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Erotika
Ossessione · Cap. 11
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Capitolo 11 di 27 11 min di lettura

Tutti amano Giulia

Marta si sente sempre più sopraffatta da Giulia, il suo corpo perfetto e la sua tecnica sessuale...

William Kasanova
1 anno fa · 419 letture · 1

Faccio il fiocco alla mia fettuccia e la giro sul fianco. Dopo un paio di giorni di prove, non si rivela essere così difficile indossare l’outfit da sala minimalista del fast food, ma dovrei trovare uno stile mio. È lo stesso di Eva… e soprattutto di Giulia.

MI si stringe il petto al pensiero della vista del suo profilo sul sito del bordello… 4,8 stelle su cinque… Com’è possibile? Più di tremila commenti, e i quattro o cinque che ho avuto la pessima idea di leggere sembravano scritti da fanatici, adepti di una religione che venera la bionda…

Il 4,5 e i due commenti entusiasti che ho ricevuto il primo giorno di lavoro, i complimenti del capo, lo stupore di Eva e Andri non sono che polvere negli occhi, qui dentro.

Chiudo l’armadietto, il suono dello sportello che chiude rimbomba nello spogliatoio ancora vuoto. Questa mattina mi sono svegliata ad orari improponibili, e alle sei mi sono alzata, ho preso la moto e mi sono fermata ad una panchina sul Passo del Bernina a guardare il sole sorgere. Il fresco dell’aria non ha fatto molto per il mio umore. E la doccia calda che ho appena finito non ha migliorato la situazione.

«Alegra, Marta.» Andri compare dall’angolo del corridoio che conduce al parcheggio dei dipendenti della “Chesa del Piacér”. Indossa la sua solita maglietta bianca e un paio di pantaloncini neri da ciclista che lasciano intuire il suo cazzo da pornostar anche in stato di riposo. «Sei arrivata presto, oggi.»

«Ciao, Andri.» Sono tre giorni che tutte le mie colleghe ripetono che la mia figa e il suo uccello si uniranno, così com’è accaduto a loro, e con profonda soddisfazione di entrambi, Andri non evita di provocarmi e io non riesco a smettere di guardarglielo: cosa aspetto a far sì che la profezia si avveri?

Apre l’armadietto accanto al mio e comincia a spogliarsi.

Mi siedo sulla panca. Non è educazione fissare qualcuno che si sta spogliando, ma non posso farne a meno. Andri ha un corpo meraviglioso, muscoloso, vorrei essere stretta da quelle due braccia grosse. Accarezzare quel culo marmoreo mentre il suo cazzo entra dentro di me e mi fa godere come le sue clienti.

Lui si toglie le mutande, è girato di spalle.

Lancio un’occhiata, non c’è ancora nessuno.

«Andri…»

Il ragazzo volta il capo per guardarmi. Fa apposta? «Dimmi, Marta.»

Sospiro. Gli appoggio una mano sul fianco e lo sospingo per farlo voltare. Il cazzo, lungo più di una spanna adesso che è ancora semi-eretto, compare davanti al mio viso.

Su quello di Andri compare una smorfia di soddisfazione. «Cosa c’è?» Come dire che non lo sa…

Non ricordo di essere mai stata tanto attratta da un uccello in vita mia. La sola vista di quello di Andri mi fa bagnare più di quanto mi accada di solito. Lecco il polpastrello del pollice e lo passo sulla cappella mezza scoperta dal prepuzio. Un vago afrore di eccitazione si solleva dalla punta, il mio tocco fa vibrare il cazzo e trattenere il fiato al ragazzo che ci è attaccato.

Andri apre bocca per dire qualcosa ma non ne esce che un fiato di piacere. Lui vuole essere dentro di me quanto io lo desidero, ma è troppo professionale per scopare prima del lavoro e ritrovarsi scarico quando le clienti lo richiederanno per le sue doti fisiche e la sua capacità di farle godere.

Passo le dita sul cazzo, caldo e in espansione. Ho bisogno di uno sforzo fisico per non ripetere quanto ho appena fatto con il dito ma usando la lingua. Sorrido ad Andri.

«Alle due, non perdere tempo con quelle puttanelle delle nostre colleghe.» Apro le cosce e faccio lo stesso alle labbra della mia figa con la mano libera. «Ti aspetta questa da soddisfare.»

