Capitolo 15 - «Voglio godermi ancora il cazzo del nostro eroe.»
"La donna afferra il mio cazzo in erezione, lo tiene fermo e si impala sopra. La sua figa è già bagnata e bollente come questa notte, scivolo dentro con facilità. Un senso di soddisfazione mi invade. Lei mette le mani sul mio petto e inizia a cavalcarmi."
4 ore fa
Una sveglia suona, qualcuno si muove accanto a me e fa scuotere il materasso. Stringo le mani sul tessuto del cuscino. Perché è più morbido di quello che ho nel mio letto? Apro gli occhi e mi volto.
Il viso di Amira – del Comandante Farah, uno dei miei superiori! - mi sorride. «Buongiorno, Carlo.»
Spalanco gli occhi, il cuore mi balza in petto. Cosa…
La notte passata a fare sesso selvaggio con la donna riemerge nella mia memoria con la violenza di una palla da demolizione che distrugge la nebbia lasciata dal sonno: il cunnilingus, il pompino, lei sopra, io che le stringo le grosse tette, lei sotto, l’anale… Il cazzo si stira, si strappa dai peli che sono rimasti incollati per la sborra e il nettare della donna seccati sulla pelle dell’uccello. «Buongiorno, coman… Amira.»
Lei appoggia le labbra sulle mie e mi bacia. La sua lingua entra nella mia bocca, si struscia contro la mia. L’eccitazione cresce, soprattutto nel mio inguine.
La donna prende il mio cazzo con una mano e me lo accarezza. «Vedo che ti arrapo ancora, dopo questa notte di fuoco…» Sorride, ma gli occhi non sono luminosi come questa notte. «Oggi sarà una giornata pesante per tutti, e lo saranno anche i prossimi giorni.»
Annuisco. Ora Amira dovrà prendere il comando della Alabarda degli Astri. È una persona capace e dotata, o la Flotta Astrale non l’avrebbe ripresa e rimessa come ufficiale su una nave dopo il suo incidente e l’anno di cure… ma dubito sperasse di tornare ad avere il ruolo di Capitano per la morte violenta del suo superiore.
La donna si mette seduta e si stira. Il grosso seno cattura tutta la mia attenzione. «Prima, però,» Amira abbassa le braccia e solleva la coperta sopra di me, «ho intenzione di godermi ancora il cazzo del nostro eroe.»
Ogni volta che sento la parola “eroe” è una stilettata, non forte come ieri, ma ancora dolorosa. Amira ha fatto sesso con me solo perché convinta che abbia davvero sparato ad un alieno e salvato il resto dell’equipaggio sul trasporto, o perché le piaccio davvero? Se non fosse accaduto quanto è successo, e io non ne avessi approfittato, mi avrebbe mai anche solo notato?
La donna afferra il mio cazzo in erezione, lo tiene fermo e si impala sopra. La sua figa è già bagnata e bollente come questa notte, scivolo dentro con facilità. Un senso di soddisfazione mi invade. Lei mette le mani sul mio petto e inizia a cavalcarmi.
Mi lecco due dita e le massaggio il clitoride. «È stata una notte fantastica, Amira.»
Un angolo della bocca della donna si solleva, gli occhi le si chiudono appena. «Sono rimasta molto sorpresa dalle tue capacità, Carlo.»
Il letto cigola sotto i colpi del comandante. Devo trattenermi per non venire subito. «Sto pensando di farti dare una medaglia, Carlo.»
Le prendo un seno e lo palpo. Il senso di benessere si spande nel mio corpo e diventa puro piacere. «Grazie, Amira: so di essere bravo a letto, ma una medaglia mi sembra eccessivo.»
Le si abbassa su di me, i suoi seni premono contro il mio petto, le nostre labbra si uniscono, le lingue si strusciano.
La pressione è troppa, non riesco più a trattenermi: mi rilasso e le palle mi si svuotano dentro il comandante. Il piacere è minimo, ma la soddisfazione di venire di nuovo in una donna così bella e potente, desiderata da tutti, è infinito.
Espiro con il naso, il sonno torna a chiudermi gli occhi. Il cuscino è comodo e le coperte calde.
Amira si alza da me, il cazzo bagnato che scivola fuori dal suo sesso.
Apro a fatica gli occhi. «Scusa, ma non ce la facevo più. Mi sa che mi sono giocato la medaglia.» Le sorrido. «Comunque, è colpa tua che sei troppo bella.»
Le mi accarezza il volto. «Non preoccuparti, questa notte hai fatto il tuo dovere.» Mi sorride. «Questo era il mio ringraziamento e l’augurio di una buona giornata.»
Scende dal letto nuda. Ha macchie di sborra secca ovunque le sia venuto addosso: l’inguine è pieno di seme e le tette non sono messe meglio. «Comunque, la medaglia sarebbe per il tuo comportamento eroico, non erotico. È per aver salvato l’equipaggio sulla Jacob Fugger dall’alieno.»
Un crampo al petto mi assale, la sensazione di benessere dell’orgasmo è scomparsa. «Non… non mi sembra il caso.»
«Non essere modesto, Carlo.» Lei mi fa l’occhiolino. «L’equipaggio deve sapere che certe azioni vengono premiate.»
Non oso replicare. Sarei famoso, ma al tempo stesso… quella cosa nel petto che mi duole è la coscienza?
La donna si volta, il suo splendido culo cattura la mia attenzione e il mio cazzo smette di afflosciarsi. «Vado a farmi una doccia e poi devo andare al Ponte di Comando.»
