Vai al contenuto
Erotika
Linda la nerd · Cap. 20
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 20 di 39 16 min di lettura

"Ci farebbe piacere se facessi parte della nostra compagnia"

Linda scopre che essere la migliore pompinara della scuola è il modo più semplice per essere la ragazza più popolare dell'istituto...

William Kasanova
1 anno fa · 303 letture · 0

Lanciò un’ultima occhiata a Nadia che si allontanava, notando un paio di ragazze, dall’altra parte del corridoio, che la guardavano sul viso, interrogandola con lo sguardo su quale fosse stata la risposta alla loro proposta. Il movimento delle spalle e le mani che si aprivano della rossa furono la silenziosa, affrettata risposta.

La ragazza chiuse l’armadietto, girò la chiave e se la mise in tasca, sollevò lo zaino mettendoselo in spalla e si avviò verso la sua aula. Molti ragazzi si voltarono per salutarla e qualcuno si complimentò con lei, spesso lamentandosi scherzosamente che la propria fidanzata non aveva nemmeno lontanamente le sue capacità; alcune compagne la guardarono con disprezzo, voltandosi disgustate per non vederla, ma un paio arrivarono a chiederle consigli o se nel pomeriggio avesse già impegni.

Poi successe quello che non si sarebbe mai nemmeno sognata: a pochi metri dalla porta dell’aula dove si sarebbe svolta la prima lezione della giornata, una voce gentile la chiamò. Voltandosi, Linda ebbe un tuffo al cuore nel vedere il bel Daniele sorriderle.

Lui allungò una mano, accarezzando il viso di Linda. Lei avrebbe voluto afferrare quella mano e strofinarci una guancia, in adorazione. Sentì le mutandine inumidirsi a quel pensiero.

«Sei stata davvero brava, ieri pomeriggio,» le disse con una voce che le fece aumentare l’umidità fino a renderla gocce di desiderio. «Non ho mai visto nessun’altra ragazza con uno stile come il tuo, fanciulla. Michele è stato davvero fortunato, e, detto tra noi, penso non se lo meritava».

Linda si sentì avvampare a quell’apprezzamento, con la testa che le diventava improvvisamente leggera. E sì, aveva ragione: Michele non se l’era meritato, o per lo meno, non si era meritato la parte piacevole. Ma finire gambe all’aria e diventare la battuta del giorno, come sentiva bisbigliare tra risolini lungo il corridoio, quello sì. Però era anche vero che avrebbe di gran lunga preferito essere stata al posto di Nadia, ritrovandosi in bocca il cazzo di Daniele.

Lo guardava fisso negli occhi, rapita da tanta bellezza. Si sarebbe voluta gettare in ginocchio davanti a lui senza distogliere lo sguardo dal suo viso, prendere il suo pene dei pantaloni e poi fargli provare un piacere ancora maggiore di quello sperimentato dal pezzo di merda del pomeriggio precedente. Lo avrebbe fatto sotto gli occhi di tutti, urlando che era la sua puttana, che lui era il suo padrone e avrebbe gustato la sua sborra con lo stesso piacere con cui gli dei dell’Olimpo assaporavano l’ambrosia. Sarebbe stato il più grande onore della sua vita.

Inconsciamente stava per allungare una mano verso l’inguine del ragazzo, quando lo stesso la riportò alla realtà. «È meglio che vado, o poi si incazzano perché faccio tardi a lezione». Fece un passo di lato e le sorrise di nuovo. «Potremmo vederci, di tanto in tanto…»

«Sì!» disse con un soffio la ragazza, che si accorse solo in quel momento che non aveva respirato per tutto il tempo che Daniele le era stata accanto. Inspirò profondamente, riempiendosi i polmoni del profumo della pelle del ragazzo, colmandosi l’anima del suo afrore di maschio. Lo seguì con sguardo languido, chiedendosi, e nel farlo le sembrava di bruciare nel petto, che sapore avessero il suo glande e il suo seme…

Distolse l’attenzione da Daniele quasi con uno sforzo fisico, e si trovò a fissare qualcuno a cui avrebbe potuto chiederlo. Un sorriso di scherno emerse sul volto di Linda: all’altro capo del corridoio Francesca la fissava, gli occhi fuori dalle orbite, le labbra arricciate in un’espressione di puro odio. No, pensò divertita la ragazza, lei non le avrebbe proposto di uscire insieme la sera, o scongiurata di confidarle qualche segreto su come migliorare il proprio fellatio. Poi si rese conto dell’ironia dietro a tutto questo: il sorriso le si ingrandì ricordandosi che era stata la stessa Francesca, quel venerdì, all’uscita della scuola, a farla iscrivere alla gara, quindi, pensò, la nuova Linda era in pratica una sua creatura.

