Finisco di pulire il cazzo del cliente barbuto con la salvietta e mi alzo in piedi. Nascondo dietro ad un sorriso la pessima scopata che ho appena compiuto. Lui, invece, appare soddisfatto: i lineamenti del volto, quel poco che non è coperto dalla peluria nera, sono rilassati e si stende con le braccia sul divanetto.
«Sei calda come l’inferno, eh…»
Trattengo la caduta di un angolo del mio sorriso. Sembra che nessuno ricordi mai il mio nome, dopo che l’ho fatto sborrare… Di certo, però, quello di Giulia non lo dimenticano, visto che ha tutti quei commenti e un punteggio così alto…
Dovrò chiedere anche a questo di aiutarmi a migliorare la mia situazione. Magari aggiungendo la balla della selezione dei commenti migliori.
Discosto le labbra per parlare ma mi sento mancare il fiato. No, meglio di no, meglio non usare quella bugia. Meglio… meglio non giocare sporco, non voglio usare inganni. Allargo il sorriso e faccio un piccolo inchino. «È stato un piacere essere la sua hostess. Se potesse lasciare un commento nel mio profilo sul sito...»
L’uomo finisce di mettere via il suo uccello tirato a lucido e avvicina a sé il vassoio. Le gocce di caffelatte che non avevo rovesciato io le fa uscire lui dalla tazza. «Certo, appena ho finito di mangiare…»
Figlio di puttana… Spero ti vada di traverso. Ecco di nuovo sul mio viso il sorriso PanAm, come lo chiama la mia amica. «La ringrazio e buon appetito.»
Mi volto, e me ne vado. Vaffanculo, non vedo l’ora di togliermi quella merda bianca dalla fica…
Un uomo poco più in là emette un gemito, davanti a lui è inginocchiata Eva che si sta facendo irrorare il suo splendido viso con il piacere vischioso del cliente. Sospiro: fossero tutte simpatiche come lei, qui dentro…
Raggiungo i bagni destinati a noi hostess del fast food e mi chiudo dentro. Mi appoggio al primo lavandino con le mani, il mio volto mi guarda dallo specchio. Lascio defluire il fiato che ho nei polmoni, il petto mi si sgonfia e una parte della tensione abbandona i miei muscoli.
A quanti sono, oggi? Era il sesto cliente che ho fatto sborrare? O il settimo? Ne mancheranno ancora una decina, se va come ieri… Non ho mai pensato fosse così stancante fare un lavoro simile, essere la puttana dei clienti del bar di un bordello. Certo, di esperienza per i miei racconti erotici ne sto facendo a palate, e spero che anche—
«Ehi, Marta!»
Mi volto verso la voce femminile che mi ha chiamato. Eva è davanti alla porta che si sta chiudendo; sorride, sorride come sa fare solo lei, con gli occhi che le brillano. Ha cinque o sei colate di sborra che le scivolano lungo il volto, sul naso, le efelidi, una ciocca di capelli.
È proprio vero quello che sostengono gli uomini: una ragazza bella diventa bellissima con dello sperma spruzzato sul viso…
Nella mente nasce l’immagine di me che la pulisco con la mia lingua, le mie mani che le accarezzano il collo e una tetta, lei che ringrazia infilando un paio di dita nella… la mia figa inizia a prudere come se ci fossero le formiche al suo interno. Cos’è questa fantasia lesbo? Io non lo sono mai stata…
Ma…
Mi manca il fiato per parlare, la mia voce è solo un sibilo. «Eva… che… che ne pensi se facciamo la doccia insieme?» Il cuore mi balza in gola: ho esagerato? «Se… se, ovvio, non è contro il regolamento, certo…»
Eva mi si avvicina, ancheggia, sembra mettere bene in mostra il suo seno per me. I suoi occhi brillano: c’è una sfumatura di derisione, ma è quel divertimento provocato dal fatto che ho finalmente deciso di fare sesso con lei, e dimostro di non essere esperta nella cosa.
Mi accarezza il viso con una mano. «Il regolamento è fatto per impedire alle infoiate come noi di fare un’ammucchiata continua con Andri e lasciarlo a terra senza forze e sborra, non per vietarci di fare questo…» La punta di un paio di sue dita scivola sulla mia figa, una s’insinua tra le mie grandi labbra e accarezza le piccole…
Una scarica elettrica attraversa il mio corpo. Cazzo, è bellissimo! Sta per succedere: nemmeno con Emma o Lisa ho mai pensato di fare sesso lesbico, e mi ritrovo a desiderare dentro di me le dita di una grigiona che conosco da mezza settimana e che si è fatta scopare davanti a me da almeno una trentina di uomini diversi…
Eva mi cinge la vita con un braccio e mi accompagna ad una doccia. Il calore del suo corpo è meraviglioso, il profumo della sua pelle mi inebria, l’afrore di sborra che ha sul viso e sulle tette le è alieno e, al contempo, qualcosa che mi eccita ancora di più.
Vorrei che nella doccia ad aspettarci ci sia Andri, che ci fotta una alla volta e l’altra faccia sesso lesbo con la fortunata per eccitarla ancora di più… Sto colando tra le cosce, non sono mai stata così eccitata in vita mia.
Eva sposta la tenda della doccia e mi invita ad entrare con un gesto della mano. Non me lo faccio dire una seconda volta, lei mi segue.
Allunga la mano verso il rubinetto dell’acqua, le poso una mano sul braccio. «No, aspetta…»
«Cosa c’è, Marta?»
Le afferro le tette, morbide e calde, sciolgono qualsiasi tensione muscolare nel mio corpo, mi infiammano la figa. Quanto cazzo è bello palpare le bocce di un’altra donna? Quanto hanno ragione i maschi ad amarle?
Appoggio un bacio sulla bocca di Eva, avvicino la mia al suo orecchio. «Sei bellissima, Eva…»
Lei sorride. «Anche tu lo sei, Mar—»
Le lecco la colata di sborra sulla guancia, mi alzo in punta di piedi per arrivare fino alla tempia. Ha un sapore speziato, intenso. Non è più fresca, appena spruzzata da un cazzo spompinato, ma per la prima volta mi accontenterò. Magari la prossima potrebbe passarmi in bocca quella che le è stata appena sborrata in bocca, con un bacio…
Eva sogghigna, un paio di dita mi accarezzano di nuovo la figa, entrano dentro di me. «Non ti facevo così, quando ti ho conosciuta lunedì.»
