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Erotika
Ossessione · Cap. 25
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Capitolo 25 di 27 10 min di lettura

La futura scrittrice

Mentre la sera del rilascio del corso speciale di scrittura, e Dario e Lucia si preparano ad una piccola festa per sostenere Marta nel fare un passo che potrebbe essere decisivo nella sua vita, quest'ultima cerca di nascondere i pensieri che riempiono la sua testa, e non hanno nulla a che fare con la narrativa...

William Kasanova
11 mesi fa · 352 letture · 1

«Dario…» sussurro. Emetto un gemito, ma non ne comprendo il motivo. Deformazione professionale che non mi sono ancora scrollata di dosso da quando lavoravo al bordello? «Dario… scopami la bocca, amore…» Dammi una volta la soddisfazione…

Il mio ragazzo ha gli occhi che gli luccicano come sempre quando sta per venire. Emette un grugnito.

Cazzo, non starà già per finire… Sospiro e mi lascio andare sulle coperte del letto. D’accordo che deve correre in facoltà per la seconda ora, ma cerca di trattenerti. Come aveva detto di fare Andri, quando glielo avevo chi—

Mi si mozza il fiato. Sto ancora pensando a lui? A… al suo corpo muscoloso, al suo sorriso strafottente, al suo grosso, maestoso cazzo…

A quella volta che gliel’ho baciato in punta, mentre eravamo nello spogliatoio… Il desiderio che ardeva nel mio petto, la mia figa che piangeva tra le mie cosce lacrime di desiderio insoddisfatto, il bisogno di amarlo ed essere amata da lui, il…

Le mani di Dario stringono i miei fianchi, lui si blocca con il suo stupido uccello, un fottuto colibrì nella mia passera. Gli sfugge un sospiro come se avesse cagato per la prima volta da giorni, singhiozza un paio di volte. Una sborrata miserrima si sfoga nella mia vagina.

Solleva la testa, espira e sorride, lo stronzo. Si abbassa su di me e appoggia le labbra contro le mie. «Grazie, amore…»

Metto sul mio volto il sorriso finto migliore che trovo, ma non è certo qualcosa di decente.

Esce dal mio corpo, il suo cazzo che gocciola sul mio copriletto. Dovrei mettere una coperta come faccio sul divano quando mi sgrilletto dopo le sue scopate infime.

Si alza in piedi e si solleva i pantaloni. «Allora arrivo alle cinque e mezza?»

Mi abbasso la maglietta sulle tette sprimacciate. «Ok.»

«Così preparo il tablet e ci colleghiamo alla pagina dell’offerta.»

Sollevo i pantaloni. «Ok.»

Apre la porta della mia camera e fa quasi un salto indietro nel vedere Lucia. Lei non è meno sorpresa, quasi fosse stata scoperta mentre faceva qualcosa di imbarazzante.

Ci stava ascoltando scopare? Spero di no, con lo schifo di questa prestazione, si sarebbe depressa più che eccitata.

Il mio ragazzo esce dalla stanza. «Lucia, questa sera vuoi unirti a noi? Ordiniamo le pizze e aiuto Marta a prendere il suo posto nel corso di scrittura.»

La mia coinquilina mi lancia un’occhiata e il suo volto si illumina con un sorriso cortese. «Se non sono di troppo, volentieri.»

Se la tua presenza scoraggia quello stronzo a farmi perdere ancora cinque minuti con il suo cazzo nella mia figa, sei più che ben accetta. «Ma certo, noi ragazze parliamo di qualcosa di interessante, mentre lui gioca a fare l’hacker.»

Dario mi fa la linguaccia e l’occhiolino. È un bravo ragazzo. È un fottuto bravo ragazzo senza palle che sta con una troia infoiata che non riesce a soddisfare.

Lui fa un cenno a Lucia e mi manda un bacio. «Vado a lezione, ci vediamo questa sera.»

Annuisco. Trovo solo vuoto dentro di me, nulla su cui appoggiare un sorriso da rivolgergli. «A questa sera.»

Dario si allontana, la porta d’ingresso si apre e si chiude.

Lucia mi sorride di nuovo, le scintillano gli occhi. Resta diversi secondi senza muoversi, guardandomi.

Stringo le labbra, confusa e senza sapere cosa dire. Un tempo c’era un rapporto più freddo tra noi due, due quasi sconosciute che vivevano sotto lo stesso tetto, ma da qualche settimana… Boh, Lucia è diventata quasi fastidiosa.

«Io…» balbetta senza distogliere lo sguardo da me. «Anch’io devo andare in facoltà.»

«Va bene. Io oggi resto a casa, non ho lezioni e…» Indico il portatile nuovo. «Mi vedo qualche video di scrittura per entrare nello spirito giusto per quando inizierò il corso.»

«Non so se ne hai bisogno. Scrivi davvero bene.»

Peccato tu non sia la editor che ho chiamato a maggio, e quella non era della stessa opinione. «Ah,» abbasso un po’ la voce, mi sento una cretina a chiederglielo, «hai cancellato i racconti di Giulia che ti avevo mandato?»

Lei si morde le labbra, sospira e abbassa lo sguardo. «Sì… capisco che tu voglia farlo per chiudere un capitolo della tua vita e riconosci che Giulia è una persona che merita rispetto, però…»

Ottimo. Ho cancellato le mie copie sul tablet, quelle sul cloud e Dario mi ha assicurata che anche le sue sono state distrutte: se anche Lucia l’ha fatto, non restano più tracce del mio comportamento infantile. Sospiro. Quanto sono stata stupida…

«Lucia, non dirmi che ti piacevano le storie…»

Lei sorride abbassando di nuovo lo sguardo. «Ammetto che un paio di scene mi hanno… rallegrato alcune serate.»

Lancio un’occhiata al comodino accanto al letto. È lì che ho messo la Postepay con i soldi per comprare il corso? Devo controllare e poi metterla in un posto dove non perderla o farò qualche casino, questa sera.

Lucia si passa una mano sul collo e si sposta una ciocca di capelli biondi dietro l’orecchio. «Magari, una sera che non c’è il tuo ragazzo o il mio, potremmo uscire a bere qualcosa.»

«Va bene.» O la scheda è nel portacarte? La giacca è appesa alla spalliera della sedia accanto al letto. Merda, dove l’ho messo?

«Comunque, io adesso vado.» Lucia mi sorride. «Sì, mi hanno davvero divertito i tuoi racconti.»

Annuisco. «Ne sono felice.» Cazzo, che rompipalle…

La ragazza mi saluta con una mano. «Ciao, Marta, a questa sera.»

«Sì, ciao.»

La porta d’ingresso si apre e si chiude di nuovo.

Sollevo la giacca dalla sedia e controllo la tasca. Scontrini, un pacchetto di fazzoletti di carta, il cioccolatino che mi ha dato questa mattina Dario. Ecco il portacarte. Lo estraggo.

«Certo che Lucia è diventata asfissiante…» Premo il tasto, le carte escono per un terzo: la Postepay è quella sopra la pila. «Sembra il tipo che alle superiori mi correva sempre dietro e non riuscivo a…» Mi blocco, sbatto le palpebre. Scuoto la testa. «No, che sciocchezza. Lucia non ci sta provando con me. E per cosa, perché leggendo i miei racconti si è ditalinata un paio di volte e l’ho fatta godere più di quanto ci riesca il suo fidanzato? Che cazzata…»


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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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