo?» Mi trattengo dall’aggiungere: “a farsi fottere dai parenti”.

«Non abbastanza. L’ultima volta era con lo zio Lev, la zia Irina e la cugina Marina. Peccato che non c’era anche Dmitri, ma lui…»

L’immagine di Ekaterina e il resto della famiglia allargata, tutti nudi in questo salone, a ingropparsi tra di loro, riempie la mia mente e spazza via ogni altro pensiero, lasciandomi un senso di stanchezza nei muscoli e, soprattutto, nell’anima.


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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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