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Erotika
Linda la nerd · Cap. 8
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Capitolo 8 di 39 10 min di lettura

"E insegnerai anche a me a spruzzare?"

Rimasti soli, Linda e Tommaso non possono impedirsi di aprire il loro cuore...

William Kasanova
1 anno fa · 326 letture · 0

«Immagino che tu l’abbia pagata con la stessa moneta,» disse Linda. Tommaso ebbe l’impressione che nella sua voce, già rotta dal pianto che era appena cessato, ci fosse una profonda nota di gelosia.

«Mi sembrava il minimo,» ammise lui, sollevando i palmi delle mani. «Erano tre settimane che mi sentivo a terra, e arriva lei, mi rimorchia e mi scopa come Sara non si era mai nemmeno immaginata. La mattina dopo eravamo addormentati uno nelle braccia dell’altra, e il pomeriggio abbiamo ancora fatto sesso. Quella sera, quando abbiamo cenato, Tania mi ha chiesto se potessimo metterci insieme. Non un fidanzamento, più una… una coppia di scopamici, come si usa dire oggi. Lei ha smesso di volare da un fiore all’altro, diciamo, e io avevo una partner sessuale che non era affatto male».

«Quindi non c’è amore tra di voi?»

Tommaso rimase in silenzio per qualche istante. Era una domanda che si era posto la notte del divano, ed era giunto alla conclusione che no, non c’era amore. Passione, sì. Rispetto, anche. Ma amore… non esattamente. Certo, da allora lui non aveva più cercato una donna diversa da Tania, e quando quest’ultima le aveva proposto di fare sesso anche con Linda a lui era sembrato davvero di tradire la sua partner. E anche lei aveva smesso di cercare nuovi amanti, quindi sentiva il dovere di rispettare una sorta di monogamia nonostante non ci fossero i presupposti perché esistesse.

A questo andava aggiunto per onestà che la stessa Tania aveva ammesso, un mese dopo il loro primo rapporto sessuale, dopo che lui le aveva insegnato a squirtare e lei aveva avuto il suo primo orgasmo con spruzzo, mentre era scomposta sul letto bagnato, le membra che ancora le si muovevano convulse di tanto in tanto, che quella sera, alla festa, lui non gli era interessato: troppo tranquillo, troppo noiosetto. Erano state alcune sue amiche a convincerla a fare sesso con lui, visto che alcune di loro, negli anni precedenti, erano state sue soddisfatte partner, e i suoi amici l’avevano pregata di farselo per tirarlo su di morale. Le avevano anche proposto dei soldi per farla decidere. “Fanculo, mi ero detta, tanto uno in più o uno in meno… Beh, sono contenta di averti portato a letto, Tom.”, aveva detto, alla fine. Lui ci era rimasto un po’ male, ma aveva fatto finta di niente: in fondo, era giovane, ed una partner sessuale davvero brava pensava di meritarsela anche lui. All’amore vero e proprio ci avrebbe pensato in futuro.

E l’amore, a quanto pareva, era seduto davanti a lui, aveva gli occhi azzurri bagnati dalle lacrime e stava imparando da Tania a fare degli ottimi pompini.

«E la lasceresti per me?» chiese lei, speranzosa.

“Lo farei?”, si domandò lui. “Lascerei una donna che rispetto e che sa farmi sborrare come nessun’altra nella mia vita per una ragazzina che amo ma che, fino a tre giorni fa, sapeva a malapena descrivere un cazzo?”

«Sì» disse lui.

Gli occhi di lei brillarono.

«Ma non subito,» aggiunse, smorzando l’entusiasmo di Linda.

«Cosa…» balbettò la ragazza.

Lui prese le mani di lei, perdendosi nei suoi occhi. «Ti ricordi per cosa sei qui, giusto?»

Linda lo fissò, confusa, sbattendo le palpebre. Sebbene cinque minuti prima stesse redigendo una relazione su un matematico, od un fisico, in quel momento sembrava incapace di intendere qualsiasi cosa.

«La gara,» le ricordò lui. «Sei qui per imparare da Tania a fare ottimi pompini e avere più rispetto a scuola,» disse, ed ebbe bisogno di un grande sforzo di volontà perché non salisse al suo viso il disgusto che provò nell’immaginare quella dolce e splendida ragazza, inginocchiata davanti ad uno stronzo che probabilmente l’aveva sempre presa in giro, intenta a dargli piacere con la sua bocca, con attorno il resto degli studenti dell’istituto scolastico che la guardava, commentando e magari sparandosi le seghe.

Linda sembrò ricordare all’improvviso quali fatti l’avevano portata dentro quella casa, a fare sesso con una giovane coppia, dopo essere stata scovata da Tania davanti ad un sexy shop. «Ma Tommy… a me non importa più nulla di quella gara. Io voglio te, e se gli altri non mi apprezzano non me ne frega un cazzo. Io voglio solo il tuo amore,» disse, con un filo di voce.

«Sono contento che lo pensi,» ammise lui, avvicinando le sue mani e baciandole. «È una cosa così degradante».

Lei fu d’accordo. Poi sembrò tornare la ragazza intelligente di prima quando propose: «Facciamo così, Tommy. Non diciamo nulla a Tania di noi, e io continuo a imparare da lei. In fondo, sei così bravo a letto con la lingua, non mi sembra giusto che tu debba lasciare una come lei che sa farti impazzire quando ti scopa per una come me che è praticamente quasi ancora vergine. Non le diremo nemmeno che ho intenzione di mandare al diavolo la gara, così continuerà ad insegnarmi». Si interruppe un attimo, aspettando un segno di approvazione di Tommaso, che dopo qualche istante giunse. Poi riprese: «Ovviamente ho capito che insegnarmi a fare pompini è solo una scusa per avere un terzo nella vostra relazione».

«Allora non sono l’unico che lo pensa».

Lei sorrise. «Certo, la cosa non mi dispiace: mi ha fatto conoscere te, e fare sesso davanti alla tua “fidanzata” è incredibilmente eccitante. E la ragazza sa dove mettere le mani quando mi tocca. Immagino che diventerò una esibizionista, o una bisessuale,» aggiunse. «E, devo ammettere, mi piace leccargliela e darle piacere».

«Quando staremo insieme, la inviteremo ogni tanto ai nostri incontri d’amore,» disse lui con un sorriso, convinto che Linda stesse scherzando.

Lei sollevò gli occhi verso i suoi. «E insegnerai anche a me a spruzzare? Ci riuscirei anch’io?» chiese, come se avesse avuto cinque anni e stesse domandando ai suoi genitori se potesse stare in piedi tutta la notte per vedere arrivare Babbo Natale.

Tommaso sorrise. «“Tutte le belle ragazze schizzano un po’”, scrisse Wodehouse, - citò, ironico - e tu sei talmente bella che dovrò indossare un impermeabile. Sarò felice di donarti degli orgasmi così intensi. La cosa, te lo devo confessare, però, non è così immediata: dovrai esercitarti e le prime volte sarà molto strano».

«Strano tipo andare a comprare un fallo di gomma perché ci si è iscritta ad una gara di pompini ma non si ha mai succhiato un cazzo in vita propria, essere adescata davanti a sexy shop da una ragazza e poi scoprire l’amore nel suo trombamico?»

Lui sollevò un sopracciglio. «Adesso che mi ci fai pensare, mi sembra incomprensibile che non squirtino tutte le donne ogni volta che fanno sesso».

Prima di andare avanti…

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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