Morena esplode in una risata sguaiata, si mette una mano davanti alla faccia ma non può nascondere che è rossa in viso per l’alcool.
«Allora andiamo a tavola.» Wolverine si volta e mette le mani attorno alla bocca. «Rambo! Datti una mossa o ce lo spazzoliamo noi il tuo pranzo.»
Il cuore mi perde un colpo, il fiato mi si blocca in gola. Non è mio cugino, non è mio cugin—
Una voce dallo smaccato accento napoletano arriva dalle scale. «Arriviamo! Marò, se rompete l’anima!»
I muscoli mi si irrigidiscono, quelli delle gambe sono pronti a scattare verso la porta, in una fuga verso… verso dove, che sono completamente nuda, in un luogo che non conosco?
Ludmilla compare da dietro l’angolo, sorridente, nuda anche lei, senza quello stupido costume da gatta. Sussulta, volta la testa e ride. Dietro di lui, compare un armadio di muscoli che sghignazza per la pacca che ha assestato sul culo della ragazza. I capelli neri sono scompigliati e ha una barba di un paio di giorni ben curata sulle guance. Non ha tatuaggi sul petto scolpito, e al posto della pancia ha degli addominali che sono stati fatti con lo scalpello. In mezzo a delle cosce più grosse di me pende un lungo ca…
Distolgo lo sguardo con lo stomaco che si contrae e mi stringo al braccio di Nukem. Chiudo gli occhi.
Non è tuo cugino, Vincenza, non è tuo cugino. È solo un dannato omonimo che viene dalla Campania. Non può essere Gaetano, è impos—
«E allora è questa la tua ragazza, Nukem? La famosa Lara.»
Mi volto. Rambo è davanti a me. A pochi centimetri. Mi guarda, mi studia.
Il suo cazzo inizia a gonfiarsi. Ad alzarsi.
A puntare verso di me.
La cappella esce dalla pelle.
È lo xenomorfo che apre la bocca e la lingua dentuta che scatta verso di m—
La mano di Nukem si appoggia sulla mia spalla. «La più bella me la sono tenuta per me.»
Un angolo della bocca di Rambo si solleva. «Sai… più la guardo, e più mi ricorda una mia cugina.»
Una morsa gelida mi stringe la schiena, il martellare del cuore nelle mie orecchie si interrompe. Si è fermato.
Rambo esplode in una risata. «Ma dalle nostre parti tutte le guaglione o sono delle chiattone o sono delle femmene bone uguali a lei, o sbaglio, Nukem?»
Il cuore riprende a battere, il fiato ricomincia a fluire nel naso. È Gaetano, il mio Gaetano… non posso sbagliarmi… ma lui non mi ha riconosciuto! La testa mi gira, le gambe mi cedono, tremo come quando bruciavo per la febbre.
Mio cugino mi dà le spalle. «Dai, andiamo a mangiare, che questa troietta mi ha fatto fare la maratona orizzontale!» La sua mano schiaffeggia di nuovo il culo di Ludmilla.
Lei gli palpa una chiappa dura come il marmo. «Non sarai già stanco, maschione?»
Lui ride. «Macché stanco! Nel tuo culo voglio farmi la Vesuvio Ultra, tra oggi e domani.»
Li seguo a distanza, tengo Nukem tra me e quello stronzo. Come potrò riuscire a mangiare con in mente il pensiero di Gaetano sopra la bielorussa, che se la scop… Apro la bocca e mando giù una boccata d’aria per spegnere il senso di vomito.
Morena e Jean coso hanno già occupato un divano, le loro flûte piene appoggiate sul tavolo del pranzo. Kimberly e Wolverine prendono posto su quello di fronte a loro e… Mi blocco, Ludmilla mi sfiora passando e mi sorride. Allora… allora noi ci sederemo con lei e Rambo davanti a noi.
Con mio cugino che potrà vedermi diritta in faccia e capire che non assomiglio ad una sua cugina… ma che—
«Lara, che aspetti?» Nukem è già sul divano, la testa girata verso di me. «Vieni a sederti!»
La voce che esce dalla mia gola è quella che ha un condannato all’impiccagione che si sta attardando sotto il patibolo. «Arrivo…»
Passo tra il nostro divanetto e quello con Morena e mi siedo. Abbasso la testa.
Nukem mi cinge le spalle con un braccio e prende la mia tetta sinistra. La stringe, la solleva, la manipola.
Il calore avvampa sul mio volto, vorrei sparire. Ho succhiato il cazzo due volte nei boschi di Caregan davanti ad un centinaio di ragazzi piena di orgoglio, e adesso… davanti a Gaetano… con una mano su una boccia…
«Signori e signore…» L’assistente coreano si ferma accanto a noi con il carrello. Su un piano ha uno di quei borsoni che usano i raider per trasportare il cibo, rosso e rettangolare. Fa scorrere la zip della cerniera che attraversa tre lati e ne solleva una faccia: una colonna di vapore si solleva dalla pila di scatole piatte all’interno. Un profumo di pomodoro e basilico celestiale si spande per il salone.
Sei scatole, inconfondibili, con disegnato un uomo con i baffi e una pala di legno di fronte ad un forno di pietra: tutti gli altri hanno ordinato una pizza.
Ji-Hoon legge un post-it attaccato sulla scatola in cima. «Napoli.»
Rambo solleva il suo braccio grosso quanto una sequoia. «Chi altro?»
Il coreano prende la scatola e la appoggia davanti a mio cugino. Fa un inchino che quasi gli fa sbattere il naso sul tavolo e torna alla pila di pizze. «Quattro formaggi.»
Jean coso solleva la flûte. «Qui!»
L’assistente prende il cartone e fa il giro dei divani. Passa dietro a Rambo… o Gaetano, che sta sollevando una fetta di pizza. Fili di mozzarella creano una ragnatela bianca che sembra impedire al triangolo di abbandonare il resto del cerchio. Un cappero sfugge e cade sul cartone. Mio cugino arcua il cornicione con le dita, si porta la punta alla bocca e se ne mette dentro metà. Mastica, l’unto resta sulle sue labbra. Solleva lo sguardo verso di me.
Abbasso il mio, mi ritrovo a fissarmi le gambe strette una contro l’altra, un senso di vuoto che prende possesso del mio petto.
«Aspetta.» Wolverine solleva una fetta della sua pizza al prosciutto e funghi. La avvicina al viso di Kimberly tenendo una mano sotto, perché non goccioli il pomodoro. «Assaggia se ti piace.»
La ragazza sorride e gli assesta un morso sulla punta. Mastica. «È buona.»
Lui gliel’avvicina di nuovo. «Prendi il fungo, o che senso ha?»
Gaetano scoppia in una risata. Un paio di briciole volano fuori dalla sua bocca. «Il nostro Wolverine sa come fare con una donna.»
L’altro sorride e gli mostra il dito medio.
Mio cugino ride ancora più forte. «Non sto scherzando, dovresti insegnare a Santo come si fa!»
Il fiato mi si blocca nel naso. Santo! Sta parlando di suo fratello! Non mi sono sbagliata! Cazzo!
«Eh, alla buon’ora!» Nukem mi lascia la tetta. «Metti qui!»
