Vai al contenuto
Erotika
Linda la nerd · Cap. 38
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 38 di 39 18 min di lettura

"Vuoi venirmi in bocca o in faccia?"

Infine Linda e Tommaso tornano ad amarsi...

William Kasanova
1 anno fa · 292 letture · 0

Linda salì sulle gambe dell’amato, sedendosi sulle sue cosce. Spinse il cazzo contro la sua figa, le labbra grondanti di desiderio che gocciolavano ormai senza alcun ritegno, e cominciò a strusciare il proprio sesso lungo quello di Tommaso, sentendo la pelle bagnata dell’asta scivolare sull’uretra e l’imbocco dell’utero e la cappella accoccolarsi contro il suo clitoride, ormai viola e gonfio come la punta di un mignolo, al pari di un gatto che sfregasse la testa in segno di riconoscenza verso chi l’aveva sfamato.

Tommaso aveva sollevato la testa, osservando il suo uccello venire usato come un dildo da Linda, usandolo per masturbarsi. «È la cosa più fottutamente erotica che abbia mai visto,» le confessò con un filo di voce, stravolto, come se si fosse appena svegliato da un incubo.

Lei gli sorrise, soprattutto con gli occhi, la bocca aperta per il piacere che stava montando dentro di lei. Chiuse le palpebre, gustandosi la pelle vellutata del glande che le titillava il clitoride, il sesso del suo uomo che accarezzava la sua più profonda femminilità, stordendola, facendole girare il capo, i seni che sembravano divenire sempre più gonfi e dolorosi, i capezzoli che parevano di roccia. Non poté più trattenersi e due dita sprofondarono nel suo utero, che si aprì nell’inglobarle e rigettando nettare che scivolò sulle palle di Tommaso, impregnando l’aria della loro alcova di un profumo fruttato e le loro anime di un desiderio feroce.

Il pompino era per il suo uomo, ma la prima a godere fu lei, quando le sue braccia e le gambe vennero scosse dal piacere e un grido roco si alzò dalla sua gola. Sollevò la testa verso il cielo, con gli ansimi che frammentavano il nome di Tommaso che la ragazza cercò di pronunciare quando raggiunse il culmine del piacere. Con un sospiro si adagiò sul busto dell’amato, appoggiando la testa sul suo petto e sfregando il viso sui peli, ascoltando il battito del cuore di Tommaso. Le sovvenne alla mente quando, la loro prima notte di sesso, dopo il suo squallido pompino da vergine, lui l’aveva perdonata per averglielo morso e l’aveva fatta appoggiare con la testa sui suoi pettorali perché potesse vedere meglio l’opera di Tania sul suo cazzo: l’accelerazione del battito del cuore dovuto all’azione delle labbra e delle mani della sua maestra di sesso gli aveva fatto scoprire che c’erano poche cose al mondo che le dessero piacere quanto spompinare l’uomo che amava.

Sentì le dita di una mano di Tommaso scivolarle tra le ciocche di capelli, massaggiandole la cute della testa. «Anche questo era previsto nel programma del finale, principessa?» le chiese, ironico, ansimando stravolto dal piacere che stava covando dentro di lui.

Lei si sollevò da lui, facendo ruotare la testa perché i capelli le scendessero dietro la schiena. «Gli sarebbe piaciuto,» rispose, soddisfatta, scivolando di nuovo tra le gambe di Tommaso e prendendo di nuovo in mano il cazzo. Appoggiò le labbra sulle palle, bagnate del desiderio che era scivolato fuori dal suo bocciolo di rosa e cominciò a succhiarle. Erano diventate dure come sassi e grosse come non le aveva mai viste prima, colme di seme per la lunghissima azione della sua bocca e le sue mani. L’apprezzamento dell’amato sotto forma di gemiti e movimenti del pene che riprendeva la sua massima erezione non si fece attendere.

«Ti prego, Linda, fammi venire…» la implorò con un sussurro. «Non ce la faccio più».

La ragazza lo fissò in volto da dietro il cazzo luccicante di saliva, lungo la cui asta stava facendo scorrere la punta della lingua. Gli occhi di lei lasciarono trasparire la sua soddisfazione nel preparare il suo uomo a ricevere il miglior pompino della sua vita, quindi con una mano cominciò a zangolarlo mentre le sue labbra si chiusero attorno al glande.

«Linda… non ce la faccio più…»

Lei sorrise. «Vuoi venirmi in bocca o…»

«In faccia…» disse lui, «o ti soffoco».

