Il secondo lavoro di Vincenza

Capitolo 15 - Il migliore amico di mio cugino

William Kasanova
6 hours ago

Il corpo di Wolverine è scosso da una risata. «Adesso ho capito perché ci tenevi tanto ad avere tu Lara come accompagnatrice, Nukem!»

Il mio cliente mi abbraccia e la sua mano mi afferra una tetta. «Non sono scemo, lei è la migliore con la bocca.»

«Ricordo di averne letto sui giornali, tempo fa, riguardo questa gara di pompini.» Jean mi fissa le tette. Sorride, e non per quanto sta vedendo. «Raccontaci come si è svolta.»

Sette paia di occhi mi guardano, anche Ludmilla ha la testa girata verso di me, curiosa di sapere come si organizza una competizione simile. Un angolo della bocca di mio cugino è sollevato, gli occhi gli brillano per un’idea che non voglio sapere.

Deglutisco. Il tanfo di eccitazione nella stanza opprime come quello di animali in una stalla. «Beh… qua— quattro ragazzi hanno… hanno preso i nomi di chi voleva partecipare e…»

Lo sguardo di Gaetano non si stacca da me. “E tu sei stata la prima a iscriverti, vero, cuginetta troietta?”

«…e hanno… hanno…» Sbatto le palpebre, il cuore sta per esplodermi nel petto. Distolgo lo sguardo da mio cugino. «…hanno diviso le quindici ragazze in quattro gruppi. E…» Mi manca il fiato, sto bruciando. «E andavamo in una segheria a…» Cazzo, non posso dirlo davanti a Gaetano. Il sushi si sta preparando a risalire dal mio stomaco. Uscirà dalla mia bocca come un geyser.

Morena fa una smorfia. «Spompinavate in una segheria? Ma che schifo.» Ha un brivido esagerato.

Jean coso si appoggia allo schienale. «Tu non saresti andata?»

«A competere con delle bambine? Stai scherzando?» La donna sghignazza. «Con la mia bocca avrei vinto la gara già il primo giorno.»

Un moto di rabbia verso quella carogna cresce nel mio petto. Vorrei vedere cosa sai fare contro di…

«Facciamone una anche noi.»

Tutti si voltano verso Kimberly. Lei solleva la testa dall’inguine di Wolverine e si passa un pugno sulle labbra per pulirsele. Si siede accanto al suo cliente che ha gli occhi socchiusi, il viso rilassato dopo l’orgasmo.

L’immagine del pesce di Gaetano in tiro di fronte al mio viso, con lui che mi spinge la testa contro il suo inguine, riempie la mia mente. «La… la gara non era organizzata poi tanto bene…» Gli sguardi si voltano verso di me. «E… erano solo quattro ragazzi che… che volevano farselo succhiare…» E un gruppo di idiote che non vedevano l’ora di dimostrare quale era la più troia del gruppo… io per prima.

Gaetano non mi toglie gli occhi da dosso. Starà pensando che non sarebbe stato possibile organizzare qualcosa del genere senza un gruppo di ochette idiote che credevano che essere la più zoccola del branco fosse un vanto...

Come la sua cuginetta troietta.

Kimberly solleva le spalle, stappandomi dai miei pensieri. «È solo per divertirci, tra di noi, non voglio pretendere che…»

Rambo socchiude gli occhi. «Ha ragione Lara, è poco pratica una gara simile. Dovresti considerare una serie di—»

«Oddio, ti prego, Rambo,» Nukem si ferma con un pezzo di sushi a pochi centimetri dalla bocca, «sto mangiando: non iniziare con pianificazioni, costi di gestione e cose simili. Manca solo che inizi a proiettare un PowerPoint con le analisi di mercato.»

Gaetano solleva il medio dal pugno, ha in faccia il sorriso più sincero della giornata. «Vai a farti fottere.»

Nukem solleva il bicchiere con la birra come a proporre un brindisi. «Guarda, era proprio il programma del finesettimana.»

Una risata si solleva attorno a me.

Mio cugino allunga un braccio, appoggia una mano sulla spalla di Ludmilla, la tira verso di sé e le dà un altro bacio. Con l’altra mano le palpa una tetta. «Ho un idea migliore.»

