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Erotika
Linda la nerd · Cap. 9
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Capitolo 9 di 39 12 min di lettura

"È diventata brava la puttanella"

Dopo un fine settimana passata a fare "lezioni" di sesso a Linda, Tommaso scopre che non può più fare a meno di lei...

William Kasanova
1 anno fa · 343 letture · 0

Tommaso trattenne involontariamente il fiato per qualche secondo e poi lo lasciò uscire sonoramente dalle narici; aveva gli occhi chiusi e mormorava di tanto in tanto un complimento alla studentessa. Appoggiato al muro del corridoio, aveva una mano tra i capelli di Linda, inginocchiata davanti a lui.

La ragazza, con indosso la giacca e lo zaino della scuola posato sul pavimento accanto a sé, aveva in bocca il cazzo del ragazzo, desiderosa di dimostrare a Tania quanto avesse imparato dopo quei due giorni di sesso e lezioni di pompini. Un attimo prima di uscire dalla porta, accompagnata dalla mora, che l’avrebbe portata dai suoi genitori con la propria automobile, Linda si era fermata all’improvviso, come se avesse di colpo ricordato qualche oggetto che stava per lasciare lì, e aveva detto che, forse, avrebbe fatto meglio a dimostrare di aver fatto fruttare il tempo che le avevano dedicato.

Tania le aveva chiesto cosa intendesse, e la bionda aveva risposto che un pompino a Tommaso, fuori dal letto, sarebbe stata una buona prova. In fondo, se si stava esercitando per una gara di sesso orale, praticarlo dopo che il suo amante le aveva dato un paio di orgasmi, sdraiati a letto, non aveva molto senso, considerando che durante la competizione doveva stare in ginocchio davanti ad uno che nemmeno le piaceva. Tania avrebbe avuto modo di correggerla e il giorno successivo lei, a scuola, avrebbe ripensato ai propri errori.

A Tommaso sembrò una scusa davvero pietosa per averlo di nuovo tutto suo, ma Tania si limitò ad alzare le spalle.

«Diciamo piuttosto che non puoi più fare a meno nemmeno tu di un cazzo,» rispose la mora, divertita, «eh, Linda?»

La studentessa aveva sorriso, alzando i palmi, come a dire: è la mia nuova natura.

Tommaso aveva scosso la testa, sostenendo con un sospiro: «Abbiamo rovinato questa brava ragazza…» Comunque, quando Linda si era tolta la cartella dalle spalle e si era inginocchiata davanti a lui, non aveva protestato: l’aveva lasciata abbassargli i pantaloni e le mutande, e prendere in mano il suo cazzo.

Linda aveva dimostrato di aver imparato parecchio in quelle cinquanta ore, e di saperlo applicare piuttosto bene. Con una mano aveva preso il pene del ragazzo parzialmente in erezione, l’aveva sollevato e si era data da fare con le labbra sulle palle, mentre la mano libera accarezzava l’interno delle cosce di lui, causandogli un brivido di piacere.

Tania si era seduta sui calcagni accanto a lei, osservandone l’operato, forse più eccitata che interessata dal correggere eventuali errori dell’esecuzione della ragazza. Sembrava che dovesse trattenersi dal baciare sulle labbra Linda o succhiare la punta del cazzo di Tommaso mentre la bionda era occupata con i suoi coglioni.

Tommaso, di errori, non ne trovò per tutto il pompino. La ragazza non aveva ancora lo stile di Tania, la quale poteva contare comunque su anni e anni di pratica, ma francamente Linda era salita parecchio di bravura: se la mattina prima aveva meritato un cinque su dieci, ora era almeno un otto, ed era diventata la seconda migliore succhiatrice che avesse mai conosciuto in vita sua. Meno male che non aveva più intenzione di partecipare alla gara, si disse il ragazzo, e non tanto perché si sarebbe ritrovata a fare un pompino ad uno stronzo che odiava, ma perché avrebbe fatto fare una gran figura meschina a tutte le altre partecipanti…

Linda aveva abbandonato da parecchi minuti i testicoli e stava lavorando di bocca e di lingua l’asta e la cappella, accarezzandone la base con le dita, emettendo un suono con la gola come se stesse gustando il miglior cioccolato al mondo. Avanzava e poi allontanava la testa, muovendola a sinistra e a destra.

Tommaso imprecò dal piacere, trattenendo un’eiaculazione con uno sforzo immane. L’orgasmo che lo invase fu meraviglioso, da perdere la ragione. Non fosse per il fatto che amava Linda più della sua vita, le avrebbe bloccato la testa contro il suo inguine e scopato la bocca fino a strozzarla di sborra tanto era eccitato.

