Qualcuno mi sfiora. È Elga, ha in mano un POS per carte di credito con un display al posto della tastiera.
Sergio fissa la moglie, le labbra strette. Prende da una tasca il portacarte, nero e in metallo. Una Masterclass spunta fuori per un quarto della lunghezza. L’uomo l’estrae e la tiene sollevata davanti a sé. Respira un paio di volte, le labbra gli si stendono in un sorriso che non mostra felicità, gli occhi gli si chiudono appena.
Tende la carta verso Elga. «Aggiunga una scopata per mia moglie… e una per me.» Mi indica con la Mastercard. «Per me, ancora lei».
La barista annuisce e preme dei tasti sul piccolo monitor del POS. «Un vaginal e un missionario, corretto? 750 franchi». Protende la macchinetta verso il cliente, che riconosce la carta di debito e uno scontrino esce dalla fessura sopra il monitor.
Elga lo strappa e lo consegna a Sergio. Sono appena stata comprata da un uomo per una prestazione sessuale, davanti a chiunque, in particolare la sua ex moglie. E la cosa non mi fa lo schifo che mi sarei aspettato.
Andri è in piedi accanto a me, ha il viso umido dai succhi sessuali della donna. È bagnato al punto tale che sospetto l’abbia fatta squirtare un attimo prima che sembrava stesse per svenire.
Lui mi fa l’occhiolino. Non ho idea se voglia dirmi che ho fatto un buon lavoro anch’io o se mi farà provare la stessa cosa quando gliela d—
Stringo le sopracciglia. Se il conto per le nostre scopate è di 750 franchi, e la mia figa ne costa 300, allora il suo cazzo vale il 50% in più? Perché?
Gli scocco un’occhiataccia, lui risponde con un sorriso. Il suo uccello è in piena estensione, ancora più di quanto lo fosse stato quando Sabine gliel’ha toccato. Il glande è tutto fuori dalla pelle, rosso e luccicante, più grosso dell’asta, che ha comunque una sua larghezza considerevole. Una vena lo percorre per quasi tutta la sua lunghezza, zigzagando dalla radice a pochi pollici dal prepuzio.
Se lo sa usare la metà di quanto spergiurano le altre due, 450 franchi è in saldo…
Andri mi assesta uno schiaffetto sul culo, sobbalzo. Lui sogghigna. «Vogliamo andare?»
Chloe si è aperta la camicetta, mettendo in mostra una pancia piatta e due seni troppo perfetti per essere naturali. Si sdraia sulla panchina; solleva le mani come per accogliere il suo amante e ha ancora i pantaloni ai piedi. Sergio ha abbassato i pantaloni e le mutande, e si sta menando il cazzo per prepararlo al mio intervento. Si è seduto tra i due tavoli e ha spinto il culo fino al bordo del sedile.
Mi avvicino a lui, afferro il suo cazzo e lo tengo in posizione. Mi metto in ginocchio sulla panca, più comoda per le gambe di quanto mi aspettassi, e mi abbasso, impalandomi. È da quando sono stata nello spogliatoio, dalla vista di Eva nuda, e soprattutto Andri, che la figa è bagnata e mi provoca quella sensazione fastidiosa di sfogare il suo bisogno di godere, e il cazzo di Sergio mi scivola dentro come se fosse insaponato. Mi mordo le labbra e inspiro: l’uccello mi solletica le pareti della vagina, è una sensazione fantastica. L’odore di sesso ed eccitazione copre quello delle pietanze della colazione.
Sergio apre la bocca e inspira soddisfatto, mi afferra un gluteo e un seno e comincia a palparli entrambi.
«Che meraviglia!» Chloe apre ancora più le cosce e si spalanca le labbra della figa con le dita.
Andri la penetra, entrambi gemono chiudendo gli occhi. La donna gli prende i polsi e mette le mani del ragazzo sui suoi seni. Inizia a fotterla, colpi profondi e lenti. Lei gli mette una mano sulla nuca e lo spinge verso il suo viso: si baciano.
Sergio fa la stessa cosa con me, la sua lingua entra nella mia bocca. Oramai è una gara a chi tradisce meglio l’ex partner…
Lo cavalco, muovendomi su e giù per quasi tutta la lunghezza del cazzo. Godrò anch’io come Chloe, o il mio è solo dovere? Non importa, mi sto divertendo comunque.
Sto scopando davanti a tutti uno sconosciuto accanto ad un mio amico che sta fottendo la ex moglie di quello che ho tra le gambe. Quando speravo di trovare spunti per scene di sesso per i miei futuri romanzi erotici, non mi aspettavo qualcosa di un livello simile.
Sergio mi stinge la chiappa muovendo le dita come se stesse suonando un flauto, mi scopa la bocca con la lingua con un’intensità che batte quanto sto facendo io con la figa sul suo cazzo.
Non oso voltarmi a guardare, ma sono certa di essere il punto focale dell’attenzione di tutta la sala, sia dei clienti che di Elga, e magari anche qualcuno in cucina si è affacciato per vedere come scopa la nuova puttana. Non è come quando andavo alle spiagge nudisti, ma qualcosa di molto più intenso. Molto meglio.
Chloe geme di piacere. Meglio se lo faccio anch’io, per quanto non mi sembri naturale. Stringo Sergio contro le mie tette e continuo a sobbalzare.
La donna viene all’improvviso, questa volta non grida. Arcua la schiena, spalanca la bocca e resta per un istante in una scarsa parodia della posizione del ponte. Crolla sulla panca, sospira, lascia uscire tutta l’aria che le era rimasta nei polmoni, il petto si abbassa.
Adri si solleva da lei e sfila il caz— Lei lo afferra per i fianchi e scuote la testa appena.
«Vienimi dentro…» sussurra sfiatata. Non lo pronuncia, ma stava di certo per aggiungere un “ti prego”.
Il ragazzo si ferma, ha ancora la cappella nel corpo della donna. Si mette di nuovo in posizione, l’afferra sotto le cosce e gliele spinge contro il busto, sollevandole il culo dall’imbottitura. Se prima l’aveva scopata con rispetto, ora la fotte con forza: non ha più interesse per il piacere della cliente, ma solo del suo. Sul viso di Andri, l’espressione di complicità che aveva accompagnato la posizione del missionario viene sostituita da una adatta a chi sta per scopare qualcuno per disprezzo o ricordarle che è una sua proprietà.
Il fiato mi si ferma nei polmoni, il cazzo di Sergio sembra diventare più grosso, lo voglio dentro ancora più di prima.
Andri spinge a fondo il suo uccello, come se volesse sfondare Chloe, si ferma e le scocca un’occhiata come a dirle che è la sua troia e che il suo corpo ha l’unico scopo di farlo godere. Esce quasi del tutto, un centimetro alla volta, il cazzo che luccica per gli umori della donna, e spinge di colpo. Lei emette un gemito e resta a bocca aperta.
Il ragazzo ripete quattro o cinque volte, chiude gli occhi e stringe le palpebre.
Mi fermo nella mia cavalcata, incapace di distogliere lo sguardo da Andri, incapace di smettere di contemplare il suo viso distorto dall’orgasmo… Gli provocherò la stessa espressione quando lo farò godere con il mio corpo?
Andri sembra vibrare, espira ed esce dalla donna. Un filo bianco che parte dalla cappella che luccica sotto le luci resta attaccato alla figa, si incurva sotto il suo stesso peso e si spezza, finendo sul pavimento. Una colata di sborra densa sbocca dall’orifizio di Chloe.
Andri prende un'altra salvietta e si avvicina.