Mi metto a sedere. La schiena mi duole per la notte di passione, e il sonno appesantisce le mie palpebre. Devo fermarmi all’alloggio o al bar a bere qualcosa perché ho la bocca impastata. Scommetto di avere l’alito che sa di figa eccitata a furia di leccargliela… «Devo andare anch’io: mi aspettano al…»
Amira, a metà strada da una porta, si ferma e si gira. «No, non preoccuparti. Oggi, chi era sul trasporto, ha il giorno libero.»
«Capisco.»
Si avvicina alla porta che si apre, mostrando un bagno. «Resta pure a letto ancora un momento.»
Annuisco.
La porta si chiude dietro di lei, nascondendo alla mia vista lo splendido culo di Amira.
Sospiro con il naso e chiudo gli occhi. Che situazione… Mi trovo nella stanza da letto del comandante della nave in cui sto servendo, nudo e stanco dopo una notte di sesso, amante di una delle donne più belle che abbia mai visto, dopo aver mentito su un attacco alieno.
Mi sdraio e mi giro su un fianco. Il cuscino caldo mi avvolge, come le braccia di una madre.
Nemmeno un mese fa ero un operaio nei cantieri, ora sono l’amante del comandante di una nave da guerra… Tra un mese, dove sarò?
Sorrido. Alla fine, sarò davvero a Olimpo con la mia amata Chiara…
Adesso sarà meglio non restare a dormire nel letto di Amira, ma alzarmi e fare qualcosa per migliorare la mia situazione.
Le coperte, però, sono così calde… il materasso così comodo… e tutto profuma di sesso…
⁂
Spalanco gli occhi. Che cazzo di ore si sono fatte?
Mi metto a sedere, la coperta che mi cade dal petto e finisce sulle gambe. La stanza da letto di Amira è silenziosa, anche il suono dell’acqua della doccia è muto. Mi metto su un gomito e mi giro verso uno dei comodini: la sveglia digitale mostra le 8:47!
Afferro le coperte e le soll—
Mi fermo e inspiro a fondo. Oggi non devo lavorare, l’ha detto Amira che chi era sul trasporto è esonerato dal servizio. Sospiro.
Scivolo fuori dalle coperte e metto i piedi sul pavimento. È riscaldato, non come quello del mio alloggio.
In ogni caso, sarà meglio uscire da qui un po’ presto: ho scopato Amira, ma restare troppo a lungo dopo che se n’è andata è scortese. Se non peggio.
I miei vestiti sono stati presi da terra e messi su una sedia. Faccio una smorfia. Spero non sia stata il comandante a farlo, sarebbe imbarazzante scoparsela, farla godere, e poi costringerla a mettermi in ordine i vestiti… E spero non sia stato nemmeno coso… il suo aiutante, Antonio o come si chiama. Averlo che gira per la stanza da letto mentre dormivo…
Mi infilo le mutande, mi siedo sul letto e mi metto le calze. Devo avere un bisogno disperato della doccia dopo una scopata come la nostra, ma non voglio usare il bagno di Amira. Sarebbe troppo.
Mi strattono la maglia per togliere le pieghe e mi avvicino alla porta della stanza da cui siamo entrati ieri sera. Mi volto e la contemplo. Che sia l’ultima volta che possa essere qui dentro? Spero di no…
Passo la mano sul sensore sul pannello, la porta si apre ed esco nel salotto. Il tavolo dove abbiamo mangiato è stato pulito, è stato tutto sistemato e messo a pos… Una persona è seduta sul divano con in mano un tablet spento. È una ragazza con un grosso seno ed un corpo longilineo e...
Mi si mozza il fiato. È l’amica – schiavetta – di Ekaterina! «Nao?»
La ragazza asiatica alza la testa e mi fissa a occhi sgranati. «Carlo?» Il suo sguardo si lancia alle mie spalle, dove la porta si sta chiudendo sul letto ancora disfatto. La sua bocca rimane aperta.
Sono stato beccato mentre esco dall’alcova del comandante, e la cosa mi sta facendo un effetto completamente opposto a quanto mi sarei aspettato. «Co… cosa ci fai qui, Na…» Deglutisco. «Voglio dire: buongiorno, guardiamarina Kirishima.»
«Eh?» La ragazza mi fissa come se non mi avesse mai visto, o fossi trasfigurato. Sbatte gli occhi.
Crolla il silenzio nella stanza. Una delle ragazze più belle sulla nave mi ha appena visto uscire dalla stanza da letto della donna più potente – e forse più figa – della Alabarda degli Astri. Non so se essere imbarazzato, orgoglioso o sperare che la cosa faccia ingelosire Nao.
La ragazza stringe il tablet con le dita, il sorriso prova a nascondere la sua confusione. «Io... io sono stata chiamata dal Comandante Farah per discutere con me degli interventi per aiutare l’equipaggio nell’accettazione della morte del Capitano…»
Mi passo una mano tra i capelli. Curioso come sia stata chiamata a colloquio lei, che è l’ultima arrivata nella sezione psicologia, e non qualche suo superiore. Forse sono troppo impegnati a contenere il caos, e Nao fa solo da messaggera.
Assumo una posizione più rilassata e le sorrido. «Mi piacerebbe restare a parlare con te, Nao, ma vedo che sei impegnata e io…» Io ho bisogno di una doccia, devo odorare di scopata selvaggia come una pornostar coinvolta in una gang bang. «Non ti disturbo oltre. Magari un giorno possiamo vederci e…» Il sorriso mi si allarga nella contemplazione fugace delle sue tette. Torno al suo volto su cui campeggia la confusione. «…e bere qualcosa.» Mi avvicino alla porta dell’alloggio e il pannello scivola nella paratia.
Lei ha le labbra aperte. Annuisce, ma sono certo che non ha capito mezza parola.
Non so se essere divertito od offeso per la sua incredulità nello scoprire che ho fatto sesso con Amira.
La saluto con una mano ed esco.
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