“Dovrei ringraziare quella stronza” si disse sogghignando, ma proprio in quel momento Francesca aveva mosso le sue labbra pronunciando silenziosamente qualche maledizione, poi si era girata con i pugni stretti e se n’era andata.

Linda sollevò le spalle, indifferente e divertita, e fece ingresso in aula.

***

Linda si accorse che era forse la prima volta in vita sua che non era tra i primi ad entrare in classe, ma bensì l’ultima. Anzi, la penultima, considerando che non si vedeva ancora l’insegnante, che spesso la prima ora faceva qualche minuto di ritardo, probabilmente intenta a finire la sigaretta, godendosela fino in fondo, o bevendosi un ultimo caffè nell’aula professori per trovare la carica necessaria a sopportare un centinaio di studenti per tutta la mattina.

Tutti i suoi compagni erano già in aula, seduti, e si girarono a guardarla. Linda rimase sconcertata nell’essere di nuovo sotto l’attenzione dell’intero gruppo, sebbene avrebbe dovuto farci l’abitudine. In fondo, era per quello che entrava sempre per prima in classe: mettersi al suo banco e scomparire dalla vista degli altri, ignorata completamente.

Questa volta, invece, trattenuta nel corridoio, la cosa non le era stata possibile, e ora tutti la fissavano, stupiti. Poi qualcuno le gridò che era stata fantastica, un altro le disse che era bellissima, uno scroscio di applausi si diffuse per la classe e Linda avanzò verso il suo posto a testa bassa, sorridendo, cercando di mostrarsi umile, sebbene avesse voluto urlare dalla fottuta soddisfazione. Un paio di mani si allungarono dai banchi e le diedero delle pacche di congratulazione, molti le sorrisero; qualche ragazza, che fino al giorno prima non l’avrebbe degnata di uno sguardo, la guardava con il desiderio di essere sua amica del cuore.

Forse l’unica nota stonata era seduta al banco accanto a quello di Linda, si rese conto la ragazza quando appoggiò a terra lo zaino, spostò all’indietro la sedia e intercettò lo sguardo di Marianna.

Marianna, aveva sempre giudicato Linda, vantava un viso splendido, con due occhi azzurri che lei le aveva sempre invidiato, e capelli color dell’oro per avere i quali, la ragazza dalla chioma quasi platinata, avrebbe ucciso. Peccato che sul suo volto regnasse sempre uno sguardo di astio verso qualsiasi cosa o persona.

Ma a Linda la cosa non interessava, quel giorno tutto sembrava fossero rose e canti di fringuelli. «Ciao, Marianna,» salutò, sorridendo.

Lei le piantò lo sguardo negli occhi. I suoi erano arrossati dalla rabbia. «Non mi importa cos’hai fatto ieri, stupida puttana, ma alla finale vi batterò tutte. Tu per prima,» aggiunse, dimostrando nel frattempo che il suo sguardo arrabbiato poteva diventare ancora più truce.

Linda esibì un sorriso di circostanza, poi si allontanò inconsciamente dalla compagna di qualche centimetro. Forse, in una stupida gara che avrebbe decretato la più brava a succhiarlo ad un gruppo di pervertiti che avevano voglia di farsi spompinare da ragazzotte senza rompersi le balle con l’offerta di bevande al bar e coccole a letto c’era ben più competizione di quanto si sarebbe aspettata.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Capitolo 21 senza votare

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto

Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

Altri racconti di William Kasanova

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Libro29 capitoli · in corso

    Alabarda degli Astri

    Carlo è un tecnico delle reti neurali, ambizioso e ossessionato dall’idea di salire al vertice della società umana. Quando viene assegnato alla Alabarda degli Astri, la prima nave da guerra dotata di questa tecnologia rivoluzionaria, vede…

    2 giorni fa 333 min 5 mi piace
    Libro77 capitoli · completo

    High Utility

    Ormai maggiorenne e desideroso di perdere il prima possibile la verginità, Luca accetta le provocazioni di Samantha e diventa il suo allievo nel sesso, sognando di diventare il ragazzo della figlia Flavia, ragazza malata di sesso e…

    1 anno fa 574 min 3 mi piace
    Libro11 capitoli · completo

    Languidi orgasmi

    Una raccolta di miei brevi racconti erotici

    3 mesi fa 193 min 18 mi piace
    Indice dei capitoli
    Cap. 21

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista