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Erotika
Linda la nerd · Cap. 5
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Capitolo 5 di 39 13 min di lettura

"Hai davvero un buon sapore, Linda"

Linda scopre che cos'è davvero un pompino. E che fallire è facile. E che il battito del cuore di Tommaso quando gode è qualcosa di meraviglioso...

William Kasanova
1 anno fa · 344 letture · 0

Se in quel momento la sua mente cosciente non fosse inondata da quello che avrebbe definito un violento piacere, Linda avrebbe riso all’ironia della vita. Quella mattina era una sfigata, una stronzetta che non faceva sesso da anni, una che veniva definita “puttanella” solo per prenderla in giro, e dodici ore dopo un ragazzo di cui a stento conosceva il cognome stava facendo alla sua fica una cosa che aveva solo un nome latino e che metà dei suoi compagni, che a sentire loro erano amanti eccezionali, non avrebbero saputo pronunciare correttamente. E se non bastava questo, una delle ragazze più belle che avesse mai visto la stava baciando con passione, nuda su di lei, i loro seni che si strusciavano.

Era stato piacevole farsi massaggiare, e Tommaso baciava davvero bene. Un po’ imbarazzata perché non sapeva come comportarsi, Linda aveva all’inizio provato a collaborare, ma poi aveva compreso che avrebbe fatto meglio a lasciare il lavoro al ragazzo. Se mai avessero di nuovo fatto sesso, avrebbe saputo più o meno cosa fare. Forse, oltre a Tania, anche Tommaso avrebbe potuto insegnarle qualcosa. Magari a baciare, con lunghe sessioni di pratica… Il cunnilingus, invece, era stato una sorpresa. Nei pochi porno che aveva visto, e da quanto aveva ascoltato dalle sue amiche, farsela leccare era quasi più un passaggio noioso, un’abitudine, come pulirsi le scarpe prima di entrare in casa, o un controllo della salute del sesso della partner al pari dei cani che si odorano il culo.

Ma Tommaso… all’inizio aveva creduto che gli avesse messo dentro il suo uccello per scoparsela. “Finalmente!”, aveva pensato. Erano anni che voleva essere scopata, avere dentro di sé un uccello che se la sbattesse. Ne aveva talmente voglia che anche un amante pessimo come quello che l’aveva sverginata sarebbe stato ben accetto. Poi, però, quando si era accorta che non erano altro che due dita, un po’ di malinconia l’aveva assalita: un ditalino poteva farselo anche da sola, e per quanto potesse essere fatto bene, era solo una pezza provvisoria e appena sufficiente a coprire la sua voglia di cazzo.

La lingua e le labbra, invece, non se l’era aspettate, ed erano ben gradite. Sentire i baci e le leccate che muovevano e premevano sul suo sesso l’aveva deliziata. Almeno all’inizio, sebbene fosse piacevole, ciò che aveva apprezzato maggiormente non era stato tanto il piacere fisico che le stava dando Tommaso, quanto il capire che il suo amante impiegava del tempo e delle energie per fare qualcosa che avrebbe dato piacere a lei e non a lui. I baci e i massaggi che avevano caratterizzato i preliminari erano differenti, perché sia lei che lui avevano ne goduto, ma il cunnilingus era solo per lei. Un dono che veniva dal cuore.

Ed era stato davvero piacevole, almeno finchè non aveva avvertito le prime avvisagli di quello che poteva essere un orgasmo. Il suo primo orgasmo. Si era spaventata quando quella sensazione strana ma desiderabile aveva cominciato a scaldare il suo inguine e a scivolare fino alla sua mente, avvolgendola in spire di desiderio. Se Tania non fosse stata intenta a limonarla, avrebbe chiesto a Tommaso di fermarsi perché aveva paura, e contemporaneamente implorarlo a non fermarsi mai più.

L’orgasmo l’aveva colpita come un pugno che avesse attraversato il suo corpo, partendo dalla sua passera, devastandole il respiro, bloccandole per un attimo il cuore, e mettendo KO la mente. Le sembrava di non avere più la capacità di pensare, solo uno strato di carta velina capace di comprendere il piacere esplosivo che avvolgeva e a malapena riusciva a contenere. Si era trovata a tremare come fosse stata attraversata da una scossa elettrica, i muscoli del suo corpo che si muovevano ognuno per propria volontà, gli occhi che si riversavano all’indietro, qualcuno che strillava di piacere.

Non sapeva quanto era durato il picco, ma se fosse durato un solo secondo in più sarebbe morta o impazzita, ritrovandosi poi con il cuore che scoppiava, le membra indolenzite e la pelle sudata. Le mancava il fiato e la gola era secca. Quanto avrebbe voluto chiudere gli occhi e dormire… Aveva sempre fatto fatica ad addormentarsi, assillata dai problemi, ma quella sera sarebbe scivolata tra le braccia di Morfeo in un attimo.

