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Erotika
Linda la nerd · Cap. 1
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Capitolo 1 di 39 20 min di lettura

"Io non sono vergine"

Linda, una diciottenne timida e poco popolare, scopre che nella sua scuola qualcuno sta organizzando una gara di pompini...

William Kasanova
1 anno fa · 727 letture · 1

Linda la odiava a morte, ma allo stesso tempo un po’ la invidiava. Aveva un bel corpo, come dimostravano tutti i ragazzi che le correvano dietro: alta forse dieci centimetri più di lei, aveva gli occhi neri ed i capelli castani, lunghi fino alle spalle; il viso non era niente di particolare, ma era incredibilmente espressivo, un po’ a punta, secondo la ragazza. Era magra, con un seno di dimensioni incredibili sempre fasciato in magliette che lasciavano ben poco lavoro alla fantasia. Il sedere, poi, era qualcosa che nemmeno Marianna poteva sperare: un vero sogno erotico per ogni ragazzo che vi posasse sopra gli occhi, che poi non poteva desiderare altro che metterci sopra le mani e dentro qualcos’altro.

E se fisicamente fosse sembrava un angelo, caratterialmente era l’esatto contrario: malvagia, infame, sfruttava gli altri per i propri comodi e interessi. Non si contavano sulle dita i ragazzi che l’avevano portata fuori a cena o accompagnata da qualche parte, e poi erano rimasti a bocca asciutta, ritrovandosi poi magari vittime di voci che mettevano in dubbio la loro mascolinità, intelligenza o addirittura l’igiene. Le ragazze, poi, venivano divise da lei in alleate, ossia amiche che potevano essere utili per qualche periodo e poi gettate senza troppi problemi in classi inferiori, le zoccole e le sfigate, e poi, nel gradino più basso, Linda.

Linda si prese con la mano destra lo spallaccio sinistro all’altezza del petto mentre vedeva Francesca fissarla con un sorriso malvagio sul volto e camminarle attorno come una leonessa che cercasse il punto debole di una gazzella terrorizzata alla vista del predatore. L’unica cosa in comune che aveva con quel magnifico felino, però, era la spietatezza con cui uccideva le sue prede.

«E allora, secchiona?» gridò la mora, facendo tacere ogni chiacchiera attorno a loro. «Non vai a dare il tuo nome per la gara, Linda?»

La ragazza sentì ridere attorno a sé, sia persone che considerava già degli infami, sia alcuni che riteneva innocui. Anche il ragazzo che, segretamente, le piaceva tanto, Alessio, stava ridendo di lei. Fu la cosa più dolorosa di tutte. Si sentì male, e dovette trattenersi dal piangere o di fuggire da lì.

Ma Francesca doveva fare il suo spettacolino, dimostrare di avere le palle e rovinare il fine settimana a Linda. «Guardalo lì, quello è Enrico, e aspetta solo che tu vada da lui e gli dica che vuoi fargli una pompa perché tu sei una esperta in queste cose, vero?» E quel “vero” non era rivolto a Linda, ma al pubblico che assisteva con tanto interesse e che sembrò apprezzare la battuta.

Come se fosse stato pilotato dal dito di Francesca, lo sguardo andò davvero dove si trovava un ragazzo circondato da alcune studentesse. Aveva in mano un grosso smartphone e inseriva a due mani i nomi di chi si stava iscrivendo. Enrico era il tipico ragazzo che sembrava destinato a non avere attorno nessuna donna, con i suoi capelli rossi e qualche chilo di troppo. Per lo meno, raggiunti i diciotto anni, l’acne aveva deciso di abbandonare il suo viso e ora era anche possibile guardarlo senza esserne disgustate. Era anche lui uno che aveva passato gli anni precedenti a studiare come Linda, ma poi, un giorno, era diventato simpatico ad Adriano, il leader del gruppo di ragazzi che aveva organizzato la gara. Enrico, che fino all’anno prima non aveva visto una donna, da lì a qualche giorno delle studentesse si sarebbero messe in bocca il suo pene e succhiato per dimostrare di essere le migliori in quel campo: un bel passo avanti per il giovane, pensò Linda. Gli era bastato entrare nel gruppo dei fighi e ora lo era anche lui, sebbene per luce riflessa.

Lei sarebbe stata capace di entrare nelle grazie di qualche ragazza cool? No, ne era sicura.

Le parole di Francesca la strapparono dai suoi pensieri e la gettarono di nuovo in mezzo a quel massacro. «…sei vergine, eh, Linda. Una come te dovrebbe essere piena di uomini, ma no! Meglio la testa nei libri che un bel cazzo nella tua figa, giusto?»

