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Erotika
Linda la nerd · Cap. 18
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Capitolo 18 di 39 16 min di lettura

“Perché non vuoi una figa come me?”

Francesca capisce chi è l'amante con cui si allena Linda. Magari, potrebbe sfruttarlo a suo vantaggio...

William Kasanova
1 anno fa · 310 letture · 0

Francesca passò allora all’attacco, cercando di incontrare Tommaso, il quale sembrò apprezzare la mora, quando se la trovò davanti con un volume di romanzi. Lei non amava leggere, ed era dovuta entrare in una libreria e chiedere un consiglio per il compleanno del suo ragazzo immaginario, che aveva gli stessi gusti di Tommaso. La commessa aveva annuito sorridendo, iniziando a estrarre libri da ogni scaffale. Alla fine, quasi disturbata da tutti quei testi, lei aveva scelto una raccolta di romanzi di un autore che non aveva mai sentito nominare: un certo Jack Vance. Una volta a casa, cercò su Wikipedia di cosa trattasse il volume che portava il titolo “Il ciclo di Lyonesse”: qualcosa di relativo a un antico regno o qualcosa del genere, con maghi, creature magiche e cavalieri. La ragazza fissò il corposo volume girandolo tra le mani: una via di mezzo tra “Il trono di spade” ed “Harry Potter”, ma scritto. Non l’avrebbe letto nemmeno se ne fosse andata della sua vita, decise, guardandolo come se avesse avuto tra le mani la carogna di un animale.

Tommaso, non mancando di lanciare un’occhiata ogni tanto alla deformazione della maglietta della ragazza, passò venti minuti a parlare di libri con lei, annoiandola oltre ogni decenza. Non conosceva un quinto degli autori che il ragazzo citava, e si chiedeva perché quella lingua non si muovesse invece sulla sua passera. Se era davvero così bravo a letto, perché non la rimorchiava, la gettava su un letto e la scopava? Era davvero così fedele a quel palo della scopa biondo? In ogni caso, inventandosi la scusa di avere un appuntamento impellente, si fece dare il suo numero di telefono, promettendogli che avrebbero di nuovo chattato riguardo i libri.

Ma non furono i libri quelli che, un paio di giorni dopo, comparvero nella chat di WhatsApp, quanto piuttosto la foto del riflesso di Francesca che sollevava sapientemente la maglietta, mostrando il ventre piatto e la sezione centrale delle grosse tette, senza reggiseno. Sul bordo inferiore dell’immagine, la ragazza aveva avuto la malizia di far comparire un lembo di mutandine oltre l’elastico degli short.

Lui, invece di farle i complimenti o proporle di fare sesso, le aveva fatto notare che doveva aver sbagliato il numero di telefono. Lui era quello noioso dei libri, aveva aggiunto, con la faccina che faceva l’occhiolino.

Se l’avesse insultata, Francesca si sarebbe infuriata molto meno. Avrebbe scommesso che lo stronzo si era sparato una zangolata sulla sua foto ma deciso a restare con Sara. La ragazza aveva lanciato un grido di rabbia, un vero e proprio ruggito. In breve tempo decise di abbandonare ogni contegno, e inondò ogni possibile via telematica verso Tommaso con sue foto, passando dal topless nella chat Instagram fino al nudo integrale su WhatsApp. Lui la pregava di smettere con quelle foto, che sarebbe stato inutile perché amava solo la sua ragazza. Il problema fu che più Francesca veniva rifiutata, più lei alzava il tiro, al punto da agganciare un paio di mollette al suo telefonino in modo che potesse rimanere sdraiato su un lato con la telecamera in un angolo, in alto, e sullo schermo la registrazione di lei, nuda, appoggiata ad un muro, mentre si masturbava, palpandosi una grossa tetta, ansimando il nome del ragazzo. Si mosse due dita nella passera bagnata con dell’acqua per farla sembrare più eccitata, gli occhi che luccicavano dopo aver sniffato del pepe. Riguardando il video, riconobbe di essere una gran figa, e di aver simulato quello che reputò un ottimo orgasmo, dopo averne guardati un paio in altrettanti porno trovati su Internet. Poco dopo il video compariva nella bacheca Facebook di Tommaso, accompagnato dalla scritta: “Perché non vuoi una figa come me?”

