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Erano sdraiati sul letto, Tommaso al centro del trio. Tania appoggiava la testa sul suo petto, il seno contro il suo fianco, sonnecchiava soddisfatta dopo l’orgasmo; una mano gli accarezzava pigramente le palle e la base del cazzo. Linda era dall’altra, discostata dal corpo del ragazzo di qualche centimetro. Era silenziosa e un po’ imbarazzata. Teneva le braccia strette a sé.
Lui si voltò verso la biondina, infilandole un braccio sotto la schiena e stringendola. «Cosa c’è che non va, bimba?»
Linda accennò un sorriso, ma non illuminò a sufficienza l’ombra di tristezza che aveva oscurato il suo viso. «Niente, sto bene».
Tania, che al pari di un gatto sembrava dormire ma aveva in realtà tutto sotto controllo, aprì un occhio, guardandola, poi disse: «Scommetto che è perché non l’hai scopata».
Linda sussultò. Era vero: se all’inizio aveva avuto l’istinto di non fidarsi di loro due, quando l’avevano portata nella loro camera da letto, dopo un po’ aveva iniziato ad apprezzare quella sessione di sesso, e quell’orgasmo dato con la lingua e le dita era stato meraviglioso… Ma lei aveva voglia, aveva fame di cazzo. Lo voleva dentro di lei, ardeva dal desiderio di avere Tommaso sopra di lei che la fotteva con il suo cazzo nella sua fica, spingendo, la sua cappella che le apriva le pareti dell’utero… Diavolo, quanto ne aveva bisogno: le girava perfino la testa a pensarci. E sì che aveva un cazzo proprio a trenta centimetri da lei: le sarebbe bastato allungare una mano e prenderlo, inginocchiarsi sopra il bacino del suo fantastico amante e scendere… sentirlo che le scivolava dentro, che scaldava la sua fica, che le sborrava dentro… Un capogiro la colse, facendole chiudere gli occhi.
Ma c’era Tania accanto a lui, le teneva una mano sull’uccello come a dire che era solo suo, che la parte migliore del suo ragazzo era di proprietà privata ed una puttanella che aveva preso sotto la sua egida aveva sì il diritto a succhiarlo e a farsela leccare, almeno una volta ogni tanto, ma guai ad usare quel cazzo per qualsiasi altra cosa. Bocca sì, mani sì, ma figa? Assolutamente no, poteva scordarselo.
E mentre era persa in quei pensieri, Tania diede una pacca a Tommaso. «Dai, scopala. Povera ragazza, l’unica volta che ha avuto un cazzo dentro di lei era un imbranato,» aggiunse, allo sguardo interrogativo di Tommaso. «E poi, dai, è come quando vai ad un pranzo e non ti danno il dolce».
Linda fu sorpresa da quelle parole, ma Tommaso non fu da meno. «E… ho qualche limite, o…»
Tania gli appoggiò un bacio sulle labbra, facendolo tacere. «Ma no, e poi voglio vedere dall’esterno come mi scopi».
«Lei non è te,» ribatté lui.
Tania sorrise, baciandolo di nuovo. «Pensi che sia gelosa? Non lo considero certo un tradimento, visto che l’ho portata io nel nostro letto. Non hai detto nulla nemmeno tu quando me l’ha leccata».
«No, intendo dire che tu hai anni di esperienza, mentre lei è praticamente alla seconda volta. Diciamo alla prima e mezzo, va’. Non ho certo intenzione di… beh, amarla come amo te, se mi permetti il termine. Ci vuole ben più dolcezza rispetto a quando mi cavalchi o ti scopo».
Tania lo guardò delusa, poi sollevò le spalle. «Va be’,» concesse, alzandosi da lui e mettendosi in ginocchio. «fai come ti pare. Spero che le prossime volte vorrai scoparla come piace a me».
