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Erotika
Linda la nerd · Cap. 29
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Capitolo 29 di 39 22 min di lettura

"Adesso siamo pari, troia"

Linda è pronta ad essere scopata dai giudici per poter tornare in gara, ma la cosa si rivela ben peggiore di quanto si aspettasse...

William Kasanova
1 anno fa · 326 letture · 0

Quelle parole furono una stilettata nel cuore della ragazza, come se dietro a quell’odioso epiteto si nascondesse tutto il dolore che aveva sofferto per anni fino a quando gli spettatori erano esplosi in un applauso e ovazioni per il pompino che aveva fatto a Michele ed era diventata un’eroina. No, non avrebbe mai più voluto vivere quegli orribili giorni.

Ma il suo ano… aveva promesso la sua verginità a Tommaso, durante quel paradisiaco pomeriggio nella sua cameretta, quando lei gli aveva voluto dare il suo “dolce culetto” ma lui aveva risposto che quello non era il momento giusto, non con così poco tempo a loro disposizione. Nelle loro future sessioni di amore, le aveva promesso il suo amante, avrebbe fatto in modo che il suo ano fosse infine pronto ad accoglierlo senza dolore, perché la perdita della verginità non le causasse il minimo dolore ma le donasse solo piacere.

“Oh, Tommaso…”, pensò la ragazza, percependo i suoi occhi iniziare a bruciare e la sua gola stringersi, “Se avessi saputo che mi sarei trovata in una situazione simile, quel pomeriggio ti avrei pregato di sfondarmi senza farti remore. Almeno saresti stato tu a prendere la mia verginità…”

Ma forse, se l’ipotesi di Tania secondo la quale la sua vincita alla gara avrebbe potuto spingere Tommaso a riprenderla con loro, avrebbe comunque potuto dare a lui il suo culo, facendogli credere che fosse ancora vergine. Non avrebbe comunque mai potuto saperlo.

«Mi piace il tuo corpo,» le confessò Daniele, all’improvviso, riportandola alla realtà. Le stava sorridendo. «È meno volgare di quello di Francesca. Sarebbe bello fare l’amore con te».

Linda si sentì sciogliere sotto quello sguardo, e avrebbe voluto dire che l’intervento del bel ragazzo non fosse servito a convincerla del tutto, ma… «Va bene,» disse, con la voce che si era ridotta ad un sussurro.

La soddisfazione di Adriano fu ben visibile sul suo volto. «Ottimo!» esclamò. Si diresse ad un armadio, aprì un cassetto e ne estrasse un oggetto che alla ragazza sembrò uno strano orologio e un flacone azzurro dotato di dosatore. Li posò sul tavolo, poi indicò lo stesso alla ragazza.

«Appoggiati lì e abbassa i pantaloni e le mutande».

Il tavolo assunse un aspetto intimidatorio agli occhi della studentessa, la quale si stava chiedendo al contempo se nessuno avesse mai sentito parlare di coccole o del concetto di predisporre una donna al sesso. Il suo dolce Tommaso l’aveva davvero viziata, comprese. Poi, avvicinandosi, comprese cosa fossero quei due oggetti: su uno c’era scritto “Lubrificante intimo”, mentre l’altro le richiese un attimo per riconoscerlo.

Era una pallina rossa delle dimensioni di una da golf in cui era infissa una barretta di metallo alle cui estremità erano applicate due cinghie di pelle nera grazie ad altrettanti grossi anelli. Una delle due strisce presentava una serie di fori, mentre l’altra aveva applicata ad una estremità una fibbia con un ardiglione semplice, privo delle lavorazioni delle cinture, anche quelle più economiche. Era troppo piccola per essere usata con dei pantaloni, e decisamente troppo grande per essere applicata ad un polso, notò la ragazza, poi comprese cosa diavolo fosse.

Solo una mano di Adriano appoggiata alla sua schiena le impedì di fare un passo indietro. «Cosa volete farmi?» esclamò, capendo finalmente che era una gag ball. L’aveva vista in un video sadomaso, messa in bocca ad una tizia che poi era stata scopata da diversi uomini contemporaneamente, legata ad una struttura fatta di tubi e presa a frustate. No, quello no!

«Non preoccuparti,» le assicurò il capo del gruppo. Prese il telefonino ancora posato sul tavolo e, con pochi movimenti delle dita, avviò un video, che pose davanti a Linda, «ma ai miei vecchi sembra diano fastidio le grida di piacere delle donne».

