Sorrido, ma il petto mi si stringe, così come i glutei. «Non… non è disponibile il mio… culetto».
Il suo sorriso è spruzzato di rammarico.
«Ehi, voi due: niente sesso durante il turno…» Eva compare da dietro l’angolo del corridoio, puntandoci contro un dito, «…se non ci sono anch’io.»
Andri non toglie la mano dal mio culo. Può lasciarcela quanto vuole. Ma solo quella… «Hai sentito? La ragazza qui ha quattro stelline e mezzo.»
Gli occhi azzurri di Eva si spalancano. «Dopo un giorno? A me sono serviti due mesi per superare le tre e qualcosa.»
«Gìà,» il ragazzo annuisce, «due mesi passati in estenuanti allenamenti con me…»
La ragazza si affianca a me, mette una mano sul petto nudo di Andri, si solleva sulla punta dei piedi e lo bacia. Lo abbraccia e gli mette la lingua in bocca. Se non fosse che lei indossa un paio di pantaloncini di jeans, lui sarebbe dentro di lei per buona lunghezza del suo cazzo.
Faccio un passo indietro per lasciare loro un po’ di intimità. Ho visto entrambi scopare con estranei in varie posizioni senza farmi troppi problemi, e mi imbarazzo a vederli limonare? O è invidia per la loro intimità?
La luce del corridoio si accende, la porta d’ingresso si chiude. I due smettono di baciarsi e si staccano, voltandosi verso la nostra collega dalla pelle scura.
Eva alza la mano. «Alegra, Sabine, come v—». La ragazza si interrompe all’improvviso, grana gli occhi.
Sabine avanza guardandosi appena oltre la spalla sinistra, trattiene un sorriso. Muove il suo sguardo su di noi, muove le labbra in un silenzioso: “Avete visto che figa?”. Dietro di lei c’è una ragazza bionda, alta. Passa lo sguardo su di noi, ma è come se non ci riconoscesse in quanto esseri umani. Fa appena un cenno con la testa, poi si dirige ad un armadietto all’inizio della fila.
Andri lancia un’occhiata a me e a Eva, controllando la nostra reazione. Si schiarisce la gola. «Ciao, Giulia.»
La ragazza si volta con la testa. Ha gli occhi azzurri, il viso lungo. Guarda Andri, accenna un sorriso e fa un cenno. «Ciao.»
Le mani afferrano il fondo della sua maglietta bianca deformata da un seno gigantesco. Le solleva, sotto il tessuto compare una pancia piatta e due tette maestose. Mostruosamente maestose. Il reggiseno dev’essere fatto di qualche materiale di origine spaziale per riuscire a contenerle senza esplodere.
Eva non muove un muscolo, fissa la nuova ragazza come se fosse apparso un alieno.. Anche Sabine la guarda, non nasconde la sua attrazione sessuale, le fissa le bocce come il più pervertito degli uomini.
Giulia sgancia il ferretto del reggiseno, le coppe balzano in avanti sotto la spinta dei seni. Si toglie l’intimo: una quinta - voglio sperare sia solo una quinta - fa la sua apparizione. Non sono quelle tette perfette da ottimo lavoro del chirurgo estetico con del silicone di qualità che hanno i capezzoli che puntano verso l’alto: la gravità ha effetto su quelle meraviglie, ma restano due semisfere fantastiche, che su un torace stretto come il suo sembrano ancora più grandi.
La ragazza si abbassa i pantaloni fuseaux, tanto stretti che lasciavano vedere il contorno dell’intimo sotto. Le mutandine passano in mezzo alle chiappe, dividendole. Sono grosse quanto il seno, il risultato di centinaia di ore di palestra – non di corsa, non voglio credere che con quelle tette possa correre! Non so se fissarla sotto o sopra, gli uomini devono strisciare ai suoi piedi per avere anche solo la possibilità di baciare la sua ombra.
