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Erotika
Linda la nerd · Cap. 20
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Capitolo 20 di 39 16 min di lettura

"Ci farebbe piacere se facessi parte della nostra compagnia"

Linda scopre che essere la migliore pompinara della scuola è il modo più semplice per essere la ragazza più popolare dell'istituto...

William Kasanova
1 anno fa · 303 letture · 0

«Grazie, Alessio,» rispose lei, più per educazione. «Ma sto già con un ragazzo, e stiamo organizzandoci per il nostro fidanzamento».

Alessio sembrava non essere nuovo a situazioni simili. Anzi, Linda sapeva che non era la prima volta che insisteva con una ragazza al punto tale da spingerla a rompere con il suo fidanzato, ritrovarsi a letto con lui un paio di volte e poi, stanco il ragazzo di vederla o trovando qualcuna che ritenesse migliore, lei finiva in lacrime in mezzo alla strada, senza nessuno che l’amasse, o per lo meno spergiurando che fosse così. Linda ammetteva che era un comportamento stupido gettare tutto all’aria per uno stronzetto carino, ma… La ragazza ebbe problemi a terminare il pensiero quando lui si passò una mano tra i capelli, scostandoseli, e poi mettendo il broncio.

Diavolo, quanto le sarebbe piaciuto andarci a letto, almeno una volta, ammise tra sé e sé…

«Capisco,» ammise lui, «ma sei sicura che lui possa davvero essere il ragazzo adatto per te?» E dette queste parole finse di stirarsi e mostrò i pettorali sotto la maglietta, muovendo il collo come se gli dolesse ma mettendo in evidenza le spalle muscolose.

Linda trattenne un sorriso. «Sì,» disse, senza possibilità di rimostranza.

Alessio sembrò accettare la situazione, ma propose comunque a Linda di scambiarsi il numero di telefono. Lei accettò, ma consigliò al ragazzo di non approfittarne o l’avrebbe bloccato. Lui finse di risentirne, la salutò con educazione e se ne andò, probabilmente escogitando già un nuovo piano per sedurla e portarsela a letto.

Linda scosse la testa, divertita. Per anni avrebbe venduto l’anima al diavolo per passare una notte di passione con Alessio, e adesso lei lo mandava via. Come cambiavano le cose quando si era innamorate…

Comunque, cosa stava facendo prima che Manuele la distraesse? Stava prendendo dei libri dal suo armadietto o li stava depositando, in vista di una…

«Ehm, scusami, Linda…» la chiamò con educazione una voce femminile alle sue spalle.

Voltandosi incuriosita, la ragazza si trovò davanti Nadia, la ragazza dai capelli rossi che aveva gareggiato il pomeriggio precedente contro di lei, e che Linda aveva considerato la sua avversaria più pericolosa, sebbene non avesse poi fatto nulla di così eclatante, almeno rapportato alla sua esibizione. Era stupita dal fatto che le stesse rivolgendo la parola non solo garbatamente, ma pure con una certa… soggezione? Soggezione, si domandò la ragazza, era il termine corretto? Le sembrava strano, visto che le altre due sue avversarie, Adriana e Piera, non avevano preso particolarmente bene le loro meschine figure alla gara e si erano scagliate contro di lei, la prima di persona, quella mattina, e l’altra già il giorno prima, sulla pagina dell’evento su Facebook, sostenendo che Linda non aveva fatto un semplice pompino ma qualcosa che non era riuscita a comprendere, nascondendo ciò usando termini da pornografia come se questo avesse posto Linda ad un’immaginaria categoria superiore nello sport dedicato al sesso orale. Andava comunque detto che Piera era stata prontamente coperta di insulti dagli altri utenti, pronti a definire la prestazione di Linda come qualcosa di eccelso e ineguagliabile.

