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Erotika
Ossessione · Cap. 11
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Capitolo 11 di 27 11 min di lettura

Tutti amano Giulia

Marta si sente sempre più sopraffatta da Giulia, il suo corpo perfetto e la sua tecnica sessuale...

William Kasanova
1 anno fa · 419 letture · 1

Distolgo lo sguardo, ho un cliente che devo soddisfare. Non devo perdere il ritmo. Devo essere la migliore per lui.

Il ragazzo non sembra nemmeno fare caso a Giulia. Mi bacia una spalla. «Sei fantastica, Marta…». Le sue mani stringono la mia seconda.

Commenti volgari e pesanti accompagnano Giulia che attraversa la sala. Appoggia il vassoio sul tavolo di un uomo che deve avere quasi il doppio degli anni del mio cliente ed un quarto della bellezza. Lei gli sorride, gli parla con la sua voce che sembra della fottuta seta, mette in mostra le sue cazzo di tettone.

Cagna maledetta…

Non perdere il ritmo, Marta, non perdere il ritmo. Giulia ha la natura dalla sua parte, tu controbatti con la bravura. Su, giù, cazzo fuori, cazzo dentro… Fai godere il tuo cliente, fagli mettere cinque stelle… Senti come ti palpa le tette!

Volto il capo verso il ragazzo alle mie spalle. Ansimo un paio di volte, arrochisco la voce. «Il tuo cazzo… mhm… mi fa impazzire…» Emetto un gemito e mi mordo le labbra.

Lui mi bacia di nuovo la schiena. «La tua figa è puro piacere, ragazza…»

Giulia si inginocchia davanti all’uomo, che ha tirato fuori un cazzo degno di un attore porno. Lei porta le mani al viso, emette un gemito di piacere a quella vista. Che simulatrice del cazzo, vuole far credere al cliente che è estasiata da quella vista…

Prende l’asta con entrambe le mani e passa la lingua sulla punta. L’uomo inclina la testa all’indietro, il suo petto si gonfia e si sgonfia, un sorriso compare sul suo volto. La bastarda dice qualcosa e simula ancora dell’eccitazione.

Buona parte dei clienti sta fissando Giulia, così come Elga che ha in mano un bicchiere di succo ma non lo appoggia sul vassoio perché è troppo intenta a guardare la cagna fare la troia. Accanto, ci sono Sasha, con in mano la colazione di qualcuno, e Sabine che sbircia dal muro divisorio della saletta.

Giulia si rimette a leccare la cappella, muove la testa attorno al glande, assicurandosi che il suo cliente goda il più possibile. Una mano lo sega, l’altra sta massaggiando i coglioni. Spero non squirti in faccia anche a questo, la cagna…

«Perché ti sei fermata?» Il ragazzo mi palpa le tette come se cercasse nel mio seno il pulsante per farmi ripartire.

Il cuore mi balza in gola, il buco del culo mi si serra. Un senso di gelo mi riempie le vene. Cosa cazzo sto facendo? Ricomincio a cavalcare il cliente. Mi mordo la lingua per bloccare la scusa che mi sta sfuggendo dalle labbra. Faccio meglio a concentrarmi sul mio lavoro che a guardare Giulia che…

Il cliente della cagna emette un grido, sembra scosso dalle convulsioni. La cagna ride, tiene il cazzo puntato contro il suo volto che le piscia addosso sborra a schizzi ad alta pressione. Le palle dell’uomo sembrano contenere un litro di liquido seminale, è come in quei porno idioti dove usano yoghurt o sapone liquido per lavare il muso all’attrice.

L’uomo sembra perdere qualsiasi rigidità delle membra, sembra si stia sciogliendo sul divanetto. Muove le labbra per dire qualcosa, ma dubito lo sentano anche solo quelli a un paio di metri da lui. Giulia si alza in piedi, si passa un dito sul volto, raccogliendo un po’ di sborra e mettendoselo in bocca. Dal mento, le cola sulle grosse tette.

Il tipo dietro di me viene, una vaga umidità calda riempie la mia figa. Ok, bravo, ma aspetta un attimo… Gli faccio un altro paio di sobbalzi, così è contento.

Giulia si inclina verso l’uomo a cui ha appena svuotato i coglioni e gli sorride, dicendo qualcosa. Di certo di lasciarle un commento e una buona valutazione. Come se ne avesse bisogno, quella cagna…

L’uomo solleva a stento un braccio pesante un quintale e prende il telefonino dal tavolo. Anche se sembra essere costretto a fare uno sforzo degno di Sisifo con il macigno, soddisferà il bisogno di riconoscimento della bravura della cagna pompinara…

Mi sollevo anch’io, il cazzo del ragazzo scivola fuori dalla mia figa bagnato di sperma e trasudo vaginale. Potrei ingraziarmi il cliente ancora un po’… No, non ho intenzione di leccarlo un’altra volta un cazzo che è stato dentro di me, mi si stringe lo stomaco a pensare a ieri, quando ho avuto la pessima idea di farlo…

Pulisco l’uccello con la salvietta, nettando via i liquidi sessuali. Sorrido al cliente. «È stato fantastico, grazie per questa esperienza.»

Lui mi accarezza il viso. «Sei stata fantastica…» mi interroga con lo sguardo: ha dimenticato il mio nome…

«Marta. Sarei davvero felice se mettessi un buon voto nella mia pagina…» Tentenno, ho bisogno di qualcosa che lo spinga a farlo: troppi si limitano a fottermi e poi a dimenticarmi, senza aiutarmi nel mostrare la mia vera capacità. Abbasso la voce, come se stessi condividendo un segreto che nessun altro deve conoscere. Soprattutto i miei superiori. «I clienti che lasciano i migliori commenti e voti possono essere sorteggiati per delle… prestazioni gratis ulteriori.» Gli faccio l’occhiolino e arriccio le labbra in un sorriso; un macigno mi si posa sul petto e il calore mi sale al viso: spero creda sia eccitazione.

Il ragazzo prende il natel con il cazzo ancora fuori dai pantaloni e mi sorride. «Mi sembra giusto.» Inizia a trafficare con lo schermo.

Il cuore sembra impazzito, le viscere sono prossime a liquefarsi. Faccio un inchino. «Grazie mille, spero vorrai scegliermi ancora come tua… hostess.»

Lui lancia un’occhiata a Giulia, la segue con lo sguardo. Mi guarda e annuisce. «Certo, mi farebbe piacere.» È scarso a mentire quanto Dario… bastardo…

Stritolo il fazzolettino intriso di profumo e sborra in una mano e mi avvio alla porta dei bagni. Stringo i denti: Giulia è già lì dentro. Spero che sia in qualche doccia a togliersi il divertimento del suo cliente di dosso.

Nella saletta d’attesa ci sono Andri, in fondo, che non distoglie lo sguardo dal suo romanzo, ed Eva e Sabine che stanno discutendo.

La bionda sta confabulando qualcosa, la mano sulla bocca, accanto all’orecchio della mulatta. «…chiederle come fa e…» Mi vede, si ferma e mi guarda. Alza una mano davanti a sé, l’indice proteso e lo muove in cerchio davanti al suo seno: ci parliamo dopo…

Sollevo le sopracciglia. Cosa succede? Spero voglia far mandare via dal nostro turno quella cagna di Giulia! Può aspettarsi tutto il mio appoggio, in tal caso.


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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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