Il suo cuore batte ancora più forte. Mi appoggia le mani sulle spalle e mi stacca da sé, mi guarda negli occhi. «Marta… questo è il mio ultimo giorno. Domani partirò per l’America.»
Un groppo mi annoda la gola, fatico a respirare. Gli occhi mi si inumidiscono più di quanto lo sia la mia figa.
«Tu sei la mia ultima…» Andri si interrompe. «Non voglio definirti “cliente”, sei troppo speciale per essere solo tale.»
Ho preso una stanza nell’albergo accanto alla "Chesa dal Piacér" per poter essere qui a pranzo e a cena ed essere scopata da Andri per tutto il finesettimana, e questa è la mia unica occasione? «Io…»
Lui mi prende il viso e appoggia la sua bocca alla mia. Ogni forza nei muscoli mi abbandona, un senso di benessere riempie la mia anima. Se non indossassi ancora i vestiti, uno schizzo di eccitazione bagnerebbe l’inguine del mio amato.
La sua lingua scivola tra le mie labbra, penetra nella mia bocca. L’accolgo con la mia, la strofino, la coccolo. Il profumo della sua pelle mi inebria, il calore del suo corpo ricarica il mio di un’energia che non ho mai conosciuto prima. Una sua mano si posa sul cavallo dei pantaloni.
Li sbottono e li lascio calare. Ho tolto l’intimo quando sono andata nella mia stanza d’albergo, non volevo perdere tempo qui, con lui. La mano di Andri mi accarezza le grandi labbra, due dita discostano le piccole, orbitano attorno all’imbocco della vagina, vi entrano. Una colata di desiderio sbocca dalla mia figa e mi cola tra le cosce.
La mia testa si stacca dal suo viso e boccheggio, un brivido di piacere scuote il mio petto. «Fammi godere, Andri, ti prego…» Voglio impazzire come quella troia di Chloé, voglio essere incapace di mangiare per i tremori di un orgasmo devastante come quello che le avevi inflitto.
Lui mi bacia sul collo, le sue labbra succhiano la mia pelle, sono stilettate di piacere, la sua saliva che si asciuga tormenti di passione.
I sogni di essere posseduta da Andri in ogni posizione, di godere fino a perdere la voce che accompagnavano il mio lungo viaggio in treno attraverso la Lombardia e l’Engadina si dissolvono alla luce del suo abbandono del lavoro. Essere inculata, sborrata in faccia, in bocca, scoprire cosa si prova a farsela leccare da uno davvero capace sono solo illusioni… ma se devo scegliere solo una cosa…
«Andri…» Il cuore mi batte a mille. Le sue mani sono scivolate sotto la maglia e mi stringono le tette. L’eccitazione è come un liquido che mi riempie il cervello, fatico a pensare. «Scopami, ti scongiuro.»
«Pensavo volessi iniziare con un cunnilingus.»
Il mio sorriso nasconde il dolore che provo al petto. Chloe che gode per l’effetto della lingua di Andri è come un pugno nello stomaco. «No.» È la parola più afona che abbia mai pronunciato.
Mi slaccio i pantaloni, li lascio cadere, non indosso le mutandine. Andri, nonostante ciò che ho detto, si inginocchia davanti a me e mi bacia la figa, passa la lingua di piatto tra le mie labbra. Una boccata d’aria riempie i miei polmoni e resta per tutto il tempo che lui impiega a passare da una commensura all’altra del mio sesso.
Una goccia di eccitazione schizza fuori dall’imbocco della vagina.
Andri si solleva in piedi, si passa la lingua sulla bocca. «Hai un buon sapore, Marta…»
Stringo le labbra, ci pianto i denti, trattengo a stento il pianto. Perché ho perso il mio tempo a cercare di raggiungere Giulia invece di farmi sbattere da lui ogni giorno, andarmene a casa il pomeriggio più tardi o arrivare prima la mattina per essere la sua troia? Passare la notte nel suo letto a fare pratica come Eva?