E grida di piacere femminili uscirono dal piccolo altoparlante dello smartphone. Sullo schermo apparve Francesca nuda, sul divano, con lo splendido, scolpito corpo di Daniele che la possedeva. La ragazza, di una bellezza sfolgorante anche per Linda, stava urlando ad ogni spinta dell’uomo, il viso illuminato dalla gioia, le unghie conficcate nella schiena di lui.

La bionda non riusciva a distogliere lo sguardo dal video, e se qualcuno le avesse chiesto chi dei due partecipanti dell’amplesso la eccitasse maggiormente lei non avrebbe saputo dirlo. Daniele era bellissimo, muscoloso, possente, e Linda avrebbe pagato per avere un rapporto completo al pari di Francesca, ma la stronza che l’aveva fatta finire in quel guaio… diavolo, era dannatamente sexy, riconobbe la ragazza. Quei due seni, quanto avrebbe voluto stringerli e succhiarli. Era sicura che, se avesse avuto la possibilità di leccargliela come le aveva insegnato Tommaso e si era esercitata su Tania, Francesca sarebbe passata da sua persecutrice a schiava sessuale per tutta la vita nel giro di dieci minuti. Insieme lei, Daniele e Francesca sarebbero stato un trio fantastico a letto…

In quel momento Daniele non l’avrebbe posseduta nella fica ma nel culo, ma dopo quella visione sarebbe impazzita se lui non fosse stato dentro di lei. Poi, in futuro, avrebbe fatto in modo che il suo cazzo finisse con il posizionarsi anche negli altri suoi due orifizi…

«D’accordo,» concesse quasi senza nemmeno accorgersene. «Facciamolo».

Adriano gongolò a quelle parole. Prese la gag ball dal tavolo e ordinò alla ragazza di aprire la bocca e mordere la pallina di silicone, poi strinse dietro alla testa le due cinghie. Linda provò una strana sensazione nel sentire sotto i denti quella specie di grossa caramella morbida priva di sapore ed un’ombra del panico che l’aveva colta prima si riaffacciò alla sua coscienza, ma riuscì a ricacciarla. Il ragazzo le disse di abbassare i pantaloni e le mutande, quindi di appoggiarsi sul piano del tavolo.

Linda si meravigliò con quanta tranquillità si denudasse l’inguine e non avesse problemi a mostrare a quei quattro il proprio sesso, poi si sdraiò con il busto sul legno segnato da lungo uso. Appoggiò la guancia sinistra, percependo il freddo del tavolo e l’odore di polvere che le colpì il naso.

Adriano lanciò un fischio di apprezzamento. «Gran belle chiappe. Non me le sarei mai aspettate, lo ammetto».

Un rumore simile a quello di un ansimare si levò una mezza dozzina di volte accanto a Linda, che dopo qualche istante comprese essere l’erogatore di lubrificante che qualcuno comprimeva, seguito da un leggero raschiare liquido. Un profondo afrore di sesso maschile appesantì l’aria della stanza. La ragazza provò a sbirciare oltre la propria spalla, vedendo il bel Daniele cospargersi il cazzo del gel trasparente. Dentro di sé, sperò fosse lui a incularla per prima: se non avesse avuto quella pallina in bocca l’avrebbe richiesto.

Dopo qualche lungo secondo di silenzio, la cui unica colonna sonora era quello di giovani uomini che si zangolavano per avere un’erezione più potente ed il fruscio di abiti che si muovevano quando i pantaloni venivano lasciati calare sul pavimento e le mutande abbassate, percepì una mano appoggiarsi sulla sua chiappa sinistra. S’irrigidì, solo in quel momento tutto smise di essere qualcosa posto nel futuro immediato, ma pur sempre futuro, per materializzarsi nel presente, diventando tangibile: qualcosa stava davvero per penetrare nel suo retto, e non sarebbe stata una semplice supposta o il beccuccio di un clistere, ma qualcosa di vivo, caldo, e soprattutto più grosso del suo sfintere. Era consapevole che nessuno dei quattro rientrasse nella categoria dei superdotati ma…

«No,» esclamò autoritaria una voce colma di disprezzo alle sue spalle, «alla troia lo apro io il culo. Glielo restituisco il favore del pompino».

Prima di andare avanti…

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