La ragazza sorrise quando un messaggio nella chat di Tommaso, un’ora dopo, le disse che la voleva tantissimo, che era la donna della sua vita, e che voleva leccargliela fino a consumargliela: non aveva idea di cosa fosse un orgasmo finchè non fosse stata posseduta da lui. Rise soddisfatta quando, in fondo al messaggio, la pregava di recarsi subito al parchetto degli olmi, che non vedeva l’ora di baciarla e scoprire quanto fossero morbide quelle tette.

Lei non si fece pregare e poco meno di venti minuti dopo scendeva dal suo motorino, parcheggiato nei pressi del campo giochi. Raggiunse il luogo pattuito, aspettando impaziente di essere la donna di Tommaso, desiderosa di scoprire come fosse godere veramente. Poi, sì, l’avrebbe condiviso una volta o due con Gianna, anche solo perché andasse a dire quanto era fortunata Francesca ad avere un…

Dei passi alle sue spalle la fecero voltare, esclamando eccitata: «Tomm…»

Fu forse lo schiaffo più forte che avesse ricevuto in vita sua, tanto forte da farle compiere involontariamente qualche passo a sinistra per non cadere. Il colpo fu così forte da farle fischiare le orecchie, ma non abbastanza da non sentirsi apostrofare come una “lurida cagna in calore!”

Dietro alla mano aperta che le aveva quasi strappato un dente, confusa per le lacrime di dolore che le stavano velando gli occhi, compariva una bionda esile che, se il volto non fosse stato stravolto in quello di un demone assassino dalla gelosia e dalla furia, sarebbe stata un vero schianto.

La colpa, aveva poi compreso, era stata di Francesca: aveva cercato di scoprire tutto su Tommaso ma nulla sulla sua fidanzata, Sara, ignorando quindi che la modella mancata soffriva di una gelosia patologica che a stento riusciva a trattenere. Tommaso aveva tenuto nascosto alla fidanzata il comportamento di Francesca e le foto che gli aveva mandato, ma il video pubblico sulla bacheca del ragazzo era stato impossibile occultarlo. Quando Sara l’aveva scoperto, controllando continuamente che nessuna lurida cagna in calore ci provasse con il suo uomo, aveva acceso il computer di Tommaso, in quel momento al lavoro, e scritto lei il messaggio.

Ora era davanti a Francesca, pronta a strapparle quelle tette esagerate e, dopo aver fatto lo stesso con gli occhi, infilarle nella cavità oculari vuote, a giudicare da come le mostrava i denti perfetti e bianchi come la neve. Quella fu forse l’unica volta che Francesca avesse voluto fuggire invece di combattere.

Ma, per sua fortuna, la bionda si limitò, molto volgarmente, con diversi epiteti poco piacevoli, a consigliare vivamente Francesca a non farsi più vedere nei pressi del suo uomo, o l’avrebbe uccisa. Lei, spaventata come mai, spergiurò che non l’avrebbe più fatto. Sara rispose che le avrebbe creduto, ma che da quel giorno avrebbe controllato Tommaso ogni istante, proteggendolo dalle puttane che volevano portarglielo via.

Un paio di giorni dopo, Francesca aveva voluto provare a tornare a scuriosare sulla pagina Facebook di Tommaso, ma aveva scoperto di non potervi accedere: comprese che Tommaso, o più probabilmente Sara, l’aveva bannata. In pochi minuti aveva scoperto di essere stata bloccata su qualsiasi social network, la e-mail e il telefono. Ci rimase un po’ male, ma poi pensò che era giovane, e che un vero uomo l’avrebbe comunque trovato. Quel coglione di Tommaso poteva tenersi quella specie di Terminator con i capelli biondi e poche tette, e andarsene all’inferno, dimenticandolo in poco tempo, sostituito da altri ragazzotti e, a scuola, da Linda.

Prima di andare avanti…

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