O, meglio ancora, tra quelle di Tommaso…

Tania era scesa da lei, sedendosi accanto alla sua testa. «Allora, Linda, come ti è sembrata la prima volta? Tommaso è davvero bravo, vero?»

Lei non rispose. Aveva gli occhi chiusi e si limitò ad annuire, soddisfatta come mai prima di allora. In quel momento si accorse che il suo amante non era con loro e aprì gli occhi, cercandolo nella stanza. No, non c’era. Sentì dell’acqua scorrere in cucina e poi il ragazzo tornare nella stanza con un bicchiere d’acqua in mano. Si sedette sul bordo del letto, sorridendo e allungando il bicchiere alla ragazza.

Lei si alzò con una certa fatica, sedendosi, poi accettò con piacere l’offerta e bevve con avidità.

«Hai davvero un buon sapore, Linda», disse Tommaso.

«Cosa?» chiese lei, restituendogli il bicchiere.

«La tua fica,» rispose Tania, divertita.

Linda s’imbarazzò all’idea del liquido che fuoriusciva dalla sua passera. L’aveva sempre considerato come qualcosa di sporco, che imbrattava il letto quando si masturbava la sera. «Io…»

Tania rise nel vedere la reazione della ragazza. Allungò una mano verso l’inguine di Linda, la infilò tra le sue gambe e la bionda sussultò quando due dita la penetrarono, muovendosi dentro di lei un paio di volte, non con l’impeto di Tommaso, ma l’essere ditalinata da una ragazza la lasciò un attimo a disagio. Poi si ricordò che aveva limonata con la stessa ragazza per venti minuti, i loro seni a contatto stretto per tutto il tempo, e Linda si sentì una stupida.

Le dita di Tania ricomparvero, luccicanti di liquido fino alle nocchie. La mora le contemplò per un attimo, le portò vicino al naso, ispirando con una smorfia di compiacimento, poi se le mise in bocca, estraendole lentamente.

Linda la guardò disgustata, chiedendosi come potesse farlo, ed esserne soddisfatta. «Ma non ti fa schifo…»

Tania rise, il grosso seno che sobbalzava con un movimento che aveva qualcosa di ipnotico per Linda. «Se bevo la sborra di Tommaso, perché dovrei farmi problemi con la tua rugiada?» rispose la ragazza, con un occhiolino. «E, a proposito, forse dovresti farmi vedere come spompini, Linda».

La ragazza si sentì improvvisamente a disagio, imbarazzata per essere nuda in mezzo a loro due. Guardò Tania che ricambiava lo sguardo soddisfatta, poi passò a Tommaso, il quale aveva iniziato a spogliarsi in quel momento.

«Io non l’ho mai fatto…» disse Linda, incassando istintivamente la testa nelle spalle.

«Oh, non preoccuparti,» l’assicurò Tommaso, togliendosi la maglietta. Mostrava un accenno di muscoli sull’addome, con le spalle larghe e ben sviluppate. La ragazza lo trovò incredibilmente erotico: l’immagine di lei che lo cavalcava, le sue mani che stringevano le spalle, godendo più per il contatto per quelle che per l’atto sessuale, le attraversò la mente per un’istante. Sentì dalla sua passera sgorgare all’improvviso un sorso di quel liquido che aveva riscosso tutto quel successo.

Linda sospirò. «D’accordo. C’è sempre una prima volta,» commentò, abbassando lo sguardo, ma lo alzò quando il ragazzo, calati i jeans, si tolse le mutande deformate da quanto era accaduto nell’ultima ora e mezza. E, sperò la ragazza, anche dal desiderio di farsela.

«Dai, sdraiati,» le ordinò Tania. Lui si sedette sul letto e poi si mise in posizione supina, guardando le due ragazze.

Linda era conscia fosse un comportamento maleducato, ma non riusciva a smettere di fissare l’uccello di Tommaso, in tiro, perfettamente dritto e diretto verso l’alto come uno di quegli obelischi eretti in Egitto. Avrebbe dovuto esserne intimorita, disgustata, ma, diavolo, non poteva fare a meno di desiderarlo dentro di sé. Quanto voleva sentirlo muoversi nella sua passera, riempiendola… Si sarebbe gettata su quel pezzo di carne come se ne fosse andata della sua stessa vita.

La ragazza venne strappata dai suoi pensieri quando una mano si posò su una spalla. «Dai, Linda, prova a fare un pompino. Voglio vedere da che livello partiamo,» la incoraggiò con un sorriso Tania.

Linda annuì, sebbene con ben poca convinzione. In fondo, cosa sapeva davvero di tutto questo? Un paio di porno, le chiacchere delle sue amiche o delle sue compagne che si dipingevano come maestre dell’arte del pompino o aver goduto del capolavoro di qualche invidiabile esperta. Ma “l’ho preso in bocca e l’ho succhiato” era una descrizione troppo nebulosa, che la ragazza non avrebbe trovato molto d’aiuto. Forse imitare una pornostar…

Prima di andare avanti…

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