Jean coso tamburella con le dita sul tavolo. «Migliore di una gara di pompini?»

Mio cugino gira la testa verso Jean e annuisce. «Assolutamente.»  I suoi occhi si fissano su di me per un istante infinito. «Una bella orgia.» Le sue labbra si dischiudono in un sorriso malefico.

Le mie viscere si sciolgono. L’idea del cazzo di mio cugino piantato contro il mio viso è sostituita da Rambo che mi tiene ferma, le sue grosse mani che stringono le mie braccia contro il mio busto, la cappella contro la mia figa, le sue risate, la spinta… il suo cazzo dentro di—

Chiudo gli occhi e respiro a fondo o vomito davvero.

«Mi sembra un’ottima idea.» Jean coso lancia un’occhiata a Ludmilla e sorride.

Morena annuisce. «Davvero.» Lei guarda gli altri tre uomini, la sua attenzione resta su mio cugino, il più virile nel gruppo.

Wolverine fa una smorfia. «Non lo so…» Stringe le labbra e si rivolge a Kimberly. «Cosa ne pensi, Violet?»

La ragazza sorride.

La mandibola mi duole, la fronte mi formicola per il sudore freddo. Sono tutti d’accordo? Cosa sta succedendo? Respiro piano per bloccare lo stimolo a vomitare.

Nukem… Nukem sta ancora mangiando, non ha ancora detto nulla! Se lo convincessi ad opporsi… non si farebbe nulla. O ce ne torneremmo in camera! Lo scoperei per tutto il pomeriggio, fino a notte! Non mi farei più vedere fino alla partenza, dopodomani.

Metto una mano tra le sue cosce, afferro il cazzo e glielo meno. Avanti, indietro, avanti indietro avantindietravantindietravan…

Lui volta la testa verso di me, un sogghigno sul viso. «Che c’è?»

Mio cugino Gaetano lo chiama. «Allora, Nukem?»

Nukem scoppia in una risata. «È talmente eccitata all’idea che mi sta scorticando il cazzo con una sega!»

Mi fermo di colpo con la mano a metà della sua asta, gli occhi sgranati.  Cosa? No!

«Ottimo,» Gaetano si alza in piedi, il cazzo in tiro e bagnato di sb— Discosto lo sguardo, chiudendo gli occhi.

Si alzano anche gli altri. Wolverine afferra il tavolo con le mani. «Leviamolo di torno, così siamo più liberi.»

Nukem si appoggia al nostro divano e lo sposta, creando un varco più largo dove passare.

La tavola è occupata da cartoni della pizza unti e vassoi di sushi pieni per tre quarti e scatole con ideogrammi rossi ancora chiuse. Le mani di quattro uomini lo sollevano e lo portano fuori dal cerchio di divani, appoggiandolo un paio di metri più in là.

I quattro clienti tornano indietro, nel quadrato di divani, sorridenti e pronti a fottere senza rispettare l’ordine che era stato stabilito all’inizio ieri. Faccio un passo indietro da loro, lo sguardo basso, come se ciò possa farmi scomparire dallo loro vista.

Una mano tocca la mia, sussulto. Ha le dita affusolate, calde, s’infilano tra le mie, si chiudono sul mio palmo. È Kimberly. Mi fa l’occhiolino, sul volto ha un sorriso caldo.

«Questa mattina sei andata via,» sussurra al mio orecchio, «e non ci siamo divertite insieme. Pensavo che potessimo farlo adesso.»

Accanto si erge Wolverine, con i suoi tatuaggi. Una sua mano si appoggia sul mio inguine, le sue dita aprono le mie piccole e grandi labbra, toccano la mia figa. Ha il cazzo in tiro, un’asta coperta da grosse vene e una cappella viola bagnata. «Sei bella calda, puttanella…»

Kimberly si avvicina al suo volto, solleva una mano davanti al suo per coprirlo dalla mia vista e sussurra qualcosa nell’orecchio del suo cliente.

Il viso di lui passa dall’eccitato al divertito. La bacia su una guancia. «Sei una gran porca, Violet!» Le assesta una pacca sul sedere.

