Dove and— La porta che conduce al corridoio precedente si chiude alle spalle del Capitano Gomez. Ha un’arma! Mi può salvare!
«Capitano!» Mi sbraccio e corro verso di lui.
No! Perché quell’idiota solleva la mano che aveva appoggiato sulla pistola? «Clerici, adesso che diavo…»
Gli arrivo davanti. «Voraxii! Laggiù!» indico la porta rimasta aperta.
La mano di Gomez mi afferra al colletto e mi strattona. Spalanco gli occhi. Cosa sta facendo? Io…
«Clerici, mi stai prendendo per un idiota?» I denti del Capitano sono stretti, il suo sguardo ancora più minaccioso di quello dell’alieno. «Non c’è ness…» Gli occhi gli si sgranano e puntano dietro di me, la bocca resta aperta.
Volto la testa tremando.
Il Voraxii esce dalla porta contorcendosi, i tentacoli lancia i tentacoli che afferrano i supporti del corridoio ancora intatti e si tendono. Esce con un balzo, rotola sul pavimento e finisce su un fianco.
La mano di Gomez mi lascia e mi getto contro la paratia. Il Capitano afferra la pistola e la solleva. L’alieno si gira e scatta verso di noi. Gomez spara, il Voraxii lancia un tentacolo verso di lui.
La punta della pistola si illumina di verde ed emette un sibilo, Il grido di Gomez dura solo un istante, fino a quando la punta dell’artiglio dell’alieno esce dalla sua schiena. L’arma cade accanto al corpo del Capitano e rimbalza fino ai miei piedi.
Mi spingo contro la paratia, la bocca aperta ma senza fiato. Siamo morti! Siamo morti! Siamo…
Il tentacolo crolla a terra come un tubo che perde pressione all’improvviso, l’artiglio resta conficcato nel busto di Gomez.
Ansimo, il cuore mi batte nel collo. La testa mi gira e le gambe sono di cartone bagnato. Sto per svenire.
Muovo la testa verso l’alieno, pronto a sentire un altro artiglio conficcarsi del mio busto.
Il Voraxii è fermo, i tentacoli sono gettati sul pavimento davanti a lui, abbandonati come grosse e oscene manichette dei pompieri verdi e viola. Gli occhi sono puntati sul terreno, la bocca a forma di sfintere è chiusa – collassata. Il grosso, lungo corpo da lumacone non si muove. Ha perso ogni rigidità, sembra si stia per sciogliere.
Tra i due occhi del mostro, un liquido viola spruzza sul pavimento e cola sul muso privo di connotati del mostro. Il colpo del Capitano è andato a segno.
Mi abbasso sulle ginocchia che mi tremano e cerco a tentoni la pistola senza distogliere lo sguardo dall’alieno. Stringo l’impugnatura e mi alzo. Le gambe provano a cedere e mi appoggio alla paratia. Barcollo come ubriaco di qualche passo verso il mostro, l’arma protratta verso il foro che ha smesso di spurgare. La mano mi trema tanto che non riuscirei a prendere quel mostro grande quanto un camioncino nemmeno da tre metri di distanza. Un odore rivoltante mi assale. Spero sia l’alieno e non io…
«Sei…» Mi manca il fiato. «Sei morto, bastardo?» Mi avvicino di un altro passo. Il mio volto si specchia nell’occhio destro del Voraxii. Deglutisco ma non ho saliva. Devo… devo sparargli per sicurezza?
«Cos’è succes…»
Un grido alle mie spalle. Mi volto con la pistola puntata, a momenti mi sfugge di mano.
Mi trovo davanti i miei compagni. Un paio di persone accorrono accanto al cadavere di Gomez, bianchi in volto. Uno si porta la mano alla bocca.
La donna che doveva domare il piccolo incendio si avvicina e mi abbassa il braccio armato. Legge la mia piastrina di riconoscimento sul petto della maglia. «Stai bene?»
Respiro appena ed espiro, mi gira la testa. Sono appena sopravvissuto ad un attacco alieno. Non lo so, come sto… «Bene…» La mia voce è un sibilo.
