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Erotika
Linda la nerd · Cap. 4
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Capitolo 4 di 39 15 min di lettura

"Vieni davvero bene, puttanella"

Linda scopre che non era uno scherzo quando si trova davvero nella camera da letto di Tommaso e Tania...

William Kasanova
1 anno fa · 370 letture · 0

La ragazza, improvvisamente, come se avesse temuto che la comparsa di due tette troppo piccole avrebbe smorzato l’impeto del ragazzo, sussultò, una nube di incertezza che oscurava la felicità che aveva illuminato il suo volto fino a quel momento. Si mosse a disagio. Tommaso immaginò che ben poche persone avessero visto il suo seno, e che venisse presa in giro od insultata per esso dai pezzi di merda che frequentavano la sua scuola.

«Oh, ma andiamo sempre meglio, ragazza mia», disse Tommaso, intento a non permettere che stupide convinzioni potessero frenare l’eccitazione di Linda, contemplando il seno. Appoggiò le mani sotto le tette e le sollevò lentamente, di qualche centimetro, come se avesse voluto soppesarle. «Ma perché tenevi nascoste queste meraviglie?»

«Come sono belle sode…» mormorò Tania, poco più in là. «Potessi averle così anch’io…»

Tommaso si chiese se la ragazza stesse parlando seriamente o volesse rincuorare la loro nuova amichetta: le sue poppe non erano affatto peggio, ma probabilmente anche per le donne valeva lo stesso principio di non essere mai felici dei propri organi sessuali come gli uomini, ma con il seno invece del cazzo. In ogni caso, con lo sguardo di qualcuno che stesse vedendo un’apparizione, allungò anche lei una mano e cominciò a toccare una tetta della bionda.

«Che pelle morbida…» mormorò.

Linda e Tommaso lanciarono un’occhiata alla ragazza. La prima sembrava soddisfatta del complimento, forse ancora più dell’apprezzamento dato dal ragazzo, mentre quest’ultimo ebbe per un istante la visione di Linda legata al letto, nuda, che urlava di terrore, e Tania che sfregava il suo sesso su quello della ragazza con violenza e libido. Non seppe dire se fosse stata un’immagine eccitante o preoccupante…

«Dai, sdraiala e iniziamo a massaggiarla!» propose con impeto Tania mentre i suoi occhi sembravano rimettere a fuoco la realtà.

«Ma…» disse Linda mentre Tommaso la prendeva in braccio e la faceva accomodare sul copriletto. Sembrò dispiacerle che quel momento di intimità fosse terminato. Guardò Tommaso, chiedendogli con lo sguardo cosa sarebbe accaduto.

Lui le sorrise, poi vide Tania allungarsi verso uno dei comodini, aprire il “cassetto del piacere”, come lo chiamava la ragazza, e prendere una di quelle bottiglie rosse tipiche nei film americani, quando i protagonisti chiedevano il ketchup sull’hot dog comprato dall’ambulante. Tommaso ne aveva comprati un paio, uno di quel colore ed uno giallo, il primo dove mettere il gel da massaggi che preparava lui stesso quasi ogni settimana con un paio di gocce dell’essenza profumata che preferiva Tania, e nell’altro del lubrificante vaginale, ma che con la sua ragazza si era rivelato, fortunatamente, una spesa inutile.

Lei lo passò a lui, che guardò Linda. «In realtà siamo una coppia di cannibali e adesso ti mangiamo,» disse lui, facendole l’occhiolino. Si spruzzò il gel sul palmo della mano sinistra, appoggiò la bottiglietta sul letto con il tappo chiuso, andò a cavalcioni del tronco della studentessa e si fregò le mani, distribuendosi il fluido trasparente e profumato e scaldandolo un po’. «Questo è per renderti più saporita».

Linda trattenne il fiato quando lui applicò il gel sul suo collo, cominciando a massaggiare. Dopo pochi istanti, però, chiuse gli occhi e si rilassò. «Mangiami tutta,» disse lei, la voce che grondava di soddisfazione.

E la soddisfazione di Tommaso non fu da meno, mentre le accarezzava la pelle del torace e poi, sentendosi contemporaneamente in colpa ed eccitato, passava al suo seno. Era davvero sodo, e gli faceva girare la testa toccarlo. Lanciò un’occhiata a Tania, chiedendosi cosa avesse detto nel vederlo.

Ma Tania, nel frattempo, si era spogliata completamente e si era spalmata a sua volta sulle mani il gel. Salì sul letto gattonando sulle ginocchia e disse: «Adesso le sue tette sono mie!»

Tommaso ebbe l’impressione che la ragazza non avesse apprezzato molto il suo operato, forse vedendolo troppo eccitato dalle bocce di un’altra ragazza, ma fu l’impressione sbagliata. Tania lo fece scostare, si mise lei al suo posto, afferrando con piacere il seno di Linda, e, senza guardare Tommaso gli disse: «Tu hai cose più importanti da fare a questa troietta».

Linda non si offese per quella parola, ma anzi sorrise. «Che cosa potrei volere di meglio di questo?» domandò, quasi stordita dal piacere.

Il ragazzo sorrise, comprendendo cosa intendesse la mora. Voleva farlo già da un momento e, se aveva anche la sua benedizione, lo avrebbe fatto con maggiore impegno. Scese dal letto, ponendosi tra le gambe di Linda, che aveva lasciato rimanessero fuori, in modo che il suo inguine fosse vicino al bordo.

Quando le sbottonò i pantaloni, la ragazza sembrò rianimarsi, sobbalzando. «Mi scopi?» domandò con la stessa intonazione di voce che, a sei anni, sotto l’albero di Natale, avrebbe chiesto ai suoi genitori: «Posso aprire i regali?»

