Giro la testa e le bacio la fronte. È la stessa che mi trattava come una merda perché non sono al suo livello, e ora vuole cavalcarmi fino a farmi sborrare l’anima… e tutto perché la sua amica giapponese – la sua schiavetta - le ha riferito che ho fatto sesso con Amira? È gelosa che mi sono scopato la donna che ora sta assumendo il ruolo di capitano dell’astronave?
La cosa dovrebbe offendermi, ma… «Non esserlo con una bellezza come te sarebbe un crimine.»
«Sai, Carlo, che sono la discendente di secoli di donne che hanno avuto figlie e figli con uomini bellissimi perché la nostra stirpe sia la più bella possibile?»
La mia mano si avvicina al suo seno, ma mi trattengo e le accarezzo i capelli biondi. «Davvero?»
«Oh, sì. Io – io e mia sorella Marina – siamo probabilmente le ragazze più belle al mondo senza l’uso di chirurgia estetica o modifiche genetiche.»
La modestia non è un difetto della ragazza. Ma non riesco ad immaginare una ragazza più bella di lei. «Non stento a crederci.»
«Eravamo le ragazze più desiderate nel parterre dell’agenzia di escort di nostra madre.»
La mia mano si blocca tra le ciocche bionde. Lancio un’occhiata alla ragazza. «L’a — l’agenzia di escort in cui lavoravi era… gestita da tua madre?»
«Certo, Carlo.» Lei sorride. «È un modo semplice per conoscere uomini importanti e scoprire come fare dell’ottimo sesso, che soddisfi il mio partner.» Lei mi passa una mano sul volto e mi fa l’occhiolino. «Magari mi sono fatta scopare da qualche vip che veneri.»
Trattengo a stento il sorriso dallo sfumarmi dalle labbra. «Dev’essere stato… interessante.»
«Se tu sapessi chi amava legarmi e poi scoparmi tutta la notte… non indovineresti mai. E chi amava affittare me e Marina e, nudo e con un bicchiere di scotch in mano, ci guardava fare sesso tutta la notte…» Ekaterina si solleva e mi bacia sulla bocca. «E adesso sono nel tuo letto, Carlo, piena del tuo seme.»
Deglutisco. Ho infilato il cazzo nella figa che politici e imprenditori che stanno plasmando il mondo hanno scopato dietro pagamento, e non so se esserne orgoglioso o meno. Abbandono i capelli di Ekaterina e le prendo una tetta, turgida e calda, umida per il sudore della scopata. Sospiro. Non… non importa cos’abbia fatto in passato, è troppo magnifica per incolparla di qualsiasi cosa.
La mano della ragazza continua a massaggiarmi i coglioni, passa un dito in mezzo alle palle che scatena un solletico appena percettibile. Le sue labbra si avvicinano al mio orecchio. «Se mi dici quali sono i tuoi personaggi famosi preferiti, magari ci sono andata a letto insieme. Potrei dirti quali sono le loro perversioni preferite e rifarle noi due…»
Il fiato mi si mozza. «Mi… mi dicevi che hai una sorella…»
Lei sbuffa. «Ah, Marina. Ha quattro anni in più di me. Si crede chissà chi, solo perché è nata prima di me e Ivan ed è l’amante di un dittatore ed un paio di Presidenti. Pensa di comandare su tutti.» La mano di Ekaterina abbandona le mie palle e stringe il cazzo.
Lo sanno i presidenti e il dittatore che si scopano la stessa tipa, a turno?
Le dita della ragazza scaldano l’asta e spingono avanti e indietro la pelle dalla cappella. Sorrido. «Non penso abbiate un rapporto tanto pessimo.»
«No, Marina è una stronza. Non puoi immaginare cosa mi ha fatto!» Ekaterina muove in aria le dita della mano libera, attivando il dispositivo che si è fatta impiantare nelle falangi. Uno schermo olografico appare sopra di noi. «Quella stronza mi ha commissionato un quadro di DeSade con noi due e me l’ha fatto consegnare!»
«DeSade?» Un fastidio mi stringe il petto, qualcuno me ne aveva accennato… «Ne ho già sentito parlare.»
