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Erotika
Ossessione · Cap. 18
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Capitolo 18 di 27 11 min di lettura

Cagne svizzere e cagne a stelle e strisce

Giulia istruisce le due colleghe di Marta nell'arte dello squirting. E una nuova ragazza si unisce alla squadra.

William Kasanova
1 anno fa · 402 letture · 1

Il lampione accanto al piccolo supermercato con la facciata in legno sfreccia accanto a me: lascio andare il gas e la moto rallenta. Non ci sono auto sull’altra corsia di Via Mengiots e svolto nel parcheggio della Chesa del Piacér senza tirare il freno. Mi raddrizzo, passo tra il tombino e il rattoppo dell’asfalto e la moto si ferma a pochi centimetri dal muro, nel posteggio che ho oramai eletto a mio personale.

Inclino la moto a sinistra e allungo la gamba per fermare la caduta. Oramai non ha più segreti: dal cavallo selvaggio che era le prime volte che l’ho usata sotto lo sguardo di mio zio e mia madre, con la mano sulla bocca e gli occhi sgranati, è diventato il mio inseparabile compagno di viaggi, sia su asfalto che sterrato.

Scendo con agilità, abbasso il cavalletto e metto a riposo la CFMOTO. Un paio di pacche sul sellino caldo per il mio culo sono oramai una tradizione. «Poi, questo pomeriggio, ci fermiamo a Brusio a fare il pieno, eh?»

La bicicletta di Andri è silenziosa al confronto del mio mezzo. Sfreccia per il parcheggio del bordello fino a fermarsi a mezzo metro dalla rastrelliera con uno stridio. Ricordo che le prime che ci vedevamo nel parcheggio si bloccava di colpo e faceva sollevare la ruota posteriore.

Lui scende e spinge la bicicletta fino a inserire la ruota nella rastrelliera. I muscoli delle spalle tendono il tessuto della maglietta, il culo riempie i pantaloncini.

Mi sfilo il casco e lo appendo al manubrio della moto. «Alegra, Andri!»

Il ragazzo mi fa un cenno. «Ciao, Marta.»

«Com’è andato il fine settimana?»

«Bene.» Si toglie il caschetto e lo aggancia sotto il tubo superiore della bicicletta. «E tu?»

Non si gira nemmeno. Quando c’eravamo appena conosciuti, a metà giugno, si comportava come se scoparmi fosse la cosa più importante della sua esistenza, non perdeva occasione di fare allusioni o mostrarmi il suo cazzo mentre eravamo sul lavoro… Cos’è successo, tra noi?

Sospiro. «Sì, bene. Grazie.» Mi sembra inutile raccontargli del mio incontro con Emma e Lisa, e di com’erano sorprese mentre spiegavo loro il mio vero lavoro. “Adesso capisco perché non ti ho mai trovata al bar a Poschiavo…”, aveva detto Lisa. O delle foto che Giovanna mi ha mandato dal suo viaggio di nozze in Grecia. Merda, quanto mi manca, era la mia unica vera amica, qui al fast food…

Andri mi precede e tiene aperta la porta degli spogliatoi. «Sei pronta ad una nuova settimana di lavoro?» Usa di sicuro più trasporto quando parla con il suo cane…

«Sì, sono pronta a dare il mio meglio! I clienti devono innamorarsi di me!»

«Brava.»

La porta si chiude alle nostre spalle e mi segue senza aggiungere una parola. Non mi fisserà più nemmeno il culo, come un tempo. Quando mi rifiutavo di fare sesso anale sembrava fosse la cosa che più bramava del mio corpo, ma dopo che mi sono fatta sverginare dal tipo con i tatuaggi è come se non gli interessasse più nulla di me come possibile amante. E poco di più come persona…

È perché mi faccio fottere da… Scuoto la testa: no, che cazzata, è stato fidanzato con Eva e Sabine, ed entrambe sono delle puttane come me, ma con loro c’è molta più complicità.

Le spalle mi si incurvano, ogni metro che percorro mi fa passare la voglia di essere qui.

