Il collo non mi si muove, gli occhi restano incollati sul suo corpo perfetto che si scuote, i gemiti sono l’unico suono nell’alloggio. Il mio respiro segue i suoi ansimi, l’erezione è dolorosa, il cazzo è in una posizione che lo distorce. Impedisco alla mia mano di infilarsi sotto la cintura e afferrarlo.
Ekaterina stringe i denti e la sua schiena si arcua. Le sue gambe tremano e i suoi muscoli si contraggono.
Deglutisco ma non scende nulla nella gola. Il profumo di sesso della ragazza colma l’aria della stanza. Mi strapperò i capelli se non scarico l’eccitazione che mi sta opprimendo.
Lei cade sul letto, apre la bocca e ansima come se avesse appena fatto uno sprint. Gocce di sudore le colano sulla fronte, ci passa sopra una mano. Socchiude appena gli occhi, sospira e sorride. «Un buon amante, ma è sempre stato troppo veloce…»
Mi lancia un’occhiata. «Tu non hai un telero per… Ah, già: non hai nessuno sulla Terra.» Di nuovo quel sorriso di sufficienza compare sul suo volto. Abbassa una mano sull’inguine e si passa un dito tra le piccole labbra marroncine e luccicanti. «Ma non c’è bisogno che ti preoccupi: puoi chiamare la mia amica Nao, si è fatta assumere come “assistente per la salute mentale dell’equipaggio”. Le piace far credere agli altri di essere una psicologa…» Il suo sguardo scivola sui miei pantaloni, le labbra le si allargano ancora più. «Sì, è meglio se la contatti… se non è già impegnata con qualcun altro.»
Boccheggio, l’afrore di sesso è una cappa nella stanza che mi schiaccia. Ma la stronza ha ragione: se non soddisfo il mio bisogno di scopare, impazzisco. O mi ritrovo con ho un infarto.
Faccio un passo per girarmi, ne faccio un altro verso il gabinetto. Il cazzo viene schiacciato dal tessuto dei pantaloni, martoriato dalla cucitura della patta. È un dolore unico raggiungere la porta e chiudermela alle spalle, spegnere le parole di Ekaterina sull’amante politico e le sue capacità di scopatore.
Crollo sfinito appoggiato al lavandino. Il cuore mi esplode nei timpani, la testa è leggera e lo stomaco sottosopra. «Cazzo…» Devo spegnere il bisogno di godere che mi sta distruggendo.
Getto la mano nella tasca e ne cavo la scatolina. La mano mi trema nell’appoggiarla sul ripiano del lavandino e vi cade dentro, lo percorre con mezzo giro e si ferma contro il tappo dello scarico. Le nanomacchine non ci sono cadute dentro, vero?
Mi sbottono i pantaloni e li abbasso, mi tolgo il cazzo in tiro dalle mutande. È bollente, duro come non ricordo lo sia mai stato. La cappella è uscita dalla pelle per tutta la sua dimensione, sparge un odore pungente di eccitazione che mi strizza le narici.
Respiro con la bocca, la testa mi gira. Prendo il telero con la mano sinistra, lo volto con le dita, mi scivola e rimbalza sul metallo del lavandino.
«Cazzo…» sibilo.
Lo riprendo e appoggio l’incavo sulla punta della cappella. Il prurito che ho provato nel gabinetto della stazione orbitale con Chiara si ripresenta. Il telero è pronto.
Adesso come funziona? Devo… L’orologio vibra e si illumina di giallo. Sul display appare la scritta: “Telero pronto ♥ Fai impazzire Chiara ♥” e una sotto: “Registrazione in corso”.
Afferro il cazzo nell’asta. Cos’aveva detto Chiara? Di segarmi pensando a lei?
Di segarmi pensando intensamente a lei.
Deglutisco e prendo una boccata di aria. Ok.
Inizio a muovere la mano avanti e indietro, il suono della pelle che scorre riempie il bagno. Quella stronza di Ekaterina mi ha eccitato a morte? E io uso la cosa per…
«Cazzo!» Devo pensare a Chiara, non a Ekaterina, o sarà inutile spararmi una sega!
Chiudo gli occhi, Chiara compare nella mia mente nuda, sdraiata sul nostro letto, mi sorride, i lunghi capelli rossi sono sparsi sul copriletto. “Carlo, fammi godere come sai fare solo tu!” Si tocca le tettine, più piccole di quelle di…
«Merda!» Devo smettere di pensare alla stronza che sta godendo lì fuori!
Chiara si apre la passera con due dita, passo la lingua tra le sue piccole labbra, il sapore del suo sesso mi fa impazzire. La penetro con due dita, le muovo nella sua vagina. Le estraggo che brillano di desiderio e le avvicino alla bocca della ragazza. “Senti com’è il sapore dell’ambrosia, amore…”
Lei le succhia e sorride. “Sei tu che mi ecciti e mi fai avere questo gusto, Carlo.” I suoi capelli sono biondi, le sue bocce sono diventate rotonde, grosse.
Strizzo le palpebre e stringo i denti. Sparisci dalla mia mente, stronza!
Ekaterina sorride beffarda. “Mi vuoi, come mi vuole qualsiasi uomo.” Afferra il mio cazzo e si mette seduta. Mi guarda negli occhi. “E adesso ti mostro perché tutti mi desiderano”.
Abbassa la testa sul mio inguine, apre le labbra e la punta del mio uccello scivola dentro la sua bocca. La lingua si muove sulla mucosa, accarezza la corona, sfiora il meato. Un brivido corre lungo la mia schiena, i miei polmoni si riempiono di aria viziata dall’odore di eccitazione. «Cazzo… sì…»
Ekaterina muove la testa avanti e indietro, il suono viscido del mio pene che scivola nella sua bocca è delizioso, la sua saliva che cola dalle sue labbra e cola sulle grosse tette è uno spettacolo.
Le afferro i capelli sulla nuca e le blocco la faccia contro il mio inguine, la cappella le sprofonda in gola. «Fammi godere, troia!» ringhio.
Le palle si strizzano, un senso di malessere esplode nel mio inguine. Stringo i denti, l’uretra mi brucia. L’orgasmo mi colpisce la testa come una mazzata, è lava quella che schizza dal meato. Il piacere mi riempie e mi svuota come le onde di un terremoto, scivola via come calore che evapora dal mio corpo. Riempio i polmoni, l’aria mi esce con gemito.
Le gambe mi tremano, afferro il lavandino prima di crollare. Un capogiro mi colpisce alla testa e allo stomaco. «Cazzo…» Non ho mai goduto così tanto con…
Spalanco gli occhi. Un Carlo mi fissa con le pupille dilatate, bianco sotto il rossore della scopata, dallo specchio sopra il lavabo.
«Cazzo… Mi sono segato pensando a Ekaterina…»
Il cuore mi batte in gola. Sollevo l’orologio: lo schermo è bordato di rosso. La scritta: “Registrazione fallita, ⚠ soggetto errato ⚠” compare al centro. Chiudo gli occhi, le spalle pesano quintali. Tutta l’aria nei polmoni mi esce dal naso. «No…» Ekaterina è riuscita a entrarmi nella mente fino al punto di prendere il posto della mia ragazza…
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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