Ekaterina muove di dita nell’aria, una lista di anteprime di immagini scorre nello schermo olografico. «È impossibile non sentirne parlare: è l’artista più famoso del momento. Tutti vogliono un suo quadro!» Le piccole immagini smettono di scorrere e si fermano su una foto confusa. La ragazza muove la mano e lo schermo si riempie.
Il cuore mi balza in gola.
Ekaterina è spinta contro un muro, i vestiti strappati e la testa bloccata con una mano. I suoi occhi sono spalancati, luccicano di lacrime che solcano il suo viso distorto in un grido muto verso l’uomo che la tiene ferma e ha il suo bacino spinto contro i glutei della mia amante. Una ragazza bionda che le assomiglia è gettata sul cofano di un’auto di lusso e strilla: cerca di liberarsi dai due uomini che la bloccano, ma uno le tiene aperte le gambe nude e la penetra in figa mentre l’altro le afferra un braccio e le strappa la camicetta, mostrando un grosso seno. Una borsetta è accanto ai generatori magnetici dell’auto, aperta, che vomita carte e trucchi che rotolano sull’asfalto fino ad una pozzanghera. Il resto del parcheggio è illuminato dai lampioni e sullo sfondo una città, ma non c’è nessuno in giro a parte loro cinque.
«Bello, vero?» Ekaterina indica il suo volto dipinto. «DeSade mi ha resa alla perfezione, e guarda le pennellate, come seguono le lacrime.» Annuisce soddisfatta. «Tutto fatto con pennelli a mano: un lavoro come non se ne vedono più, vero?»
Non ho parole, l’unica cosa che potrebbe uscire dalla mia bocca è vomito.
«Peccato che quella stronza di Marina abbia pensato di usare un mio ex che odio come soggetto per il tipo che mi violenta, mentre per sé ha usato due dei nostri migliori clienti quando facevamo le escort.» Sospira con il naso. «Non ho bisogno di dirti chi sono, vero, Carlo?»
Deglutisco. «E… quanto costa una…» ingoio il “merda” che sta per uscirmi dalle labbra. «…un quadro simile?»
Ekaterina scoppia in una risata. «Di certo meno di quello che ho regalato io a Marina!»
La scena di violenza viene sostituita da un’altra. In una casa dalle pareti bianche e con legni a vista, la ragazza bionda di prima è con gli abiti strappati in ginocchio. Le mani sono dietro la schiena, come ammanettate. Un uomo nudo alle sue spalle le stringe i capelli sulla nuca e le spinge la testa, in modo che il cazzo in erezione di un altro le scorra in bocca. Marina sembra sul punto di vomitare, una bolla di muco le si gonfia ad una narice, da un'altra cola come le lacrime dagli occhi. Dal cazzo del tipo che le tiene i capelli pende una lunga goccia di sborra.
Poco dietro, gettata su un tavolo, c’è Ekaterina nuda e svenuta. Dalla bocca le cola dello sperma mischiato a saliva, schizzi sono sul viso. Due uomini, quelli che violentavano la sorella nel quadro precedente, stanno scopando la ragazza: uno le è sopra, il cazzo in figa che gode, l’altro è quello da cui è uscita la sborra che copre il viso della ragazza.
Una mano di Ekaterina si appoggia sulla sua figa e si passa un dito tra le piccole labbra. Il suo fiato accelera. «Questo è un gran bel quadro, quando l’ho commissionato non pensavo venisse così bene. Peccato che il soggetto principale sia mia sorella, o l’avrei tenuto io.» Ridacchia. «I due che abusano di lei sono uno un miliardario e l’altro un Principe che non l’hanno voluta come amante! Ben le sta, così impara.»
Non riesco a staccare lo sguardo dall’immagine di Ekaterina abusata sul tavolo. L’espressione di violento piacere sul volto del tipo che la sta scopando mi… mi fa venire voglia di prenderlo a pugni fino a lasciarlo a terra morto, altroché l’alieno. E poi sistemare allo stesso modo l’altro che sta usando la sua bocca per il suo piacere.