Mi volto. «Ehi, Andri! Lo sai che ieri sono arrivata a quattro stelline e sette nella valutazione sul sito?» Cazzo, volevo brindare, ieri sera, quando l’ho scoperto! Sono solo a un decimo di stella dalla cagna, poi Giulia potrà baciarmi il culo, lei e la sua simulazione di orgasmi e lo squirto in faccia ai clienti!

Andri è davanti al suo armadietto aperto, si sta togliendo una scarpa con l’altro piede. Volta il capo verso di me e fa un cenno. «Davvero? Brava.»

Speravo in un po’ più di entusiasmo… Sorrido, gli faccio l’occhiolino. «Sto per raggiungerti.»

Si solleva la maglietta. Il tatuaggio con le due montagne stilizzate è appena visibile sul fianco abbronzato. La scritta "Nihil enim fit quod hominem sustinere non possit" si legge a stento. «Sono a quattro e sette?»

Mi fermo con in mano il cursore a metà della corsa della zip della tuta da motociclista. Sbatto gli occhi. «Non sai qual è la tua valutazione? Non la controlli mai?»

Lui ha la maglietta in mano, mi guarda sorpreso. Scuote la testa. «No, perché? I clienti sembrano soddisfatti, nessuno si è lamentato di me da anni.» Solleva le spalle e lancia la T-shirt nell’armadietto. «Finché scopo, mi diverto e mi pagano per farlo…»

Devo chiudere la bocca rimasta aperta. Come fa a non interessargli? Non vuole sapere cosa pensano le donne che lo pagano per farsi fottere, e gli uomini che pagano per fottere lui? È… inconcepibile…

La porta d’ingresso cigola e la luce del corridoio si accende.

Mi si stringe lo stomaco nel sentire la voce della cagna.

«…e quello la guarda e fa: “ma non era questo pesce che intendevi?”»

Eva e Sabine scoppiano in una risata fragorosa che rimbomba nello spogliatoio. Accompagnano Giulia, che si sta godendo l’effetto della sua stupida barzelletta sulle sue due nuove amichette. Eva ci vede e, senza smettere di ridere, con il viso congestionato dallo spasso della battuta, ci saluta con una mano.

Quasi più per riflesso, un sorriso sghembo tira le mie labbra. Troie, tutte e tre: Giulia per prima, e le altre due a correrle dietro.

In mutande, deformate dalla virilità che sfoggia sul luogo di lavoro, Andri schiocca le dita di una mano e fa il gesto della pistola alle tre. «Alegra, ragazze!»

Eva gli dà un bacio sulle labbra. Apre l’armadietto e inizia a sbottonare i pantaloncini di jeans.

Sabine appoggia una mano sulla spalla di Giulia, che si ferma e si volta verso di lei, sorridendole. Si baciano sulla bocca, e la cosa è ben più intensa di quanto abbia fatto Eva con Andri. Trattengo una smorfia: avevo intuito che tra la cagna e la mulatta stesse nascendo qualcosa, ma non pensavo che Giulia riuscisse a farsela così amica…

Sabine le accarezza il viso senza staccare le labbra, Giulia le mette le mani sotto il rigonfiamento della maglietta e le solleva il seno: per essere la metà del suo, dimostra di apprezzare quanto sta palpando.

Andri non distoglie lo sguardo, le sue mutande si deformano ancora più.

Le due stronze si staccano una dall’altra con uno sforzo mentale nemmeno siano gemelle siamesi. Continuano a fissarsi negli occhi.

Sabine sorride come il peggior pervertito. «Questa notte è stata fantastica.»

Giulia abbassa lo sguardo, ma le sue labbra continuano a mostrare la sua soddisfazione. «Tu sei stata fantastica.»

Andri sospira, non ha ancora smesso di fissare le due. «Allora, com’è Giulia come maestra di squirting?»

«Bravissima!» La voce di Eva è squillante. «Venerdì sono riuscita anch’io e…» Il viso della ragazza si illumina, gli occhi le brillano. Sembra una di quei personaggi ridicoli degli anime che vedevo da piccola, quando avevano una mezza esperienza trascendentale. «…figa, che godimento!»

Prima di andare avanti…

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