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Erotika
Ossessione · Cap. 19
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Capitolo 19 di 27 13 min di lettura

Tutte tranne Marta

L'arrivo di Briana scuote ulteriormente la situazione di Marta già scivolosa per lo squirting che le altre ragazze hanno iniziato a offrire ai clienti...

William Kasanova
1 anno fa · 405 letture · 1

Dell’umido caldo inonda il mio retto. Cosa… Lo stronzo mi ha sborrato in culo eccitato dalla squirtata di Sabine? Davvero? Che… che figlio di puttana!

Fa un passo indietro, il suo uccello scivola fuori di me, qualche goccia collosa fuoriesce dall’ano e scivola fino al perineo, lasciandosi dietro una bava simile a quella delle lumache rosse che infestavano l’orto di nonna. Cazzo, devo andare a farmi un bidè…

Prendo la bustina dal vassoio, la strappo e sfilo la salvietta umidificata. La appoggio sulla cappella lurida del bastardo e inizio a pulire.

Lui non mi degna di uno sguardo, si volta verso il suo amico. «Hai visto la troia caffelatte?»

«Minchia, quella sì che ci sa fare! Se torniamo qui a pranzo, la ordino più che volentieri.»

Il bastardo sogghigna. «Tu come antipasto, io come dessert! Spruzzare dovrebbe essere qualcosa che ognuna di queste zoccole dovrebbe fare quando uno se la scopa.»

I denti si serrano più di quanto vorrei fare con le dita sul cazzo dello stronzo. Vaffanculo a voi due, e vaffanculo anche a Sabine e quella cagna di Giulia!

****

Esco dal bagno, finalmente libera dalla sborra di quel pezzo di merda. Ho lavato le cosce due volte, la sensazione del suo lurido seme mi stava dando il voltastomaco.

Quella bastarda di Sabine ha il volto illuminato da un sorriso, gli occhi le brillano. Manca solo che si metta con le mani intrecciate e sollevi lo sguardo al cielo e sembrerebbe una di quelle svampite dei cartoni animati giapponesi che guardavo su Bim Bum Bam quando pensano al loro amato.

Eva le tiene una mano sul braccio, sorride a sua volta. «E com’è stato? Racconta, Sabine!»

Ci sono solo loro due: Giulia passa più tempo nella sala a scopare che seduta ad attendere che qualcuno la chiami, Andri e la nuova non ci sono nemmeno loro. Il pensiero che lui e l’americana stiano facendo sesso allo stesso tavolo – che meraviglia vederlo far godere e scopare quella tizia, il mio primo giorno di lavoro, mentre mi facevo il marito… - mi stringe lo stomaco.

Le parole di Sabine mi riportano alla realtà. Ha ancora gli occhi sollevati al cielo. «¡Candela! Voglio dire… è stato fantastico!» Sospira. «È qualcosa di indescrivibile… è come quando lo facciamo con Giulia, ma ancora meglio. È…»

Mi siedo sulla panchina di fronte alla loro, nell’angolo più lontano. Afferro la prima rivista che trovo, “La voce del Bernina”, la apro a caso e la appoggio sulle gambe. Concentro la mia attenzione sulla pubblicità del Trenino Rosso e l’articolo sulla nuova legge per la raccolta dei funghi, mi alieno dai discorsi delle due traditrici.

«Voglio provarci anch’io!» La voce di Eva sovrasta il mio impegno. «Adoro la sensazione che si prova quando il liquido spruzza fuori, quel—»

Stringo gli occhi, non esiste nulla nell’universo che la pagina davanti a me.

“…Canton Grigioni è una tradizione amata da molti, ma con l’entrata in vigore delle nuove normative, i cercatori dovranno prestare maggiore attenzione alle regole. La legge stabilisce che la raccolta—”

«Io ho pensato intensamente alla sforbiciata di questa notte con Giulia, quando mi ha—»

“…che la raccolta è vietata dal primo al decimo giorno di ogni mese e impone un limite di 2 kg di funghi a persona al giorno. Inoltre, non è consentito raccogliere funghi in gruppi di oltre tre persone, salvo per…” 

La voce di Eva è uno stridio nelle mie orecchie. «Ma dici si può fare spesso o siamo come gli uomini che hanno il loro periodo di—»

Afferro l’angolo della pagina, la strattono e la carta si tende, a momenti si strappa. La foto di un camion che ha preso larga una curva nei pressi della stazione di valle del Diavolezza ed è finita con un paio di ruote in un pascolo riempie mezzo foglio.

