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Erotika
Linda la nerd · Cap. 9
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Capitolo 9 di 39 12 min di lettura

"È diventata brava la puttanella"

Dopo un fine settimana passata a fare "lezioni" di sesso a Linda, Tommaso scopre che non può più fare a meno di lei...

William Kasanova
1 anno fa · 343 letture · 0

Come avrebbe potuto arrivare fino al pomeriggio successivo per rivederla di nuovo? Passare quella notte solo con Tania e poi la mattinata al lavoro sembrava una condanna peggiore delle torture… Sospirò desolato. Quanto avrebbe voluto passare un giorno solo con Linda, per amarla come meritava, come sapeva fare lui senza essere sotto l’occhio di Tania.

Si chiese nuovamente cosa avesse voluto fare la ragazza, portando a casa Linda. Di certo non per insegnarle a spompinare come si deve. Se lui avesse voluto insegnare ad un ragazzo a leccarla, di certo non l’avrebbe portato nella sua alcova, ma si sarebbe accontentato di spiegarglielo a parole. Sicuramente non gli avrebbe fatto fare pratica sulla figa di Tania.

Il suono della chiave nella toppa che faceva scattare la serratura della porta d’ingresso lo fece tornare alla realtà. Si rimise seduto compostamente e alzò il volume della televisione, scoprendo che la trasmissione era una di quelle con spezzoni di registrazioni di telecamere di sicurezza descritte da uno speaker ironico pagato per leggere pessime battute.

Non gli fu necessario controllare chi fosse entrato perché il suono era quello dei tacchi delle scarpe da sera di Tania, che attraversarono il corridoio, ticchettando mentre si muovevano sul pavimento, emettendo quello che sembrava un sottofondo musicale che annunciasse la scena successiva, che avrebbe visto la ragazza fare un monologo su quanto era accaduto negli ultimi due giorni.

E difatti, raggiunto il salotto, Tania si pose davanti al televisore, raggiante alla luce della lampadina posta alle spalle di Tommaso. Sorrideva soddisfatta, quasi avesse vinto lei la gara di pompini, ma a livello olimpionico. «Hai visto, Tom, che figata che ho fatto?»

Lui non rispose. Si limitò a guardarla. Beh, doveva ammetterlo, la figata l’aveva fatta per davvero, ma quali conseguenze avrebbe comportato? Se l’era chiesto, venerdì pomeriggio, quando si era trovata Linda davanti alla porta del sexy shop?

«Dai, non dire che non ti è piaciuta la novità!» lo esortò lei, sempre soddisfatta. «Non dire che non ti è piaciuto scoparti quella troietta».

Tommaso dovette trattenersi dall’imporle di non chiamare così Linda. Già era trattata male dai suoi compagni di scuola, che doveva sopportare per cinque ore al giorno: non doveva essere insultata anche mentre era nuda in un letto, in un momento che era particolarmente vulnerabile. Doveva anche ammettere che lui, Tania, non l’aveva mai coperta di nomignoli o di vezzeggiativi; forse, inconsciamente, l’aveva sempre considerata davvero una trombamica, una partner sessuale e poco altro. Non aveva mai nemmeno mancato di rispetto nei suoi confronti, sebbene lei stessa si autodefinisse spesso una “puttana” o una "troia" mentre facevano sesso.

«Sì, beh, è stata una sorpresa che non mi sarei mai aspettato,» ammise Tommaso. «Portare a casa una ragazzina… come ti vengono in mente certe idee?»

Lei lo prese come un complimento, a giudicare dal sorriso sul suo volto, già grande, che si allargò ulteriormente. Tommaso si aspettò quasi che iniziasse a saltellare e a battere le mani, ma Tania ebbe la decenza di continuare a comportarsi come un’adulta. Rimase qualche altro istante a crogiolarsi nell’idea di essere stata un genio, poi si allontanò con i tacchi che facevano rimbombare la casa. Il ragazzo pensò che non avrebbe potuto indossarli in un appartamento con qualcuno che abitasse al piano di sotto, o alla successiva riunione di condominio sarebbe scoppiata una guerra civile riguardo quelle scarpe.

La udì raggiungere il bagno e l’acqua della vasca scrosciare mentre la riempiva. «Ah,» esclamò d’improvviso, «una gara di pompini. Che stronzata. Non so se essere più stupita dal fatto che qualcuno l’abbia organizzata o dalle troiette che si sono iscritte».