Gli occhi di Andri brillano. La sua espressione strafottente e da seduttore è caduta sotto quella di qualcuno che sta per gustare il miglior dolce che esista.

«Finalmente, Marta…»

Si inginocchia davanti a me, appoggia una mano sul mio capo e le sue labbra sono appoggiate alle mie.

Il cuore mi fa un balzo in gola.

Andri succhia il mio labbro inferiore, la punta della sua lingua lo lecca.

La tensione nelle mie spalle scompare, il senso di malessere nelle mie viscere scivola nell’inguine, infiammando ancora più il mio sesso. La mia mente si svuota, il profumo della pelle di Andri diventa il più buono che abbia mai accarezzato il mio olfatto. Cazzo… è belliss—

Il suono della porta d’ingresso è uno schiaffo su di noi.

Andri si stacca dalle mie labbra, si mette in piedi, si allontana di qualche passo per non lasciarmi il cazzo in faccia e si volta verso il suo armadietto.

Giulia fa il suo silenzioso ingresso. Le sue tette mostruose si muovono appena al movimento delle sue gambe, non ci degna di uno sguardo. Starà pensando al suo 4,8 su cinque, a come si è ditalinata ieri sera leggendo i commenti d’amore dei bastardi che se la fottono.

Cagna…

****

Appoggio il vassoio con un french toast ed uno smooth giallognolo tenuto con due mani sul tavolo. «Buongiorno, sono Marta e sono la sua hostess.»

«Conosci il reverse cowgirl?»

Sorrido al cliente, annuendo. È un ragazzo di forse trent’anni, dal fisico asciutto e dai capelli neri scompigliati ad arte. Indossa un paio di occhiali scuri di buona fattura anche se siamo all’interno del fast food.

Per fortuna sono pochi quelli che chiedono queste stronzate acrobatiche: vuoi fottermi la figa mentre fai colazione, cosa devi tirare fuori queste menate? Una volta che mi sborri dentro sei a posto, o no? Non importa, basta che sia soddisfatto. Soddisfatto al punto da darmi un cinque come valutazione.

Il ragazzo si alza dalla sedia, la ruota verso il corridoio tra i tavoli e si abbassa pantaloni neri e mutande con una mano. Un cazzo già in tiro si alza dal suo inguine, la cappella rossa fuori dal prepuzio. Si risiede, il culo spinto fino al bordo della sedia.

Gli passo una gamba sopra il suo inguine dandogli la schiena. Afferro l’uccello, lo tengo fermo e mi impalo. Il glande mi scivola tra le pareti della vagina, la curva dell’asta preme contro quello che dovrebbe essere il punto G. A pensarci, potrei provare questa posizione con Dario, quando ci ritroveremo a Pavia…

Emetto il gemito di piacere di servizio, come lo chiama Eva. «Ah… Mi piace come mi riempie il tuo cazzo… Ah…»

Il ragazzo infila le mani sotto le mie braccia e mi prende le tette. Inizia a impastarmele come se stesse controllando la maturazione della frutta. «E tu sei bella calda e bagnata, puttanella…»

Mi spingo con le gambe e sollevo il bacino da quello del cliente, il cazzo che scivola fuori per quasi tutta la sua lunghezza, mi abbasso e rientra nel mio corpo. Sì, è piacevole questa posizione, perché non l’abbiamo mai fatto prima?

Già… sono qui perché Dario è scarso come amante e mi serve esperienza per diventare la migliore scrittrice erotica d’Italia…

Il cliente mi appoggia la bocca sulle scapole e mi lecca la schiena. Questo invece no, non lo proporrò a Dario. «Scopami, puttanella, fammi godere.»

Sorriso di servizio, voce di servizio. «Voglio farti impazzire…»

Un paio di fischi provengono dalla sala.

Cazzo, no, non adesso, cagna… So che non devo guardare, che la cosa mi farà solo male… Le tette grosse di Giulia ondeggiano al suo avanzare con la grazia di una top model, il vassoio tenuto con una mano all’altezza della testa. Gli avventori hanno alzato il capo dalla loro colazione o dal natel e fissano Miss Perfezione, con più sangue tra le gambe che tra le orecchie.

Indice dei capitoli
1 Cap. 12

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