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Linda la nerd · Cap. 22
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Capitolo 22 di 39 21 min di lettura

"Dice che le manchiamo. Che stronza."

Il rapporto tra Linda e Tommaso crolla: lui ha ancora Tania al suo fianco, ma Linda cosa potrà fare, adesso?

William Kasanova
1 anno fa · 288 letture · 0

Ma già quella mattina aveva capito che le cose non erano affatto come aveva creduto: i suoi compagni non avevano improvvisamente scoperto che lei era una ragazza intelligente, simpatica e con cui chiacchierare, e magari uscire per bere qualcosa, ma una zoccola che sapeva far provare ad un uomo orgasmi incredibili con la sua bocca. Niente di più. Le ragazze, magari qualcuna, voleva frequentarla per risplendere di riflesso della popolarità di cui Linda aveva iniziato a godere, almeno per il momento, mentre la maggior parte voleva solo carpire i suoi segreti nell’arte del sesso orale così che potessero anche loro sperare di assurgere in una specie di “Olimpo delle pompinare” o, almeno, avere maggiori speranze di tenersi o rimorchiare un ragazzo a cui tenessero particolarmente. E questo senza considerare le tre sue avversarie alla finale della gara, che avrebbero voluto umiliarla o, direttamente, eliminarla fisicamente.

Per i maschi, invece, era diventata una specie di pornostar e, non ci voleva la scienza infusa per immaginarlo, le pornostar avevano una sola ed unica funzione: essere scopate e dare orgasmi senza rompere troppo i coglioni una volta concluso il loro compito. Ora, molti di loro, che prima nemmeno la consideravano, la vedevano non tanto come una ragazza interessante, con una personalità, sogni e timori, ma una serie di buchi in cui infilare il cazzo, uno dei quali capace di fare delle cose che nessun’altra nei paraggi sembrava essere in grado di emulare.

Adesso sarebbe stata l’ambito trofeo di qualsiasi maschio che non avesse abbastanza cervello per capire che anche lei desiderava rispetto e, forse, un ragazzo capace di darle piacere. Magari non al livello di Tommaso, perché Linda immaginava, come le aveva confidato più volte Tania, che lui fosse uno dei migliori a letto, ma che non si preoccupasse solo del proprio, di piacere. Che non volesse scoparla sotto un cespuglio in un giardino e poi andarsene…

Doveva essere lei a fare la prima mossa, comprese. Trovare un ragazzo con cui fidanzarsi, che la proteggesse dagli altri anche solo per il fatto che stessero insieme, che facesse passare la voglia agli altri di avvicinarla e cercare di convincerla di fare sesso con lui. Ma chi?

Linda si asciugò gli occhi, ormai gonfi, e mi mise seduta sul letto. Tirò su con il naso, poi prese un fazzoletto e se lo soffiò: il rumore che produsse le sembrò una perfetta pernacchia alla sua incapacità di tenere qualcosa di meraviglioso che il destino le aveva donato. Perché era così stupida?

Chi avrebbe dovuto prendere come nuovo partner? Certo, ora a momenti i suoi compagni facevano la fila per riuscire a portarsela a letto, ma quale sarebbe stato migliore per lei? Uno che avesse un minimo di autorità, che quando parlava gli altri lo ascoltassero e, per quanto controvoglia, facessero quanto detto. Magari anche un po’ bello, e questo non avrebbe guastato, ma non era comunque la cosa essenziale.

Si lasciò sfuggire un sospiro, che sibilò nel suo naso producendo un rumore fastidioso ed una sensazione simile da una raspa nella gola irritata, al pensiero che le sarebbe piaciuto essere la compagna di Daniele. Il bel Daniele. Aveva un viso gentile e dei modi da uomo che sapeva mettere a loro posto gli altri con un gesto della mano, poi, quella stessa mano, un attimo dopo si posava sul volto di Linda e le trasmetteva tutto il calore umano che necessitava per far sbocciare un sorriso sul suo volto. Sarebbe stata felicissima a stringere tra le braccia in corpo di Daniele, lui che la possedeva sussurrandole parole dolci e scivolava dentro di lei fino a riempirla del suo seme caldo.

Strinse gli occhi e le labbra, mentre un’ondata di desiderio quasi più doloroso della malinconia che gravava su di lei come un cielo plumbeo si infrangeva contro la sua anima. Sarebbe stato un sostituto passabile di Tommaso? Scosse la testa. Aveva avuto due uomini e una donna in vita sua, e possedeva un’esigua quantità di esperienza con cui poter comprendere il comportamento di un possibile partner, soprattutto a letto.

In fondo, immaginò che nessun uomo si lamentasse di essere pessimo un amante a letto, anche se poi possedeva le capacità amatorie di un barboncino arrapato che adocchiasse una bella gambe tornita. A parte Tommaso: lui lo aveva fatto, all’inizio, quando Tania ne aveva decantato le qualità di scopatore, per poi dimostrare l’esatto contrario.