La porta si riapre e il gruppo di medici e infermieri che era andato con il secondo della Jacob Fugger entra nel corridoio. Si fermano alla vista dell’alieno. L’Ufficiale alla sicurezza Li solleva il fucile laser, lo abbassa. «È morto.» Vede il Capitano e bestemmia.
Un senso di stanchezza mi opprime, mi mancano le forze per restare in piedi. Il ponte sembra scosso dai brividi.
«Cos’è successo?» Uno dei medici mi si avvicina. Ha in mano una piccola torcia.
«L’alieno…» Mi gira la testa, non riesco nemmeno a capire che cosa sto dicendo. «Era nascosto. Ci ha attaccati.»
Il medico mi mette due dita attorno ad un occhio ma non solleva ancora la torcia. «E il Capitano gli ha sparato?»
Il vocio scopare, le dita del dottore non ci sono più. Ho dell’elio nella testa, le gambe stanno per cedermi. Ma ho la pistola in mano.
In mano al tizio che è stato scelto tra mille per far funzionare una squadra che deve far progredire la tecnologia militare umana.
In mano al tizio che condivide l’alloggio con la ragazza più bella al mondo, figlia dell’uomo più ricco, importante, influente al mondo.
In mano al tizio che vuole raggiungere la sommità della scala sociale umana per poter vivere su Olimpo.
In mano all’idiota che non sa farsi rispettare dalla sua squadra, detestato dall’uomo che è appena morto per salvargli la sua inutile vita, che viene deriso dalla ragazza più bella al mondo, ignorato dall’uomo più ricco, importante e influente nell’umanità, che non vedrà mai Olimpo se non sotto forma di ologramma perché tornerà presto a lavorare nei cantieri, a mangiare polvere e a tradire i sogni di gloria che aveva programmato con la sua amata.
La bocca è secca, le labbra fanno fatica a muoversi, il fiato non vuole uscire dai polmoni. Ma lo dico lo stesso.
Il medico si ferma con la torcia che punta appena sotto il mio occhio. Mi fissa allibito. «Cos’hai detto?»
Inspiro, l’aria fischia nella mia gola chiusa. Ripeto ad alta voce.
«Ho ucciso io l’alieno.»
Tutti interrompono quello che stanno facendo, Li resta a bocca aperta a pochi centimetri dalla radio, tutti hanno la testa voltata verso di me.
L’equilibrio mi manca per un istante, faccio un passo indietro. Adesso devo solo evitare di svenire davanti a tutti.
Ma crollare sul culo non sarà comunque così disastroso.
Il pavimento è duro.
FINE DELLA PRIMA STAGIONE
Il rapporto di Carlo con Ekaterina migliorerà o la ragazza continuerà a cosiderarlo uno sciocco animale?
La sua squadra di lavoro manterrà la sua apatia verso il dovere o Carlo riuscirà a farsi valere, soprattutto su Monica?
Con la morte del Capitano Gomez, Amira Farah si dimostrerà in grado di gestire un'equipaggio orfano di un eroe di guerra o la situazione le sfuggirà di mano, come quando era diventata la schiava sessuale dei pirati?
Il rapporto a distanza tra Carlo e la sua ragazza Chiara continuerà a raffreddarsi o il telero ricomincerà a svolgere il suo lavoro di messaggero di orgasmi a distanza?
Il ragazzo si siederà mai tra i migliori che abitano la stazione spaziale di Olimpo o resterà solo un sogno?
E la bugia sull'uccisione dell'alieno servirà a qualcosa o si rivelerà un disastro per Carlo e i suoi compagni di avventura?
Questo e altro nella seconda stagione di ALABARDA DEGLI ASTRI (che pubblicherò appena avrò terminato di scrivere i capitoli e li avrò revisionato) in un turbinio di scene di sesso, segreti, complotti, nella quale Carlo assaggerà infine il frutto della fama e del potere e scoprire che potrebbe non essere dolce come ha sempre creduto.
✒️ Cosa ne pensi? Dimmi nei commenti cosa ti è piaciuto di più di questo capitolo e cosa ti aspetti succeda nel prossimo… Sono curioso di leggerti.
💖 Ti è piaciuto? Se Carlo, le sue astronaute e i suoi casini ti hanno fatto eccitare o incuriosire, lascia un cuore.
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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