«Eh, ragazza mia, quanto sei stata cresciuta male per quanto riguarda il sesso…» commentò Tania, continuando a massaggiarla. Il suo culo e la sua fica erano appoggiati sulla pancia piatta della diciottenne, e solo in quel momento Tommaso si accorse che muoveva davvero l’inguine. Che fosse eccitata al punto tale da scoparsi il ventre della bionda? Il ragazzo rimase allibito: altroché farsi problemi perché le aveva palpato le tette…

Le sfilò i pantaloni, svelando le mutandine. Erano bianche anche loro, sebbene il modello non fosse da nonna al livello del reggiseno. Il tessuto era bagnato, intriso di liquido che aveva cominciato a scivolare anche lungo le cosce di Linda. Tommaso vi avvicinò il viso, riempiendosi la mente del profumo del sesso della ragazza: non avrebbe saputo descriverla, ma fu sicuro che l’avrebbe ricordato e riconosciuto per tutta la sua vita. Era appena diverso da quella di Tania, che era leggermente più dolce. Lo adorò.

Appoggiò le mani sulle cosce di Linda, aprendole bene le gambe, poi appoggiò le labbra sulla macchia di ambrosia e la baciò. La ragazza sussultò, ma Tania le sussurrò con dolcezza di non spaventarsi, perché il meglio doveva ancora arrivare.

«Eh… sì…» rispose la bionda, nonostante fosse improvvisamente diventata nervosa.

«No, sul serio, Linda,» la rassicurò di nuovo.

Tommaso afferrò l’elastico delle mutandine e le abbassò, sfilandole completamente, insieme alle calze. «Non preoccuparti, Linda,» le disse. «Non ti farò del male. Ma se la cosa ti causa fastidio o imbarazzo, o comunque dolore, dimmelo che smetto».

Lei annuì, ma solo dopo un istante si accorse che lui non poteva vederla e, con un filo di voce, disse. «Va bene…»

Il ragazzo cominciò a baciare ed accarezzare le cosce di Linda, assaggiando il sapore del liquido di desiderio scivolato dalla figa, ora libera. Tommaso la contemplò: una splendida passera che sembrava disegnata per un atlante anatomico tanto era simmetrica e le piccole labbra fuoriuscivano di qualche centimetro da quelle grandi. Si aprivano arricciandosi all’altezza dell’imboccatura dell’utero, facendolo intravedere; una leggera peluria bionda copriva l’inguine, corti peli che dovevano essere stati depilati un paio di settimane prima al massimo: Tommaso non apprezzava particolarmente il pelo, ma almeno non era troppo lungo come lo lasciavano crescere certe ragazze. Prendendo in considerazione il fatto che Linda non faceva sesso, se così si poteva definire quel pessimo evento accaduto a quella festa, da anni, e che non prevedeva di farne molto presto, manteneva il suo inguine piuttosto bene. Forse, lo faceva per non abbandonare completamente la sua sessualità.

Al pari di Tania, anche Linda non sembrava aver bisogno di un lubrificante, considerando che dalla figa ruscellava ambrosia come un torrente di montagna. Tommaso appoggiò due dita sulle piccole labbra per discostarle, poi penetrò la ragazza con l’indice ed il medio della mano sinistra. I muscoli delle gambe si irrigidirono, e oltre Tania giunse il suono di fiato che veniva trattenuto.

«Non preoccuparti,» disse la mora, poi smise di massaggiare e si piegò in avanti. Il ragazzo sentì le due cominciare a baciarsi.

Tommaso iniziò a muovere le dita dentro Linda mentre applicava le labbra della sua bocca a quelle della figa, baciandola e leccandola. Erano bollenti, bagnate, invitanti: il ragazzo cominciò a succhiarle. I versi di piacere della bionda lasciarono comprendere al ragazzo che non solo stava apprezzando, ma che avrebbe gradito se avesse continuato con il suo operato.

Le gambe di Linda si muovevano, vibrando in risposta ai colpi di lingua di Tommaso prima sulla sua fica; poi, quando il ragazzo si concentrò sul clitoride ormai eretto, i movimenti divennero talmente convulsi che dovette fermarli con le braccia. Adorava il sesso orale, sia dato che ricevuto, ma con Linda, forse perché sotto quell’aspetto era ancora vergine, forse perché stava leccando una fica che non aveva mai assaggiato prima, scoprì che trovava la cosa ancora più gratificante di quando lo faceva a Tania.

Lui conosceva alla perfezione le risposte di Tania agli attacchi della sua lingua e delle sue dita al suo sesso, e lei ormai sapeva cosa aspettarsi, e lui doveva continuamente trovare nuove strategie per darle piacere e non noia. Con la bionda, invece, tutto era nuovo: anche le mosse base avevano un effetto devastante su di lei, come stava dimostrando in quel momento.

Sentì sulle dita che stavano esplorando l’interno del corpo della ragazza il movimento dei muscoli che aumentavano di ritmo e potenza, poi l’inguine diventare ancora più caldo e muoversi anche lui, sebbene bloccato dal peso di Tania che continuava a sovrastare la studentessa. Tommaso abbandonò il lavoro di lingua e diede il colpo di grazia a Linda succhiandone il clitoride.

Tania si staccò dalla bocca della bionda quando questa cominciò a gridare e a scuotersi.

«Vieni davvero bene, puttanella,» commentò la mora. La pancia di Linda sotto il suo inguine aveva cominciato a bagnarsi del desiderio di Tania.

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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