«È diventata brava la puttanella,» commentò Tania, con un tono di voce che non aveva la minima traccia della derisione. Le batté una pacca su una spalla. «La settimana prossima allora passiamo alla fase avanzata dei pompini».

Linda non sembrava ascoltare ma continuò a dare piacere a Tommaso. Quando lui aprì gli occhi e guardò verso di lei, i loro sguardi s’incontrarono: negli occhi azzurri della ragazza vide tanto di quell’amore che il suo cuore sembrò sciogliersi e anche la sua volontà di prolungare quella dolce tortura crollò.

«Linda! Linda!» disse con le parole che sembravano avere la tremarella, alzando la testa mentre i suoi muscoli venivano aggrediti dall’orgasmo. «Sto venendo!» l’avvisò senza fiato: mai avrebbe voluto che si sporcasse i vestiti con il suo seme. Da una tasca prese un fazzoletto per coprire la cappella appena lei avesse tolto la testa e bloccato lo spruzzo.

Ma lei non lo fece. Anzi, allontanò la testa finchè la cappella non fu tra le sue labbra, e lui sentì sborrarle in bocca un fiotto impetuoso di sperma, poi un altro, ed un terzo meno dirompente. Lei attese qualche secondo e, invece di aprire la bocca e fargli vedere la lingua coperta di seme, riprese a spompinarlo un altro paio di volte, assicurandosi che tutto il liquido bianco fosse fuoriuscito dal cazzo, accarezzando con la lingua il glande che strillava di piacere ad ogni sfioramento.

Quando finalmente fece uscire il pene dalle labbra, ancora chiuse, Linda si voltò verso Tania, aprì la bocca e la baciò. La mora le fermò la testa con una mano e cominciò a limonarla con passione. Un paio di gocce di sborra colarono dalle loro labbra unite e si spiaccicarono a terra.

Tommaso le fissò con gli occhi spalancati, ammutolito. Si chiese se la cosa più piacevole fosse stato l’orgasmo appena avuto o la visione delle due sue amanti che si contendevano la sua bega calda a colpi di lingua nella bocca di Linda. Non avrebbe saputo dirlo, ma fu sicuro che quell’immagine sarebbe stato il soggetto di molte, soddisfacenti, future zangolate fatte in solitaria. Si accorse di avere in mano il proprio cazzo e di menarselo. Fu tentato di restare lì a masturbarsi fino a coprire la testa delle due ragazze di sperma, ma le due furono più veloci del suo periodo refrattario.

Staccandosi da Tania, Linda si mise in piedi. «Allora, com’è stato?»

Il ragazzo ebbe un attimo di confusione prima di rispondere, e di accorgersi che si stava ancora zangolando. Lasciò il suo cazzo e prese la testa della bionda, avvicinando i loro volti. «Sei stata magnifica,» le disse senza fiato, le parole che sembravano uscirgli dalla gola spinte dai battiti del suo cuore simili a colpi di una grancassa, poi la baciò.

Fu una cosa veloce, una specie di promemoria di quello che avevano condiviso quella mattina, ma lei sembrò apprezzare lo stesso. «Grazie, Tommy,» rispose, con un sorriso. «Ci vediamo domani pomeriggio».

«Ti aspetterò con impazienza,» le promise. Le sollevò lo zaino e l’aiutò ad indossarlo.

«Va bene,» disse Tania, alzandosi a sua volta e avvicinandosi alla porta di casa. «Andiamo, Linda, prima che i tuoi chiamino “Chi l’ha visto?” per segnalare la tua scomparsa».

Quando fu sul punto di uscire, la ragazza si voltò verso Tommaso e gli sorrise, e fu un sorriso carico di amore. Lui scoprì che esisteva qualcosa di migliore di un pompino e del vedere due donne che si lottavano limonando la sua sborra.

***

Tommaso era seduto sul divano, accorgendosi, di tanto in tanto, che sullo schermo del televisore delle figure si muovevano, ma Linda occupava completamente ogni suo pensiero. Aveva passato due giorni con lei, quasi sempre nuda, quasi sempre sdraiata sul suo letto, spesso tra le sue braccia, i loro corpi uniti in qualche modo. Quanto le piaceva vederla godere, ascoltare i suoi gemiti, assaporare l’ambrosia che sgorgava dal suo bocciolo di rosa quand’era eccitata, far scivolare le sue dita su quella pelle morbida quanto quella di una pesca. “Cazzo, è mezz’ora che se n’è andata e mi sento malissimo…”, pensò, sdraiandosi sul divano. “Qualcosa che non ho mai provato con un intensità simile con Tania o qualsiasi altra ragazza che abbia mai amato”.

Prima di andare avanti…

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