Sollevo le sopracciglia. «Che cosa…»

La ragazza mi prende per le spalle e mi spinge indietro verso il divano. Le gambe toccano il sofà e mi siedo.

«Facciamo un 69, Lara.» Kimberly si sdraia sulla seduta. «Mettiti sopra di me.»

Trattengo una smorfia: l’idea di fare sesso lesbico non mi ispira affatto… ma sempre meglio che correre il rischio di essere scopata da… mio cugino e Jean coso stanno scopando Ludmilla, uno davanti e l’altro dietro.

«Va bene.» Scavalco con le gambe la testa di Kim e mi sdraio su di lei. Il suo seno preme contro il mio ventre, così come faccio io con le mie tette. Alcune dita discostano le mie labbra, una lingua si infila in mezzo e comincia a leccare.

La figa della ragazza è a pochi centimetri dal mio viso, le piccole labbra come carta crespa marroncina chiusa in una bocca. Un forte odore di eccitazione femminile stuzzica il mio naso, ma non a sufficienza da farmi impazzire come l’afrore di arrapamento di Nukem.

Avvicino le mani al taglio tra le cosce, mi fermo appena prima di sfiorarlo. La mente è vuota, non ho idea di come fare. Adesso che sto per fare davvero un cunnilingus, l’impressione che sia il pompino destrutturato che mi è venuta questa mattina appare per quello che è: una cazzata totale.

La lingua di Kimberly non si ferma, passa lungo il solco del mio sesso. Il mio utero si apre all’introduzione di due dita. Un brivido di piacere corre lungo la mia schiena.

Buttati, Vincenza: fai quello che vorresti facciano alla tua figa, e ripetilo su quello di questa troia.

Appoggio la bocca alla figa di Kimberly, bagnata di umori che l’eccitazione dell’orgia hanno provocato, e lecco. Il sesso dell’inglese è acidulo, forse per tutte le scopate di oggi e di ieri. Avrà lo stesso sapore anche la mia figa? Spero proprio di no!

Due mani si appoggiano sulle mie chiappe e le discostano.

«Hai un gran bel culo, Lara.» La voce di Wolverine accompagna l’appoggiarsi di una cappella bagnata e calda sul mio ano. Una spinta, il mio buco si apre e il cazzo scivola nel mio retto.

Non lo riempie come quello di Nukem. Nemmeno la lunghezza è la stessa.

Le due mani lasciano i glutei e prendono i miei fianchi. Il pesce inizia a muoversi avanti e indietro, il mio bacino bloccato perché Kim possa continuare a giocare con la mia figa.

Riprendo a leccare, muovo la lingua lungo il solco tra le labbra, passo sull’apertura dell’utero, lo sfintere dell’uretra, mi avvicino alla… Gaetano sta ancora scopando Ludmilla. La ragazza è tra i due uomini, un cazzo in figa e uno in culo, sta godendo, o almeno finge davvero bene. Mio cugino le stringe una tetta, Nukem il collo con una mano e… la figa di Kim, merda!

Muovo la lingua come a leccare un ghiacciolo, su e giù, su e… Se un ragazzo mi leccasse in questo modo eviterei di vederlo una seconda volta. Cosa dovrei… Le dita dell’inglese si muovono dentro di me. Mi discosto con la testa e la penetro con il medio. Sarà poi come quando mi ditalino, giusto?

L’utero di Kim è caldo e bagnato. Oppone una resistenza minima. Entro per due nocchie e… muovo il dito e tocco la parete inferiore della figa. No, devo girare la mano e… Ma è davvero questo casino ditalinare un’altra donna durante un 69?

Do… dovrei ansimare per quanto mi sta facendo Kimberly? Io…

Gaetano è ancora intento a fottersi Ludmilla, Il suo inguine tra le cosce di lei. L’angolo della bocca mi si tira in un moto di disgusto, mio cugino spinge contro la mia amica, il suo cazzo nella figa, le palpa le tette, sbava e… - merda, no! – si irrigidisce.

«Vasilia! Vasilia! Vas…»

Gaetano stringe i denti, ribalta la testa indietro ed emette un grido.

Volto la testa, serro gli occhi, ma non posso tapparmi le orecchie. Quello stronzo di mio cugino che viene è un suono che resterà nella mia memoria per il resto della mia vita!

