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Erotika
Linda la nerd · Cap. 36
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Capitolo 36 di 39 11 min di lettura

"Dovete fare delle foto mentre la inculate, poi mandatemele"

Linda e Tommaso scoprono che due tranelli sono stati preparati per ognuno di loro...

William Kasanova
1 anno fa · 290 letture · 0

Tommaso lanciò nuovamente un’occhiata alla porta del bagno mentre la schermata di avvio della app di messaggistica immediata occupava il monitor del cellulare di Tania. Quando tornò a fissarlo, gli apparve la lista delle ultime chat della ragazza. Vedere quella con Linda, in quarta posizione, fece balzare il cuore del ragazzo, che al solo leggere il nome gli parve di impazzire di gioia.

Voleva leggere i messaggi che si erano scambiate lei e Tania, ma comprese che, se l’avesse fatto, Tania l’avrebbe intuito, trovandosi in cima alla lista quella della loro ex amante: l’unica soluzione sarebbe stato poi aprire, nell’ordine, quelle che la sovrastavano sullo schermo.

«“Lavoro”, “Mamma”,» lesse Tommaso, mandando a memoria la loro disposizione, «ed un certo “Adriano”...» Non aveva idea di chi potesse essere, ma alzò le spalle, indifferente. «Lavoro, mamma, Adriano: ok».

Senza perdere un altro istante, aprì la chat con Linda: il ragazzo notò che erano state cancellati tutti i messaggi se non gli ultimi, risalenti al giovedì precedente, verso le 18.00.

Linda: "Grazie Tania. Mi hanno riaccettata come partecipante alla gara."

Tania: "Ottimo! Sono sicura che Tommaso ti vorrà ancora con noi se vincerai!"

Linda: "Farò del mio meglio."

Tommaso corrucciò la fronte nell’alzare le sopracciglia di fronte a quelle parole. Linda era stata esclusa dalla gara? E per quale motivo? Aveva visto lui stesso quel maledetto video e, nonostante tutto il dolore che gli aveva causato, non poteva ammettere che non fosse stata fantastica. E perché mai chiamare Tania per farsi riammettere? E lei che cosa aveva potuto fare? Darle consigli?

«Fantastico,» sussurrò sarcastico, «cercavo risposte e ho più domande di prima».

Era evidente che il telefonino di Tania non sarebbe stato il testimone che lui sperava, e da lì non avrebbe cavato una sola informazione utile. Scuotendo la testa deluso, il ragazzo premette la freccia per tornare alla schermata precedente.

Ora Linda era salita alla posizione superiore, scalzando gli altri tre contatti. Per nascondere la sua intrusione, doveva aprire gli altri, facendoli tornare sopra la ragazza che aveva amato.

Leggere il nome “Lavoro” provocò in Tommaso un moto di fastidio, la sua immaginazione subito invasa da messaggi provenienti dalla direzione del supermercato per avvisare la ragazza che anche quel giorno avrebbe dovuto fare straordinari. Cosa che accadeva in continuazione, dovette ammettere Tommaso.

Aprì la chat senza alcun interesse, pronto a ignorare le scritte che sarebbero apparse e a premere il tasto per tornare alla lista ma, se la sua mente non riconobbe una sola parola, il dito si bloccò ad un centimetro dallo schermo quando una qualche funzione automatica del suo cervello riconobbe la foto di un grosso cazzo.

Tommaso sbattè gli occhi, e il suo primo pensiero fu chiedersi per quale motivo la segretaria di un negozio dovesse spedire la foto, scattata pure male, di quella che sembrava una nerchia scura di venticinque centimetri in parziale erezione. Non poté resistere alla curiosità e si fermò a leggere. Non ci volle molto prima che capisse che quella non era la chat in cui comunicavano a Tania gli orari degli straordinari. Con un paio di colpi di pollice il ragazzo risalì a qualche giorno prima.

Lavoro: "Ei troia ieri sei stata fantastica con quella pompa non riesco a smettere di pensarci"

Tania: "Grazie Salvador adoro succhiare il tuo cazzone e bere la tua sborra"

Lavoro: "ecco 1 foto"

E subito sotto compariva la foto di un grosso pene, che Tommaso non ebbe dubbi fosse sempre lo stesso che aveva visto in fondo alla chat. Poi la comunicazione continuava.