Compiaciuta da quanto aveva fatto fino a quel momento, si appoggiò il pene sul viso e mentre una mano si muoveva su e giù lungo il fusto, un paio di dita accarezzavano il glande, sfiorando la pelle che si era ritratta e danzando attorno al meato. «Ti amo, Tommy, non posso vivere senza di te, e questo pompino possa dimostrartelo».

Tommaso sembrava non aver compreso le parole della ragazza: era sdraiato, nudo e sudato, il fiato profondo e pesante. Solo dopo qualche istante riuscì a dire, con la voce interrotta dal respiro affannoso: «Ti amo più della mia vita, Lin…»

Non riuscì a completare la frase, sobbalzando sul letto e urlando. La schiena si arcuò. La ragazza se l’era aspettato, e proprio per quello gli aveva giurato il proprio amore, sentendo le palle ritrarsi nel bacino e il cazzo vibrare, attendendo una scarica di sborra, soddisfatta dopo aver rimandato per tre volte l’eiaculazione del suo uomo, rendendo il desiderio e l’eccitazione tanto dolorosi e sofferti che il piacere dell’orgasmo sarebbe stato moltiplicato. Appoggiò ad una gota il pene del suo ragazzo percependone il piacere prossimo a sgorgare, stringendolo per godere anche lei del suo impegno.

L’orgasmo si impossessò dei muscoli di Tommaso, che si trovò improvvisamente piegato in avanti, quasi seduto, urlando il nome della sua dea. Una scarica di sborra eruttò violenta dal meato, solcando il viso di Linda e spargendosi in parte fino ai capelli e, in parte, cadendo oltre, finendole sulla nuca. Lei sussultò, spaventata dalla potenza dello spruzzo, gli occhi chiusi. Il cazzo sembrava la canna di un fucile che vibrava ad ogni spruzzo, caldo e dal pesante afrore di maschio.

Sentì Tommaso crollare sul letto, mentre si scaricava ancora sul suo volto, ansimando e contorcendosi. Sei schizzi colpirono Linda, poi il resto colò lungo l’asta, spandendosi sulla cappella e scivolando fino alle palle.

Stordita ma soddisfatta, Linda lasciò il cazzo e si pulì le palpebre del seme del suo ragazzo, suggendosi le dita per nettarle. Quanto le era mancato quel sapore speziato di Tommaso… Le sembrò la cosa più buona che avesse mai assaggiato. Non avrebbe più potuto farne a meno.

Contemplò il risultato del suo lavoro, sdraiato sul letto, con il fiato corto e cosparso di stille di sudore. Tommaso aveva gli occhi chiusi, le mani che stringevano le coperte. Pensò che, probabilmente, lei era stata nella medesima condizione quando lui le aveva praticato il suo primo cunnilingus e fatto scoprire cosa fosse un vero orgasmo.

Il cazzo aveva finito di eiaculare e quando Linda di abbassò a pulirlo con la lingua Tommaso sussultò nel momento in cui il suo glande, viola e cosparso di liquido bianco, venne accarezzato dalla ragazza. Una mano si appoggiò tra i suoi capelli fradici di sperma, e la voce del ragazzo si fece sentire, a malapena udibile.

«Linda… è stato…»

«Da uno a dieci, quanto mi dai?» domandò lei, ricordando quando gli aveva chiesto un voto ad uno dei suoi primi pompini, ponendo a uno il suo primo, pessimo tentativo e a dieci un qualunque lavoro di bocca di Tania. Quella volta era stato un doloroso, ma onesto, cinque.

Lui sembrò non riuscire a parlare per qualche istante tanto era a debito di ossigeno. «Trentotto,» disse poi, senza fiato. «E mezzo. O tre quarti. Ci penserò meglio quando sarò più lucido».

Lei battè le mani un paio di volte, soddisfatta. Non era forse nemmeno stata così felice in vita sua, si rese conto. E, in un angolo della sua mente, si chiese che cosa avrebbero fatto i suoi compagni se si fosse esibita in qualcosa di simile durante la finale. Un sorriso maligno emerse sulle sue labbra.

Tommaso pensò di essersi addormentato, stanco come poche volte nella sua esistenza. E mai prima di allora era stato così in pace con sé stesso. Un senso di benessere aveva invaso il suo corpo, ma soprattutto la sua mente, sebbene gli sembrasse che il suo cazzo fosse esploso nello scoppio più piacevole al mondo. Si risvegliò quando il suo telefonino squillò. L’acqua scorreva nel bagno mentre allungava una mano per afferrare il cellulare.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 39

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista