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Erotika
Il secondo lavoro di Vincenza · Cap. 15
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Capitolo 15 di 23 14 min di lettura

Caffe corretto orgia

La situazione precipita quando, dopo il pranzo, Gaetano propone un'orgia con tutte le ragazze. Vincenza inorridisce all'idea di essere scopata da suo cugino, ma non ha idea di come evitare di partecipare anche lei al sesso di gruppo...

William Kasanova
8 mesi fa · 572 letture · 0

Il corpo di Wolverine è scosso da una risata. «Adesso ho capito perché ci tenevi tanto ad avere tu Lara come accompagnatrice, Nukem!»

Il mio cliente mi abbraccia e la sua mano mi afferra una tetta. «Non sono scemo, lei è la migliore con la bocca.»

«Ricordo di averne letto sui giornali, tempo fa, riguardo questa gara di pompini.» Jean mi fissa le tette. Sorride, e non per quanto sta vedendo. «Raccontaci come si è svolta.»

Sette paia di occhi mi guardano, anche Ludmilla ha la testa girata verso di me, curiosa di sapere come si organizza una competizione simile. Un angolo della bocca di mio cugino è sollevato, gli occhi gli brillano per un’idea che non voglio sapere.

Deglutisco. Il tanfo di eccitazione nella stanza opprime come quello di animali in una stalla. «Beh… qua— quattro ragazzi hanno… hanno preso i nomi di chi voleva partecipare e…»

Lo sguardo di Gaetano non si stacca da me. “E tu sei stata la prima a iscriverti, vero, cuginetta troietta?”

«…e hanno… hanno…» Sbatto le palpebre, il cuore sta per esplodermi nel petto. Distolgo lo sguardo da mio cugino. «…hanno diviso le quindici ragazze in quattro gruppi. E…» Mi manca il fiato, sto bruciando. «E andavamo in una segheria a…» Cazzo, non posso dirlo davanti a Gaetano. Il sushi si sta preparando a risalire dal mio stomaco. Uscirà dalla mia bocca come un geyser.

Morena fa una smorfia. «Spompinavate in una segheria? Ma che schifo.» Ha un brivido esagerato.

Jean coso si appoggia allo schienale. «Tu non saresti andata?»

«A competere con delle bambine? Stai scherzando?» La donna sghignazza. «Con la mia bocca avrei vinto la gara già il primo giorno.»

Un moto di rabbia verso quella carogna cresce nel mio petto. Vorrei vedere cosa sai fare contro di…

«Facciamone una anche noi.»

Tutti si voltano verso Kimberly. Lei solleva la testa dall’inguine di Wolverine e si passa un pugno sulle labbra per pulirsele. Si siede accanto al suo cliente che ha gli occhi socchiusi, il viso rilassato dopo l’orgasmo.

L’immagine del pesce di Gaetano in tiro di fronte al mio viso, con lui che mi spinge la testa contro il suo inguine, riempie la mia mente. «La… la gara non era organizzata poi tanto bene…» Gli sguardi si voltano verso di me. «E… erano solo quattro ragazzi che… che volevano farselo succhiare…» E un gruppo di idiote che non vedevano l’ora di dimostrare quale era la più troia del gruppo… io per prima.

Gaetano non mi toglie gli occhi da dosso. Starà pensando che non sarebbe stato possibile organizzare qualcosa del genere senza un gruppo di ochette idiote che credevano che essere la più zoccola del branco fosse un vanto...

Come la sua cuginetta troietta.

Kimberly solleva le spalle, stappandomi dai miei pensieri. «È solo per divertirci, tra di noi, non voglio pretendere che…»

Rambo socchiude gli occhi. «Ha ragione Lara, è poco pratica una gara simile. Dovresti considerare una serie di—»

«Oddio, ti prego, Rambo,» Nukem si ferma con un pezzo di sushi a pochi centimetri dalla bocca, «sto mangiando: non iniziare con pianificazioni, costi di gestione e cose simili. Manca solo che inizi a proiettare un PowerPoint con le analisi di mercato.»

Gaetano solleva il medio dal pugno, ha in faccia il sorriso più sincero della giornata. «Vai a farti fottere.»

Nukem solleva il bicchiere con la birra come a proporre un brindisi. «Guarda, era proprio il programma del finesettimana.»

Una risata si solleva attorno a me.

Mio cugino allunga un braccio, appoggia una mano sulla spalla di Ludmilla, la tira verso di sé e le dà un altro bacio. Con l’altra mano le palpa una tetta. «Ho un idea migliore.»

Jean coso tamburella con le dita sul tavolo. «Migliore di una gara di pompini?»

Mio cugino gira la testa verso Jean e annuisce. «Assolutamente.»  I suoi occhi si fissano su di me per un istante infinito. «Una bella orgia.» Le sue labbra si dischiudono in un sorriso malefico.

Le mie viscere si sciolgono. L’idea del cazzo di mio cugino piantato contro il mio viso è sostituita da Rambo che mi tiene ferma, le sue grosse mani che stringono le mie braccia contro il mio busto, la cappella contro la mia figa, le sue risate, la spinta… il suo cazzo dentro di—

Chiudo gli occhi e respiro a fondo o vomito davvero.

«Mi sembra un’ottima idea.» Jean coso lancia un’occhiata a Ludmilla e sorride.

Morena annuisce. «Davvero.» Lei guarda gli altri tre uomini, la sua attenzione resta su mio cugino, il più virile nel gruppo.

Wolverine fa una smorfia. «Non lo so…» Stringe le labbra e si rivolge a Kimberly. «Cosa ne pensi, Violet?»

La ragazza sorride.

La mandibola mi duole, la fronte mi formicola per il sudore freddo. Sono tutti d’accordo? Cosa sta succedendo? Respiro piano per bloccare lo stimolo a vomitare.

Nukem… Nukem sta ancora mangiando, non ha ancora detto nulla! Se lo convincessi ad opporsi… non si farebbe nulla. O ce ne torneremmo in camera! Lo scoperei per tutto il pomeriggio, fino a notte! Non mi farei più vedere fino alla partenza, dopodomani.

Metto una mano tra le sue cosce, afferro il cazzo e glielo meno. Avanti, indietro, avanti indietro avantindietravantindietravan…

Lui volta la testa verso di me, un sogghigno sul viso. «Che c’è?»

Mio cugino Gaetano lo chiama. «Allora, Nukem?»

Nukem scoppia in una risata. «È talmente eccitata all’idea che mi sta scorticando il cazzo con una sega!»

Mi fermo di colpo con la mano a metà della sua asta, gli occhi sgranati.  Cosa? No!

«Ottimo,» Gaetano si alza in piedi, il cazzo in tiro e bagnato di sb— Discosto lo sguardo, chiudendo gli occhi.

Si alzano anche gli altri. Wolverine afferra il tavolo con le mani. «Leviamolo di torno, così siamo più liberi.»

Nukem si appoggia al nostro divano e lo sposta, creando un varco più largo dove passare.

La tavola è occupata da cartoni della pizza unti e vassoi di sushi pieni per tre quarti e scatole con ideogrammi rossi ancora chiuse. Le mani di quattro uomini lo sollevano e lo portano fuori dal cerchio di divani, appoggiandolo un paio di metri più in là.

I quattro clienti tornano indietro, nel quadrato di divani, sorridenti e pronti a fottere senza rispettare l’ordine che era stato stabilito all’inizio ieri. Faccio un passo indietro da loro, lo sguardo basso, come se ciò possa farmi scomparire dallo loro vista.

Una mano tocca la mia, sussulto. Ha le dita affusolate, calde, s’infilano tra le mie, si chiudono sul mio palmo. È Kimberly. Mi fa l’occhiolino, sul volto ha un sorriso caldo.

«Questa mattina sei andata via,» sussurra al mio orecchio, «e non ci siamo divertite insieme. Pensavo che potessimo farlo adesso.»

Accanto si erge Wolverine, con i suoi tatuaggi. Una sua mano si appoggia sul mio inguine, le sue dita aprono le mie piccole e grandi labbra, toccano la mia figa. Ha il cazzo in tiro, un’asta coperta da grosse vene e una cappella viola bagnata. «Sei bella calda, puttanella…»

Kimberly si avvicina al suo volto, solleva una mano davanti al suo per coprirlo dalla mia vista e sussurra qualcosa nell’orecchio del suo cliente.

Il viso di lui passa dall’eccitato al divertito. La bacia su una guancia. «Sei una gran porca, Violet!» Le assesta una pacca sul sedere.

Sollevo le sopracciglia. «Che cosa…»

La ragazza mi prende per le spalle e mi spinge indietro verso il divano. Le gambe toccano il sofà e mi siedo.

«Facciamo un 69, Lara.» Kimberly si sdraia sulla seduta. «Mettiti sopra di me.»

Trattengo una smorfia: l’idea di fare sesso lesbico non mi ispira affatto… ma sempre meglio che correre il rischio di essere scopata da… mio cugino e Jean coso stanno scopando Ludmilla, uno davanti e l’altro dietro.

«Va bene.» Scavalco con le gambe la testa di Kim e mi sdraio su di lei. Il suo seno preme contro il mio ventre, così come faccio io con le mie tette. Alcune dita discostano le mie labbra, una lingua si infila in mezzo e comincia a leccare.

La figa della ragazza è a pochi centimetri dal mio viso, le piccole labbra come carta crespa marroncina chiusa in una bocca. Un forte odore di eccitazione femminile stuzzica il mio naso, ma non a sufficienza da farmi impazzire come l’afrore di arrapamento di Nukem.

Avvicino le mani al taglio tra le cosce, mi fermo appena prima di sfiorarlo. La mente è vuota, non ho idea di come fare. Adesso che sto per fare davvero un cunnilingus, l’impressione che sia il pompino destrutturato che mi è venuta questa mattina appare per quello che è: una cazzata totale.

La lingua di Kimberly non si ferma, passa lungo il solco del mio sesso. Il mio utero si apre all’introduzione di due dita. Un brivido di piacere corre lungo la mia schiena.

Buttati, Vincenza: fai quello che vorresti facciano alla tua figa, e ripetilo su quello di questa troia.

Appoggio la bocca alla figa di Kimberly, bagnata di umori che l’eccitazione dell’orgia hanno provocato, e lecco. Il sesso dell’inglese è acidulo, forse per tutte le scopate di oggi e di ieri. Avrà lo stesso sapore anche la mia figa? Spero proprio di no!

Due mani si appoggiano sulle mie chiappe e le discostano.

«Hai un gran bel culo, Lara.» La voce di Wolverine accompagna l’appoggiarsi di una cappella bagnata e calda sul mio ano. Una spinta, il mio buco si apre e il cazzo scivola nel mio retto.

Non lo riempie come quello di Nukem. Nemmeno la lunghezza è la stessa.

Le due mani lasciano i glutei e prendono i miei fianchi. Il pesce inizia a muoversi avanti e indietro, il mio bacino bloccato perché Kim possa continuare a giocare con la mia figa.

Prima di andare avanti…

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