Il pesce del tipo che mi sta inculando si blocca, anche lui ansima. «Lara! Cazzo, sì!»

Il mio corpo perfetto da ventenne l’ha fatto ven… Il fiato mi si blocca a metà del percorso. Cazzo, non avrà sborrato dentro di me eccitandosi vedendo mio cugino venire?

Wolverine si sfila, la sua cappella esce dall’ano e lo stringo. Non voglio che esca nulla, è disgustoso. Lui mi stringe una chiappa. «Mi sono proprio goduto il tuo culo!»

Non mi sono quasi nemmeno accorta di avercelo dentro. E non ho concluso nulla con Kimberly…

Sollevo la gamba e scavalco la testa della ragazza. Mi siedo e lei si solleva.

Un sorriso di circostanza compare sulle sue labbra. Appoggia le mani sul divano per darsi la spinta per alzarsi ma avvicina la testa alla mia. «Non distrarti…» sussurra.

Le spalle mi si sollevano appena, come se stessi ritraendo la testa nel guscio. «Sì, scusa…»

Kimberly si alza, prende sottobraccio Wolverine e si avvia verso Rambo e Nukem, che stanno ancora palpando Ludmilla.

Un brivido mi attraversa la schiena. Come faccio a concentrarmi con mio cugino a tiro di cazzo dal mio corpo nu—

«Allora sei una delle finaliste, eh?» La voce di Jean coso mi strappa dai miei pensieri. Ha in mano il suo pesce e se lo mena per tenerselo duro.

Dei quattro, è l’unico senza muscoli e pelato. Deve avere almeno dieci anni in più rispetto agli altri tre. Ovvio che nessuna si sia lamentata che se lo sia preso Morena.

Mi squadra come nemmeno io ho fatto con lui, fissandomi il seno. Gli occhi sono lucidi e il viso rosso: non ha lesinato con l’alcool per tutto il pranzo. «Non sei la tipa che adesso lavora in televisione. Quella sì è una gran bella fregna.»

Stringo i denti in un sorriso per non rispondergli a tono. Preferisce le tettone, anche rifatte come la puttana che si porta a letto da ieri. «Ma io, in certe cose, sono meglio della Tadini.»

La sua mano afferra i miei capelli, mi spinge avanti e mi fa scivolare a terra, in ginocchio. Che figlio di troia… Davanti al mio viso mi ritrovo puntato il suo cazzo, il più piccolo del gruppo.

«Fammi vedere cosa fa una che si è dimostrata la più brava in una gara di pompini.»

Morena non ti soddisfa, eh, stronzo?

Dietro a Jean coso, mio cugino esce da Ludmilla. La sua lurida sborra cola dalla figa della ragazza: Gaetano passa un paio di dita tra le piccole labbra, ne raccoglie un po’ sui polpastrelli e la mette in bocca alla bielorussa.

Nukem continua a incularla. Perché non viene a fottere me? Non è Ludmilla che deve diventare la sua amante!

«Mi piace il tuo succo, Rambo,» mente la ragazza, imponendosi un sorriso appena accettabile.

Mio cugino palpa una tetta. «Adesso vado a vedere se le altre valgono quanto te, bella troietta.» Si gira a controllare chi è libera e…

Deglutisco. Io non sto facendo nulla e…

Afferro il pesce del pelato. Il sorriso che gli rivolgo è il migliore che trovo. «Vuoi davvero scoprire com’è un vero pompino?»

Lo scappello con due dita, metto in mostra un glande con un piccolo taglietto. È violaceo e bagnato, spero dalla saliva e non da qualche altro liquido corporeo. L’odore è quello di arrapamento maschile, per quanto non sia il più eccitante che abbia annusato fino ad ora.

Sollevo l’asta, un paio di palle pelose pendono tra le cosce. A questo giro le salto con la bocca… Protendo la lingua e lecco il sotto del cazzo, ruvido e dal vago sapore di spumante. Infilo una mano tra le cosce e massaggio le palle. Arrivo in cima all’asta, sollevo lo sguardo verso il viso di Jean coso e gli faccio l’occhiolino con la cappella sulla lingua.