Mi appoggio con il culo al tavolo, mi spingo con le mani e mi sdraio. Quante volte sono stata in questa posizione, quest’estate? Quanti mi hanno scopata così? Ne mancava uno, e questa sera soddisferò la mancanza. Metto le dita sulla mia figa e la apro. «Fammi tua, Andri!»
Il suo cazzo non è mai stato così lungo e grosso, lo eccito come nessun’altra donna. Non Eva, Sabine, la cagnetta a stelle e strisce, Giovanna… Io sono la sua donna, quella che lo farà godere come mai prima e mai dopo.
Appoggia la cappella nell’imbocco della mia figa, il suo sguardo mi penetra nell’anima e mi accarezza il cuore. Non mi guarda come guardava le puttane che venivano a farsi scopare da lui. Andri mi ama, ma non può dirlo.
«Andri…» nel petto ho una grancassa, un martello pneumatico, il calore dell’eccitazione mi fa scottare le orecchie, il desiderio di lui mi secca la gola. Ansimo. «…sono tua!»
Non ce la faccio più: una tempesta di emozioni mi sta sconvolgendo, l’eccitazione sta raggiungendo un livello che non ho mai sperimentato dentro qui nemmeno quando erano in due a possedermi allo stesso tempo. «Scopami, Andri, ti prego…»
La bocca del ragazzo si avvicina al mio orecchio. «Era da tempo che aspettavo di sentirti dire queste parole…»
E non sai da quanto tempo volevo pronunciarle…
Andri sorride, un sorriso pieno di dolcezza come non gliel’avevo mai visto. I suoi occhi brillano. Mi accarezza il volto. Le sue labbra hanno un tremito, come se fosse sul punto di dire qualcosa, ma non pronuncia una parola. Il suo pomo di Adamo si muove per la deglutizione.
La cappella scalda l’imbocco della mia figa, le sue mani mi afferrano i fianchi. Si morde le labbra.
Gli accarezzo il sedere muscoloso. Dio, quando vorrei dargli anche quello, ma…
Spinge con dolcezza, il glande scivola con educazione nel mio sesso, discosta le pareti come se fossero i petali di una rosa. Chiudo gli occhi, voglio godermi ogni centimetro di lui, del suo cazzo. Del suo grosso cazzo.
Inalo a fondo, il profumo del cibo e l’afrore del sesso che è stato consumato tutto il giorno qui dentro mi colma i polmoni. Blocco una gamba che si muove per il piacere della penetrazione che sta riempiendo la mia mente.
Non è ancora finito, non è ancora dentro del tutto.
«Fammi godere come quella troia di Chloe, Andri…»
Una sua mano si stacca dai miei fianchi, la trovo ad accarezzarmi il collo. Vi struscio contro una mano, sono come un gatto che vuole le coccole oltre ogni cosa.
Le sue dita sfiorano il mio viso. «Non ho intenzione di scoparti come una troia, Marta, ma come la ragazza che mi ha preso il cuore.»
Chiudo gli occhi. Quanto sono stata stupida: avrei potuto essere la donna di un uomo così fantastico, e invece… ho perso il mio tempo lottando contro la bravura di…
Non devo pensarci. L’unica cosa che conta è Andri, le sue mani sul mio corpo, il suo cazzo dentro di me, le emozioni mi sta donando.
Sospiro, lascio defluire la tensione che mi stava crescendo dentro, la tensione che mi stava causando… Sospiro di nuovo. Non devo pensarci.
La mano di Andri torna sul mio inguine, il pollice si muove sul mio clitoride, ci gira attorno, lo sfiora, lo stuzzica.
Una scossa attraversa la mia spina vertebrale, si increspa la mia pelle in uno stato di calda eccitazione, i muscoli della schiena si contraggono senza il mio permesso, i polmoni si riempiono fino a scoppiare, si svuotano con un gemito lungo e profondo. Un capogiro mi prende, mi sembra di cadere in un letto di piume, il tavolo sotto di me non esiste più.