Eva mi fa balzare il cuore in gola. «Cosa succede, Marta?»

Muovo solo gli occhi. Le due stronze mi guardano, hanno smesso di cianciare del magico insegnamento della cagna e mi fissano. Mi stanno prendendo per il culo?

«Niente.» La parola è piatta, priva di qualsiasi inflessione. «Sto bene.»

«Mi sembri…» Eva tentenna. «È da qualche tempo che sei un po’… agitata.» Voleva dire “scontrosa”, è ovvio, ma non ha avuto il coraggio.

Sabine annuisce appena. Lei è la pubblicità della gioia, ha spruzzato in faccia ad un suo cliente, si sente la regina del mondo. Guardatemi, squirto! Scopatemi e vi piscio addosso!

Lei ed Eva sono l’equivalente delle due bambine del film di Kubrick, si tengono per mano in mezzo alla sala del fast food, nude. “Vieni a squirtare con noi, Marta!” Un brivido mi corre lungo la schiena, si schianta contro le mie viscere.

Da oltre l’angolo compare Andri, seguito dall’americana. Lei fa uno scatto, un paio di gocce di sborra le brillano sulle tette, e colpisce il ragazzo su una chiappa. Lui sobbalza e si volta verso la nuova arrivata.

Lei si morde le labbra. È una testa più bassa di lui. «Mi è… I enjoyed come hai fatto sesso con quella donna…» Mette bene in mostra le bocce, la zoccola, se fosse più alta gliele picchierebbe in faccia, ad Andri.

Il ragazzo la guarda dritta negli occhi. «Nemmeno tu scherzi, Briana, devo dire.»

L’attenzione dell’americana cade sulla cappella bagnata di umori sessuali, ritorna sul volto di Andri. «Tu pensa che mio style va ok?» Si sposta una ciocca di capelli biondi dietro l’orecchio. «Forse io ha bisogno a little practice…»

Andri ridacchia e si volta. Apre la porta del bagno e lascia passare Briana. Le fissa il culo e un angolo delle labbra gli si solleva, così come il cazzo di qualche pollice dallo stato di semi-riposo. Ha almeno la decenza di non restituirle la pacca.

Il cuore mi batte nei timpani, un senso di vuoto riempie il mio petto. Quella cagnetta a stelle e strisce non può scoparsi Andri prima di me! Non può sedurlo in due ore e ritrovarsi il suo cazzo dentro di lei se io in un mese non ce l’ho fatta!

Elga si affaccia. «Eva, tavolo 3: colazione e vaginal.»

La ragazza stringe i pugni e li scuote davanti al seno. «Tocca a me! Voglio riuscirci!»

Sabine la abbraccia. «Vai Eva! Lavalo!»

Eva balza in piedi e scatta verso il bancone del bar, aggirando la barista.

Elga la osserva, scuote la testa e si volta verso la mulatta. «Ma vi siete messe tutte a squirtare?»

Sabine annuisce. È raggiante. «Devi imparare anche tu, Elga! È fantastico!»

La barista socchiude gli occhi, un sorriso accennato si forma sulle labbra. «È difficile imparare?»

«Giulia è brava a insegn…» Sabine si blocca nel vedere la cagna, impiastricciata di sborra in faccia, che passa dirigendosi alle docce. «Giulia!»

La tettona si volta verso la collega. Solleva le sopracciglia in un’espressione interrogativa.

«Anche Elga vuole iscriversi all’Accademia dello Squirto.»

«Benvenuta, Elga!» Apre le braccia, i suoi osceni seni si scuotono, si ferma un’istante prima di stringersi alla barista, che ha un’espressione allibita. La bionda fa un passo indietro. Abbassa lo sguardo, ma non riesce a smettere di essere raggiante. «Magari ti abbraccio dopo, quando mi sono lavata.»

Elga sogghigna, passa un dito su una colata bianca sul volto di Giulia, ne raccoglie una goccia e se la mette in bocca. «Quando servivo io, le sborrate erano più saporite. Adesso vai a lavarti, ragazza, che ne hai già un paio che ti hanno richiesta.»

«Ci divertiremo.» Giulia le fa l’occhiolino e si volta.

Elga le dà uno schiaffo sul sedere. «Penso proprio di sì…»

Abbasso lo sguardo e inghiotto qualcosa con la consistenza del catrame. Ma cosa sta succedendo?


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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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