Lavoro: "non capisco xkè stai con quel cazzo piccolo"

Tania: "Lui lecca bene, caro mio. Se imparassi anche tu…"

Lavoro: "ho un cazzo grande, la fica la fotto non la lecco"

Lavoro: "domenica voglio scoparti"

Tania: "D'accordo, ci sarò il pomeriggio, chiamerò al lavoro che non ci vado"

Lavoro: "no, io ti voglio tutto il giorno"

Tania: "Mi spiace ma la mattina no, vado in montagna con Tommaso"

Lavoro: "ma lascia quel coglione"

Tania: "No, adesso che sto per fargli dimenticare la puttana."

Lavoro: "mandala da me quella puttana che la demolisco poi vediamo se la vuole ancora"

Tania: "Ahahahah"

La mattina stessa, poco dopo essere partiti da casa, ancora in viaggio, una nuova foto del cazzo, quella che aveva catturato lo sguardo di Tommaso, era stata spedita al telefonino di Tania, con i propositi di quel Salvador di sfondare la sua trombamica.

Ma se nelle prime battute il ragazzo era rimasto sconvolto che Tania avesse un amante, fu leggere che lo stava portando in montagna per cercare di fargli dimenticare Linda a colpirlo al cuore. Quindi era tutto già preparato dalla ragazza che, però, non aveva voluto perdersi comunque una scopata il suo amico superdotato.

«Che lurida…» si lasciò sfuggire Tommaso, tornando indietro alla lista delle chat.

Il contatto successivo di Tania era la madre. Aprì lo scambio di messaggi, chiedendosi cosa avrebbe trovato.

Niente immagini di cazzi, questa volta, ma non ci volle molto per capire che non solo non era la madre quella che comunicava, e non era nemmeno una donna.

Mamma: "Buonasera splendida Tania, quando possiamo vederci?"

Tania: "Buonasera anche a te, dolce Piero. Quando vuoi."

Mamma: "Mercoledì?"

Tania: "Mi spiace, ma il mio ragazzo è in casa. Possiamo fare da qualche parte"

Mamma: "Il nostro solito albergo va bene?"

Tania: "Perfetto."

Mamma: "Sempre 100 euro per il tuo splendido culo?"

Tania: "Lo sai che per te è un prezzo speciale"

Mamma: "Ti attendo con trepidazione"

Mamma: "Ciao splendida. Sabato pomeriggio mia moglie non c'è, ti va di fare un salto a casa mia?"

Tania: "Sarò lì alle quattordici. Il mio culo non vede l'ora di essere riempito dal tuo cazzo. Bacio."

Tommaso guardò allibito la chat e dovette leggerla nuovamente per assicurarsi di non essersela sognata. Era qualcosa di… inaspettato. «Tania fa la puttana?» sbottò, sentendosi preso in giro come mai prima di allora. Non solo non faceva affatto gli straordinari che tanto sembravano darle fastidio, ma tutte le volte che sosteneva di uscire di casa per trovare sua madre si faceva sbattere per soldi.

Ma forse la cosa che lo fece davvero imbestialire fu il fatto che la ragazza non si facesse problemi a dare il culo a tutti tranne che a lui. Lui che glielo leccava, facendola godere con la lingua e che gli era ad accesso vietato, per cento euro o poco più si faceva inculare senza troppa ansia. Quante cazzo di cose gli nascondeva ancora, quella troia?

Il successivo era lo sconosciuto Adriano, e mentre muoveva il pollice per accedere alla chat fu sul punto di scommettere che fosse il suo amico Paolo sotto falso nome che si scopava a sua volta Tania, ma dopo poche righe di lettura la realtà fu ben peggiore.

La chat non era all’ultima frase scritta ma a quelle precedenti, in data giovedì e, notò il ragazzo, precedente di un paio di ore a quella di Linda.

Tania: "Ciao Adriano, ho bisogno di un favore."

Adriano: "x te ttt mia dea!"

Tania: "Ho saputo che avete buttato fuori Linda dalla gara"

Adriano: "Si"

Tania: "Adesso la mando da te, chiama i tuoi amici e quando arriva ditele che se vuole rientrare deve darvi il culo."

Prima di andare avanti…

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