Altro scroscio di risate attorno a loro, un’altra badilata di terra nella fossa dove l’autostima della ragazza era stata gettata dilaniata dalle parole affilate di Francesca.

«Io non sono vergine,» obiettò Linda con la voce tonante di un pulcino.

Francesca fu quasi stupita di sentire la sua vittima aprire bocca. «Oh, ma un dito che esce sporco di sangue dalla tua passerina non fa numero,» ribatté, seguita dal pubblico che apprezzò la risposta con un boato.

Linda sentì le gote avvampare per la vergogna. «No, io… ho…»

«E lo hai succhiato?» domandò Francesca. Era ovvio che comprendeva che la ragazza era troppo imbarazzata e terrorizzata per riuscire a inventarsi una bugia anche solo minima. «Sei stata brava? Lui ha goduto, ti è venuto in bocca?»

Linda non riusciva a pensare, e l’unica cosa che riuscì a fare fu annuire.

«Ma che brava!» disse Francesca, ironica. Il pubblico apprezzò nuovamente. «E allora perché non partecipi anche tu alla gara? So di essere la migliore, qui dentro, e senza una sfidante del tuo valore mi annoierei. Non avrei uno stimolo».

La ragazza bionda si chiese cosa stesse accadendo, spaventata. Vide solo Francesca girarsi verso i ragazzi attorno a loro e, dopo un gesto, alcuni studenti cominciarono a gridare. Dopo qualche secondo, però, le parole che sembravano causali, vennero sostituite da una sola: “Firma! Firma!”.

Assalita da quelle grida, Linda non si accorse di essersi mossa, forse spinta da Francesca, finchè non si rese conto di essere tra alcune ragazze che la stavano guardando con disprezzo, davanti a Enrico. La giovane sbattè gli occhi, come se questo avesse potuto rimuovere la confusione che aveva ottenebrato la sua mente negli ultimi secondi.

Una voce alle sue spalle, quella di Francesca, disse: «Enrico, la mia amica vuole dimostrare la sua bravura nella vostra gara».

Il ragazzo non dimostrò nei confronti della nuova gareggiante più interesse di quanto ne avrebbe riservato ad un insetto o ad un segno su un muro. «Mhmm…» si limitò a dire, aggiungendo tra sé e sé: «Spero non tocchi a me questa sfigata».

«Dille il tuo cognome,» la spinse Francesca.

Linda fece per aprire la bocca per rispondere, quando Enrico sollevò le spalle, come se avessero voluto confidargli il cognome di un calciatore o di un musicista che venerava. «Non serve. Tanto sei “Linda la nerd”».

La ragazza rimase con la bocca aperta, colpita da quella rivelazione. Davvero la consideravano solo “Linda la nerd”? Quello forse fu anche peggio di quanto l’aveva trattata fino a quel momento Francesca.

«E levati!» strepitò una ragazza, Vincenza, spintonandola. Anche lei sembrava intenzionata a dimostrare quanto fosse brava a succhiare.

Linda cercò di non inciampare mentre si allontanava dal gruppo di ragazze future atlete di pompini, stordita. Francesca l’aveva abbandonata, ormai soddisfatta di essere riuscita a imbarazzarla davanti a tutti e farla iscrivere a quello schifo di gara. Si intrufolò in un gruppo di studenti che stava abbandonando il piazzale, raggiungendo la strada.

Una volta fuori, si fermò nei pressi di un edificio e si nascose dietro un angolo. Le veniva da piangere e da vomitare. Come si era trovata in una situazione simile, si chiese. Come aveva fatto Francesca a farla iscrivere?

E quante ce n’erano che volevano fare sfoggia delle proprie capacità di pompinare? Incredibile… Da quando la gente aveva smesso di considerare poco igienico, per non dire stupido, mettersi in bocca quello da cui gli uomini urinavano e amavano metterlo nella vagina, e spesso nel retto di una donna? Strinse gli occhi, disgustata. Un po’ come chiedere ad un uomo di leccare la passera di una donna… chi l’avrebbe fatto davvero di buon gusto? Forse nei tre o quattro porno che aveva visto, e anche gli attori si limitavano ad un paio di passate per poi continuare con qualcosa di meglio.

E adesso cosa avrebbe fatto? Avrebbe perso più la faccia chiedendo che la sua iscrizione venisse annullata, o succhiando un uomo che nemmeno conosceva, e dimostrare di essere incapace?

Aveva avuto un solo cazzo nel suo corpo, e si riteneva fortunata che si fosse limitato alla sua vagina.

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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