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Erotika
Linda la nerd · Cap. 30
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Capitolo 30 di 39 17 min di lettura

"So cosa avete fatto, tu e Francesca"

Il disperato tentativo di Linda per tornare nella gara di pompini sta avendo effetti che la ragazza non poteva prevedere, e nessuno di questi sembra volgere a suo favore...

William Kasanova
1 anno fa · 325 letture · 0

«Ma non “abbiamo sfondato il culo a Linda” ieri,» domandò, confusa «quando sono venuta a casa di Adriano e abbiamo deciso di escluderla dalla gara?»

«Ah, sì… no…» balbettò l’altro. Francesca pensò all’inizio che l’aveva appena svegliato, ma sentì in sottofondo il suono di musica e grida di divertimento. «Cioè… tu intendi per modo di dire, ieri. Ma oggi hanno telefonato ad Adriano, che ci ha detto che stava arrivando Linda perché aveva scoperto di essere stata squalificata e che dovevamo sfondarle il culo. Enrico ha detto perché dovevamo fare una cosa così ad una ragazza come Linda, e Adriano ha detto che si faceva così. Ah, tra l’altro Enrico si è perfino rifiutato di incularla, e se n’è andato. Mi sa che buttiamo fuori lui dal gruppo invece di Linda,» blaterò, poi iniziò a ridacchiare come se fosse stata una battuta incredibilmente divertente.

Francesca aveva gli occhi sbarrati. Se nella sua mente ci fosse stato un imbuto nel quale le frasi si gettassero per raggiungere la voce, in quel momento almeno cinque o sei esclamazioni, domande ed una dozzina di imprecazioni si sarebbero prese a spinte e strattoni, tirati i capelli e fatto lo sgambetto per avere la precedenza sulle altre, bloccandosi nel collo. Avrebbe voluto urlare, maledirlo per averla tradita, chiedere se avevano ripreso Linda nella gara e se lei avesse accettato senza problemi, ma alla fine si risolse con quella che, probabilmente, era la domanda più stupida possibile: «Ti è piaciuto?»

La risata di Daniele sfumò lentamente. «Eh… sì,» rispose, poi, come se si fosse ricordato con chi stava telefonando: «Ma tu sei più figa e…»

«E l’avete riaccettata nella gara?» chiese, quando fu la domanda corretta a guadagnare il suo posto nell’imbuto.

«Cosa… Oh, sì, certo. Beh, ci ha dato il culo. Mi sembra giusto».

Nella villa risuonò il grido di rabbia di Francesca, svegliando i genitori ed i fratelli. Quando accorsero a scoprire cosa fosse accaduto, lei dovette rispondere che era stato un incubo, ma non aggiunse che era uno che non sarebbe terminato quella notte ma proseguito per tutto il fine settimana.

La mattina dopo l’incubo aveva assunto la forma della nerda che zoppicava lungo il corridoio dolorante. Per l’ennesima volta, quel giorno, si chiese se anche lei, al posto di Linda, avrebbe avuto il coraggio di farsi sfondare il culo per continuare la sua gara, e ogni volta giungeva alla conclusione che la finale l’avrebbe passata nel pubblico, a guardare le altre tre a contendersi la gloria a colpi di lingua e sborra in bocca.

***

Appoggiata al muro degli armadietti, Linda chiuse gli occhi, cercando di non piangere sia per il dolore fisico sia per il disgusto che provava verso sé stessa. Il culo… quanto diavolo le faceva male? Non riusciva a credere che ci fossero davvero delle donne che apprezzassero qualcosa di simile.

E qualsiasi movimento facesse provocava una stilettata dolorosissima dal sedere: ogni passo era uno strazio, sedere era una tortura, stare in piedi faceva malissimo… quella mattina, seduta sul bagno… le era parso di avere deposto del magma nel gabinetto, le lacrime che le solcavano le gote, i singhiozzi si alternavano ai movimenti dei muscoli addominali.

