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Erotika
Linda la nerd · Cap. 15
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Capitolo 15 di 39 18 min di lettura

"Pensavo avresti voluto il mio dolce culetto…"

Il pomeriggio di amore tra Linda e Tommaso ha infine luogo...

William Kasanova
1 anno fa · 320 letture · 1

Linda stava annegando in un mare di piacere che non aveva mai nemmeno immaginato potesse esistere, sommersa da ondate di libido che arrivavano da qualsiasi direzione. Soffocava mentre gridava aggredita dall’orgasmo più potente della sua vita, probabilmente il più potente da quando erano stati inventati gli orgasmi. La sua mente aveva smesso di connettere da secoli, ormai, e l’unica cosa che sentiva era un benessere celestiale che sembrava diventare a tratti qualcosa di diabolico e che la avvolgeva, scivolava in ogni poro della sua pelle e infiammava ogni nervo deputato a portare il piacere. E, forse, l’unica cosa migliore di tutto questo era il sorriso soddisfatto di Tommaso che di tanto in tanto scorgeva mentre si contorceva nel letto, sulle coperte bagnate dello spruzzo di gioia che aveva dato inizio alla sua follia, che vigilava, seduto sul ciglio, che non le succedesse nulla mentre lei agonizzava nel più profondo piacere.

La ragazza si girò sul fianco, sudata, ansante, il cuore che batteva come un tamburo, sconvolta per come il suo giovane corpo avesse risposto agli stimoli del suo amato, deliziata da quanto piacere potesse infondersi nella sua anima. Non aveva ancora il pieno controllo dei suoi muscoli, che di tanto in tanto, come se non avessero ancora smaltito l’orgasmo che li aveva sopraffatti, si contraevano a caso, di scatto. Chiuse gli occhi, sorridendo, stringendo il cuscino, godendosi quello che probabilmente era stato il momento più bello della sua vita.

Percepì la mano di Tommaso accarezzarle i capelli. «Sei stata magnifica, bimba,» le sussurrò in un orecchio. Il letto cigolò mentre si sdraiava dietro di lei, cingendola e baciandola sulla nuca. «Vedo che ti sei esercitata come ti avevo detto: era uno schizzo davvero intenso e potente, per essere la tua prima volta».

Linda non aveva ancora trovato il fiato per rispondere. Mosse un po’ la testa per comunicargli che aveva eseguito alla lettera e diligentemente ogni suo consiglio in vista della sua prima squirtata. In realtà, non aveva creduto di riuscire a spruzzare davvero, ma ogni giorno aveva fatto i suoi esercizi a casa, a scuola, mentre era sui mezzi pubblici, perché credeva in quello che lui le aveva detto. E quando le aveva messo dentro due dita e cominciato a sfregarle con forza l’interno della vagina, dopo ore passate a baciarsi e a darle piacere con la lingua, lei aveva compreso che, insieme, ci sarebbero riusciti. Ricordava a malapena di aver spruzzato qualcosa dall’uretra perché proprio allora l’ondata di piacere l’aveva già assalita, facendole credere che stesse per morire di orgasmo. Se mai avesse saputo che non avrebbe più potuto provare qualcosa di simile, allora sarebbe voluta morire per davvero.

Strinse le braccia che la cingevano. Finchè Tommaso fosse rimasto con lei, avrebbe voluto vivere per sempre, pensò felice.

«E due settimane fa ero vergine…» sussurrò.

A quelle parole sentì un nuovo bacio del ragazzo appoggiarsi sulla sua nuca, ancora più intenso di quelli precedenti.

Passarono diversi minuti in quella posizione, con lui che la proteggeva dagli orrori del mondo e lei che sonnecchiava, chiedendosi come facesse Tania a farsi dare un paio o tre di quegli orgasmi in una sessione e non svenire. Lei non si era sentita tanto stanca da quella volta, a quattordici anni, in cui aveva raggiunto con i suoi zii un rifugio di montagna dopo tre ore di escursione. E sul rifugio non c’era un dolce ragazzo a coccolarla mentre si riposava.

«Ti va di scoparmi, Tommy?» gli chiese, quando si sentì un po’ più in forze. Si girò verso di lui, raggiante come non lo era stata mai in diciotto anni. «Anche perché non hai ancora tolto le mutande. Magari non farmi stare sopra, che mi gira un po’ la testa…»

Lui non rispose, ma cominciò a baciarla, succhiandole le labbra, stuzzicandole la lingua con la propria, accarezzandole il volto, mentre con l’altra mano si toglieva gli slip. Linda sentì la stessa mano appoggiarsi su una sua chiappa e sospingerla verso il suo pene. Un attimo dopo le gote della ragazza si sollevarono leggermente sotto la spinta di un sorriso mentre i loro sessi finalmente si incontravano e scivolavano agilmente uno dentro l’altro, bagnato, torrido, ingordo di orgasmi.