Lui parve poco convinto, ma quando si girò, Linda scoprì che le sorrideva felice. Le prese una mano e la baciò. Lei era confusa per la scelta di Tania di concedergli il fidanzato, ma al contempo felice che questo stesse accadendo. Diavolo, sarebbe venuta in un attimo, pensò. Lunedì avrebbe potuto finalmente vantarsi di aver fatto sesso con un amante vero, e se Tommaso era bravo nello scopare come nel leccare, le altre ragazze potevano andarsene all’inferno quando raccontavano delle loro trombate durante il fine settimana.
«Mi permetti l’onore di amarti, dolce Linda?» le chiese sussurrando.
Lei non rispose, i suoi occhi che luccicavano mentre si velavano di felicità. C’era un abisso di differenza con l’“Adesso ti sfondo, zoccola” del suo unico, precedente amante… Annuì, trattenendo le lacrime.
Tommaso non la mise supina, infilandoglielo dentro e scopandola senza troppi problemi, come si aspettava lei: invece le appoggiò dolcemente le mani sul viso, glielo inclinò leggermente e la baciò. La baciò a lungo, gustandosi il sapore delle labbra uno dell’altra.
Linda sentiva il cuore batterle con forza, impaziente di quanto stava per accadere: un paio di minuti o tre di fantastico, delizioso sesso, in cui avrebbe finalmente accolto un pene dentro di lei… Non stava più nella pelle, tanto che cercò di spingere il suo inguine contro quello del ragazzo.
Lui trattenne tra le sue un labbro di Linda mentre allontanava la sua testa. Si staccarono con uno schiocco liquido. Tenendo le mani sulla nuca della ragazza, appoggiò la fronte contro quella di lei. «Mi sembri impaziente,» le disse, ironico.
«E cazzo, scopala!» lo incitò Tania, a denti stretti, inginocchiata poco in là a contemplare l’operato del suo ragazzo, ma forse ancora più vogliosa di Linda di averlo all’opera. «Sono anni che non vede un cazzo. Vuoi proprio farti pregare?»
Lui la ignorò e ricominciò a baciarla, ma allo stesso tempo si afferrò il pene con una mano e lo appoggiò tra le piccole labbra di Linda, e con l’altra mano sollevò la gamba sopra di lei, vi infilò la propria e, lentamente spinse.
Linda non riuscì a continuare con il bacio, il corpo scosso dal piacere della penetrazione, un gemito soddisfatto che sfuggiva dalle sue labbra. «Sì, Tommy…»
Il ragazzo mise un braccio dietro alla testa della ragazza, spingendola contro una sua spalla, e l’altra su una chiappa, che Linda si sentì stringere piacevolmente. Ma mai quanto sentire il cazzo farsi strada dentro di lei, la cappella bagnata e bollente aprire le pareti della sua figa, sprofondare fino al suo cuore…
Tommaso la baciava sul collo, massaggiandole la nuca, lei sorrideva soddisfatta quando si accorse che lui non stava scopando il suo corpo ma amando la sua anima, condividendo con lei quel momento di dolcezza e passione. “Cazzo”, pensò, “come ho fatto a vivere senza un amante simile, fino ad ora?”
E nonostante stesse vivendo il momento più bello della propria esistenza, con un ragazzo che aveva conosciuto qualche ora prima e che ora si scopriva di amare come nessuno prima di allora, non poté non pensare a quanto fossero sfortunate le sue compagne, che raccontavano di essere state sbattute da questo o da quello, che aveva trenta centimetri di cazzo ma che scopava con lo stile e la grazia di un cane arrapato.
Tania si sdraiò dietro a Linda, baciandola sulla nuca e mettendo le mani sul seno della bionda. «Saremo un trio fantastico,» le sussurrò in un orecchio, e sembrava essere la più eccitata dei tre.
Linda mugugnò qualcosa che sarebbe potuto passare per un’approvazione, ma l’unica cosa che voleva era essere tra le braccia di Tommaso, i suoi baci che coprivano la sua pelle e il calore del suo corpo che si diffondeva nel suo spirito che era rimasto troppo a lungo nel freddo della solitudine.
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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