«Tu ci avresti partecipato, se l’avessero organizzata quando andavi ancora a scuola?» la provocò Tommaso. Sarebbe stato pronto a scommettere quale sarebbe stata la sua risposta.

«Ma scherzi, Tom? Certo che vi avrei partecipato, e avrei stravinto,» rispose la ragazza mentre si spostava in camera da letto. «Sono capace di fare poche cose davvero bene, e spompinare è una di queste. Quindi, meglio che sappiano tutti quanto sono brava». Tacque un attimo, e quando Tommaso la raggiunse la trovò che si spogliava mettendo i vestiti sul letto. Lei non lo notò perché si stava sfilando la maglietta, ma lui la sentì dire a bassa voce: «Adoro che gli uomini smanino per avere la mia bocca attorno al loro cazzo…»

Il ragazzo si fermò sulla porta della stanza da letto, schiarendosi la voce per avvisare Tania della sua presenza. Lei finì di togliersi la maglietta che sembrò non voler abbandonare i capelli. Indossava sempre magliette una taglia o due troppo piccole affinché il suo grosso seno deformasse il tessuto, valorizzando ulteriormente le tette e la pancia piatta. Tommaso si chiese per l’ennesima volta se ciò facesse eccitare più gli uomini o arrabbiare le donne.

«Oh, Tom…» disse lei, sorridendo nel vederlo. Si abbassò le mutandine. «Che ne dici di aiutarmi a lavarmi?» gli chiese, senza bisogno di aggiungere cosa intendeva. Era una loro abitudine che lui la ditalinasse e lei, dopo, per ringraziamento, lo spompinasse. «Così almeno ti faccio notare che io sono comunque meglio di quella puttanella bionda».

Tommaso contemplò quel corpo meraviglioso che aveva posseduto per più di un anno. Tania era meravigliosa. Fisicamente era più bella di Linda, doveva ammetterlo, ma la dolcezza della studentessa, quel bisogno di protezione che sembrava implorare valeva ben più di qualsiasi pompino o le grosse bocce della ragazza che aveva davanti a sé.

Venerdì sera si chiedeva se era giusto essere infedele nei confronti di Tania con quella ragazzina sconosciuta, mentre in quel momento il problema era il contrario: doveva tradire Linda facendo sesso con Tania? Cosa avrebbe dovuto fare? Di certo, se voleva nascondere a Tania l’amore che provava per Linda, non poteva certo negarle quell’abituale pratica sessuale. Lo facevano spesso quando la ragazza si lavava, e lui non era mai stato contrario. In effetti, il padre di quel giochetto era lui stesso, e partorito dalla sua mente perversa ben prima che si fidanzasse con Sara.

Nonostante quello che potesse sembrare, Tania non era affatto stupida, e lui temeva che lei mangiasse la foglia. Non aveva idea di cosa avrebbe potuto fare se avesse scoperto dell’amore tra il suo amante e la nuova arrivata, ed il desiderio di lui di terminare il loro rapporto, ma non voleva che qualcosa potesse turbare Linda. Non era solo una questione di loro due, del loro amore, ma la ragazza stava frequentando l’ultimo anno delle superiori e, sapendo quanto stesse andando bene a scuola, lui non voleva che Tania potesse rovinare i suoi sforzi negli studi, compromettendole la possibilità di finire la quinta con il massimo dei voti.

Tania, ignara di quanto passasse nella mente di Tommaso, gli passò davanti lanciandogli uno sguardo lascivo e appoggiandogli una mano sul cavallo, stringendo dolcemente. «E allora, andiamo? La mia schiena e la mia fica non si laveranno da sole».

«D’accordo,» disse lui, accorgendosi di non mettere nella voce la solita eccitazione. La seguì con lo sguardo mentre usciva dalla camera da letto e attraversava il corridoio. Osservò il culo della ragazza, sodo e dalle chiappe che si aprivano mostrando il buco che per tempo aveva agognato penetrare; ora, però, poteva anche salutarlo perché non avrebbe più avuto importanza anche solo pensarci. «Ma toglimi una curiosità, Tania: quando ci saremo stancati della… puttanella bionda, dovrò andare io a cercare uno che voglia imparare a leccarla?»

Lei si limitò a ridere, l’acqua che sciabordava mentre si adagiava nella vasca da bagno.

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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