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Erotika
Linda la nerd · Cap. 19
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Capitolo 19 di 39 17 min di lettura

"C’è una bionda che sembra la dea dei pompini"

Nella mani di Tommaso finisce il video della gara di pompini...

William Kasanova
1 anno fa · 300 letture · 0

      «No, considerando che, a quanto mi risulta, l’apprendista uccide il maestro per prendere il suo posto, meglio di no,» concluse Tommaso. «Ma cosa mi volevi dire?»

      «Certo, giusto,» disse Paolo, ancora ilare. «Sì… mio fratello mi ha mandato un messaggio con il collegamento ad un video porno molto amatoriale girato con pochi mezzi. Lo stavo guardando prima, e devo dire che è dannatamente erotico».

      «Ah, sì?» chiese il ragazzo. Non avrebbe detto di non amare la pornografia, ma Tania non gli permetteva di vederli semplicemente perché non gliene lasciava né il tempo, né la materia prima per raggiungere un orgasmo. In fondo, sosteneva la ragazza, perché sprecare sperma come omaggio a una donna che non l’avrebbe mai saputo, quando la sua fica l’avrebbe gradito più che volentieri? Tommaso non trovava obiezioni alla sua filosofia.

      «Egidio dice che è stato registrato da un suo amico ad una qualche competizione qui vicino,» aggiunse Paolo, risvegliando l’interesse dell’amico. «Ah, dal tuo sorrisetto sembra che la cosa ti interessi».

      Tommaso si limitò a continuare a sorridere. Non aveva mai detto a Paolo, nonostante gli sembrasse di tradire la loro amicizia, del fatto che facesse sesso a tre da più di una settimana, e che la terza partecipante al loro rapporto si era iscritta a quella stupida gara. L’idea lo aveva disgustato, ma la curiosità di scoprire come si svolgesse la cosa lo incuriosiva parecchio. In un paio di occasioni, in realtà, si era scoperto a chiedersi come avrebbe gestito lui stesso una competizione basata sui pompini. Linda aveva spiegato quanto aveva capito lei leggendo le regole su Facebook, ma un conto era la teoria, un altro era vedere con i propri occhi la gara, sebbene su uno schermo: un po’ come leggere le regole del calcio e assistere ad una partita di pallone.

      «Vuoi che ti mandi il collegamento?» chiese Paolo, alzando lo smartphone. Poi, con un occhiolino, aggiunse: «E scusa lo spoiler, ma c’è una bionda che sembra la dea dei pompini».

      Il sorriso di Tommaso si allargò, sapendo che il suo amico avrebbe creduto che fosse stato causato dall’idea del vedere una ragazza fare un ottimo fellatio. Considerando Tania e Linda, vedere una che si metteva in bocca un cazzo e si beveva la sborra lo interessava ben poco: quello che davvero lo incuriosiva era scoprire chi avrebbe sfidato la sua amata, e se, considerando i pompini che la bionda gli aveva donato nel finesettimana, le lezioni di Tania le avrebbero permesso di vincere. Magari lo avrebbe fatto vedere anche alle due ragazze, per sentire i loro commenti a riguardo.

      Tommaso accettò e un attimo dopo che Paolo ebbe digitato qualcosa sullo schermo del Samsung il suo telefonino vibrò nella tasca. Lo prese e aprì la e-mail, sostituita da una schermata nera con il triangolo bianco del play. «Vado a vedermelo in bagno».

      «Ottima idea,» convenne l’amico barbuto. «Venire nella tuta da lavoro è parecchio squallido, lo so per esperienza. Ah, e se qualcuno te lo domanda, digli che devi fare la caccona, perché il video dura almeno un quarto d’ora,» spiegò mentre Tommaso cominciava a muoversi verso i servizi igienici. Lo sentì aggiungere, con un misto di incredulità e sconforto nelle parole: «Quella troietta bionda spompina quel poveraccio per quindici minuti… Non so se invidiarlo o meno».