Nadia, riconobbe Linda, era una ragazza carina, ma doveva buona parte del proprio successo al colore infuocato dei propri capelli. Era davvero magra e alta, dando l’idea di essere fragile e goffa, sebbene non lo fosse affatto. Aveva gli occhi di un bel color marrone e sul viso, sempre illuminato dal sorriso, non c’era traccia di efelidi, rendendo Nadia probabilmente l’unica rossa al mondo a lamentarsi di non esserne dotata. Bisognava dire che non sembrava avere la minima capacità di vestirsi bene, indossando in quel momento un paio di jeans blu pieni di pieghe, una maglietta sformata dello stesso colore ed una maglia grigia sbottonata. Non che ad un uomo sarebbe interessato, si disse Linda: aveva i capelli rossi, e sapeva fare buoni pompini, e anche se fosse stata vestita con un sacco di juta sarebbe stata ugualmente la partner sessuale perfetta.

«Ciao, Nadia,» salutò con calore Linda, sorridendo. «Sei stata davvero brava ieri. Ho davvero avuto paura che mi battessi».

Il viso della rossa assunse lo stesso colore dei capelli. «Grazie, anche se so che stai mentendo… Tu sì che… Comunque, venerdì, io ed un paio di mie amiche avevamo intenzione di… ehm… andare in un locale qui vicino e… beh, ci farebbe piacere se facessi parte della nostra compagnia».

Linda avrebbe voluto battere le mani e saltellare tanto era felice. Allora, pensò, l’essere stata vincitrice della sua giornata di gara stava dando i suoi frutti, dato che una ragazza l’aveva invitata nel suo gruppo. E niente meno che quella che aveva battuto, nonostante i suoi sforzi.

«Sei gentilissima, Nadia,» rispose. «Chiederò al mio ragazzo se ha altri impegni per quella sera e sarà mio dovere avvisarti in tempo».

La rossa mise una mano dietro alla nuca, abbassando lo sguardo. Per essere una che ieri aveva spompinato il bel Daniele davanti ad una trentina di ragazzi, giudicò Linda, sembrava essere diventata parecchio timida. Che fosse lei la causa?

«Ecco, sì… il tuo ragazzo…» balbettò Nadia, continuando a non avere un contatto visivo con la sua interlocutrice, «potrebbe venire anche lui… Noi… ehm, saremmo felici di conoscerlo».

Non seppe come, ma Linda trattenne a stento una risata. Quindi era questo il loro piano: invitare lei, creare un’atmosfera conviviale e d’intesa, e poi farle spiegare i segreti dei suoi pompini. O, meglio ancora, far venire anche Tommaso e convincerlo a permettere a Linda di dimostrare la propria tecnica. Diavolo, quella rossa era un genio del male.

Linda si chiese se sarebbe piaciuta a Tommaso. Magari avrebbero potuto accoglierla qualche volta nella loro alcova e permetterle di imparare davvero a spompinare con maestria. La ragazza sorrise deliziata all’idea di renderla la sua schiava sessuale, la sua troia personale, e costringerla a darle piacere come pagamento per la sua istruzione. Tania, a quanto pareva, si rese conto, non le aveva aperto gli occhi solo su come usare la bocca per dare piacere, ma anche permesso di scoprire un lato perverso della sua sessualità che ignorava di possedere ma che, adesso, avrebbe voluto esplorare con gusto e approfonditamente…

Annuì cortese a Nadia. «Ne parlerò con lui,» le promise, anche se sapeva che Tommaso aveva il turno del pomeriggio e non avrebbe potuto certo lasciare a casa la sua trombamica e andare per locali con lei. Ma sarebbe durato ancora per poco, sapeva, e questo allargò il suo gentile sorriso.

Si salutarono per poter andare ognuna nella propria classe quando sentirono il suono della campanella, Linda elettrizzata dall’idea che i suoi compagni avessero finalmente iniziato a guardarla con occhi nuovi. Manuele e Alessio, sapeva, volevano solo portarla a letto, ma Nadia e le sue conoscenti, condividendo qualche segreto, avrebbero potuto essere sue amiche.

Quello era il giorno in cui era nata la nuova vita di Linda, si disse convinta, e non avrebbe fatto che migliorare. Dopo diciotto anni, trascorsi ad essere insultata ed evitata da tutti, finalmente la gente cominciava a volerla frequentare, e tutto questo grazie ad una ninfomane a cui stava per portare via il ragazzo… Sì, forse non tutti l’avrebbero amata, pensò divertita.

Prima di andare avanti…

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