Presentarsi a casa, la sera precedente, era stata una tragedia: per sua fortuna, nel momento in cui era entrata, sua madre era a fare la spesa e, dopo aver inghiottito qualcosa senza nemmeno percepirne il sapore, aveva preso un antidolorifico e si era messa a letto nonostante fossero solo le sei di sera. Quando la donna era tornata a casa e l’aveva trovata sotto le coperte, Linda aveva sostenuto di non stare troppo bene ed essere andata a dormire, cercando di sviare le domande che le erano state poste. Per un momento aveva temuto che il genitore potesse capire cosa le era accaduto, soprattutto considerando che era stata per tutto il tempo sdraiata sulla pancia e che non era riuscita a celare il malessere che sembrava aver preso domicilio sui suoi lineamenti.

Linda era certa che, nonostante i suoi sforzi, sua madre fosse stata preoccupata per lei: dopo aver compreso che si era lasciata con il ragazzo che sembrava renderla così felice, cosa poteva essere accaduto a sua figlia perché stesse male anche fisicamente?

Per quale motivo, si domandò, non aveva pensato anche a questo, prima di accettare di dare via il culo per quella fottuta gara. Tra l’altro, era quasi certa che, come avevano girato un video con quella troia di Francesca che si faceva scopare da Daniele, quegli stronzi avevano scattato delle foto durante il loro sverginamento anale. Sperò ardentemente che quelle immagini restassero solo a loro, per zangolarsi pensando a quando avevano sfondato il culo di quella oca bionda, e non sparse sugli smartphone e i computer degli altri studenti della scuola, perché quello sarebbe stato troppo. Davvero troppo.

Ma di certo, sapeva, non sarebbe stato possibile nascondere a nessuno che qualcosa le era successo, e per quanto lo avrebbe negato, si sarebbe comunque sparsa la voce che si era fatta sfondare il culo. Avrebbe dovuto vergognarsi o andare orgogliosa del suo coraggio di fare…

«Ah, eccoti qui, puttana!» esclamò una voce conosciuta nella quale non c’era traccia di comprensione e nella quale, in realtà, Linda non ne avrebbe cercata affatto.

Aprendo gli occhi, la ragazza si trovò di fronte Marianna, che la fissava con uno sguardo pieno di odio.

«So cosa avete fatto, tu e Francesca,» disse con ribrezzo la compagna di classe. «Una mia amica abita davanti alla casa di Adriano e le ho chiesto di controllare chi si presentasse a casa sua, e mi ha mandato le foto tue e di quella cagna con più tette che cervello alla porta del ragazzo, una un giorno e tu quello dopo».

Linda non sapeva cosa rispondere. Non si aspettava che qualcuno venisse a scoprire che lei e l’altra fossero andate a trovare e scopare i quattro e facesse scoppiare uno scandalo. «Ehm… io…»

Marianna non volle ascoltarla. «Era una bella gara, e ho fatto di tutto per vincerla, ma voi due troie sapevate di non potercela fare e avete voluto corrompere i giudici!» Abbassò lo sguardo verso il bacino di Linda, ma la ragazza sapeva che le stava fissando il culo quando Marianna fece un movimento con la testa come se volesse indicare qualcosa con il mento. «Spero tu ti sia divertita, perché non sarà servito a nulla. E nemmeno a quella tettona idiota». Fece per andarsene disgustata, ma poi si fermò e aggiunse, più diretta a sé stessa che a Linda nonostante si fosse voltata in parte verso di lei: «Mi auguro che anche Vincenza, oggi pomeriggio, vada a farsi fottere da quei quattro bastardi, perché anche lei sarà vittima dalla mia vendetta».

Detto questo, la bionda si girò di nuovo e se ne andò lungo il corridoio, seguita dallo sguardo di Linda, allibita, ma al contempo felice di avere la certezza di non essere la più strana in quell’istituto scolastico.

La cosa non la consolò a lungo, quando si staccò dal muro di armadietti e si avviò a sua volta verso la sua classe, digrignando i denti, lo zaino che sembrava schiaffeggiarle malignamente il culo infiammato.

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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