      Tommaso attraversò il capannone accompagnato dai rimbombi dei vari macchinari, superando la piccola mensa piena di operai e infilandosi nello spogliatoio. Scelse uno dei gabinetti liberi e si chiuse dentro. Appoggiò il cellulare sul porta carta igienica, abbassò la zip della tuta blu, la fece scivolare sul pavimento, seguita un attimo dopo dai pantaloni e dalle mutande. Si sedette sul water, prese il cellulare sbloccandolo con il volto e le immagini cominciavano a scorrere sullo schermo, con l’audio disattivato.

      Strinse il cellulare nella mano sinistra e con la destra si afferrò il cazzo in parziale erezione. Tania sarebbe stata contraria al donare il proprio sperma in onore delle compagne di classe di Linda, ma Tania era dalla madre in quel momento.

      Riconobbe subito la vecchia segheria, essendoci passato un paio di volte o tre mentre era diretto in montagna per delle escursioni. Non era certo un posto dove lui avrebbe organizzato una competizione di qualsiasi tipo, a parte una in cui il tetano avrebbe avuto un ruolo importante nella scelta del vincitore, ma suppose che per dei ragazzi che dovevano trovare un luogo isolato dove poter fare del sesso orale senza adulti tra i piedi quel rudere sarebbe stato come la manna dal cielo.

      Il video sembrava fare delle panoramiche, ma l’operatore non si allontanava dal posto che aveva occupato in prima linea tra il pubblico. Zoomò un paio di volte sui volti delle ragazze presenti, intente a mettersi in bocca i cazzi di altrettanti ragazzi, quelli che Linda aveva definito “i giudici”. Come nelle migliori fantasie maschili, le ragazze coprivano praticamente tutti i colori dei capelli naturali: due bionde, una mora e, giustamente, una rossa.

      La bionda di spalle, che stava spompinando uno dei ragazzi più brutti e dalla faccia più antipatica che Tommaso avesse mai visto, non poteva giudicarla perché non ne vedeva mai il volto, ma l’altra bionda non era poi da buttare via. La mora aveva un viso ed un corpo da schianto, ma la rossa… beh, nonostante sembrava si fosse vestita alla Caritas o al buio, era comunque una rossa e spillava erotismo da ogni poro; in più, sembrava la più brava del gruppo. A parte la bionda, si corresse Tommaso, ricordando le parole di Paolo.

      Ma non era di certo quella di cui vedeva il volto: fu la prima a finire e, a giudicare dall’espressione facciale e dal linguaggio del corpo del suo giudice, avrebbe fatto meglio a starsene a casa a prepararsi per gli esami. Tania ne avrebbe deriso l’esecuzione, sostenendo che sarebbe stato tanto che non avesse morso il cazzo del tipo a cui lo stava succhiando.

      La mora, invece, era davvero bella, quella a cui si sarebbe consigliato di tentare con il lavoro di modella, o di attrice nel porno, sia per il corpo che per il viso. Aveva un gran bel seno e pure il sedere riempiva davvero bene i pantaloni. Ma dopo pochi minuti anche lei ebbe finito, e sputare la sborra dei rovi alle spalle del giudice… beh, tanto avrebbe valso dargli una sberla sulla cappella, pensò Tommaso. Non aveva ben compreso come venissero assegnate le vittorie o eventuali punti, ma la mora, di certo, la finale l’avrebbe vista dalla stessa prospettiva della telecamera.

      La bionda rimasta, invece, teneva duro, e soprattutto lo faceva tenere duro al suo giudice. Tommaso, comunque, non aveva modo di giudicare il suo operato, essendo l’unica completamente di spalle. Giustamente, ironizzò, il tipo con la telecamera si metteva alle spalle di quella che avrebbe vinto la gara. Gli unici movimenti che scorgeva erano il movimento della testa, che variava da un su e giù, per poi interrompersi con quelli che Tommaso interpretò con passaggi della bocca alle palle o alla base del pene del giudice. A dire il vero, gli indizi su come la ragazza lavorasse di labbra e di mano erano dati esclusivamente dall’espressione del brutto muso del ragazzo, che era passato da quello che sembrava disprezzo a derisione, cosa che a Tommaso sembrò ben poco professionale, anche per un giudice di una gara di pompini organizzata da giovani arrapati, a sconcerto misto a piacere profondo, soprattutto quando la testa della bionda si alzava e sembrava parlargli.

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