Come dev’essere palparla? Il cuore fa un balzo: le mie mutandine si stanno bagnando! Quando toglierò i pantaloni si vedrà una macchia di umido.
Giulia mette i pantaloni ripiegati e intimo sul ripiano dell’armadietto con sopra il suo natel, mette un appendino nella maglietta e la aggancia alla barra. Prende la fettuccia, la lega attorno alla vita come Eva e come me, ieri, ma a lei sta molto meglio.
Chiude la portina e si avvia verso la porta che dà nel fast food. Ha una grazia, il sobbalzare dei suoi seni, i muscoli delle sue gambe che si contraggono e si allungano, il movimento delle chiappe, l’ancheggiare, che anche un gatto invidierebbe.
Non ci degna di uno sguardo, nessuno di noi le ha tolto gli occhi di dosso. Sabine l’ha mangiata con gli occhi, Andri sembra abbia visto un’apparizione, ma dallo sguardo non ha ancora compreso se è un angelo o un demone, Eva ha il volto smorto – lei ha davvero visto un demone.
La porta si è chiusa dietro a Giulia, ma non oso alzare comunque la voce. «Chi è?»
Andri fissa la porta, quasi abbia paura che si riapra all’improvviso. Mi guarda di sbieco. «Giulia. Giulia Gardinelli.» Scuote la testa. «Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.» Il suo cazzo ha un’opinione differente, un’opinione lunga più di una spanna.
«Che. Grandissimo. Pezzo. Di. Figa!» Sabine sembra quasi disgustata da tanta bellezza. «Averla nel nostro turno…» Si passa la lingua tra le labbra. «Per lei potrei mettere un momento da parte la mia passione per i cazzi…»
«Di solito è in un altro turno.» Eva lo dice quasi fosse stata una maledizione capitata ad altri. «Sapevo che Diana aveva chiesto un cambio di turno per suo padre che sta poco bene, e che ci avrebbero dato qualcun’altra al suo posto, ma…» arriccia il labbro superiore, «…speravo Heidi, o Pamela.»
Alzo le mani. «Ok, ma a parte essere la perfezione fatta donna, cos’ha? É…»
Eva sospira. Sbottona i pantaloncini di jeans. «La conosco poco, ma non posso sopportarla.» Si siede e si slaccia le scarpe. «É… è una che se la tira.»
Andri getta i pantaloni nell’armadietto. «Non se la tira affatto. È riservata.»
Eva gli scocca un’occhiata, torna a togliersi le calze. «”Riservata”, certo…»
Tocco il braccio di Andri. «La conosci?» Te la sei fatta?
«Ci ho parlato qualche volta insieme, quando ci sono i cambi di turno.»
Lo incalzo. «E…»
Lui scuote la testa. «E “cosa”?»
Accenno con il capo alla porta che la figona bionda ha appena varcato, alzo un pugno e lo muovo come se stessi bussando.
«No, con lei no.»
Davvero? «Pensavo che te le fossi fatte tutte, qui dentro.» A parte me, ma a questo metteremo presto soluzione.
«Giulia, no. Voglio dire: non ho nulla contro di lei. È una ragazza intelligente, ma… poco espansiva. Fuori dal lavoro, intendo..»
«Vuoi dire che quando lavora non sembra una che ha fatto il voto di silenzio?»
Sabine è a seno nudo, il tatuaggio spicca sulla pelle scura, «Ho sentito dire da Chris, che è nel turno dov’era prima Giulia, che è uno spettacolo quando scopa.» La ragazza non riesce a trattenere un sorriso di eccitazione. Andri batte le mani per richiamare la nostra attenzione. «Adesso andiamo là fuori a fare il nostro lavoro, fare felici i clienti, e se a qualcuno Giulia dà fastidio, si comporti lo stesso da professionista, ok? Non morde e non graffia.» Ci fissa uno per uno, come ad aspettarsi una risposta.
Eva abbassa il capo. «Sì…»
Io lancio un’occhiata alla porta d’ingresso della sala del fast food. «Ok…»
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