Non esiste più nulla se non il calore del cazzo di Andri, le sue mani, il mio cuore che batte per lui.
Perché te ne devi andare in America con quella? Resta con me per sempre. Non esistono altre persone oltre a noi due. Nessuna Briana con le sue tettacce grosse, nessun Dario incapace di darmi anche solo una briciola di quello che sto provando adesso, niente se non noi due in tutto l’universo.
Il mio uomo si porta una mano al viso, si lecca il polpastrello del pollice. L’abbassa, appoggia la mano sul mio inguine e il pollice sulla mia commensura. Muove il pollice sul mio clitoride. Un fulmine di godimento esplode. Boccheggio.
Ondate di piacere arrivano sempre più calde, sempre più roventi dal mio inguine, si spargono nel mio corpo come lingue di fuoco, bruciano ogni mio pensiero, consumano ogni mia energia. Riempiono la mia mente, ardono come un incendio.
Avrei potuto vivere questo il primo giorno che sono stata qui! Avrei potuto godere nella doccia, invece di andare a casa a buttarmi sul letto. I cazzi dei clienti non valevano niente, la loro sborra nulla in confronto a quello che Andri spruzzerà dentro di me.
«Non…» Ansimo. Cosa… cosa stavo dicendo… Non fermarti, amore…
Appoggio la testa sul tavolo. I muscoli sono in fiamme, la figa è un ruscello, la mente è vuota. Le labbra si tendono in un sorriso.
Andri si spinge in avanti, appoggia le labbra su una mia tetta, lecca il capezzolo.
La mia voce è un gracchiare, è roca, proviene da qualche altro luogo. «Fammi godere, Andri, ti prego!»
Apro gli occhi. I suoi mi fissano come se fossi un’apparizione, come se il suo sguardo stesse facendo l’amore con la mia anima. Mi sorride. Non mi sta scopando come quella troia di Chloe, come la zoccoletta che era stata portata qui dalle sue amiche per il suo compleanno… mi sta amando!
Nella sala qualcuno viene, grida di piacere si alzano dagli avventori. La voce di Eva ringrazia il suo cliente.
Gli occhi di Andri si socchiudono, il suo sorriso si allarga. Sta per sborrare dentro di me?
Appoggio una mano sulla sua. «Aspetta, amore… fammi venire con te…»
Lui si abbassa, mi bacia sulla bocca. «Sarà bellissimo condividere l’orgasmo con te, Marta…» Nel suo respiro sento un “amore mio” che non pronuncia e che mi fa balzare il cuore nel petto.
Esce da me, uno sbocco di desiderio cola tra le mie cosce. Andri scompare oltre il mio corpo, apre ancora di più le mie gambe, la sua lingua si appoggia sulle mie labbra, due dita entrano nella mia figa.
Inalo a fondo, il mio fiato entra a strappi, ho i brividi per il piacere. Mi sollevo sui gomiti e metto una mano sulla testa di Andri. «Leccamela, amore…»
Le due dita sono grosse quasi quanto il cazzo che mi ha scopata fino ad un istante fa, ma si muovono con più libertà: entrano, escono, girano, premono… Una scossa investe i miei muscoli, la testa mi si piega all’indietro in uno spasmo di libidine. Lancio un grido di piacere.
Dagli avventori si solleva un mormorio indistinto di eccitazione. «Sei bellissima!» urla qualcuno, «voglio scoparti!» risponde qualcun altro.
Sospiro e sorrido. Mi guardano godere, si stanno eccitando a vedermi nuda e scopata. Quanto mi mancava tutto questo, quanto mi mancava usare il mio corpo per arrapare le persone attorno a me…
Eccitare gli altri mi accende un fuoco dentro di me. Stringo i capelli di Andri nel pugno. «Torna a fottermi, sto per venire!»
Il viso del ragazzo è bagnato dei miei umori sessuali, si lecca le labbra, le due dita che mi stavano scopando gocciolano. «Mi piace il tuo sapore, Marta.»
Lo stringo a me abbracciandolo con le gambe, lo spingo inguine contro inguine. «E a me piace il tuo cazzo, amore… Lo voglio ancora dentro di me!»
Andri ridacchia, afferra il suo grosso, meraviglioso uccello in tiro. La cappella è scoperta, rossa. Devo deglutire un bicchiere di acquolina al pensiero di spompinarlo… Scompare dalla mia vista, la mia figa si apre al suo ingresso.
Gli afferro i polsi, gli appoggio le mani sulle mie tette, lui sorride e me le stringe.
Ogni colpo di inguine dentro di me è come soffiare su un fuoco che mi sta bruciando nelle viscere, come riempire di piacere la mia mente: quando sarà piena avrò un orgasmo! Ansimo, i muscoli si contraggono, si rilassano, fatico a respirare… «Non fermarti… Andri!» Mi gira la testa…
Lui si morde le labbra, ha la stessa smorfia che mostrava quando stava per venire dentro Chloe o la troietta diciottenne portata qui dalle amiche. Sta per venirmi dentro…
…e io voglio venire con lui. Accarezzo un suo braccio, chiudo gli occhi e…
Dalla folla si solleva un urlo di acclamazione.
Stanno applaudendo per me, stanno godendo nel vedermi scopa—
«Vienimi in faccia, Giulia!»
Stringo il braccio di Andri, apro gli occhi e guardo dietro di me.
La cagna – la fottutissima, maledetta, lurida cagna! – sta cavalcando un uomo su un divanetto. È piegata all’indietro, si sta massacrando il clitoride con una mano. Lancia un grido di piacere, ha una smorfia che sembra di dolore, le gambe le tremano…
No! Lurida puttana! Non mentre mi sto facendo scopare davanti a tutti da Andri! No!
…viene scossa dagli spasmi. Un getto di squirto colpisce l’uomo sotto di lei. Lui resta sorpreso, la folla esplode in un boato da stadio.
Stringo i denti, un ringhio esce dalla mia gola. Brutta cagna schif—
Il movimento di Andri si ferma, il suo cazzo piantato nella mia figa. Lui ansima, chiude gli occhi. «Marta… Marta!»
«No…» Il cuore mi si blocca, le mani afferrano i polsi del ragazzo. «No, Andri…»
Lui sospira, le spalle si rilassano, sorride. Mi accarezza il volto. «Marta, è stato fantastico.»
Mi sento mancare. «Andri, io…»
Lui esce da me, la mia figa che collassa dove non c’è più il suo grosso cazzo.
Ansima, gli manca il fiato, gocce di sudore gli brillano sulla fronte. «È stato bello fare l’amore con te, Marta.» Mi bacia la bocca. «È stato speciale. Ma ora devo andare assolutamente.»
Gli occhi mi bruciano. Singulti sempre più forti mi scuotono il petto.
Lui se ne va, la sua sborra cola dal mio sesso giù nel perineo, gocciola sul pavimento. Le mie lacrime, invece, sul tavolo.
Giulia si alza in piedi, fa un inchino davanti al suo cliente, gli altri le battono le mani.
Hai rovinato la mia vita, maledetta cagna…
FINE
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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.
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