Ma Daniele era circondato dalle donne, e i suoi unici punti di forza erano un bel corpo femminile, come proprio Tommaso le aveva fatto scoprire, e la sua capacità di spompinatrice. Forse non abbastanza per uno come lui che poteva scegliere delle gran belle fighe. Tipo quella stronza di Francesca.

“Lurida troia!” le aveva gridato in faccia quella mattina, scagliandola contro il muro dei gabinetti. “Non avvicinarti a Daniele” le aveva imposto, pronta a farle del male fisico. Linda non ebbe difficoltà a capire che la mora era innamorata quanto lei, forse ancora di più, del ragazzo. Anzi, pensandoci, durante la sua esibizione alla gara, la domenica precedente, Francesca aveva avuto la fortuna di succhiare proprio l’uccello di Daniele… La bionda non aveva voluto informarsi riguardo a come si era comportata, ma a quanto pareva aveva battuto Alessandra, Michela e Luisa senza troppi problemi. Beh, pensò con una certa invidia, le bocce di Francesca di certo avevano aiutato, anche celate da una maglietta.

Non aveva dubbi che un uomo non si sarebbe fatto problemi nel farselo succhiare da una donna, bella o brutta, ma sicuramente, se avessero potuto scegliere, riconobbe che avrebbero scelto una come Francesca a lei. Linda, se mai fosse esistito un contatore geiger della bellezza, sapeva che avrebbe fatto ticchettare con violenza l’analizzatore, ma non ebbe fatica ad ammettere che, puntato contro Francesca, la lancetta sarebbe schizzata via perché la figaggine della stronza era, come avrebbe detto il suo professore di fisica, oltre fondo scala.

No: Daniele non sarebbe stata una scelta intelligente, per lo meno prendendo in considerazione chi gli girava attorno. Certo, lui stesso quella mattina l’aveva fermata per parlarle, e forse proprio questo aveva spinto Francesca a metterle le mani addosso, e ciò le faceva capire che lui avrebbe potuto fare il primo passo per mettersi con lei. Sarebbe bastato spingerlo inconsciamente in quella direzione.

Linda non aveva bisogno che le si spiegasse come: bastava indurre in Daniele uno stato di gelosia verso di lei. Non era, dopotutto, il modo migliore per farsi desiderare da un uomo? Le sarebbe bastato mettersi con un altro e farlo felice al punto tale da far comprendere al suo vero bersaglio che, se si fosse messo con lei, avrebbe potuto godere degli stessi piaceri.

Il problema era, quindi, la scelta di un altro ragazzo che facesse sesso con lei, e che poi si vantasse con i suoi amici di quanto stesse bene con Linda. Magari uno che piacesse anche alla ragazza stessa, ovviamente.

Non le ci volle molto per scegliere quale.

Linda si alzò dal letto, si avvicinò al tavolo dove, accanto al monitor del computer, teneva sempre una bottiglia di acqua per poter bere senza dover andare in cucina mentre studiava e inghiottì qualche sorso per riuscire a provare a farsi passare il malessere che le stringeva il petto. Il primo sorso parve non riuscisse a passarle per la gola, ma i successivi li sentì scendere senza problemi e rinfrescare il suo stomaco che sembrava in fiamme.

Si soffiò di nuovo il naso e questa volta il rumore non fu così imbarazzante. Prese il telefonino, lo sbloccò e rimase qualche istante a fissare la rubrica, sentendo il pianto cercare di salirle agli occhi. In cima, nella lista, accanto ad altrettante stelline azzurre, i nomi di Tania e Tommaso. I suoi numeri preferiti per quindici giorni…

Avrebbe dovuto cancellarli, lo sapeva. Ogni volta che li avrebbe visti si sarebbe sentita male, ne era conscia. L’avrebbe fatto, si ripromise. Sarebbe bastato tenere un dito qualche istante su uno dei due nomi e poi premere “elimina” sul menù ed eventualmente confermare la decisione.

Linda rimase diversi secondi in quello stato, fissando le scritte delle persone che aveva più amato per due settimane, lasciando che la sua memoria le causasse del dolore fisico mostrandole le immagini, facendole sentire i suoni, ma soprattutto vivere le emozioni che, in compagnia di Tommaso e Tania, aveva adorato vivere, nuda o vestita, intenta a dare piacere o gemendo mentre lo riceveva…

Poi, con un vero e proprio sforzo, il suo dito si appoggiò sullo schermo. Un attimo dopo lo schermo mostrò una scritta. Linda si chiese per l’ultima volta se dovesse proseguire con la sua intenzione.

Ma non ci fu il tempo per decidere: una voce uscì dall’altoparlante del telefonino. «Ciao, Linda».

Lei sospirò, prendendo il coraggio a due mani e si avvicinò il telefono all’orecchio. «Ciao, Alessio,» rispose, cercando di imprimere alla propria voce una felicità che non si ricordava nemmeno come fosse fatta. «Ti va di vederci, domani pomeriggio? Vorrei parlarti».

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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