Ha la stessa espressione di qualcuno in fila alla posta con il pensionato che non si scrosta dallo sportello da venti minuti. «Tutto qui?»

Figlio di troia… dopo la semifinale avevo i ragazzi che strisciavano ai miei piedi per avere una sega - nemmeno una pompa, per una sega - e tu fai lo scocciato? Sollevo gli angoli della bocca. «Ho solo iniziato, il meglio deve ancora arrivare.»

Ma, più tempo passo con il cazzo di questo stronzo, più è probabile che mio cugino si svuoti completamente nelle altre e non abbia la forza o la voglia anche solo di scopare me. Perdonatemi, ragazze, se vi sacrifico a quello stronzo…

Apro le labbra e mi lascio scivolare il pesce in bocca. Sono ormai abituata a quello di Nukem, non trovarmi una cappella in gola mi sembra strano. Muovo la testa avanti e indietro e massaggio i coglioni, li muovo tra le dita senza stringere troppo, li accarezzo. Non se lo merita un buon pompino, questo bastardo, ma per ripicca verso di lui e quella infame di Morena lo voglio far impazzire. Poi voglio vedere se continua a mancarmi di rispetto.

Una mano si appoggia sulla mia nuca. Una grossa mano. Mi afferra la testa e me la spinge indietro. Il cazzo mi esce di bocca.

«Jean Valjean, è un problema se ne approfitto anch’io?»

L’accento meridionale marcato della voce mi blocca il cuore per un istante. Non posso credere davvero…

Mi gira la testa. Il cazzo di mio cugino è davanti al mio viso, un mostro alieno dalla testa rossa, bagnato di umore femminile. L’asta è solcata da vene simili a radici su un rigonfiamento che la percorre dalla base alla cappella, scoperta. Una goccia di sborra ritardataria cola dal meato.

Gaetano ha il capo abbassato e mi fissa con un sorriso malefico. «Allora, troietta, che ne dici di succhiarcelo a tutti e due?»

L’aria ha un odore fetido, simile a quello dei tombini quando non piove da settimane.

Cazzo, non posso nemmeno toccarlo… è il pesce di mio cugino… cazzo…

Lui ride. «Cos’è? Non ne hai mai visto uno così bello?»

La mano sinistra mi si solleva di qualche centimetro, ma la consapevolezza di cosa sto per fare la blocca.

Jean coso sospira. «La cagnetta mi stava facendo una pompa niente male, e vieni a rompere i coglioni, Rambo?»

Mio cugino non lo considera nemmeno. «Cos’hai, paura? Una professionista come te deve averne visti a centinaia. Ok, di così grandi, forse, non tanti, te lo concedo…»

Lo sa chi sono? Ha capito che sono Vincenza, la sua cuginetta troietta… o no? Sollevo la mano fino quasi a toccare il cazzo. Mi sta prendendo in giro e pensa che non l’abbia riconosciuto? E se non sapesse chi sono, e non lo soddisfo… e lui si lamentasse con il mio capo? Che figura ci—

Una mano con delle unghie finte e laccate afferra il pesce di mio cugino. È Morena. «Ehi, mi piace il tuo cazzo. Che ne dici di divertirti con una che può…» Mi fissa, le sue labbra si stringono. «…può farti vivere delle emozioni che non dimenticherai?»

Lo sguardo che mi scocca mio cugino è gelido. «Andiamo, fammi scoprire cosa sa fare una con esperienza con gli uomini.»

Si allontanano, Morena che lo guida tenendogli il cazzo. Il culo muscoloso di Gaetano sembra farmi le smorfie.

Jean coso li guarda allontanarsi, abbassa lo sguardo su di me. «Hai fatto bene a farlo andare via,» sussurra. «Rambo è uno stronzo, mi sta sui coglioni.»

Il pesce del pelato è ancora nella mia mano destra. Avevo poca voglia prima di fare sesso, ma adesso non ne ho più nemmeno l’ombra.

Lui mi fa un cenno con la testa. «Adesso che siamo solo noi due, ricomincia, puttanella, e fammi scoprire come spompina una che è arrivata alla finale di una gara.»

Apro le labbra e allungo la lingua.

Tenere le mani nei gabinetti smerdati non era poi così male.