Era bello farsela leccare, era meraviglioso raggiungere l’orgasmo con le sue dita nella sua fica e spruzzare, era stupendo farsi succhiare le tette, ma avere il cazzo di Tommy che entrava in lei, possedendola, era qualcosa che occupava un posto speciale nel cuore di Linda… Anche perché era sempre accompagnato da baci e coccole, donandole un momento di intimità che lei aveva decretato essere la vera essenza del sesso.

Lui la possedette per lunghi, intensi minuti, il suo bacino che si muoveva avanti e indietro, il cazzo che sprofondava in lei e poi si ritraeva ritmicamente, colpi profondi e lenti e poi uno più forte, che faceva sussultare la ragazza, strappandole un sorriso perché era sempre imprevisto. La sensazione della cappella calda di lui che strusciava sulle pareti del suo utero la faceva bagnare ancora di più, portandola a inspirare profondamente e riempiendole i polmoni dell’odore della pelle del suo amato e l’afrore di sesso che i loro due organi emanavano come il più dolce dei profumi. Tommaso non smetteva di baciarla, amandola con più ardore forse lì che tra le sue gambe.

Solo ad un certo tratto smise. Abbandonò le sue labbra avide di baci e per morderle delicatamente il lobo dell’orecchio sinistro. Linda emise un gemito di piacere. Poi lui le sussurrò: «Ho visto tante di quelle volte la tua fica venire che adesso sto per farlo anch’io, sciocca ragazzina».

Lei adorava quando lui usava quegli epiteti su di lei. Avrebbe voluto qualcosa di più volgare, come faceva Tania dandole della troia, ma non le andava di correggere il suo uomo, che già le dava tanto piacere. Lo baciò sul naso e sorrise. «Riempi la tua puttanella…»

«No,» rispose lui, «voglio venire con te. Stringimi la base del cazzo, così non sborro e posso continuare a fottere la tua fica bagnata».

«Non puoi farlo tu?» domandò lei, eccitata. Non sapeva dove volesse arrivare, ma lo avrebbe seguito anche camminando sulle ginocchia.

«Che bimba sciocca che sei… Vuoi che tolga le mani da dove le ho adesso?» chiese lui, con la voce che cominciava a colorirsi del piacere dell’orgasmo.

Linda non avrebbe mai voluto: una sua mano era appoggiata sul suo seno destro, ma non le stava palpando una tetta quanto piuttosto accarezzando il cuore, l’altra… la ragazza socchiuse gli occhi con un sospiro di piacere percependo l’altra: di tanto in tanto il dito medio accarezzava il suo perineo inzuppandosi in quello che lui chiamava “il nettare che sgorga dal bocciolo di rosa”, poi la mano scivolava indietro sulle sue chiappe, due dita su una e due sull’altra, con quello centrale che disegnava spirali senza fine sul suo buco del culo, facendolo brillare di un soffuso piacere che si univa a quanto accadeva nel suo “bocciolo di rosa”.

«No…» concordò, appoggiando la sua fronte a quella del suo amato. La mano con le dita perse nei capelli della sua nuca s’intromise tra loro, sfiorando il suo ventre, strusciando il suo pube, e poi trovando il suo cazzo in erezione, duro, bagnato del desiderio di lei. Com’era caldo e zuppo, si rese conto lei, mordendosi un labbro. Le sue dita si avvinghiarono attorno alla base, percependo i peli depilati che stavano iniziando a fare capolino dalla pelle sotto il dito indice e il pollice. Strinse. «Va bene, così?» chiese.

«Sì, Linda, sì!» balbettò lui, mentre la mano sul suo cuore scivolava sotto di lei e la stringeva a sé, ringraziandola con un abbraccio per l’orgasmo che l’aveva colto. Restò avvinghiato e lei, rallentando un po’ il movimento di pelvi ma senza interrompere. Solo dopo qualche secondo, una volta presa una profonda boccata d’aria e svuotati i polmoni, la baciò e riprese a pompare.

«Mi sa che non ha funzionato,» constatò la ragazza, non certo dispiaciuta che anche lui, dopo averla riempita di attenzione erotica e orgasmi, fosse finalmente venuto.

Prima di andare avanti…

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